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// di Guido Michelone //

Le feste natalizie, coincidenti, per il tempo libero, grosso modo da inizio inverno (21 dicembre) al dopo befana (7 gennaio) sono un periodo in teoria calmo, rilassante, utile per lo svago anche intelligente, al di là della frenesia per gli acquisti dei doni last minute o dei menù per pranzi e cenoni.

C’è dunque predisposizione per la lettura di un libro, magari come regalo natalizio per se stessi o per familiari, amici, parentado e conoscenti. E per la musica non c’è che l’imbarazzo della scelta, come in questa selezione (effettuata in base agli invii degli uffici stampa, e quindi esclusa da ogni possibile top 20 assoluta), di ben 20 titoli.

Iniziando dal jazz ed escludendo i tre libri-evento dell’anno: Storia del jazz. Una prospettiva globale di Stefano Zenni, Storia del jazz in Italia. Dagli anni Sessanta al Terzo Millennio di Adriano Mazzoletti e Alla scoperta di Charlie Parker di Franco Bergoglio, frutto di singole recensioni – ed escludendo pure le opere di Guido Michelone e Francesco Cataldo Verrina codirettori di «Doppio Jazz» e quindi eventualmente destinati ad altri recensori per il politically correct – occorre subito occuparsi di otto titoli variamente interessanti.

Ovviamente non si può non iniziare dai Taccuini di Sonny Rollins, prontamente tradotti da Marco Bertoli e curati in origine da Sam V.H. Reese: non si tratta di un diario, bensì di appunti tecnici fra teoria e prassi di ardua decifrazione per chi non conosce bene lo studio del linguaggio musicale, ma di estrema fascinazione per tutti quelli che suonano il sassofono.

Scritti dal basso di Pierpaolo Martino è l’analisi di undici bassisti (sia acustici sia elettrici) quali Chevillon, Dressser, Gibbs, Guy, Haden, Holland, Mingus, Pastorius, Peacock, Swallow, Weber, le cui attività musicali si intrecciano con la parola scritta in veste di autori o lettori, avviando così una storia sui generis non solo dello strumento nel jazz ma anche nel modo di fare e concepire la musica.

The Big Band Theory di Alceste Ayroldi è una disamina di come l’orchestra jazz funzioni in Italia attraverso interviste agli attuali protagonisti ((Brazzale, Corvini, Damiani, Faraò, Frassetti, Garcia, Giordano, Intra, Jodice, Mastruzzi, Minafra, Morganti, Nunzi, Pedone, Petretti, Riina, Rizzo, Valori) partendo dall’assunto che manca una regolarizzazione da parte delle istituzioni.

A bordo del palco di Paolo Romano consta di dodici lettere d’amore e di digiuno per il jazz. Cosa significa? È un resoconto di come, alla pari di ogni altra arte, il jazz racconta l’uomo e il mondo in cui vive, ragion per cui l’autore si prodiga a parlare di una realtà in trasformazione in grado di minare persino le più solide radici del sound afroamericano.

Il tempo non passa mai di Roberto Del Piano è una lunga intervista del celebre bassista elettrico a Renato Sclaunich: purtroppo il libricino – pur lodevole nelle ‘confessioni’ del protagonista – è un’occasione perduta a livello editoriale. Mancano biografia, contesto storico, inquadramento nel più ampio contesto italiano ed europeo e soprattutto le numerose collaborazioni che una discografia finale può tranquillamente assolvere.

Con New Belle Époque di Enzo Papetti la carta abbraccia il digitale, in un’esperienza interattiva multidisciplinare (QR CODE): grazie a quattro curatori, un dialogo con un chatbot (Francesco Bevivino), mescola narrativa, musica dei primi anni del secolo scorso rielaborata in chiave jazz (Roberto Cipelli), cinema (Roberto Minini Merot) e illustrazioni (Bella Mirella Beraha).

Possono rientrare nel jazz altri due titoli: il primo I bambini e la musica di Alessandro Mazzetta, Giulia Spurio, Tullio Visioli è tale soprattutto per il fatto che la premessa viene scritta da Ada Montellanico, la quale, oltre cantare, ha da sempre a cuore la didattica a 360 gradi (infanzia compresa): e qui si trovano proposte davvero innovative.

