Vinile_divano

// di Gianluca Giorgi //

Ivano Alberto Fossati, il grande mare che avremmo traversato (1973 ristampa 2013)
Pubblicato in Italia nel febbraio del 1973 il primo album solista, attribuito a Ivano Alberto Fossati, è a metà strada tra il suo stile successivo, da cantautore di qualità e la tipica musica leggera italiana dei primi anni ’70, con arrangiamenti orchestrali e cori femminili e reminiscenze del progressive suonato con i Delirium. Avendo studiato il pianoforte fin da piccolo, il musicista genovese cantava e suonava il flauto con il suo gruppo, ma è tornato alle tastiere nei suoi lavori da solo. Dopo aver lasciato i Delirium, Fossati continua le sue sperimentazioni in questo disco ricco di atmosfere che spaziano tra musica di ispirazione brasiliana ed elementi jazzistici. Il disco ha una struttura unitaria, come era tipico per gli album di quell’epoca, sia musicalmente che riguardo ai testi che esprimono un certo pessimismo istintivo. Tra i musicisti presenti è da segnalare la presenza dei noti contrabbassisti jazz, Giorgio Azzolini e Marco Ratti; la musica della canzone “La realtà e il resto” è opera del chitarrista dei Gens, Mauro Culotta.

Dizzy Gillespie & Friends, Concert Of The Century A Tribute To Charlie Parker (1980 ristampa 2lp 2016)
Fine anni ‘80 Dizzy Gillespie ha invitato 5 leggende del jazz: Milt Jackson, James Moody, Hank Jones, Ray Brown, & Philly Joe Jones ad unirsi a lui sul palco a Montreal per un tributo a Charlie Parker. Una quantità limitata di LP del concerto è apparsa nel 1984 e poi subito scomparsa dal mercato per più di 30 anni. La nuova riedizione aggiunge quasi mezzora di musica e cambia di poco la scaletta musicale. Il concerto è del novembre 1980 e trova questo sestetto di veterani del bop ancora abbastanza in forma, sia anagrafica che artistica, considerando il fatto che gli anni ’80 non erano certo il periodo più favorevole per questo tipo di revival. L’omaggio a Charlie Parker curiosamente evita i cavalli di battaglia di Bird anche se alcuni standards presenti non mancavano nel repertorio del sassofonista. Il disco risulta un po’ di routine, con alcune situazioni interessanti proposte da James Moody al tenore, forse l’unico a recepire con una certa grinta le acquisizioni strumentali del jazz post-bop e da Milt Jackson che in ogni occasione riluce di una fantasia melodica superlativa, stupisce, invece, una certa pesantezza di tocco di Philly Joe Jones. Dizzy Gillespie sfoggia la consueta brillantezza in nonchalance. Ottima incisione.

Till Brönner & Dieter Ilg, Nightfall (2018)
I duetti da diverso tempo trovano una sempre più ampia accoglienza nell’universo jazzistico. Anche Brönner & Ilg, partner in combos più ampi, si cimentano in questa formula e lo fanno con l’assoluta consapevolezza di non essere supportati dagli strumenti armonici, affrontando un canzoniere ricco, intenso e variegato, con concentrazione e rispetto. Il trombettista di Viersen infioretta le melodie con soffio galante, con Ilg a dare ritmo e calore, ma anche consistenza armonica. L’album è composto di tre brani scritti dal duo e otto cover. Nelle cover troviamo alcuni standard come Nobody Else But Me, il pop elegante di Leonard Cohen, Ornette Coleman meno acido ma con un meraviglioso senso di blues, Bach (Air), una ruvida esposizione di Eleanor Rigby della coppia Lennon-McCartney, ma anche Melchior Vulpius, radendo al suolo la sacralità di Ach Bleib Mit Deiner Gnade a colpi di vibrante improvvisazione.
Disco molto piacevole per un ascolto serale, in penombra.

Cairo Feee Jazz Ensemble, Heliopolis (1970 ristampa 2020)
Straordinaria e attesissima ristampa che riporta in vita un disco ormai rarissimo e molto costoso, mai ristampato ufficialmente. Edizione di 300 copie, rimasterizzato, correlato di un libretto di 6 pagine 30×90 pieghevole, per uno dei grandi progetti del jazz egiziano, il Cairo Free Jazz Ensemble. Il gruppo è stato formato da Salah Ragab e Hartmut Geerken come una propaggine d’avanguardia della Cairo Jazz Band, la prima big band jazz del paese, formata nel 1968 quando Ragab fu nominato capo del Dipartimento Militare di Musica dell’Egitto e aveva a sua disposizione un vasto staff di musicisti (quasi tremila!), un intero edificio militare e una collezione completa di strumenti musicali. Il disco è una sorprendente miscela di big band, spiritual jazz, musica del Medio Oriente con il fuoco e l’energia del free jazz. Rivela una profonda assonanza creativa con i contemporanei Pharaoh Sanders, Phil Cohran e Sun Ra, combinando la strumentazione jazz e lo stile musicale egiziano, con melodie e strumenti indigeni per creare un oggetto musicale con pochi paralleli. L’album è un viaggio in cui si raggiungono vette creative del suono che tocca il futuro e il passato in un solo colpo.

Hal Singer & Jef Gilson, Soul Of Africa (1974 ristampa 2018)
Riedizione, già fuori catalogo, di questa rarissima registrazione di ottimo jazz del leggendario sassofonista statunitense Hal Singer e del pianista francese Jef Gilson, pubblicata originariamente nel 1974 sulla leggendaria etichetta francese Le Chant Du Monde ormai molto rara e costosa. L’atto di nascita della scena afro-jazz parigina che ha affascinato tanti musicisti e appassionati di musica negli anni ’70 e ’80, uno dei più importanti dischi del periodo. Fantastico capolavoro di etno-jazz spirituale, pieno di jazz modale e con accenni soul, pura bellezza dall’inizio alla fine!

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