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// a Cura della Redazione //

Non è una classifica sono solo alcune delle nostre recensioni che hanno avuto dalle 500 alle 2000 visite sul nostro web magazine. Auguri per un felice 2024 e lunga vita con li jazz!

«Concerto feat. Gianluigi Trovesi» di Claudio Angeleri, un’idea tangibile di opera d’arte contemporanea (Dodicilune, 2023)

L’apparente struttura evocativa e celebrativa del progetto viene costantemente fortificata o diluita da una regola d’ingaggio tipicamente jazzistica che usa le armi dell’interplay dinamico e dell’improvvisazione espansiva.

«My Sixties In Jazz» di Nicola Mingo, il jazz il tutta la sua adamantina purezza ( Alfa Music, 2023)

Un costrutto sonoro distillato in purezza, dove la parola jazz può essere scritta a caratteri cubitali, in cui la scelta del chitarrista napoletano risulta tutt’altro che manieristica e calligrafa rispetto al glorioso passato del bop, ma rappresenta un invito alla rilettura di taluni stilemi collocati all’interno di un presente dinamico e proiettato verso il futuro.

«A Sound n Common feat. Peter Bernstein», un processo tradizionale di fermentazione creativa che regala al mondo un distillato di jazz in purezza (GleAM, 2023)

«A Sound n Common feat. Peter Bernstein» è un disco rispettoso delle normative vigenti e legali del jazz: tradizionale nel concept ma caratterizzato da un processo di elaborazione dinamica e costantemente up-to-date.

«The Ramblin Trio», Daniele Cavallanti /Alberto N.A. Turra / Marco Cavani: tre uomini in fuga dalle convenzioni (Setola di Maiale, 2023)

«The Ramblin Trio» non è una pozione facilmente metabolizzabile o una passeggiata su un viale alberato con il cinguettio degli usignoli, per contro, però, contiene una ricerca poetica nell’essenza del suono, nell’extra-territorialità ideativa e nella moltiplicazione del ritmo, ma soprattutto in quel costante distacco dai vincoli del passato e nella fuga dalle convenzioni del presente.

«Composit» di Giovanna Magro Feat. Giovanni Mazzarino, un legame quasi ombelicale tra interpretazione e composizione (Jazzy Records, 2023)

Il lavoro sulla voce da parte della Magro è intersezionale: la cantante siracusana riesce ad incunearsi perfettamente fra le armonie sviluppate dalla retroguardia portando la melodia ad una temperatura di ebollizione emotiva costante, dove le parole sembrano succhiare l’anima alla musica.

Vito Di Modugno Quartet With Fausto Leali con «Black, White And Blues», uno strumento di seduzione di massa (Abeat For jazz, 2023)

Un crossover di musica su un magnifico substrato soul-jazz, dove i rifacimenti assumono una nuova cittadinanza rinvigoriti dall’inedito modulo espressivo, mentre i componimenti originali trovano una piattaforma su cui adattarsi assurgendo di diritto allo status di piccoli classici.

«Prayers» di Sade Mangiaracina, un duplice viaggio tra spirito e materia (Tǔk Music, 2023)

«Prayers» di Sade Mangiaracina è un’opera non comune che non transita sui consueti binari dal jazz contemporaneo secondo una modulistica precompilata, ma nasce dai moti insurrezionali di un’anima musicalmente inquieta e duale che si placa in un atto di preghiera universale.

«Astrolabio Mistico» di Michel Godard e Roberto Ottaviano, una moderna chanson de geste dove parole e musica si fondono in un armonioso incanto (Dodicilune, 2023)

…una trama sonora a maglie larghe fra le quali fanno capolini personaggi ed interpreti, luoghi e suggestioni in un susseguirsi di scenari musicali che si arricchiscono progressivamente per dipanarsi attraverso una dinamica espositiva carica di tensione, lirismo, pathos e poesia…

Federica Michisanti Quartet con «Afternoons», la rappresentazione plastica del sincretismo tipico del jazz contemporaneo (Parco Della musica Records, 2023)

«Afternoons» è un disco duale a base di jazz espanso, valido per una meditazione olistica, quasi totalizzante o ideale per lasciarsi trasportare dalle narrazioni tematiche di Federica Michisanti che configurano e trasfigurano continuamente un universo parallelo alimentato da una liricità aliena caduta sulla terra degli uomini.

