Carla Marcotulli & Marcello Tonolo con «Legrand Romance»: dizione della luce e dell’ombra e rigore costruttivo (Caligola Records)
Marcotulli modella l’emissione facendo leva su una profonda sensibilità per il colore sonoro, mentre il pianoforte di Tonolo illumina i dettagli del fraseggio con una condotta polifonica che evoca la raffinatezza impressionista di un Maurice Ravel e la compostezza geometrica di certe architetture di Jean Nouvel.
// di Irma Sanders //
«Legrand Romance», su etichetta Caligola Records, vede la cantante Carla Marcotulli e il pianista Marcello Tonolo unire le rispettive sensibilità all’interno di un progetto monografico di rara lungimiranza intellettuale. Il concept si propone di indagare il sodalizio storico ed artistico intercorso tra il compositore francese Michel Legrand e la celebre coppia di parolieri statunitensi formata da Alan e Marilyn Bergman. Pur accogliendo due parziali eccezioni rappresentate da «Faded Roses», dovuta alla penna di Carol Connors, e da «Where’s the Love», adattamento in lingua inglese firmato da Bobby Weinstein del celebre tema cinematografico di Jacques Demy per «Les Parapluies de Cherbourg», la track-list si concentra sulla produzione dei Bergman, restituendo dignità a una letteratura poetica che attende ancora una piena e diffusa storicizzazione presso il grande pubblico.
I due interpreti, forti di una solida formazione e sorretti da una fisionomia sonora complementare, accostano questo repertorio rifuggendo la tentazione del calligrafismo o della sterile riproposizione filologica. La dizione vocale di Carla Marcotulli si segnala per una trasparenza espressiva esemplare, mediante la quale il testo letterario si rivela all’ascoltatore con immediatezza quasi plastica, senza che ciò limiti un’autonomia interpretativa ricca di sfumature personali. Marcello Tonolo, dal canto suo, si mostra come un accorto regista armonico, incline a far dialogare lo strumento con la voce attraverso un disegno pianistico contrassegnato da una straordinaria delicatezza dinamica. La sua condotta tastieristica evidenzia un assoluto rispetto per l’equilibrio sintattico della scrittura originale, assecondando ogni oscillazione espressiva e sostenendo il canto con una presenza discreta ma strutturalmente determinante. In seno alla logica formale che governa le dieci tracce del disco, spiccano episodi di assoluto rigore costruttivo quali «You Must Believe in Spring» e «The Summer Knows». In questi componimenti, l’ordito sonoro si staglia lungo un fluire temporale elastico, dove le progressioni armoniche di Legrand – caratterizzate da repentine modulazioni a tonalità lontane e da un uso sofisticato di accordi di nona e undicesima di dominante – trovano una perfetta sponda nell’interpretazione della cantante. Marcotulli modella l’emissione facendo leva su una profonda sensibilità per il colore sonoro, mentre il pianoforte di Tonolo illumina i dettagli del fraseggio con una condotta polifonica che evoca la raffinatezza impressionista di un Maurice Ravel e la compostezza geometrica di certe architetture di Jean Nouvel.
L’interazione esecutiva tra voce e pianoforte esclude qualsiasi ridondanza esibizionistica, preferendo una ricerca che valorizzi la velatura acustica e le sfumature più intime delle composizioni. Brani dal forte impatto drammatico come «What Are You Doing the Rest of Your Life?» o «Will Someone Ever Look at Me That Way?» si connotano per un’aura fonica sussurrata, in cui la gestione delle pause e del silenzio acquista un ruolo propulsivo fondamentale. La fusione tra la raffinata fisionomia del suono di Marcotulli e il tocco intimista di Tonolo genera emozioni di matura consapevolezza, dando vita a canzoni adulte ideate per un orizzonte contemporaneo. La coerenza formale che attraversa l’intero lavoro dimostra come l’omaggio a una figura complessa e prolifica come quella di Michel Legrand, autore di oltre duecento partiture per lo schermo oltre che di innumerevoli produzioni destinate alla sala da concerto, possa realizzarsi in modo sincero e originale rinunciando alle consuete formule di comodo. L’album si connota come un saggio di alto magistero esecutivo, nel quale la padronanza tecnica si pone costantemente al servizio del testo e della melodia, consegnando al fruitore appassionato e competente un capitolo interpretativo di assoluto rilievo.

