«Oltre il cielo di Buenos Aires»: Sabato 18 Aprile, omaggio a Astor Piazzolla all’Umbro’ di Perugia con i Triosfere

0
TriosfereX2

Triosfere

Triosfere: Dario Flammini, Mauro De Federicis e Roberto Della Vecchia delineano un itinerario sonoro che, a partire dal tango, ne riafferma la perdurante attualità, ponendolo in relazione con le istanze della contemporaneità senza rinunciare alla sua memoria storica.

// di Francesco Cataldo Verrina //

Tra le rive del Río de la Plata e le traiettorie della memoria italiana, il tango continua a vibrare come forma di attraversamento, linguaggio migrante in grado di custodire nostalgia e reinvenzione. In questo spazio simbolico, dove Argentina e Italia si rispecchiano in una comune sensibilità sonora, l’eredità di Astor Piazzolla si rivela ancora oggi materia viva, aperta a nuove possibilità di ascolto. «Oltre il cielo di Buenos Aires» nasce proprio da questa tensione: riportare la musica di «Astor» dentro il nostro tempo sulla scorta di una rivisitazione che ne rispetta la scrittura, ma ne rinnova il respiro. Non un esercizio di stile, ma un atto esecutivo consapevole, in cui fedeltà e visione personale convivono, restituendo al tango quella dimensione inquieta e contemporanea che gli appartiene per natura.

Il Pannonica Jazz Club di Perugia presenta «Oltre il cielo di Buenos Aires» con i Triosfere, in programma sabato 18 aprile alle ore 21.30 presso l’Umbrò, nel centro storico cittadino. Triosfere è una formazione cameristica composta da bandoneón, chitarra elettrica e contrabbasso, organico che, già nella sua essenzialità, richiama una dimensione di frontiera fra tradizione e sperimentazione. In essa confluiscono pratiche riconducibili al tango, al jazz e alla musica d’arte europea, dando luogo a un linguaggio ibrido che rifugge classificazioni univoche. La ricerca timbrica, unita a una particolare attenzione per la dinamica e la rarefazione del materiale sonoro, spinge l’ensemble verso una poetica dell’essenziale, atta ad evitare stereotipi esecutivi frequentemente associati al repertorio tanguero. All’interno di questa prospettiva s’inscrive l’omaggio ad Astor Piazzolla, figura nodale nella ridefinizione del tango come forma aperta, segnata da tensioni colte e popolari. La sua produzione rappresenta infatti uno dei punti più alti di un dialogo transatlantico che lega Argentina e Italia, non solo sul piano biografico, ma anche in termini di sensibilità musicale, memoria migratoria e costruzione identitaria. In tale orizzonte, il tango si rivela non come genere statico, ma come spazio dinamico di negoziazione culturale.

L’operazione proposta da Triosfere si fonda su una duplice istanza: da un lato il rispetto rigoroso della scrittura piazzolliana, dall’altro la necessità di restituirne la vitalità attraverso una prospettiva attuale. Ne deriva una rilettura che oltrepassa il concetto di riproduzione ed assume caratteri interpretativi personali, rendendo nuovamente attuale un repertorio ormai storicizzato. In tal senso, riportare la musica di «Astor» nel contesto contemporaneo significa attivarne le potenzialità latenti, senza tradirne l’identità profonda. Le pagine più significative del compositore argentino vengono così innervate da una prassi esecutiva in cui i tre strumenti dialogano in modo paritetico, alternando e sovrapponendo funzioni solistiche. Accanto ai capisaldi del repertorio, trovano spazio interpretazioni di «Vayamos al diablo», «La muerte del ángel» e «Las cuatro estaciones porteñas», proposte attraverso una lettura che ne evidenzia la complessità formale e la tensione espressiva.

I tre musicisti, attivi anche in ambito accademico, hanno maturato esperienze eterogenee collaborando con figure di primo piano tra cui Milva, Miguel Ángel Zotto, Ennio Morricone, Bob Mintzer, Paolo Fresu, Dee Dee Bridgewater, Arnoldo Foà e Giorgio Albertazzi, contribuendo così a definire un percorso artistico che si nutre di attraversamenti stilistici e dialoghi interdisciplinari. Dario Flammini, Mauro De Federicis e Roberto Della Vecchia delineano, in tal modo, un itinerario sonoro che, a partire dal tango, ne riafferma la perdurante attualità, ponendolo in relazione con le istanze della contemporaneità senza rinunciare alla sua memoria storica.

0 Condivisioni

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *