Mario Donatone con «Futura Umanità»: un viaggio tra due mondi, un filo blues tra Cuba e il Mediterraneo, cuori e sentimenti diversi che la musica abbraccia
Un album che non può mancare nella collezione di chi ama l’arte libera che incontra uno stile profondo e anche tematiche rilevanti.
// di Stefano Lana //
Potrebbe sembrare strano, ma a gennaio qualche albero fiorisce, in nostro aiuto dobbiamo ringraziare il Maestro Mario Donatone che ci ha donato i suoi petali blues e tutte le sue sfumature. Il 16 gennaio 2026 con l’etichetta Groove Master Editions è uscito l’ultimo lavoro di questo immenso artista, stiamo parlando di «Futura Umanità» dove la musica diventa balsamo che lenisce le ferite, una strada che unisce e un profumo che trasforma i cuori aridi e anestetizzati. Tutto inizia da un viaggio all’Havana, a Cuba e dall’opportunità di partecipare a una serie di concerti in varie manifestazioni, dove la nuova Band Blues Latin di Mario è riuscita con il suo immenso talento ha creare questa prezioso progetto. Questa esperienza culturale ha dato alla luce «Futura Umanità» derivata dagli scambi musicali vissuti in quel periodo, registrando in una settimana un disco il cui risultato è un’interazione fra blues feeling, ritmi afro-latini e melodie mediterranee. Un crogiolo di colori, essenze e sapori che Mario Donatone è riuscito ad integrare insieme in modo armonico e significativo. Il terreno era già fertile perché questo nuovo lavoro nasce dopo aver pubblicato due singoli: il primo «Please Hold On!» (Vivere ancora), con il featuring di Chicago Beau e di Roberto Luti nel 2022; il secondo «Foto di Famiglia» con Antonello Salis nel 2023. Da quel momento è nato «Futura Umanità», al suo interno i brani rappresentano tanti messaggi di pace, solidarietà e memoria.
Il sound è fortemente improntato dall’empatia di quattro voci, due maschili e due femminili, che si fondono con il tessuto sonoro del gruppo dando vita ad un blues latino e mediterraneo. Una band vocale composta da quattro solisti che esprimono una loro personalità, interagendo con gli strumenti dando un caratteristico tocco soul. Le canzoni viaggiano nell’aria tracciando un ponte immaginario verso Cuba e Lampedusa come nel brano di apertura «Granello di sabbia», che si muove alla ricerca di un’utopia impossibile quanto necessaria nel mondo di oggi. I testi affrontano anche le tematiche come immigrazione, carcere, razzismo, guerre. C’è anche spazio per momenti più intimi e sognanti come avviene in «Marcello», dedicato a Marcello Mastroianni, e «Foto di famiglia», un brano inizialmente strumentale scritto da Antonello Salis che racconta con leggerezza nostalgie familiari e calcistiche. Un forte senso di umanità dal sapore politico è «Ilaria», un canto di libertà dedicata a Ilaria Salis e a tutte le vittime di vicende di detenzione ingiuste e lesive della dignità della persona. Il testo di «Canzone della rabbia» è stato invece scritto da Domenico Zampaglione, il padre di Federico e responsabile della parte letteraria di molte canzoni dei Tiromancino, e parla della mercificazione del corpo femminile. Inoltre sono presenti nel disco molti ospiti musicali di rango internazionale come Chicago Beau, Roberto Luti, Pablo Menendez, Shama Milan e Antonello Salis, oltre al coro World Spirit Orchestra. «Futura Umanità» è il prodotto internazionale di una musica italiana aperta al mondo che si esprime in varie lingue dall’inglese all’italiano e allo spagnolo, fino al latino come nel brano «Pax vobis», dove fonde la forza eterna della melodia con il soul del sud e del nord del continente americano. Un album che non può mancare nella collezione di chi ama l’arte libera che incontra uno stile profondo e anche tematiche rilevanti.
Conosciamo nel dettaglio Mario Donatone: pianista e cantante blues e soul tra i più apprezzati in Italia. Attivo sin dagli anni ’80, ha collaborato sia con artisti italiani che con tantissimi musicisti afroamericani di blues e gospel in tournée in Italia e in Europa. Ha svolto un’appassionata opera di divulgazione della musica afroamericana, a cui ha dedicato eventi didattici, spettacoli teatrali musicali, saggi letterari e dischi molto ben accolti dalla critica specializzata. Come performer, compositore e arrangiatore, lavora da anni ad una sintesi tra la genuinità blues della sua vocalità e del suo stile pianistico e il suo amore per il soul e per le band con un ricco tessuto vocale e con un impatto funky ricercato e moderno. Il suo progetto più importante attualmente è la band Bluesman Latino, fondata nel 2022. Il gruppo è formato da Mario Donatone al piano e voce, Gio’ Bosco alla voce, Isabella Del Principe alla voce, Angelo Cascarano alla chitarra e voce, Marco Camboni al basso, Antonio Donatone alla batteria, con la partecipazione significativa di Flavio Gioia alle percussioni. Il disco è stato registrato tra il 2022 e il 2025 e in parte all’Havana negli studi di Futura Video Musica di Roberto Ravenna, situati nell’Istituto Cubano dell’Arte e dell’industria cinematografica, e in piccola parte a Roma negli studi Mob, Abbey Rocchi e Rhythm’n’voices. Nella sua lunga carriera Mario Donatone ha collaborato con tanti artisti tra cui Eddie C. Campbell, Peaches, Les Getrex, James Wheeler, Harold Bradley, Herbie Goins, Jimmy Holden, Crystal White, Cheryl Porter, Robin Brown. Ha inoltre collaborato con vari artisti italiani importanti, come Tiromancino, Neri Marcorè, Greg, Mario Biondi e tanti altri, e ha inciso diversi dischi come solista e ha partecipato a trasmissioni televisive e radiofoniche, a rassegne e festival, tra cui Umbria Jazz Winter, Pistoia Blues, Trasimeno Blues, Porretta Soul, Roma Jazz Image e tanti altri. Ha scritto il saggio Blues che viaggiano in prima classe, associato al disco Blues is my bad medicine, nel 2022 ottenendo un ottimo successo nella critica specializzata.