Il secondo Sul set con Clint Eastwood di Jean-Paul Chaillet, giornalista francese di stanza a Los Angeles, riguarda l’incontro fra lui e il mitico attore/regista il 21 agosto 2012: un fitto dialogo in cui si parla di tutto o quasi, con prevalenza di cinema, mentre la musica rimane sullo sfondo per il film-maker più jazzy di tutta la storia.

Passando alle monografie sul rock e sul pop il palmares spetta forse al classico (2020) Wild Thing. La breve, avvincente avventura di Jimi Hendrix del londinese Philip Norman (già noto in Italia per Shout! poderosa biografia sui Beatles): è un libro basato soprattutto le testimonianze dirette (fratello, due compagne e tanti amici e conoscenti) a conferma, in particolare, delle difficoltà affrontate dal chitarrista durante la gioventù in un’America ancora razzista.

Lo stesso editore di Hendrix propone quasi in contemporanea Tutta la storia di Bohemian Rhapsody di Paolo Borgognone prende in considerazione la canzone forse più iconica (o divenuta tale dopo la scomparsa di Freddie Mercury) dei Queen, un quartetto su cui la critica da sempre offre posizioni ambivalenti: la lettura che il giornalista fa di questa song dovrebbe bastare a far capire come la band sia tra le meglio preparate a livello musicale.

Spiriti nella notte di Alerio Bruner è composto invece da 25 racconti ispirati ad altrettante canzoni del ‘Boss’ che il cantautore, regista, drammaturgo napoletano risolve in modi svariati, attento a non tradire lo spirito originario, ma al contempo ispirato alla propria vena fantasiosa.

Passando alla canzone italiana termina con Giorgio Gaber, Sandro Luporini e la fine del Secondo Millennio di Fabio Barbero il grande sforzo compiuto dall’autore (che vive a Parigi come docente) sul cosiddetto teatro-canzone inventato appunto da questa fortunata coppia di musico/performer e paroliere-pittore. Rispetto al boom degli anni Settanta c’è ancora molto da dire del passaggio tra due secoli.

Marisa Sannia di Giacomo Serreli è la tenera ma serissima biografia sulla cantante ed etnologa di Iglesias che, partita alla fine degli anni Sessanta, come ragazzina del pop, dalla voce originale, ben presto abbandona le scene commerciali per tornare, dopo un lungo silenzio, alla riproposizione della cultura sarda sotto forma di canzone d’autore.

Va infine considerato, nell’orbita autoriale italiana, anche il volumetto La campagna ossia canzonette sopra La campagna di Giacomo Leopardi di Erika Dagnino, dove la vocalist d’avanguardia riscrive un poema giovanile del genio di Recanati, attraverso prose e disegni che s’adattano persino al pubblico dell’infanzia.

Passando ora a una sorta di miscellanea occorre anzitutto segnalare due testi sulla musica ‘seria’: da un lato Adesso potete applaudire di Giacomo Baldelli è come avverte il sottotitolo una specie di vademecum per non avere paura della musica contemporanea con due belle playlist per un totale di 45 brani recenti per avvicinarsi a un linguaggio sonoro variegato che può offrire gradite sorprese.

Dall’altro lato La musica nel cinema di Cristina Cano è l’aggiornamento di un ‘classico’ del genere, uscito nel 2003 e ora notevolmente ampliato. L’autrice, docente e semiologa della musica, affronta a livello strutturalistico i rapporti tra immagine semovente e sonorità accompagnatrice che nei film assumono valenze simboliche, dentro o al di là dei comuni significati narrativi.

E rimanendo sul tema suono/immagine Live Aid di Angelo De Negri e Aldo Pedron è la cronaca dettagliata, con spunti sociologici, di quello che può tuttora considerarsi il maggior evento mediatico sul pop-rock, ovvero il maggior spettacolo televisivo con oltre due miliardi di spettatori in diretta tv, grazie al doppio concerto di Londra e Filadelfia, a cui partecipano le migliori star del momento con esisti talvolta eccezionali.

