«Duetz» di Valentina Mattarozzi: quando la voce attraversa linguaggi e contesti (Azzurra Music, 2026)

0
VALENTINA MATTAROZZI (PIC BY MAURO CIONCI)

Valentina Mattarozzi

«Duetz» si pone nel solco dei lavori che indagano la forma del duo non come riduzione, ma come occasione per mettere a fuoco la qualità del gesto espressivo. L’album si legge come un mosaico di atmosfere, un insieme di miniature sonore che rivelano la capacità dell’artista di trasformare la sottrazione in una risorsa poetica.

// di Bounty Miller //

Pubblicato da Azzurra Music, «Duetz» si presenta come un progetto che Valentina Mattarozzi concepisce con una cura artigianale del dettaglio sonoro e con una consapevolezza interpretativa maturata negli anni, dentro un percorso che intreccia pratica jazzistica, esperienza teatrale e un’attenzione costante alla parola cantata. L’album, disponibile in vinile raccoglie otto pagine musicali che alternano sette riletture di standard a un unico componimento originale, «When She Remembers», nato dalla vena creativa della cantante bolognese.

La biografia di Valentina Mattarozzi contribuisce a illuminare la natura del progetto. Cantante dalla comunicativa immediata e dalla presenza scenica raffinata, ha costruito negli anni un percorso che la vede attiva non solo nel jazz, ma anche nel teatro, nella scrittura e nella composizione. Le collaborazioni con la Doctor Dixie Jazz Band, con Teo Ciavarella, con Daniele Scannapieco e con Mogol testimoniano una versatilità che si riflette nella sua capacità di adattare la propria aura fonica ai contesti più diversi. Le sue pubblicazioni discografiche, tra cui «I Am Billie – Tribute To Billie Holiday», hanno ricevuto apprezzamenti significativi, come quello dei Manhattan Transfer, delineando un cammino coerente che trova in «Duetz» un nuovo punto di maturazione. La scelta di costruire l’intero lavoro su una serie di duetti – strumento e voce – indipendenti definisce l’identità dell’album. Ogni traccia si sviluppa come un quadro autonomo, modellato dalla relazione tra la voce e uno strumento solista, selezionato di volta in volta tra musicisti di riconosciuta autorevolezza nel panorama nazionale.

La sequenza dei brani segue un percorso che mette in rilievo la varietà dei colori acustici: «The Very Thought Of You» con Teo Ciavarella al pianoforte e alle tastiere, «A Night In Tunisia» con Lele Barbieri alla batteria, «’Round Midnight» con Daniele Scannapieco al sax tenore, «All The Things You Are» insieme a Felice Del Gaudio al contrabbasso, «When She Remembers» con Giampiero Martirani alla chitarra, «Misty» condiviso con Giovanni Perin al vibrafono, «Come Rain Or Come Shine» al fianco di Checco Coniglio al trombone e «The Look Of Love» con Massimo Tagliata alla fisarmonica. Questa costellazione di incontri produce una galleria di fisionomie sonore che non si sovrappongono mai, poiché ogni dialogo costruisce un proprio assetto espressivo. La voce di Mattarozzi si muove con naturalezza dentro tali contesti mutevoli, modulando il fraseggio secondo la natura dello strumento ospite e lasciando emergere una sensibilità interpretativa che privilegia la trasparenza emotiva rispetto alla ricerca di un virtuosismo fine a sé stesso.

La stessa cantante chiarisce la genesi dell’album, ricordando come l’ascolto di «Strange Fruit» – episodio conclusivo di «I Am Billie», interpretata insieme al flicorno di Fulvio Chiara – abbia acceso la possibilità di un lavoro interamente costruito su accoppiamenti timbrici essenziali, privi di sostegni armonici tradizionali. L’intuizione si è trasformata in un procedimento che unisce sperimentazione e memoria affettiva, poiché l’intero progetto è dedicato a Teo Ciavarella, figura centrale nella vita artistica della cantante. Il suo invito a cantare «come se fossi nell’aldilà» diventa un principio poetico che attraversa l’album, orientando la ricerca verso un’espressività che si affida alla purezza del gesto vocale e alla forza evocativa del suono nudo. «Duetz» si presenta così come un raccolta di otto quadri autonomi, ognuno dotato di un proprio clima e di una specifica dimensione. Il senso di perdita evocato dalla dedica si trasforma in un’energia creativa che permea l’intero lavoro, conferendo alle interpretazioni una qualità meditativa, quasi sospesa tra memoria e rivelazione. In sintesi, «Duetz» si pone nel solco dei lavori che indagano la forma del duo non come riduzione, ma come occasione per mettere a fuoco la qualità del gesto espressivo. La voce di Mattarozzi si offre come centro mobile, capace di adattarsi alle geometrie timbriche dei partner musicali e di costruire, traccia dopo traccia, un percorso che unisce intimità e rigore. L’album si legge come un mosaico di atmosfere, un insieme di miniature sonore che rivelano la capacità dell’artista di trasformare la sottrazione in una risorsa poetica.

Valentina Mattarozzi

0 Condivisioni

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *