{"id":9100,"date":"2025-02-01T17:21:07","date_gmt":"2025-02-01T16:21:07","guid":{"rendered":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/?p=9100"},"modified":"2025-02-01T18:52:25","modified_gmt":"2025-02-01T17:52:25","slug":"hackout-con-cortado-tra-free-form-rock-e-jazz-psichedelico-caligola-2025","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/2025\/02\/01\/hackout-con-cortado-tra-free-form-rock-e-jazz-psichedelico-caligola-2025\/","title":{"rendered":"Hackout! con \u00abCortado\u00bb, tra free form, rock e jazz psichedelico. (Caligola, 2025)"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em><strong>L&#8217;assenza del basso consente alla chitarra ed al sax lunghe involate e digressioni, talvolta scarne, dai contrafforti psichedelici e ricche di un&#8217;energia viscerale e palpabile, mentre la batteria funge da vasodilatatore dello spettro ritmico, compensando a tratti la mancanza del cordofono in retroguardia.<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em><strong>\/\/ di Francesco Cataldo Verrina \/\/<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">Il progetto Hackout! vede come protagonista un sinergico tridente veneto-emiliano che esplora un jazz ispido e trasversale, ma dal ricco corredo cromosomico sul versante compositivo. L&#8217;album \u00abCortado\u00bb, edito dalla Caligola Records, sul piano espositivo, permette ai tre soci in affari, l\u2019altosassofonista Manuel Caliumi, il chitarrista Luca Zennaro ed il batterista Riccardo Cocetti, di muoversi liberamente in un habitat al limite del free-form, minimale ed eterodiretto. L&#8217;assenza del basso consente alla chitarra ed al sax lunghe involate e digressioni, talvolta scarne, dai contrafforti psichedelici e ricche di un&#8217;energia viscerale e palpabile, mentre la batteria funge da vasodilatatore dello spettro ritmico, compensando a tratti la mancanza del cordofono in retroguardia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>Il sax di Manuel Caliumi sembra imbastire trame insolite<\/strong>, ben rifinite sugli orli e sugli estremi dalla chitarra di Zennaro e trapuntate dal kit percussivo di Cocetti, attraverso un interplay dinamico e rigenerativo, che si rinnova perpetuamente con regole d&#8217;ingaggio mutevoli, non assumendo mai atteggiamenti troppo gerarchizzati all&#8217;interno del trio, dove uno vale uno ed il risultato finale \u00e8 pressoch\u00e9 superiore alla somma dei singoli attanti sulla scena. A quattro anni di distanza dall\u2019album d&#8217;esordio, \u00abCedrus Libani\u00bb, pubblicato dall\u2019etichetta inglese Slam, e ad un anno e mezzo da \u00abSad Music For Happy Elevators\u00bb, disco live uscito per Caligola, \u00abCortado\u00bb \u00e8 il frutto succoso dell&#8217;esperienza maturata durante un lungo soggiorno in Spagna. Alcuni titoli, come la stessa title-track, \u00abCortado\u00bb, che in italiano significa \u00abTagliato\u00bb, ne sono una dimostrazione lampante. Tutto il materiale eseguito \u00e8 farina del loro sacco. I tre sodali si sono misurati sul terreno compositivo in maniera sinergica e compatta, a sei mani o singolarmente. Sebbene i brani firmati da Caliumi non siano preponderanti, il sassofonista assume la carica di leader in pectore e di portavoce, tanto che il costrutto sonoro viene modellato e sagomato in una dimensione leggibilmente <em>inter pares<\/em>, senza sbilanciamenti o eccessi da parte dei tre contraenti: ciascuno di essi mette a dimore il proprio seme fecondo che diventa sistematicamente funzionale all&#8217;impianto creativo dell&#8217;album. A conti fatti, Hackout! Trio \u00e8 come una pianta prolifica nata dalla combinazione transgenica degli elementi costitutivi. Le parole di Caliumi risultano alquanto eloquenti: \u00ab<em>Abbiamo riferimenti musicali molto diversi e la musica ne risente. Ci sono momenti molto liberi, altri composti e influenze che includono anche il rock. In tutti nostri lavori ci sono alcuni brani composti dai singoli che vengono per\u00f2 arrangiati collettivamente; altri ancora sono sviluppati dall&#8217;inizio alla fine in modo collettivo. Ricordo che a Madrid avevamo una saletta dove provavamo tutti i giorni e si concepivano i brani partendo da zero. \u00c8 interessante lavorare con Luca e Riccardo perch\u00e9 con i nostri differenti background cerchiamo di muoverci in una scrittura diversa da quella tradizionale sperimentando timbriche, spazi, equilibri tra scrittura e improvvisazione radicale, oppure tra suoni acustici ed elettrici: mentre sax e batteria sono esclusivamente acustici, Luca \u00e8 un chitarrista elettrico e spinge in quella direzione<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>L&#8217;album si apre avvolto da un&#8217;aura di sospensione spazio-temporale <\/strong>con