Miles Davis in Francia
Miles Davis
In occasione dell’imminente centenario della nascita di Miles Davis (1926-1991) ecco una serie di input su di lui nel particolare rapporto intrattenuto con la Francia, sua seconda patria.
// di Guido Michelone //
Miles en France decennio per decennio
Anni Quaranta
La Francia è forse l’unica tra le grandi nazioni europee a ricevere a braccia aperte il nuovo jazz (bebop) proveniente dall’esperienza afroamericana: merito di un’attività culturale prebellica (Hugues Panassié e il Quintette di Django Reinhardt) che si rinnova grazie a giovani intellettuali (Boris Vian, Charles Delaunay) disposti a sorvolare sulle diatribe fra tradizionalisti e modernisti, come si evince anche dall’accoglienza calorosa verso Sidney Bechet e al contempo Charlie Parker. Per Davis il soggiorno parigino del 1949 è altresì la scoperta di un ‘vecchio mondo’ assai più liberal del ‘nuovo’: la Parigi intellettuale postbellica favorisce la multietnicità e la multiculturalità. Non a caso fra il trombettista e la cantante Juliette Gréco (musa degli esistenzialisti) sboccia un amore ‘impossibile’ negli Stati Uniti.
Anni Cinquanta
Miles Davis, forse persino in modo accidentale, cambia per sempre la storia della colonna sonora cinematografica, ovvero i rapporti fra musica e immagini semoventi, anticipando con Ascensore per il patibolo una ‘moda’ ma anche un metodo e un procedimento, che dal cosiddetto ‘giovane cinema europeo’ (i film d’autore, les auteurs, le nuove ondate) si espanderà tanto nelle pellicole commerciali quanto nelle sperimentazioni oltranziste. Senza Ascensore per il patibolo non esisterebbero ad esempio i lavori di jazzisti come Art Blakey, Martial Solal, John Lewis rispettivamente accanto ai registi Roger Vadim, Jean-Luc Godar, Eriprando Visconti, ma nemmeno la simbiosi tra Kryzstof Komeda e il primo Roman Polanski o tra Piero Umiliani e la commedia all’italiana o ancora su un altro versante tra Charles Mingus e John Cassavetes in USA per il film indipendente Shadows.
Anni Sessanta
Le rare sortite parigine di Miles Davis lungo gli anni Sessanta – contrassegnati anche in Francia da nuove rivoluzioni musicali – accrescono gli interessi di una critica preparatissima e di un pubblico eterogeneo verso di lui, o meglio verso un jazz contemporaneo che sa imporsi nel tempio della musica leggera (la variété francese e internazionale) come il teatro dell’Olympia. E il trombettista – come dimostrano le registrazioni riordinate su CD nel 2021 – va alla conquista della perfezione formale con un giovane gruppo, poi denominato ‘golden quartet’, in cui, anche grazie ai concerti europei, via via si osserva la ricerca del leader di un proprio alter ego al sax tenore. Dopo il traumatico abbandono di John Coltrane, la Francia assiste al passaggio da George Coleman (ancorato alle leggi dell’hard bop) a Wayne Shorter proiettato nel futuro: il passo non è breve ma psicologicamente lungo e poi duraturo ed essenziale grazie all’integrazione con la giovane sezione ritmica (Hancock, Carter, Williams) sul lavoro a cinque fra scrittura e improvvisazione.
Anni Settanta
La scarsa presenza di Miles Davis in Francia – in un decennio per lui doppiamente travagliato che si conclude nel 1975 per tutto il lustro successivo – riguarda tanto l’invenzione del jazzrock, quanto i problemi di salute che lo costringono al ritiro dalle scene. Ma è proprio ciò che i critici chiameranno ‘fusion’ nel momento dell’abbandono, il pomo della discordia: il sound è divisivo in Francia; esistono infatti pubblico e critica che parteggiano positivamente a livello generazionale, nel senso che i giovani sono attratti da un suono vicino alle loro aspettative rockettare, mentre in negativo gli adulti rimpiangono la fase acustica durata un ventennio esatto, dagli esordi parigini. Ma c’è pure il terzo incomodo di una critica jazz fortemente ideologizzata (da poco è in libreria Free Jazz Black Power di Carles e Comolli) più che in ogni altro paese (eccezion fatta magari per l’Italia di quegli anni che a sua volta è pure divisa a sinistra): i sostenitori del free avvertono il fragore davisiano come commerciale,o consumista e perciò reazionario; altri giornalisti e studiosi ritengono comunque i concerti e i dischi vera ricerca sonora, spesso accostabile a talune coeve avanguardie.
