«Under My Skin (A Frank Sinatra Songbook)» di Valerio Marino: l’eredità di Sinatra tra eleganza e consapevolezza interpretativa
Un lavoro accurato, sorretto da una solida consapevolezza interpretativa e da una chiara comprensione del valore storico ed estetico delle composizioni affrontate.
// di Francesco Cataldo Verrina //
Misurarsi con il repertorio di Frank Sinatra significa confrontarsi con una tradizione interpretativa che trascende il semplice dato vocale e investe questioni di fraseggio, costruzione narrativa, gestione del tempo musicale e relazione con il testo. Valerio Marino affronta tale patrimonio con rispetto e discernimento in «Under My Skin (A Frank Sinatra Songbook)», lavoro che evita accuratamente il rischio dell’imitazione e sceglie piuttosto la strada della rilettura personale.
L’album raccoglie undici composizioni profondamente radicate nella memoria collettiva del Novecento americano, pagine che appartengono non soltanto al repertorio di Sinatra, ma all’intera storia della popular song e del jazz vocale. «Come Fly With Me», «Fly Me To The Moon», «I’ve Got You Under My Skin», «Night And Day», «One For My Baby» e «The Best Is Yet To Come» costituiscono un materiale espressivo tanto affascinante quanto impegnativo, poiché ogni nuova interpretazione si trova inevitabilmente a dialogare con versioni entrate stabilmente nell’immaginario musicale internazionale. La scelta di affidare questa operazione a un organico raccolto contribuisce in maniera decisiva alla riuscita del progetto. Francesco Angeli ai sassofoni e al flauto, Massimo Pucciarini al pianoforte, Marco Marino al contrabbasso e Alberto Argirò alla batteria costruiscono una cornice strumentale sobria e funzionale, all’interno della quale la voce trova spazio senza mai imporsi in maniera artificiosa. L’interazione tra i musicisti procede secondo una logica cameristica che privilegia l’ascolto reciproco e la valorizzazione della melodia.
Ciò che maggiormente colpisce riguarda proprio il rapporto instaurato da Valerio Marino con il materiale originale. La sua lettura non rincorre gli aspetti più spettacolari del crooning sinatriano, orientandosi invece verso una dimensione più raccolta e riflessiva. Il cantante mostra una notevole attenzione alla parola, alla scansione ritmica delle frasi e alla naturale collocazione degli accenti, qualità che consentono alle composizioni di conservare intatta la propria efficacia narrativa. L’intensità interpretativa, richiamata dallo stesso autore tra i principi fondativi dell’album, emerge soprattutto nei momenti più introspettivi. «Bewitched, Bothered and Bewildered» e «One For My Baby» offrono esempi decisamente significativi di tale sensibilità. La linea vocale si sviluppa con misura, evitando ogni enfasi superflua e lasciando che siano il testo, le sfumature dinamiche e il respiro melodico a determinare il percorso espressivo. Di notevole interesse risulta anche la versione di «The Lady Is A Tramp», impreziosita da un adattamento testuale firmato dallo stesso Marino. L’operazione non altera la natura della composizione, piuttosto ne sottolinea la vitalità, dimostrando come il Great American Songbook continui a garantire spazi fertili per nuove interpretazioni quando venga affrontato con competenza e sensibilità. La matrice jazzistica dell’album non si manifesta attraverso complesse elaborazioni armoniche o estese sezioni improvvisative. L’attenzione si concentra piuttosto sulla qualità del dialogo tra voce e strumenti, sull’equilibrio sintattico degli arrangiamenti e sulla capacità di preservare la forza melodica di queste celebri composizioni. Tale approccio richiama una tradizione che trova illustri antecedenti non soltanto in Sinatra, ma anche in interpreti come Nat King Cole, Mel Tormé e Johnny Hartman, artisti che hanno fatto della misura espressiva e dell’eleganza formale una cifra distintiva.
L’aspetto più convincente di «Under My Skin» risiede probabilmente nella sua autenticità. Valerio Marino non utilizza il repertorio sinatriano come semplice occasione celebrativa; vi riconosce invece un patrimonio affettivo e culturale che accompagna la propria formazione musicale sin dall’adolescenza. Questa componente personale conferisce all’intero progetto una credibilità immediatamente percepibile e trasforma il tributo in un racconto musicale sincero, lontano da ogni esercizio di maniera. In sintesi, «Under My Skin (A Frank Sinatra Songbook)» si attesta come un lavoro accurato, sorretto da una solida consapevolezza interpretativa e da una chiara comprensione del valore storico ed estetico delle composizioni affrontate. Un omaggio rispettoso e musicalmente maturo che restituisce nuova vitalità a un repertorio destinato a mantenere intatta la propria forza comunicativa ben oltre le mode e le stagioni artistiche.