la title-track, \u00abCortado\u00bb, il cui costrutto sonoro risulta perforante come una sonda e poggiato sul <em>cloud<\/em> di una creativit\u00e0 eterea ed auto-terapeutica, dove il sax s&#8217;intreccia alla vaporosa perifrasi di una chitarra in odor di Bill Frisell. \u00abThat Ancient Feeling\u00bb, a firma Zennaro, vive e si sostanzia nel contrasto tra sax e chitarra, che poi, ad ogni buon conto, \u00e8 lo schema di gioco prediletto dell&#8217;intero album. Cos\u00ec mentre Zennaro \u00e8 quasi sempre progressivo ed ipnotico, nello specifico moderatamente retr\u00f2 nell&#8217;apporto melodico, quanto meno vicino ad un&#8217;immediatezza pop-rock, Caliumi s&#8217;inerpica in alcune viscerali improvvisazioni di ornettiana memoria. \u00abEl gran cabr\u00f3n\u00bb fa in modo che rock e jazz prendano le distanze, ricollocandosi in una dimensione altra non facilmente circoscrivibile, fatta di anfratti sonori accidentati e non consueti che oltrepassa la sintassi tipica di questo o quel genere specifico. \u00abSin leche\u00bb \u00e8 un modello d&#8217;intesa a tre, in cui le parti sono ben divise ed il suono risulta meno sbilanciato in un senso o nell&#8217;altro: la confluenza emotiva e compositiva \u00e8 quasi geometrica. \u00abOne for Nacho\u00bb si sostanzia come un post-bop scarno ed essenziale, vergato sul <em>lineage<\/em> ornettiano e contrassegnato da un ottimo lavoro del batterista sui cambi di passo e di mood. \u00abEl baile de los me\u00f1iques\u00bb, scritta da Cocetti, si caratterizza per l&#8217;ottimo impianto ritmico avant-garde, un drumming secco e asciutto in piacevole contrasto con la narrazione del sax dal sapore ancestrale, non dissimile al tema di un&#8217;antica danza popolare. \u00abEtere\u00bb, firmata da Caliumi \u00e8 una ballata mineraria e progressiva, quasi neo-futurista che emerge dal sottosuolo per esplodere nel tratto finale in un crescendo rapsodico. \u00abNo Ocean For Tonight\u00bb naviga in acque extra-territoriali con un assetto free-rock-jazz, talvolta irruento, per quanto caratterizzato da improvvise immersioni, risalite veloci e cambi di passo, in cui il sax si muove in maniera spiralica e sfuggente. In chiusura \u00abCarajillo\u00bb che suggella l&#8217;album in maniera intima, quanto meno meditativa e sfumata, con tanto di speech sul finale, una sorta di monito a comprendere e condividere, musica ed emozioni. In sintesi, \u00abCortado\u00bb \u00e8 un album geneticamente predisposto a dispensare ottime vibrazioni a chi vorr\u00e0 ascoltarlo con attenzione e senza preconcetti di sorta.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"769\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Hackout-Trio-769x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9102\" srcset=\"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Hackout-Trio-769x1024.jpg 769w, https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Hackout-Trio-225x300.jpg 225w, https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Hackout-Trio-768x1022.jpg 768w, https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Hackout-Trio-1154x1536.jpg 1154w, https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Hackout-Trio-1024x1363.jpg 1024w, https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/Hackout-Trio.jpg 1170w\" sizes=\"auto, (max-width: 769px) 100vw, 769px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em><strong>Hackout! Trio<\/strong><\/em><\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;assenza del basso consente alla chitarra ed al sax lunghe involate e digressioni, talvolta scarne,&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":9101,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[9,26,18,22,2,3,6,17],"tags":[239,237,238,218,236,40,53],"class_list":["post-9100","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","category-editoriale","category-fusion","category-italian-jazz","category-jazz","category-musica","category-recensione-dischi","category-rock","tag-caligola","tag-cortado","tag-free-form","tag-free-jazz-2","tag-hackout","tag-jazz","tag-rock"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/CortadoAnte-e1738426760681.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9100","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=9100"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9100\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9104,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9100\/revisions\/9104"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media\/9101"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9100"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=9100"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=9100"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}