Anni Ottanta
Sono ben 54 i concerti che Miles tiene in Francia – anche in località minori, nonostante l’assidua frequentazione di Nizza per un festival storico come la Grand Parade Du Jazz – anno per anno costantemente, dopo il ritorno in scena; è un musicista cambiato rispetto allo sperimentalismo del decennio precedente: si insinua un meccanismo tipico delle tournée e delle pop star, con un rigido protocollo (solo nei dischi serpeggia qui e là qualche nuova idea) che si ripete a ogni tournée perlopiù estiva: gli unici cambiamenti – oltre il look sgargiante – riguardano via via alcune sostituzioni nell’organico (settetto o ottetto) per un sound in grado di mettere quasi tutti d’accordo, in un clima deideologizzato che vede anche il ritorno di un mainstream generico o di un manierismo persino dentro la fusion music, della quale Davis resta un primattore.
Anni Novanta
Nonostante il breve periodo (2-3 anni), con il passare del tempo, Miles accetta finalmente le proposte già ventilate da metà Seventies – ad esempio il mancato progetto acustico VSOP, poi concretizzatosi con Freddie Hubbard – di riflettere sui propri trascorsi e di tornare a suonare un songbook duramente rinnegato dopo Bitches Brew. Ma prima ancora, sono le istituzioni francesi (addirittura il Ministero della Cultura) le prime al mondo a voler glorificare e gratificare il trombettista, il musicista, l’artista. E così, mentre in Svizzera, a Montreux, Davis celebra la propria collaborazione con Gil Evans in una grande orchestra (su progetto di Quincy Jones), all’Eliseo riceve la legione d’onore e alla Villette in compagnia di alcuni dei solisti degli anni Sessanta riprende i repertori d’antan.
Cronologia 1949-1991
- 8 e 15 Maggio 1949: a Parigi per il Festival International de Jazz alla Salle Pleyel, con Tadd Dameron, James Moody, Barney Spieler, Kenny Clarke.
- 30 Novembre e 4-5 Dicembre 1957: soggiorno parigino per concerto in quintetto all’Olympia e per registrare la colonna sonora del film Ascenseur pour l’échafaud de Louis Malle, improvvisata allo studio Le Poste Parisien con Barney Wilen, René Urtreger, Pierre Michelot, Kenny Clarke.
- 11 Ottobre 1960: concerto all’Olympia con Sonny Stitt, Wynton Kelly, Paul Chambers, Jimmy Cobb, batteria.
- 26-28 Ottobre 1963 e 1° Ottobre 1964: concerti al Festival Mondial du Jazz diAntibes (Juan-les-Pins) e al Paris Jazz Festival di Parigi, immortalati nell’album Miles in Europe e nella serie Miles in France, con George Coleman (poi Wayne Shorter), Herbie Hancock, Ron Carter e Tony Williams.
- 11 Giugno 1967: “Miles Davis Quintet 1967 Salle Pleyel Paris ORTF” con Wayne Shorter, Herbie Hanconck, Ron Carter, Tony Williams, live FM broadcast.
- 23 e 27 Ottobre 1971: concerti in settetto al Théâtre Nationale Populaire di Parigi
- 11 e 20 Luglio 1973: primo concerto ‘elettrico’ francese all’Olympia con Dave Liebman, Pete Cosey, Reggie Lucas, Michael Henderson, Al Foster, James Mtume, registrato da Europe-1 Radio. Seguito da quello a La Pinède Gould di Juan-les-Pins.
