FACE TO FACE - Artwork

«Face to Face» demanda alla dimensione più immediata del fare musica, due strumenti e due musicisti in rapporto diretto, una ricerca che guarda alla libertà improvvisativa senza rinunciare alla forza della melodia.

// di Francesco Cataldo Verrina //

«Face to Face», pubblicato da Machiavelli Music nella collana Machiavelli Music Artist Series, nasce dall’incontro fra Ivano Icardi alla chitarra elettrica e Davide Liberti al contrabbasso, due musicisti torinesi che affidano a una formazione ridotta all’essenziale un progetto nel quale la dimensione cameristica del duo convive con la libertà dell’improvvisazione. Dieci pagine musicali, nove composizioni originali e la rilettura di «Time After Time», registrate allo Skyline Studio di Torino, delineano un itinerario fondato sulla reciprocità dell’ascolto e sulla continua ridefinizione dei rapporti fra suono, fraseggio, silenzio e pulsazione.

La scelta della formazione possiede una precisa implicazione estetica. Chitarra elettrica e contrabbasso appartengono a famiglie strumentali differenti e dispongono di possibilità espressive difficilmente sovrapponibili, tanto per estensione quanto per funzione ritmica e per natura dell’emissione. Icardi porta nel dialogo una voce capace di passare dalla nitidezza del fraseggio melodico alla ricerca sulle sonorità elettriche, mentre Liberti dispone il contrabbasso entro un campo nel quale la funzione fondante della frequenza grave può convivere con un ruolo melodico di assoluto rilievo. Il risultato non dipende dunque dalla semplice alternanza fra accompagnamento e solismo. I due strumenti possono condividere la medesima materia tematica, sottrarsi vicendevolmente alla funzione abituale e ridefinire, momento dopo momento, il peso della singola nota. Proprio da questa reciprocità nasce uno degli elementi più interessanti del concept. Il rapporto fra Icardi e Liberti non sembra pensato secondo una gerarchia prestabilita, poiché entrambi partecipano alla determinazione del fraseggio e della fisionomia sonora. La chitarra può sostenere una linea melodica senza occupare necessariamente il centro della scena, mentre il contrabbasso acquista una funzione che supera il tradizionale ruolo di sostegno della fondamentale e della pulsazione. Tale impostazione porta il duo verso una concezione quasi cameristica dell’interplay, nella quale l’ascolto reciproco diviene principio compositivo oltre che pratica esecutiva. Le dichiarazioni dei due musicisti confermano una precisa volontà di sottrarre la registrazione a un eccesso di progettazione preventiva. Icardi parla esplicitamente di un bisogno di autenticità e della ricerca di «un gesto puro», individuando nel suono prodotto durante l’atto stesso dell’esecuzione il punto di partenza dell’esperienza discografica. La sua concezione non esclude la composizione, ma la considera come materia suscettibile di modificazione nel momento in cui entra in contatto con l’improvvisazione. Liberti insiste sulla medesima prospettiva quando descrive alcune pagine come nate da improvvisazioni pure e altre come appartenenti a un repertorio personale già sedimentato, poi ripensato per il duo.

Questa doppia provenienza conferisce a «Face to Face» una fisionomia interessante. Da una parte compaiono materiali elaborati nel tempo, dall’altra emergono intuizioni affidate alla situazione performativa. Ne deriva un rapporto fecondo fra memoria e immediatezza, fra forma preesistente e invenzione istantanea. La registrazione assume così il valore di una documentazione di un processo musicale nel quale il controllo compositivo non scompare, ma lascia spazio a una componente aleatoria determinata dall’interazione fra i due esecutori. «First Breath», citata da Icardi come esempio emblematico della genesi del progetto, scaturisce da una semplice indicazione tonale e dalla successiva interazione fra i due strumenti. Al di là della vicenda specifica raccontata dal chitarrista, il procedimento rivela una concezione della forma in cui il la costruzione può prendere consistenza progressivamente, a partire da un nucleo minimo. Una tonalità suggerita, un frammento melodico, una risposta del contrabbasso possono bastare per avviare una sequenza di relazioni che l’esecuzione stessa provvede a precisare. La forma non viene quindi trattata come un recinto immutabile, quanto come un organismo temporale sottoposto alle decisioni dell’istante. La presenza di «Time After Time» acquista, in questo quadro, un significato ulteriore. Il componimento di Cyndi Lauper e Rob Hyman appartiene a un repertorio pop immediatamente riconoscibile, fondato su una linea melodica di grande persistenza mnemonica. Inserirla accanto a nove composizioni originali significa sottoporre un materiale già fortemente codificato a un processo di riduzione e rifunzionalizzazione, riportandone l’identità melodica entro la dimensione raccolta del duo. La canzone, privata della consueta cornice produttiva, può così essere ricondotta alla relazione essenziale fra linea melodica, armonia e interpretazione. La scrittura di Icardi, per quanto emerge dalla presentazione del progetto, attribuisce alla melodia un ruolo centrale. Sul piano della procedura strumentale, il dialogo fra chitarra e contrabbasso permette inoltre di giocare sulla distribuzione delle frequenze. Il riferimento a Pat Metheny e Bill Frisell va letto soprattutto in rapporto alla concezione della chitarra elettrica come strumento melodico e come sorgente di una tavolozza sonora ampia, piuttosto che come semplice veicolo del virtuosismo. Il titolo «Face to Face» acquista allora una valenza quasi programmatica. Non allude soltanto alla presenza fisica di due musicisti posti l’uno di fronte all’altro, ma soprattutto alla condizione d’ascolto richiesta da una formazione nella quale ogni intervento rimane esposto alla risposta dell’altro. Due strumenti, dieci composizioni, una registrazione concepita come spazio d’ascolto reciproco., demandando alla dimensione più immediata del fare musica, due strumenti e due musicisti in rapporto diretto, una ricerca che guarda alla libertà improvvisativa senza rinunciare alla forza della melodia.

Ivano Icardi
Davide Liberti

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