«Wind Tales» di Fabio Vernizzi, storie di mondi, uomini e sentimenti trasportati del vento (Dodicilune, 2023)

«Wind Tales» di Fabio Vernizzi è un lavoro di grana finissima, sviluppato attraverso la turnazione di un composito ensemble di musicisti, originale nel concept, nella struttura e nella formula esecutiva, al netto degli stilemi, dei generi e dei linguaggi interpellati.

«M.E.T.E. / Music Enlightens The Earth» di Riccardo Di Gianni, Ludovico d’Apollo e Elias Farina: il ritmo come linguaggio dell’anima (Dodicilune, 2023)

La sintesi materica e spirituale un sistema compositivo, esecutivo ed improvvisativo figlio del suo tempo per tecnica e tecnologia, ma imbevuto di credenze, movenze e sapienze antiche, quali risorse immarcescibili tese allo sviluppo di una forma et deforma mentis jazz nell’accezione più larga del termine, la quale fa appello al primo modello di espressione umana: il ritmo in tutta la sua potenza comunicazionale.

Doortri con «PFAS OFF», la distruzione della banalità sonora (zOaR Records New York, 2023)

«PFAS OFF» è un intelligente destrutturazioni dei luoghi comuni di mezzo secolo di musica ed una ricostruzione intelligente in un contenitore adatto ad una contemporaneità estrema e subacquea, pronta ad emergere come una neverland nascosta, ma che non scende a patti con il mercato o con le lusinghe delle playlist radiofoniche.

«Zàkynthos», il nuovo album di Francesco Bruno, un mèlange di emozioni multicromatiche dispensate attraverso le corde di una chitarra (Alfa Music, 2023)

Ed è proprio quella «libertà espressiva», di cui lo stesso Bruno parla, a diventare il vero motore mobile del progetto, il carburante ideale per una creatività dilatata che guarda verso i quattro punti cardinali della musica, ma che a tratti tradisce anche l’amore per il jazz afro-americano nelle sue innumerevoli declinazioni.

«Dinamo» di Pippi Dimonte, una fuga sonora dall’uno all’altro emisfero, caratterizzata da improvvisi ritorni alle origini (JambonaLab, 2023)

«Dinamo» è la risultante di una complessa e variegata trama narrativa, proiettata in una dimensione contemporanea nella forma e nella sostanza, forte di innesti culturali molteplici tutt’altro che geolacalizzati.

«Worlds Beyond» è il nuovo disco multidimensionale del bassista pugliese Antonello Losacco (GleAM Records, 2023)

…frutto di alchimia strumentale perfetta e paritetica, mentre le singole individualità emergono e vanno a creare un piacevolissimo effetto d’insieme, dove il basso diventa una sorta di timoniere, il vibrafono traccia le coordinate armoniche e la batteria garantisce la rotta….

Il canto gregoriano come rigenerante del jazz moderno: Nicola Pisani & M. A. O. plus Louis Sclavis & Trio Vocale Aulos con «Cantus Firmus» (Dodicilune, 2023)

Il progetto del sassofonista-compositore dimostra in maniera lampante come i canti gregoriani, legati alla musica sacra e ad una dimensione aulica e non ludica, siano vicini alla musica sincopata di matrice afro-americana più di quanto si possa immaginare.

Dedicata a Pasolini «CPPP Requiem» di Bruno Romani è una moderna opera di costruzione sonora fuori dal canone della banalità (Fonarte, 2023)

C’è davvero qualcosa di epico e di drammatico al contempo in quell’uso della voce che talvolta diventa un lucido e un filtro di contrasto per gli altri strumenti o funge da schermo su cui sax e chitarra si proiettano in estenuanti progressioni.

