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Un viaggio nella New York degli anni ’80 e ’90, un omaggio all’estetica di un impareggiabile sassofonista, Bob Berg che, insieme a Michael Brecker, ha delineato il linguaggio post-coltraniano. I brani, dal sound moderno, con riferimenti pop ed dal mood davisiano, fanno parte del repertorio di Berg degli ultimi anni della sua carriera, il cui il sassofonista venne influenzato dalle collaborazioni con M.Stern, C. Corea, D. Kikoski. Tra i brani una composizione originale «Mr Berg» composta da Gianfranco Menzella. Il progetto «Dedicated to Bob Berg» vuole essere un omaggio all’arte di Bob Berg filtrato dalla storia personale dei singoli membri del quartetto sicuramente permeato dall’estetica e dalla personalità di Berg: Gianfranco Menzella sax tenore, Eugenio Macchia piano, Carlo Bavetta contrabbasso e Pasquale Fiore batteria.

L’album inizia con Angles, un brano di Bob Berg dal mood postbop inciso nel 1993 nell’album «Enter the Spirit». La sua è una struttura regolare in cui confluiscono armonie tonali e modali complesse su una pulsazione medium up swing. L’autore lo descrive così «Angles è un brano di Berg dal sapore modale in cui si intrecciano le linee cromatiche deliranti che mi accompagnano da sempre». Segue «Promise», composizione di Chick Corea anch’essa presente nel sopraindicato album del 1993 di Berg e caratterizzata nella visione del leader da «una melodia elegante che richiama alla mente atmosfere urbane…un attico di Manhattan….e le luci della città sottostante». «Second Sight» è un tema blueseggiante di Bob Berg dal sapore irlandese con un accompagnamento second line che nella versione di Menzella ne conserva gli accenti ma con un drive ritmico più moderno che porta il quartetto ad esplodere in maniera inaspettata. Chiude la prima parte dell’album The Search è una splendida ballad di Mike Stern incisa da Berg insieme al chitarrista nell’album «Short Stories» del 1987. Uno spaccato della New York degli anni 80 piena di graffiti intrisi di pop art ma anche di rabbia e violenza. «Mr. Berg» è l’unico brano originale presente nel disco. Qui Menzella rivela una solida capacità nel costruire poesia attraverso piccole forme. Un tema carico di lirismo e nelle intenzioni dell’autore «una dedica carica di sentimento all’energia e all’anima di un musicista che da sempre mi emoziona». È la volta di «Summer Night», il celebre standard di Harry Warren, spesso frequentato da Bob Berg e arrangiato dal leader a tempo fast swing. «Un tema minimal e una struttura insolita con due pedali modali che richiamano l’energia e la vitalita’ di lunghe notti d’estate». «The Secret Life of Plants» è una canzone di Stevie Wonder che Berg suonava spesso nei suoi tour italiani negli anni ’90 insieme a Danilo Rea. Qui il quartetto dispiega tutte le sue energie espressive e dinamiche per restituire la bellezza di un brano pieno di richiami misteriosi e cangianti ad un mondo nascosto. Chiude l’album «Sometime Ago», un tema scritto da Sergio Mihanovich e molto caro al leader. Un jazz waltz carico di sentimento e sensualità con un climax finale in crescendo.

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