I Beatles ovvero Lennon o McCartney. Considerazione sul volume John + Paul di Ian Leslie
Vi sono momenti di fronte attrito soprattutto fra lo scioglimento dei Beatles e i primi successi delle carriere soliste (1970-1975): alla fine però, magari alla larga, rimane l’idea originaria di amicizia, stima, fratellanza, come mostrano i diversi contatti fra i due lungo i Seventies, purtroppo senza realizzare la sospirata reunion caldeggiata da molti fan.
// di Guido Michelone //
John + Paul. Una storia d’amore in musica(UTET, Torino, pagine 438, Euro 25) di Ian Leslie, da poco uscito, non è un libro sui Beatles, sebbene i Fab Four o almeno la loro metà siano al centro dell’attenzione: è piuttosto la storia dell’ufficiosa co-leadership di John Lennon e Paul McCartney a scapito degli altri due ‘scarafaggi’ George Harrison e Ringo Starr e di quelli che più o meno marginalmente dalla nascita allo scioglimento del gruppo fanno parte attiva – Stuart Sutcliffe, Pete Best, Pete Shotton, Jimmy Nicol, Billy presto, Yoko Ono e per certi versi George Martin – a livello musicale, con l’assestamento dell’organico in quartetto ufficialmente dal 1962 al 1970.
A Ian Leslie, versatile giornalista britannico, interessa conoscere a fondo come funzioni il tandem Lennon/McCartney quale coppia di autori che forgiano l’immagine sonora dei Beatles medesimi e conducono la storia della canzone e del rock a vertici assoluti fino allora impensabili e, fra l’altro, mai raggiunti né prima né dopo a livello di intensità, collaborazione, mitologia. Ma a proposito di quest’ultima, i Beatles come ‘miti d’oggi’, per usare la celebre definizione del grande semiologo Roland Barthes, sono nell’immaginario collettivo e nel pensiero pop un unicum fatto di quattro persone insostituibili, dove il motto ‘tutti per uno’ (e ‘uno per tutti’) resta indelebile, tanto da venire usato in Italia anche quale titolo del loro primo film (A Hard Day’s Night nell’originale). La stampa dell’epoca tratta i quattro Liverpooliani alla stessa maniera, pariteticamente, senza scale gerarchiche, anzi mettendo l’accento proprio sull’insostituibilità di uno qualsiasi verso gli altri tre e via dicendo; c’è persino un momento, durante la piena Beatlesmania, che Ringo, l’ultimo arrivato in ordine cronologico, appare quale emblema dei Beatles per simpatia, estroversione, comicità, mentre persino George, forse a causa delle opposte caratteristiche (riservo, timidezza in primis) accende l’interesse di stampa e TV. A parlare nelle conferenze-stampa sono però John e Paul soprattutto quando occorre discutere gli aspetti musicali, da cui entrambi partono quando il diciottenne Lennon accoglie un McCartney di due anni più giovane (a quell’età la differenza di soli pochi mesi è ritenuta abissale da tutti i giovani) per trasformarsi via via da Quarryman a Beetles nel giro di un biennio, quando i due si rendono conto di credere in una sola cosa (la musica) e di avere un obiettivo comune (il poter fare solo musica) e di conseguenza un preciso scopo su tempi più o meno brevi (il successo).
Nel libro di Leslie non si parla tanto del come John e Paul siano partecipi o ideatori appunto del ‘mito d’oggi’ chiamato Beatles che, imprevedibile nel costruirsi da sé, risulta soprattutto merito del manager Brian Epstein e del produttore George Martin e, forse, nemmeno tanto nel modo in cui architettino quasi tutte le duecento song incise su 45 e 33 giri, anche perché, in particolare da interviste postume, si sa da tempo come funzioni la musica ‘John + Paul’ che per esigenze pratiche (diritti d’autore) decide di firmare in tandem ogni pezzo, persino quando l’apporto sostanziale dell’uno o dell’altro è verificabile addirittura in quantità o in percentuale. Leslie nel libro – ben scritto e ottimamente documentato – vuole piuttosto scoprire gli autentici legami di amicizia, cameratismo, fratellanza, amore (in senso ideale) esistenti fra i due; e lo fa analizzando soprattutto le parole dei testi delle canzoni che sembrano un botta-e-risposta per descrivere gli stati d’animo dell’uno e dell’altro; a volte si tratta di semplici frasi che però denotano, nei giornalieri rapporti personali, l’equilibrio sentimentale fra i due musicisti, che diventa sempre più problematico a partire da eventi esterni: la scomparsa di Epstein, la decisione di smettere con tournée e concerti, l’uso di droghe più o meno pesanti, l’arrivo di nuove mogli (Yoko Ono per John, Linda Eastman per Paul).
Vi sono momenti di fronte attrito soprattutto fra lo scioglimento dei Beatles e i primi successi delle carriere soliste (1970-1975): alla fine però, magari alla larga, rimane l’idea originaria di amicizia, stima, fratellanza, come mostrano i diversi contatti fra i due lungo i Seventies, purtroppo senza realizzare la sospirata reunion caldeggiata da molti fan. Le punzecchiature reciproche, addirittura, mediante dichiarazioni o interviste, cominciano paradossalmente nel momento in cui – grosso modo il 1966 – la musica di John & Paul diventa più complessa, dotta, profonda, intrigante; ed è un alternarsi di accuse sulla maggiore o minore aderenza alla realtà, alla sperimentazione, all’impegno, forse nella consapevolezza dell’animo individualista, scontroso, depresso di Lennon contro quello mondano, solare, ottimista di McCartney, nonostante qualche reciproca inversione di tendenza proprio quando i due viaggeranno su binari paralleli, senza mai più ritrovarsi, artisticamente parlando.