«Alexithymia» di Vittorio Solimene, un costrutto sonoro implementato quasi in tempo reale ( 2F Recording Studio, 2023)

«Alexithymia» di Vittorio Solimene non è un disco rivoluzionario, seppure a tratti spregiudicato e coraggioso, ma possiede il pregio di non cadere mai negli schematismi e nel calligrafismo scolastico, individuando una formula espressiva decisamente originale, per quanto ancora perfettibile.

«Flowers» di Antonio Del Sordo, un piacevole andirivieni tra passato e presente del jazz (Alfa Music, 2023)

In effetti all’interno del disco di buone idee ne sbocciano tante ed a getto continuo come fiori di campo; soprattutto si percepisce che i quattro sodali, come pianeti simili, siano allineati sulla stessa congiunzione astrale ed all’interno della medesima galassia sonora.

«Crystal Flower» di Letizia Brugnoli un’istantanea sul quotidiano tra swing e ritmi latini (Irma Records, 2023)

«Crystal Flower» è una album che rappresenta la vita ed il quotidiano nel suo lento ma incessante fluire, attraverso varie sfaccettature emotive fatte di momenti in agro-dolce, in cui si alternano stati d’animo molteplici e dove la voce di Letizia Brugnoli diventa il framework portante.

«Libra» del Cercle Magique Trio, le nuove geometrie sonore del jazz multidirezionale (Alfa Music, 2023)

«Libra» del Cercle Magique Trio è un album che oltrepassa il fragore mediatico dell’epoca della ridondanza e, con tocco signorile ed elegante, raccoglie idee, riflessioni ed emozioni in un costrutto concettuale coerente destinato agli abitatori pensanti del Pianeta Terra.

Bright Magus con «Jungle Corner», un’escursione a colpi di groove, nella fitta boscaglia del mood davisiano (Irma Records, 2023)

«Jungle Corner», è costrutto concettuale coerente, ma estroverso, multi-direzionale ed incanalato in un hub di collegamento, in cui jazz, funk, rock, avant-garde e psichedelia trovano il loro punto di rottura e di sutura, al netto del loro legame ombelicale, ma per certi aspetti sinestetico, con l’unico vero Magus del jazz, forti di un’improvvisazione fluida e senza eccessivi vincoli armonici.

«Live al Vapore Jazz Club» del DMD Trio: l’essenza del jazz stesso, capace di travalicare ogni confine spazio-temporale (Notami Jazz, 2023)

«Live al Vapore Jazz Club» del DMD Trio non è un lavoro sperimentale, soprattutto non presta mai il fianco al desiderio del contemporaneo sotto vuoto spinto, liofilizzato e serializzato in tetrapack sintetico.

«Kaleidoscopic Rendez-vous» di Giampaolo Ascolese, il jazz in tutta la sua sorgiva vitalità (Alfa Music, 2023)

Kaleidoscopic Rendez-vous» di Giampaolo Ascolese è uno di quei dischi che rendono dignità e giustizia al linguaggio jazzistico, preservandolo da inutili ridondanze, ardite contaminazioni e fughe verso mondi impossibili.

«Introducing Vitantonio Gasparro», un afflato benefico che avvolge con grazia l’ascoltatore (GleAM Records 2023)

Un trio per vibrafono non è mai un urlo di guerra. Se la musica è carezza in un pugno, «Introducing Vitantonio Gasparro» vi invita a porgere anche l’altra guancia.

«Natural Impression» di Mafalda Minnozzi, la voce umana come strumento di seduzione di massa (MPI, 2023)

Le interpretazioni della Minnozzi contengono nei filamenti di DNA creativo quell’assioma che lega un intimo sentimentalismo, capace di innescare uno sturm und drang ricco di pathos, a metà strada tra melodia e dramma, quale residuo della dotta tradizione lirica, nonché della veridicità coinvolgente del canto popolare tipico del nostro paese.