- 15 e 21 novembre 1973: concerti in sestetto al Palais des Sports (Parigi) e a L’Entrepôt Lainé (Bordeaux).
- 2, 3, 10 Maggio 1982: due concerti in sestetto al Théâtre du Chatelet Parigi) e uno al Châpiteau Place Bouilleres (Toulouse).
- 29 e 31 Marzo 1983: concerti in settetto al Palais St. Sauveur (Lille) e alla Hall Rhenus del Palais des Congres (Strasbourg).
- 10, 12, 13, 15 Aprile 1983: concerti in settetto a Bourges , Ippodromo di Port de Pantin (due) e Palais des Sports (Lyon).
- 31 Ottobre 1983: concerto in settetto alPalais des Congres (Parigi)
- 24 Giugno e 4, 19, 20 luglio 1984: concerto in settetto a Palais des Congres (Parigi), Théâtre Antique (Vienne), Arènes (Nîmes), La Pinède Gould (Juan-les-Pins). Recensioni positive per lo show parigino.
- 6 Novembre 1984: concerto in settetto al Palais Omnisport de Bercy (Parigi), con critiche assai lusinghiere.
- 3, 15, 17, 19, 22 luglio 1985: concerti in settetto aThéâtre Antique (Vienne), Jardin des Arènes de Cimiez (Nizza) due, Arenes Romaines (Nîmes), Place de la Fontaine Aux Lions, Parc de la Villette (Parigi).
- 24 Ottobre 1985: concerto in ottetto al Châpiteau de la Pepiniere (Nancy).
- 13, 15, 16, 19, 20 Luglio 1986: quattro concerti in ottetto al Jardin des Arènes de Cimiez (Nice) e uno alle Arènes (Nîmes). La critica rimarca la presenza di Bob Berg e Robben Ford nella band quali strumentisti essenziali per la fusion davisiana anni Ottanta.
- 20 Settembre 1986: concerto in ottetto a Le Zénith (Parigi) intervista con Michael Zwerin a Parigi.
- 21 e 31 Ottobre, 4, 11, 21 Novembre 1986: concerti in ottetto a Le Zenith (Montpellier), Salle Omnisports (Rennes), Le Zenith (Paris), Auditorium Maurice Ravel (Lyon), Palais des Congres (Strasbourg)
- 30 Giugno e 11, 13, 20 Luglio 1987: concerti in ottetto a Palais des Sports (Parigi), Jardin des Arènes de Cimiez (Nice) due, Château de l’Empéri (Salon de Provence).
- 28 Novembre 1987: concerto in ottetto a Marsiglia.
- 19 e 22 Febbraio 1988: concerti in ottetto al Festival Pavillion (Saint-Denis) e al Palais des Sports (Caen).
- 5, 13, 14, 16 luglio 1988: concerti in ottetto al Palais des Sports (Parigi), Jardin des Arènes de Cimiez (Nice) due, Palais du Sport (Le Touquet).
- 12 e 14 Aprile 1989: concerti in ottettoLe Zenith Domaine de Grammond (Montpellier) e Bordeaux.
- 5 e 13 luglio e 13 agosto 1989: concerti alla Salle Erasme, Palais des Congres (Strasbourg), Jardin des Arènes de Cimiez (Nice), Châpiteau (Troyes-Mesnil).
- 29 Ottobre e 3 Novembre 1989: concerti in settetto a Nancy e a Le Zenith (Parigi) e intervista con Patrice Blanc-Francard in camera d’albergo a Parigi. Riprese del regista Frank Cassenti per Miles in Paris su VHS nel 1991 e in DVD nel 2002.