Il saggio teorico più importante uscito nel 2025 è senza dubbio C’è musica là fuori? di Franco Fabbri, il quale, in realtà, raccoglie saggi, interventi, conferenze degli ultimi anni sempre però avendo quale tema comune o tratto denominatore la popular music come oggetto di studio puntando su universi sonori da rintracciare con conseguenti reinterpretazioni.

Arrivando infine alla fiction Le storie fantastiche del signor Rockteller di Mimmi Maselli presenta 14 biografie/racconti che s’ispirano ai grandi del rock, come Elvis, Marley, Bowie, i Beatles, i Queen, eccetera, con l’intento di avvicinarsi anche ai giovanissimi, grazie alle affascinanti illustrazioni di Anna Micheloni.

Chelsea Girls di Eileen Myles è un autentico evento culturale: il romanzo edito nel 1994 dalla celebre poetessa del Massachusetts. Tra alcol, droghe, sesso e aneddoti legati a personaggi mitici come Patti Smith, Andy Warhol, Allen Ginsberg e Robert Mapplethorpe (che scatta la foto in copertina), vienedipinto un affresco meraviglioso della bohème negli anni Settanta-Ottanta newyorchesi.

E ora buona lettura a tutti, magari in compagnia dei mitici long-playing oggi tornati a rivivere grazie alle ristampe viniliche e al proliferare dei mercatini, con immensa gioia da parte di chi da sempre non gradisce la freddezza matematica del compact disc o l’impalpabilità assoluta delle musica liquida.

Elenco dei libri analizzati in ordine alfabetico per Autori.

Ayroldi Alceste, The Big Band Theory, Minimum Fax, Roma

Baldelli Giacomo, Adesso potete applaudire. Vademecum per non avere paura della musica contemporanea, Arcana, Roma

Barbero Fabio, Giorgio Gaber, Sandro Luporini e la fine del Secondo Millennio. Gli ultimi spettacoli (1991-2003), Arcama, Roma

Borgognone Paolo, Tutta la storia di Bohemian Rhapsody, Caissa Italia, Cesena/Bologna

Bruner Valerio, Spiriti nella notte. 25 racconti ispirati alle canzoni di Bruce Springsteen, Homo Scrivens, Napoli

Cano Cristina, La musica nel cinema. Musica, immagine, racconto, Gremese, Roma

Chaillet Jean-Paul, Sul set con Clint Eastwood. Una leggenda del cinema si racconta, Gremese, Roma

Dagnino Erika, La campagna ossia canzonette sopra La campagna di Giacomo Leopardi, CSA, Castellana Grotte

De Negri Angelo, Pedron Aldo, Live Aid. Il Juke-box globale compie 40 anni, Arcana, Roma

Del Piano Roberto, Il tempo non passa invano, Scarabocchio, Bolzano

Fabbri Franco, C’è musica là fuori? Storie e teorie della popular music, Jaca Book, Milano

Martino Pierpaolo, Scritti dal basso. Dieci bassisti tra jazz e letteratura, Shake, Milano

Maselli Mimmi, Le storie fantastiche del signor Rockteller. 14 storie ispirate ai grandi del rock, Giunti, Firenze/Milano

Mazzetta Alessandro, Spurio Giulia, Visioli Tullio, I bambini e la musica. Crescere con i suoni, L’assino d’oro, Roma

Myles Eileen, Chelsea Girls, Mattioli 1885, Fidenza.

Norman Philip, Wild Thing. La breve, avvincente avventura di Jimi Hendrix, Caissa Italia, Cesena/Bologna

Papetti Enzo, New Belle Époque, Re Nudo, Milano

Rollins Sonny, Taccuini, Il Saggiatore, Milano

Romano Paolo, A bordo del palco. Dodici lettere d’amore e di digiuno per il jazz, Arcana, Roma

Serreli Giacomo, Marisa Sannia. La voce del vento e del mare, Francesco Brioschi, Milano

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