Pasquale Calò con «Where I Come From», l’Africa come aggregante di moderne suggestioni jazz (GleAM Records, 2023)

Nel progetto di Calò l’Africa (e non solo) diventa il catalizzatore di infinite suggestioni che si muovono trasversalmente sull’asse cartesiano di un costrutto jazz a volo libero che tocca Penisola Iberica, Balcani, India, Nord Africa, Medio Oriente e Sud America.

«Overseas» di Claudio Giambruno: la regola aurea del jazz moderno (Via Veneto Jazz, 2023)

«Overseas» è un disco che possiamo definire jazz a tutti gli effetti di legge, senza essere costretti ad usare espedienti linguistici o formule descrittive sibilline ed ambigue. il line-up guidato dal musicista siciliano traccia una rotta che unisce due punti tesi tra il passato ed una regola d’ingaggio progressivamente moderna…

Claudio Fasoli NeXt Quartet con «Ambush», un lavoro fatto di folgorazioni e visioni che oltrepassano l’idea dello spazio e del tempo (Abeat, 2023)

Ascoltando i dieci componimenti dell’album, si intuisce che il sassofonista non stia cercando di «vincere facile»: non sarebbe da lui. Eppure la sue capacità esecutive e narrative, anche quando si muovono sull’orlo del precipizio riescono a trovare sempre un visibile legame con l’hic et nunc, senza precipitare mai nel vuoto.

«The Coltrane Suite And The Other Impressions» di Adriano clemente: una lectio magistralis di jazz (Dodicilune 2023)

«The Coltrane Suite And The Other Impressions», è una lectio magistralis di jazz a 360°, che supera le barriere del tempo e dello spazio fisico della musica; un’opera imponente strutturata in un doppio album, pubblicato dall’etichetta Dodicilune, che usa la filosofia, il karma, il sound e l’esperienza coltraniana come una rampa di lancio per esplorare universi sonori molteplici.

Pietro Ciancaglini con «Consecutio», la biodiversità creativa del basso elettrico (Gle.AM REcords, 2023)

Il costrutto sonoro viene talvolta forgiato con le armi della cultura africano-americana nella fucina dell’hard-bop, sia pure con più moderni intendimenti, il tutto laminato attraverso un’improvvisazione intelligente e mai dispersiva, virtuosistica e fine a sé stessa. Ma è soprattutto la coibentazione melodica e la facile cantabilità dei componimenti di Ciancaglini a dare quella spinta in più verso un’immediata empatia con il fruitore medio.

TIZIANO TONONI & Paha Sapa Ensemble con «Winter Counts (We ‘ll Still Be Here!)», un doppio album epico sulle tracce dei Nativi Americani (Felmay Records, 2023)

Il Paha Sapa Ensemble guidato da Tononi marca un vasto excursus tematico fertilizzato da varie fonti jazzistiche confluenti, dove groove e melodia costituiscono traiettorie sonore in grado di descrivere i vari momenti del racconto sonoro, accentuandone ora il pathos, ora la tensione, ora i momenti topici.

«Fishes» di Teo Ederle, un disco che fonde a caldo stimoli provenienti dal passato ed avanguardia (Flying Robert Music, 2023)

Teo Ederle è un musicista dal solido background, capace di rimanete in equilibrio sul filo di una tensione musicale che è la rappresentazione speculare di una personalità proteiforme e ricca di sfumature. Un tratto saliente che gli ha consentito di muoversi agilmente tra elettronica, progressive, funk, reggae, avanguardia, con una capacita di amalgama e di sintesi non comune.

«Legno Madre» di Marco Bardoscia, un potente vettore emozionale, descrittivo del delicato rapporto tra uomo e natura (Tŭk Music, 2023)

…un musicista bidimensionale in possesso di una visione ritmica e percussiva del tempo e dello spazio, nonché di un’idea tematica che travalichi la classica gerarchizzazione strumentale, approdando su territori talvolta inesplorati, una sorta di terra vergine conquistata e fertilizza attraverso idee che sembrano fiorire lungo il cammino, nel quale s’innestano reminiscenze jazzistiche, spunti latino-ispanici, colori mediterranei, sentori di classicismo e frammenti di canzone popolare.

