«Six Friends For Bicio» di G. Casati / R. Rossi / M. Polga / M. Tonolo / M. Abrams / E. Smiderle, un accorato omaggio a Maurizio Caldura Núñez (Caligola Records, 2025)

0
Bicio_Ante

Un’opera che riporta in auge la memoria di un artista dalle doti non comuni, assicurandosi che il suo ricordo non venga sepolto nell’oblio. Ogni nota suonata dal sestetto sembra voler affermare che il contributo di Caldura Núñez al jazz meriti di essere riscoperto e rivalutato.

// di Cinico Bertallot //

«Six Friends For Bicio», pubblicato dalla veneziana Caligola Records, è un album che si configura come un commovente e sentito tributo a Maurizio Caldura Núñez, un sassofonista che ha lasciato un’impronta indelebile all’interno della comunità jazzistica italiana degli anni Ottanta e Novanta, ma che, troppo presto, ha finito per essere dimenticato. Il progetto muove dalla volontà del pianista Marcello Tonolo, suo amico e collaboratore, desideroso di preservarne l’eredità musicale, attraverso la reunion di alcuni musicisti che l’hanno accompagnato nel corso della sua carriera. Il sestetto che dà vita al concept si rifà direttamente all’ultimo ensemble guidato da Caldura, ricalcandone in parte la sagomatura dell’organico e mantenendone l’essenzialità dello spirito. Accanto a Tonolo, che ha avuto un rapporto strettissimo con il sassofonista tributato, troviamo Michele Polga, suo miglior allievo e autore della ballad «Núñez Dance», composta appositamente per questa occasione. Il gruppo include altri veterani come Roberto Rossi e Marc Abrams, a cui si aggiungono il trombettista Giampaolo Casati – che spesso sostituiva il compianto Marco Tamburini – e il giovane batterista Enrico Smiderle.

Il repertorio celebra l’estro compositivo di Caldura: non a caso il cuore pulsante del disco è costituito dalle sue composizioni originali, che spaziano da ritmi vivaci a momenti di intensa espressività che testimoniano la varietà stilistica del sassofonista. La Keptorchestra, ensemble cofondato da Caldura con i fratelli Tonolo, fu un punto di riferimento per il jazz italiano degli anni ‘80 e ‘90, ospitando figure leggendarie come Lee Konitz, Joe Lovano e Steve Lacy. Con questo album, l’anima di quella formazione rivive, trasmettendo al pubblico contemporaneo l’importanza e l’attualità del lavoro di Maurizio Caldura Núñez.

L’opener «Goofy’s Dance» è un samba ipnotico che mette in evidenza la brillantezza ritmica e melodica di Caldura. Il brano pompa energia con assertività e decisione, mentre i fiati che s’intersecano in un gioco di contrappunti vivaci. «Amigavel» fa capolino come un quadretto dipinto una delicata tela con i colori della bossa nova che evocano sonorità morbide e avvolgenti, dove la melodia fluisce con garbo, lasciando spazio a fraseggi raffinati e a un interplay sottile tra piano e sax. «Bradipo» è un costruzione dalle influenze mingusiane, caratterizzata da un groove deciso e da un impianto armonico audace. Il titolo suggerisce un andamento inizialmente rilassato, che però si carica di tensione lungo il percorso. «Groovin’ Jones» è un concentrato di vitalità allo stato puro, sprigionando un senso di urgenza e potenza, con una sezione fiati incisiva e un ritmo che invita al movimento. «Gothic Legend» ha un’aura misteriosa e maliarda, con una struttura armonica che gioca su atmosfere più cupe e introspettive. Dovunque si percepisce un vigoroso senso narrativo, con un crescendo emozionale intrigante. «Ink Stains» perlustra sonorità più astratte e sfumate. Il titolo suggerisce frammenti di idee musicali che emergono e si dissolvono, dando ampio spazio all’improvvisazione.

Parlando di «Weeping Radish» va ribadito che in questa versione il lascito di Núñez viene interpretato dal solo trio con la sezione fiati in stand-by, mettendo in risalto le interazioni tra piano, contrabbasso e batteria in un dialogo fatto di amicale complicità. «Núñez Dance», inedito dell’album firmato da Michele Polga, è una ballata composta in omaggio a Caldura che si distingue per la pungente liricità e l’emotività sottocutanea; dal canto suo il sax sembra raccontare una storia fatta di affetto e nostalgia. «Mr. PJ» dedicata a Paul Jeffrey è un’altra composizione mai registrata prima. La struttura del brano porta con sé l’eredità di un jazz articolato e dal carattere retroattivo, con passaggi armonici che richiamano influenze bebop. «Silly Samba» chiude il disco con un tocco giocoso e vivace. Il ritmo festoso, le melodie spensierate e il senso di leggerezza contrastano con alcuni frangenti dell’album decisamente più intensi, dove il filo conduttore nasce da un’accorata celebrazione dell’estro creativo di Caldura, con brani che alternano brio e introspezione. «Six Friends For Bicio», registrato al novembre del 2024 al Cat Sound Studio di Rovigo, rappresenta molto più di un omaggio: è un’opera che riporta in auge la memoria di un artista dalle doti non comuni, assicurandosi che il suo ricordo non venga sepolto nell’oblio. Ogni nota suonata dal sestetto sembra voler affermare che il contributo di Caldura Núñez al vernacolo jazzistico meriti di essere riscoperto e rivalutato. Un disco che tocca le corde della nostalgia di chiunque abbia contezza della recente storia del jazz italiano.

Six Friends For Bicio
0 Condivisioni

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *