{"id":9510,"date":"2025-03-06T23:57:11","date_gmt":"2025-03-06T22:57:11","guid":{"rendered":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/?p=9510"},"modified":"2025-03-07T00:04:09","modified_gmt":"2025-03-06T23:04:09","slug":"fragile-di-stefano-bedetti-quartet-un-disco-sax-led-dalla-forza-espressiva-non-comune-encore-music-2025","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/2025\/03\/06\/fragile-di-stefano-bedetti-quartet-un-disco-sax-led-dalla-forza-espressiva-non-comune-encore-music-2025\/","title":{"rendered":"\u00abFragile\u00bb di Stefano Bedetti Quartet, un disco sax-led dalla forza espressiva non comune (Encore Music, 2025)"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em><strong>&#8230;un lavoro di gruppo sinergico ed oleato, ma soprattutto con ottime idee compositive che, poggiandosi a livello ispirativo sulle spalle dei giganti, riescono a spiccare il volo senza difficolt\u00e0 alcuna.<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em><strong>\/\/ di Francesco Cataldo Verrina \/\/<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">Sassofonista di lungo corso, con collaborazioni internazionali ed un corroborante vissuto americano che ne hanno accresciuto il carattere e le capacit\u00e0 esecutive, Stefano Bedetti ritorna alla discografia per la serie \u00abora o mai pi\u00f9\u00bb. Il suo primo, e forse unico, album come solista risale al 2007. Oggi possiamo godere della sua vena compositiva, interrotta e ripresa, grazie all&#8217;interessamento della Encore Music. Il musicista commenta cos\u00ec quanto \u00e8 accaduto: \u00ab<em>Questo disco \u00e8 la sintesi di 30 anni di esperimenti compositivi mai portati a compimento prima. Cos\u00ec ho accettato proposta di Vittorio Bartoli e di Roberto Lioli di registrare un album, riuscendo a ritrovare un filo conduttore che mi ha permesso di proseguire la strada compositiva smarrita in precedenza<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>L&#8217;indirizzo compositivo ed interpretativo di Bedetti<\/strong> \u00e8 indirizzato verso sonorit\u00e0 assai familiari ai cultori del jazz, con un piede nella tradizione ed uno sguardo proiettato verso il futuro. Nelle note di copertina, Randy Breker scrive: \u00ab<em>Devo sottolineare l&#8217;originalit\u00e0 dell&#8217;intero album, che attinge ad a situazioni che ci sono familiari, ma ogni ambientazione \u00e8 modificata e suonata in un modo e in uno stile davvero fresco<\/em>\u00bb. In fondo, quando parliamo di jazz e non di deviazioni o sperimentalismi vari, ci sono delle regole comuni a tutte le epoche. In ogni concept discografico a fare la differenza sono, per\u00f2, la capacit\u00e0 di sintesi dei vissuti precedenti, nonch\u00e9 la forza compositiva alimentata dalla percezione di stimoli provenienti dall&#8217;ambiente circostante e dagli input innescati dalle esperienze e dalle storie di vita vissuta. Non a caso il sassofonista ci tiene a precisare che \u00ab <em>i due brani che hanno atteso di pi\u00f9 per vedere la luce sono \u00abUn nuovo inverno\u00bb e \u00abDi neve lenzuola\u00bb. Avendoli sempre approcciati in una chiave musicale pi\u00f9 commerciale, non ne sono mai stato entusiasta particolarmente, ma grazie alla formazione del quartetto jazz classico e dei musicisti di cui ne fanno parte, sono riuscito a trovare l\u2019ispirazione per dare alle mie composizioni la veste musicale necessaria<\/em>\u00bb. Un lavoro certosino e ricercato nelle rifiniture e nell&#8217;espressivit\u00e0 quello di Stefano Bedetti e dei suoi compagni di viaggio: Yazan Greselin, pianoforte, tastiere e percussioni su \u00abSamba per chi\u00bb, Francesco Angiuli al contrabbasso e Lorenza Ciscognetti alla batteria. La soddisfazione di Bedetti traspare dalle parole, sempre riportate nelle liner notes: \u00ab<em>Volevo che in ognuna delle tracce si avvertissero chiaramente tutti i miei ascolti e i Maestri che mi hanno sempre guidato, e grazie sia a Lorenza che \u00e8 stata di forte ispirazione anche a livello compositivo, e sia alla conoscenza ed apertura musicale di Yazan e Francesco, penso di esserci