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«Suite For Miles» emana fragranze davisiane che restano impresse , ma il tutto viene raccolto dal pathos dei giovani artisti che hanno intrapreso questo viaggio nel tempo.

// di Stefano Lana //

In questo Mondo così moderno possiamo ascoltare la musica attraverso molti strumenti tecnologici, magari in auto, in metropolitana oppure nelle nostre comode abitazioni. Nel mio caso invece per recensire questo importante progetto ho voluto attingere alla fonte del jazz proprio qui a Milano. Il 10 Maggio 2026 al Blue Note ho assistito al concerto di Giovanni Falzone che ha presentato in anteprima al suo pubblico «Suite For Miles» Nel centenario della nascita di Miles Davis, il trombettista Giovanni Falzone ha portato su questo palcoscenico, un omaggio costruito intorno alla grande lezione di libertà che Davis ha lasciato in eredità al jazz e non solo. «»

Il progetto alterna arrangiamenti di brani originali, come «Solar», «Blue in Green», «So What» «Milestone», «Tutu» ad altre cinque composizioni dell’autore: «Around Four», «Andalusia», «Lo Sciamano», «Sunrise» e «Blue Miles». Le note sviscerate sono cariche di energia, sul palco Giovanni è il band-leader, comunica con il resto del quintetto, ma lo fa in modo naturale senza pretese o forzature, la sua presenza diventa una guida brillante ma non invadente. Le barriere con il pubblico cadono e questo lo fa divenire parte dello spettacolo. Gli artisti si susseguono a vicenda, i fiati tagliano l’aria con impressionante entusiasmo e sono in grado di scuotere l’emozione degli ascoltatori, ad un certo punto mi è parso quasi di vedere sullo sfondo l’ombra di Miles Davis compiaciuta. Di certo avrebbe detto: «Guarda come si stato divertendo questi giovani italiani con le mie note dopo tutti questi anni».

Come ho gia anticipato nel disco non sono presenti unicamente i pezzi storici del trombettista afroamericano arrangiati con lo stile di Giovanni Falzone, ma pur sempre riconoscibili, ma anche altri cinque lavori scritte dal Maestro. Ascoltando questi ultimi si riesce a percepire la mano dell’autore che ha trovato fervida ispirazione nello stesso Davis. «Suite For Miles» emana fragranze davisiane che restano impresse , ma il tutto viene raccolto dal pathos dei giovani artisti che hanno intrapreso questo viaggio nel tempo. Giovanni Falzone ha presentato questo prezioso album con la sua formazione, la Libera Band, un quintetto che emana energia da ogni piccolo nota. Sono tutti giovani musicisti under 30: Raffaele Fiengo al sax alto, Massimiliano Cameroni al pianoforte, Giuseppe La Grutta al basso elettrico e Riccardo Marchese alla batteria. Un disco da consigliare vivamente, un fascino che interseca il genio di Giovanni Falzone espresso sulle orme di una leggenda del jazz intramontabile

BIBIOGRAFIA

Giovanni Falzone, trombettista e compositore si diploma a pieni voti in tromba presso il Conservatorio di Musica «V. Bellini» di Palermo sotto la guida del Maestro Gioacchino Ciavarello. In seguito si diploma in Jazz, con il massimo dei voti, presso il Conservatorio “G. Verdi” di Milano. Dal 1996 al 2004 ha collaborato con vari enti lirici e sinfonici italiani. Ha fatto parte stabilmente dell’Orchestra Sinfonica «G. Verdi» di Milano dove ha avuto occasione di suonare con direttori e solisti di fama internazionale come: Giuseppe Sinopoli, Claudio Abbado, Carlo Maria Giulini, Riccardo Chailly, Yutaka Sado, Luciano Berio, Vladimir Jurowski, Valere Giergev, Martha ArgerichPlacido Domingo, Viktorija Mullova, etc. Ha avuto modo di condividere il palco con musicisti come: Giorgio Gaslini, Dave Burrell, Ernest Dawkins, Jim Black, Jeff Ballard, Ben Wendel, Kenny Werner, Enrico Pieranunzi, Rita Marcotulli, Salvatore Bonafede, Glauco Venier, Ada Montellanico, Roberto Gatto, Flavio Boltro, Maurizio Giammarco, Claudio Fasoli, Francesco Bearzatti, Tino Tracanna, Umberto Fiorentino, Roberto Cecchetto, Walter Beltrami, Paolino Dalla Porta, Furio Di Castri, Paolo Damiani e con molti altri ancora. In qualità di Band-Leader ha suonato in vari Festival Jazz Nazionali ed Internazionali Attualmente è docente di strumento e di musica d’insieme presso il Conservatorio «L. Marenzio» di Brescia e a Siena Jazz University, alternando attività didattica, solistica e compositiva.

Giovanni Falzone
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