«Reimagining Aria» di Dario Savino Doronzo e Pietro Gallo: una sintesi esaustiva fra due mondi apparentemente distanti (DiG, 2023)

Tutto l’impianto sonoro dell’album si fonda su un perpetuo andirivieni tra passato e presente con visionari sprazzi di futuro che, facendo salvi i principi nel suo sistema melodico-armonico, profilano un inedito pensiero musicale, una nuova onda d’urto avulsa dalla grammatica tradizionale

«Orizzonte» di Carmelo Venuto…tra Sicilia, cielo, terra e mare (GleAM Records, 2023)

Qualunque espressione dell’animo umano, tramutata in arte e comunicazione verso l’esterno, se concepita con spirito siciliano o a contatto con quel mondo ne rimane impregnata ed assume un’aura quasi ieratica che di manifesta attraverso la bellezza, il mito, la magia e la spiritualità. La musica non è estranea a tali meccanismi: la Sicilia resta imbrigliata fra le note, anche se trattasi di un disco jazz, così lontano forse dagli antichi canti pastorali, dalle nenie o dalle canzoni popolari di questa terra.

«Infinity» di Michele Fazio World Trio, un contenitore di emozioni tra Occidente e Oriente (Abeat Records, 2023)

…un flusso tematico avvolgente e ad elevato gradiente emotivo, anche quando si ratta di rielaborare o reimmaginare costrutti melodici appartenuti ad altri autori e già consegnati agli annali della storia.

«30», il disco inedito di Massimo Urbani, come una pozione magica liberata dal torpore del tempo (Red Records, 2023)

L’inedito «30» di Massimo Urbano si sostanzia non come un viaggio a ritroso nel tempo o un trastullo per nostalgici, ma piuttosto come una pozione magica, tenuta nascosta per lungo tempo, la quale, una volta aperta, emana tutta la sua potenza benefica ed apotropaica, senza che il contenuto abbia perduto, con il passare degli anni, un minimo di efficacia e di modernità.

«A che punto è la Notte» di Roberto Ottaviano & Pinturas, quando l’oscurità notturna diventa chiarificatrice (Dodicilune, 2023)

…la notte diventa solo un pretesto, una metafora: l’attraversare la notte o attraverso la notte che l’individuo si ricarica fisiologicamente, mentre il musicista tenta una sua rigenerazione. L’ascolto del disco carico di intimità e pensieri concentrici conduce l’ascoltatore molto lontano, perfino a talune atmosfere tipiche di «Ascensore per il patibolo» di Louis Malle (Miles Davis) o «Shadows» di John Cassavetes (Charles Mingus)…

«Point Of Convergency» del Nugara Trio Feat. Anais Drago: movenze jazz di scacchistica precisione e confluenti cambi di mood (Gle.AM Records, 2023)

Tre musicisti, tre animi diversi, tre spiriti liberi incrociano il loro viaggio quasi per caso, come tre linee che dall’ignoto dell’infinito s’intersecate in unico punto, «il punto di convergenza», punto dal quale si dipanerà la loro musica. Ognuno dei tre musicisti è consapevole che porterà all’interno del disco il proprio bagaglio musicale e culturale, spesso in conflitto. Come i vertici di un triangolo che convergono in un unico punto centrale, i tre sodali hanno riversano nei brani alcune delle loro maggiori influenze sonore e sprazzi di vita vissuta. Nasce così il Nugara Trio.

«Introducing Wasted Generation», un disco extra moenia rispetto al circolo vizioso del jazz sottovuoto spinto (GleAM Records, 2023)

«Introducing Wasted Generation», prodotto da Joe Sanders, nell’accezione più letterale del termine, rappresenta l’epitome del jazz che assume le sembianze di un plot sonoro forgiato con le armi del bebop, in un range espressivo che va dall’hard bop al post-bop modale, sconfinando in alcune forme libere a controllo numerico.