riuscito<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>L&#8217;opener \u00e8 affidato a \u00abUn Nuovo Inverno\u00bb<\/strong> che, introdotta dal piano, concede subito al sax l&#8217;onere della narrazione ed a Bedetti di esprimersi pienamente sulla scorta di suo suono vigoroso, una tecnica cristallina ed una conclamata conoscenza dell\u2019idioma jazzistico che spazza via qualsiasi dubbio. Gli inserti melodici quasi ostinati e ripetuti inchiodano immediatamente il fruitore tenendolo allo stato di veglia, attraverso cambi di passo e di atmosfera, sostenuti da un combo che sembra aver trovato subito un naturale <em>break-even-point<\/em>. A seguire, \u00abBallad To The Silence\u00bb caratterizzata da un impianto sonoro pi\u00f9 circospetto e indagatore, inframmezzato da un disteso assolo di pianoforte che diventa propedeutico alla progressione del sax che ritorna in auge sfiorando il registro pi\u00f9 alto dello strumento, mentre la retroguardia ne accompagna lo sviluppo con precisione mercuriale. \u00abClose Calls\u00bb si sostanzia come un modulo esteso di post-bop dall&#8217;incedere tagliente, quasi in preda ad una trance free form. Cos\u00ec mentre il pianoforte incalza, la batteria affila le armi. \u00abDi Neve Lenzuola\u00bb assume inizialmente le sembianza di una ballata mid-range ricca di tensione, segnata da screziature soulful ed imperniata un sistema accordale dinamico che amplifica l&#8217;impeto della melodia distillata dal tenore, il quale evolve in un crescendo sorprendente. \u00abFerrets In The Sunset\u00bb \u00e8 un viaggio sotterraneo in una bolgia di emozioni palpabili, in cui il sax diventa quasi una voce narrante ed immaginifica dotata di un aplomb descrittivo e cinematico, mentre il basso di Francesco Angiuli trova una sua vetrina espositiva prima di passare la staffetta al leader per l&#8217;atto conclusivo. In chiusura \u00abSamba Per Chi\u00bb, uno dei momenti pi\u00f9 seduttivi dell&#8217;album, in cui essenze ed esotismi tropicali si mescolano amabilmente ad un bop post moderno giocato in velocit\u00e0, il quale garantisce un ottimo gancio per il contrabbasso e per il kit percussivo. \u00abFragile\u00bb di Stefano Bedetti Quartet non \u00e8 un disco che cambia le carte nautiche della storia del jazz, ma si caratterizza come un lavoro di gruppo sinergico ed oleato, ma soprattutto foriero di ottime idee compositive che, poggiandosi a livello ispirativo sulle spalle dei giganti, riescono a spiccare il volo senza difficolt\u00e0 alcuna.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"640\" src=\"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/stefano-bedetti2-1024x640.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9512\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em><strong>Stefano Bedetti<\/strong><\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8230;un lavoro di gruppo sinergico ed oleato, ma soprattutto con ottime idee compositive che, poggiandosi&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":9511,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[29,25,9,26,22,2,3,6],"tags":[403,194,243,55,401],"class_list":["post-9510","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-bebop","category-blues","category-cultura","category-editoriale","category-italian-jazz","category-jazz","category-musica","category-recensione-dischi","tag-encore-music-2","tag-hard-bop","tag-italian-jazz","tag-post-bop","tag-stefano-bedetti-quartet"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/StefanoBedetti_ante-e1741301737513.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9510","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=9510"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9510\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9515,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9510\/revisions\/9515"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media\/9511"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9510"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=9510"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=9510"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}