- 16, 17, 18, 28 Luglio 1990: concerti in settetto a Jardin des Arènes de Cimiez (Nice) due, Chateau de l’Emperi (Salon de Provence), Stade Leon Blum (Boulogne-sur-Mer)
- 2, 3, 21 Novembre 1990: studio TV (Parigi) intervista con Juliette Gréco, concerto in settetto a Le Zenith (Parigi) e Arsenal de Metz (Metz)-
- 1°, 5, 16, 17, Luglio 1991: concerti in settetto a Théâtre Antique (Vienne), La Grande Halle de la Villette, Jardin des Arènes (Cimiez) due, Châpiteau (Andernos-les-Bains).
- 10 luglio 1991: concerto a La Grande Halle de la Villette con gruppo allargato: Jackie McLean, John McLaughlin, Wayne Shorter, Herbie Hancock, Chick Corea, Dave Holland, Al Foster, Joe Zawinul, Steve Grossman, Bill Evans, più la band con Kenny Garrett, Joe “Foley” McCreary, Deron Johnson, Richard Patterson, Ricky Wellman.
- 16 Luglio 1991: nominato Cavaliere della Legione d’Onore dal governo francese, ricevendo la prestigiosa onorificenza dal Ministro della Cultura Jack Lang a Parigi. Definito nell’occasione come il “Picasso del jazz”, viene riconosciuto per il suo impatto rivoluzionario sulla musica.
- 20 Luglio 1991: ultimo concerto francese alla Grande Parade du Jazz (Nizza), due mesi prima della morte.
Decennio per decennio
Gli anni Quaranta (1949)
La scoperta dell’Europa e della libertà
Gli anni Cinquanta (1957)
La nouvelle vague cinematografica
Gli anni Sessanta (1960, 1963, 1964, 1967)
La conferma dell’artista tra pubblico e critica
Gli anni Settanta (1971, 1973)
Sperimentazioni divisive
Gli anni Ottanta (1982, 1983, 1984, 1985, 1986, 1987, 1988, 1989)
Presenze da pop-star
Gli anni Novanta (1990, 1991)
I riconoscimenti istituzionali
Il secolo XXI (2003, 2007, 2024)
Ascenseur Pour L’Échafaud / Lift To The Scaffold(Original Soundtrack – Complete Recordings) EmArcy 2003, rimasterizzazione digitale con gli inediti già pubblicati nel 1988 su CD dalla Polygram.
Ascenseur Pour L’Échafaud Fontana Records Universal Music France 2007, riedizione su cd del disco originale per la collana Originals
Miles Davis Quintet – Miles In France 1963 & 1964 (The Bootleg Series, Vol. 8) Sony – CBS su vinile.
Collaborazioni discografiche con musicisti francesi
Barney Wilen, René Urtreger, Pierre Michelot,
- Ascenseur pour l’échafaud, 1958
Michel Legrand
- Legrand Jazz, 1958
- Dingo, 1991
Mino Cinelu
- The Man With The Horn, 1981
- We Want Miles, 1982
- Star People, 1983
- Decoy, 1984
- Amandla, 1989
Bibliografia ‘francese’ essenziale
Bergerot Franck, Miles Davis. Introduction à l’écoute du jazz modern,Seuil 1996.
Bergerot Franck, Miles Davis de A à Z, Castor Astral 2012.
Cerchiari Luca, Miles Davis du be-bop au hip-hop, Frémeaux & Associés 2026.
Crittin Pierre-Jean, Fatalot Franck, The Miles Davis Book, Consart 2011.
Gerber Alain, Miles Davis et le blues du blanc, Fayard 2003.
Gerber Alain, Miles Davis, l’histoire du be-bop, Frémeaux & Associés 2004.
Leloir Jean-Pierre, Margotin Philippe, Leloir Marion, Miles Davis. Les sessions photographiques de Jean-Pierre Leloir, Glénat 2018.
Médioni Franck, Miles Davis biographie, Gallimard 2022.
Michelone Guido, Miles Davis. 65 vite dalla A alla Z, Arcana 2026.
Thibault Matthieu, Miles Davis – Bitches Brew ou le jazz psychédélique, Le Mot Et Le Reste 2026.
Verrina Francesco Cataldo, Miles Davis. 100 anni dalla nascita, Kriterius 2026.

