Fadita (Fabio Di Tanno) con «Journey To Rhodos»: rotte modali e geografie del suono (Wow Records, 2026)
L’album costruisce un paesaggio sonoro in cui memoria storica, mobilità contemporanea ed apertura interculturale convivono in una trama coerente.
// di Francesco Cataldo Verrina //
Il progetto «Journey To Rhodos», firmato da Fabio Di Tanno sotto la sigla Fadita e pubblicato da Wow Records, sviluppa una traiettoria compositiva che assume il Mediterraneo quale matrice culturale e spazio di scambio. L’itinerario evocato nel titolo non coincide con un semplice spostamento geografico, ma con una progressiva dilatazione dell’orizzonte linguistico, entro cui jazz e funk operano come fondamento ritmico e armonico, mentre suggestioni reggae, inflessioni rock e risonanze di area world concorrono a un impianto formale stratificato e coerente.
Di Tanno, musicista di solida formazione e sensibilità strutturale, affida al basso elettrico una funzione orientativa che non si limita al sostegno armonico, bensì organizza la direzione dell’intero organismo sonoro. La linea grave, spesso costruita su cellule iterative e microvariazioni intervallari, stabilisce un baricentro attorno al quale le altre voci si dispongono secondo una prassi dialogica. La coesione dell’ensemble non deriva da una semplice sovrapposizione di parti, ma da un ascolto reciproco che consente alle traiettorie fraseologiche di convergere in un procedimento intrinseco riconoscibile. L’organico riunisce Tommaso Iacoviello alla tromba e Pietro Borsò alle percussioni, Francesco Felici al sax tenore, Nicola Tontoli al piano, Angelo Carmignani alla batteria e lo stesso Di Tanno al basso elettrico. Il kit di Carmignani, preciso e mobile, articola pattern che alternano spinta propulsiva e sospensioni metriche; le percussioni ampliano la tavolozza ritmica mediante accenti e figurazioni che rimandano a consuetudini extraeuropee. Tontoli, al pianoforte ed alle tastiere elettriche, distribuisce voicing di impianto modale e progressioni che talora alludono a campi armonici aperti, talaltra si concentrano su pedali statici, favorendo un equilibrio instabile fra stasi e movimento. I fiati completano il disegno acustico con un profilo espressivo differenziato: la tromba e il flicorno introducono linee di ampia cantabilità, mentre il sax tenore innesta inflessioni più scabre, radicate nella tradizione afroamericana. Il riferimento a Rodi assume valore simbolico, quale soglia fra Occidente ed Oriente. L’immaginario legato al Colosso ed al culto solare di Apollo suggerisce un punto di irradiazione, una piattaforma da cui la musica possa dirigersi verso territori ulteriori, senza rinunciare alla propria matrice mediterranea. L’album costruisce così un paesaggio sonoro in cui memoria storica, mobilità contemporanea ed apertura interculturale convivono in una trama coerente.
«Bumble Bee Funk» inaugura il percorso con un impianto ritmico elastico, fondato su un groove incisivo che si avvale di sincopi e accenti spostati. Il basso disegna una linea ostinata, sostenuta da una sezione ritmica compatta, mentre tastiere e fiati intervengono con frasi brevi e calibrate, evitando ridondanze. La pagina introduce il clima generale del lavoro, fondato su energia controllata e chiarezza formale. La title-track, «Journey To Rhodos», si sviluppa su un metro irregolare che destabilizza la percezione periodica, inducendo l’ascoltatore a riconsiderare l’asse dell’accento. La ciclicità del tema, modulata mediante variazioni timbriche e dinamiche, richiama antiche rotte marittime, quasi che la scansione dispari potesse tradurre in suono l’ondeggiare di un’imbarcazione. L’assetto armonico, prevalentemente modale, evita risoluzioni immediate e predilige campi tonali aperti. «Arya Sura», ispirata all’omonimo testo di tradizione buddhista, adotta strutture iterative e progressioni che si espandono gradualmente. L’andamento meditativo non si affida a staticità, ma piuttosto a una lenta trasformazione delle cellule ritmiche e dei registri, cosicché l’ascolto venga guidato verso una concentrazione progressiva. La scrittura, più rarefatta, valorizza la qualità del suono e la respirazione collettiva. Con «Gain Addicted» l’ensemble privilegia un impatto corporeo marcato, sorretto da reiterazioni incisive e accenti energici. L’organizzazione delle parti produce una spinta cinetica continua, nella quale il dialogo strumentale si fa serrato e la componente groove diviene asse portante dell’elaborazione tematica. Non si tratta di semplice esibizione virtuosistica, ma di un esercizio di controllo collettivo che mira a mantenere compatto il flusso sonoro.
Le riletture di «Impressions» di John Coltrane e «So What» di Miles Davis confluiscono in un medley che include l’originale «Relations». La scelta di inserire due pilastri del jazz modale all’interno di una struttura più ampia consente al gruppo di confrontarsi con forme storicamente determinate, rielaborandole secondo un codice espressivo personale. L’attenzione alle scale modali, alle dinamiche progressive ed alla distribuzione dei registri dimostra una consapevolezza analitica che evita ogni deferenza sterile. Particolarmente significativa risulta la ripresa di «Indagine su di un cittadino al di sopra di ogni sospetto» di Ennio Morricone. Il tema, già carico di implicazioni drammaturgiche, viene sottoposto a una rielaborazione che ne conserva la forza icastica, ampliandone l’aura fonica mediante variazioni ritmiche e spostamenti d’accento. La sottile ambiguità armonica, già presente nell’originale, trova nuova luce in un contesto jazzistico che ne accentua il carattere ironico e perturbante. «Journey To Rhodos» offre dunque un impianto compositivo coeso, fondato su scritture originali e su riletture meditate. L’itinerario delineato da Di Tanno e dai suoi collaboratori non indulge in esotismi superficiali, ma costruisce un dialogo consapevole fra matrici culturali, sostenuto da rigore armonico ed equilibrio collettivo. In tal modo il Mediterraneo, più che scenario evocativo, diviene principio ordinatore di una musica che riflette sulla propria identità e sulla propria capacità di rinnovamento.