«AFTER THE RAIN» DI GIUSEPPE MAGAGNINO, INARRESTABILE EVOLUZIONE CREATIVA (GLEAM RECORDS, 2023)

Al netto di ogni mera semplificazione, Magagnino in questo nuovo lavoro appare fortemente rigenerato e più consapevole dei propri mezzi espressivi, che nascono da una visione non convenzionale dello scibile jazzistico e che si arricchisco perennemente man mano che la vita, gli stati d’animo, gli eventi e le suggestioni esterne si addensano intorno all’artista, stimolando le sue ghiandole creative a secernere un articolato quadro emozionale da tradurre in musica.

«REFLECTIONS» DI DINO E FRANCO PIANA ENSEMBLE, UNA PREZIOSA OPERA CONTEMPORANEA GIÀ CONSEGNATA AGLI ANNALI DEL JAZZ ITALIANO (Alfa Music, 2023)

I vari brani possono essere suddivisi o percepiti dal fruitore come i singoli capitoli di un racconto con una sequenzialità quasi narrativa, dove il plot strumentale sembra raccontare una storia che si infittisce, che riserva colpi di scena, dove i personaggi, in questo caso i musicisti, cambiano e si susseguono, spariscono e poi ritornano, ma ogni volta s’incastrano perfettamente nel costrutto sonoro.

«LIGHTS» DI BEBO FERRA, WHILE MY GUITAR JAZZLY WEEPS (WARNER MUSIC ITALY, 2023)

…un vibrante tappeto di emozioni, tra intensità, pathos e leggerezza, ciascun musicista trova il set ideale per esprimere tutte le sfumature della propria personalità: brevi fughe e rapidi ritorni, usando tutte le frecce disponibili nella faretra, ma con misurata eleganza e calibrato senso di appartenenza, ma soprattutto confluendo sistematicamente al nucleo vitale del costrutto sonoro.

«E SE DOMANI» DI STEFANIA TALLINI E FRANCO PIANA, TU CHIAMALE SE VUOI…EMOZIONI (ALFAMUSIC, 2023)

… due diverse personalità marcate, ed a tratti opposte, le quali si attraggono magnificando un repertorio scelto con cura e con l’abilità di far convivere il vecchio e dil nuovo. La sinergia è lampante, la complicità è percepibile dalla prima all’ultima nota, quasi una simbiosi mutualistica scandita attraverso un by-play perpetuo…

«INVISIBILE» DI PAOLO DINUZZI (GLEAM RECORDS, 2023)

Un confronto serrato con la contemporaneità, senza mai tralasciare la vera tradizione del linguaggio jazzistico.

«Le Città Incantate» di Mariano Bellopede: la rappresentazione di un desiderio di fuga in un altrove lontano dai fragori del quotidiano, tra jazz e dotte citazioni (NLS, 2023)

…l’elemento fantastico di italocalviniana memoria si mescola alla dimensione storico-artistica e paesaggistica dei luoghi, da cui la musica trae linfa ispirativa, per una descrizione quasi documentaristica, imperniata su un complesso intreccio stilistico che rimanda ad una forma contemporanea di terza corrente.

«Krónos» dell’HarpBeat Trio, un disco dalla pennellata tenue e delicata (Alfa Music, 2023)

…delicato come una piuma nella forma espressiva, ma solido come una roccia nell’elaborato ideativo e costruttivo. Un piacevole racconto sottovoce, senza i clamori dell’urlo metropolitano, quasi bucolico e disteso su un substrato ritmico-armonico fatto di morbide fragranze e cromatismi dai colori pastello.

Antonio Grillo Trio con «Dove», un perfetto contenitore di emozioni a presa rapida. (Jazzy Records 2023)

L’album «Dove» dell’Antonio Grillo Trio riesce a tracciare una dimensione sonora fortemente connessa all’attualità, ma nella collegialità dell’insieme, pur guardando ai maestri del passato.

