Crescendo Sphere Feat. Fabrizio Bosso con «Gentle Breath», un concept contemporaneo tra jazz e pensiero armonico europeo (Emme Record Label, 2026)
Crescendo Sphere, ensemble che dimostra come la nuova generazione del jazz italiano sappia coniugare rigore progettuale, sensibilità melodica ed apertura verso territori sonori in continua trasformazione.
// di Francesco Cataldo Verrina //
«Gentle Breath» nasce da una convergenza di sensibilità compositive e competenze strumentali che trova nel quintetto Crescendo Sphere un laboratorio sonoro di notevole maturità linguistica. L’ensemble riunisce giovani interpreti della scena italiana già distintisi in ambito internazionale, guidati da Stefano Proietti e Gian Marco De Nisi, entrambi impegnati non soltanto nella scrittura e negli arrangiamenti, ma anche nella gestione delle componenti elettroniche e dell’elaborazione sonora. L’organico si completa con Aldo Di Caterino al flauto in Do e al flauto contralto, Vittorio Cuculo al sax contralto e soprano e Giordano Panizza tra contrabbasso e basso elettrico. La presenza di Fabrizio Bosso, figura di primo piano nel panorama jazzistico contemporaneo, innesta nel progetto un contributo solistico di forte autorevolezza, alimentato da un’interazione improvvisativa che privilegia il dialogo tra eredità storica e sperimentazione formale.
Il lotto compositivo di «Gentle Breath», pubblicato da Emme Record Label, presenta una serie di composizioni originali che si muovono lungo un orizzonte linguistico ampio, nel quale la grammatica del jazz contemporaneo convive con riferimenti alla tradizione colta europea, all’elettronica e alla musica per immagini. Stefano Proietti e Gian Marco De Nisi delineano un impianto autorale che privilegia la mobilità armonica e la variazione di prospettiva timbrica, mentre la scrittura melodica conserva un tratto lirico di immediata riconoscibilità. La partecipazione di Bosso apporta una linea solistica capace di espandere il tessuto dell’ensemble con interventi di grande eloquenza strumentale, sostenuti da un fraseggio che alterna energia propulsiva e introspezione cantabile. L’album trova unità in una concezione narrativa complessiva. Le singole pagine musicali non vivono come episodi isolati, ma quali momenti di un arco formale più ampio, in cui le relazioni motiviche e le trasformazioni dinamiche guidano l’ascolto lungo una traiettoria coerente. La logica compositiva rimanda a una sensibilità prossima alla suite contemporanea, dove contrasti di registro, espansioni liriche e sezioni di maggiore tensione ritmica alimentano un discorso musicale in continua evoluzione.
Il titolo «Gentle Breath» racchiude una suggestione simbolica che illumina l’intero progetto. L’immagine del respiro gentile non assume soltanto una dimensione poetica, bensì richiama un principio musicale fondamentale. Il respiro governa la modularità del fraseggio, orienta la distribuzione delle pause e definisce l’equilibrio tra impulso e distensione. Tale metafora, in ambito jazzistico, allude a una concezione del suono come organismo vivente, in cui l’interazione tra i musicisti genera un flusso condiviso di ascolto e risposta reciproca. All’interno di questo quadro, ogni composizione delinea una specifica prospettiva espressiva. «Dreamlike Thoughts», firmata da Stefano Proietti con arrangiamento di Gian Marco De Nisi, dispiega un ambiente sonoro di notevole raffinatezza, dove le progressioni armoniche sostengono una linea melodica dall’andamento contemplativo. «Chasing The Sunset» sviluppa un disegno armonico più rarefatto, quasi cinematografico, mentre «Maurice» suggerisce una scrittura attenta alla modulazione delle voci interne dell’ensemble, che si dipanano in un’aura brunita ed avvolgente. Aldo Di Caterino firma «New Experience» e «Through Uncharted Waters», pagine nelle quali il flauto assume un ruolo centrale nella definizione del colore sonoro. Il dialogo con le strutture armoniche del pianoforte e con il sostegno della sezione ritmica genera un equilibrio particolarmente efficace tra lirismo e movimento, producendo un’ambientazione più mediterranea ed un ampliamento della sfera narrativa. «Let’s Ride», composta da Gian Marco De Nisi insieme a Stefano Proietti, configura una pulsazione più marcata, lasciando emergere l’energia propulsiva del gruppo. Il titolo eponimo, «Gentle Breath», propone una scrittura sospesa, dall’aria lievemente retrò, dove la disposizione degli interventi strumentali favorisce un clima di ascolto reciproco e di progressiva espansione sonora. «Fragments Of Tomorrow», firmata da De Nisi con arrangiamento condiviso con Proietti, esplora un terreno armonico più articolato, con qualche tinta soulful, mentre «Lunar View» conclude il percorso con una pagina di forte vocazione urbana, quasi funkified, sostenuta da una tessitura strumentale attentamente calibrata.
La registrazione realizzata presso il Tube Recording Studio di Fara in Sabina sotto la supervisione tecnica di Francesco Lupi restituisce con chiarezza la ricchezza delle sfumature acustiche e la qualità dell’interplay tra i musicisti. L’insieme lascia emergere un gruppo dotato di solida formazione e di notevole consapevolezza linguistica, orientato verso una sintesi personale tra scrittura compositiva, improvvisazione e ricerca sonora. In tale prospettiva «Gentle Breath» assume il valore di un primo capitolo particolarmente significativo nel percorso dei Crescendo Sphere, ensemble che dimostra come la nuova generazione del jazz italiano sappia coniugare rigore progettuale, sensibilità melodica ed apertura verso territori sonori in continua trasformazione.