«Frammenti» di Angelo Cioffi, un disco policromatico e dagli umori cangianti (Alfa Music, 2023)

L’esigenza di una polverizzazione ideativa da parte Cioffi è alquanto comprensibile ed evidente persino nella regola d’ingaggio che si sviluppa attraverso un composito organico di strumentisti, i quali si alternano nei vari componimenti sviluppando l’effetto di un mosaico musicale ricco di voci, timbri e cromatismi, nonché fatto di tante tessere che s’incastrano al fine di perseguire un unico fine.

«Happy Run» di Sasha Mashin, un desiderio di libertà espressiva che corre sul filo di un jazz aperto e free form (Birdbox Records, 2023)

La batteria di Sasha funge da spirito guida, complice il basso di Novikov, mentre il sax di Giuliani cammina sul ciglio del burrone, senza mai debordare su zone particolarmente acquitrinose, tanto che il flusso melodico, per quanto dissonante, produce un piacevole effetto di fluidità mentale, come quando si corre e si riesce a pensare senza freni inibitori.

«Three Low Bias», Freely Inspired By Terrence Malick’s «Weightless Trilogy» di Turra / Calella / Galeri: la musica come flusso di coscienza (Dischi Soviet / Atelier Sinique, 2023)

Il concept sonoro è una summa delle pratiche improvvisative che il rock creativo e con il baricentro spostato in avanti ha espresso in tutte le epoche.

«Even Odds» del Teatrad Quartet, è un concept sonoro completo nella forma, ma soprattutto nella consistenza compositiva ed esecutiva (NLS, 2023)

…prevalentemente basato su un’originalità ideativa e compositiva, possiede, perfino, il dono dell’ubiquità: il repertorio scodellato dall’ensemble, pur conservando un comune matrice jazzistica deraglia idiomaticamente verso forme sintattiche molteplici, incanalandosi in quella scorrevole liquidità che inonda i tratti somatici degli universi sonori contemporanei.

Alexandre Cerdà Belda con «Rint’on-Music», un’esperienza percettiva che oltrepassa la fruizione aurale divenendo polisensoriale ed olistica (NLS, 2023)

«Rint’on-Music» di Alexandre Cerdà Belda è un racconto immaginifico scritto dalla musica e suonato dalle parole, un costrutto ritmico-armonico prepotentemente lirico che si specchia costantemente nell’arte dei sentimenti e nelle tante sfumature di colore che albergano nell’animo e nella mente degli uomini.

Antonio Grillo Trio con «Dove», un perfetto contenitore di emozioni a presa rapida. (Jazzy Records 2023)

L’album «Dove» dell’Antonio Grillo Trio riesce a tracciare una dimensione sonora fortemente connessa all’attualità, ma nella collegialità dell’insieme, pur guardando ai maestri del passato.

«The Palm Tree Line» di Christian Pabst, le calde vibrazioni di un jazz sospeso tra passato e presente (Jazz Stick Records, 2023

Per quanto basato su un concept moderno, il disco rivolge sovente lo sguardo allo specchietto retrovisore, sviluppando una rilassata aura di benessere fisico e mentale, nonostante i momenti intensi ed un trio jazz in perfetta armonia che fa sul serio.

«Prayers» di Sade Mangiaracina, un duplice viaggio tra spirito e materia (Tǔk Music, 2023)

«Prayers» di Sade Mangiaracina è un’opera non comune che non transita sui consueti binari dal jazz contemporaneo secondo una modulistica precompilata, ma nasce dai moti insurrezionali di un’anima musicalmente inquieta e duale che si placa in un atto di preghiera universale.

«Kobayashi» di Crispino, Lanciai, Basile e Sabelli: un universo parallelo di suggestioni sonore (Dodicilune, 2023)

«Kobayashi di Crispino, Lanciai, Basile e Sabelli elabora un universo parallelo di suggestioni sonore, forse immaginato o, più semplicemente re-immaginato, come atto costitutivo di un linguaggio marcatamente contemporaneo, con un piccolo sguardo nello specchietto retrovisore ma completamente avulso da ogni nostalgismo.

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