{"id":821,"date":"2022-09-10T18:45:41","date_gmt":"2022-09-10T16:45:41","guid":{"rendered":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/?p=821"},"modified":"2023-05-23T18:46:09","modified_gmt":"2023-05-23T16:46:09","slug":"anais-drago-the-jellyfish-am-records-2018","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/2022\/09\/10\/anais-drago-the-jellyfish-am-records-2018\/","title":{"rendered":"ANAIS DRAGO &amp; THE JELLYFISH (AM RECORDS, 2018)"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em><strong>\u201cAnais Drago, un violino nel Jazz: fantasia al potere\u201d.<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong><em>\/\/ di Mauro Zappaterra \/\/<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">Quando si parla di Anais Drago, si parla certamente di una delle pi\u00f9 interessanti musiciste della Nouvelle Vague del jazz e del panorama musicale italiano. Inizia a studiare il violino all\u2019et\u00e0 di 3 anni, nel 2013 si diploma a pieni voti, e quattro anni pi\u00f9 tardi ottiene la laurea in composizione ed arrangiamento Jazz. La sua carriera la vede gi\u00e0 vincitrice di numerosi premi nazionali e internazionali come artista emergente, tra cui nel 2021 l\u2019ambito Top Jazz di Musica jazz nella sezione nuove proposte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>Il gruppo The Jellyfish nasce proprio nel 2017<\/strong>, anno della laurea, per coadiuvare la realizzazione della tesi di Anais sulla ricerca e rielaborazione dell&#8217;immenso patrimonio artistico prodotto nella vita da un leggendario musicista: Frank Zappa. E infatti, come gran parte della musica di Zappa, questo disco, che si colloca sicuramente borderline rispetto al jazz, \u00e8 talmente &#8220;libero&#8221; nella composizione e nell&#8217;esecuzione da svincolarsi da qualsiasi canone e catalogazione.Il disco contiene tracce tutte composte e arrangiate dalla violinista biellese, sempre con quell\u2019impronta di assoluta libert\u00e0 compositiva ed esecutiva propria del grande musicista di Baltimora.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>La line-up del gruppo comprende Anais Drago al violino<\/strong>, Giulio Gian\u00ec al sax contralto, Riccardo Sala al sax tenore, Gabriele Ferro alla chitarra elettrica, Viden Spassov al contrabbasso e Andrea Beccaro alla batteria. L&#8217;ascolto \u00e8 a dir poco sorprendente, originale e magnificamente suonato dalla band, che unisce le ottime capacit\u00e0 interpretative dei singoli ad un grande lavoro d&#8217;assieme, armonizzato dagli eccellenti arrangiamenti della violinista. La grande fantasia e variet\u00e0 di genere dei brani \u00e8 certamente uno dei connotati pi\u00f9 evidenti del disco.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong> L\u2019omaggio che Anais Drago fa al grande musicista americano<\/strong> non \u00e8 un nuovo o un diverso arrangiamento di interi brani o la realizzazione di cover; il suo \u00e8 un lavoro di capillare destrutturazione e ricerca di frammenti, che vengono estratti dalla radice melodica del brano, su cui la geniale musicista costruisce a sua volta un nuovo pezzo interamente suo. Si parte in relax con Calma e Leggerezza, dove il trombone e sax introducono il motivo conduttore suonato dal violino, che poi si sposta per lasciare spazio ai fiati, con cambi di ritmo davvero funambolici, tipici del Prog Rock ma suonati in chiave Jazz.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>\u201cPhialella Zappai I\u201d si apre con una breve intro quasi barocca<\/strong>, che lascia subito il posto ad un assolo di violino con note e arpeggi che arrivano a vette elevatissime di frequenza e con una progressione travolgente, fino all\u2019entrata in scena del sax tenore che a sua volta \u201curla\u201d in distorsione quasi a copiare le sonorit\u00e0 di una chitarra rock. \u201cPhialella Zappai II\u201d \u00e8 un brano caratterizzato da un funk notevole, con il trombone di Giampiero Malfatto che conduce, i fiati che lo supportano e la sezione ritmica assoluta protagonista; il tutto condito da una buona dose di classicismo che irrompe a met\u00e0 brano, dando modo alla band leader ed ai fiati di esprimere un assieme molto armonico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>\u201cProvence Bar\u201d riporta i ritmi su livelli pi\u00f9 tranquilli,<\/strong> si potrebbe definire una piacevole ballad con il dialogo tra violino e chitarra a trainare la band, fino ad una parte quasi \u201ccameristica\u201d che chiude il brano. \u201cNazca Lines\u201d si apre e si sviluppa su un ritmo fusion, con il violino che esprime delle sonorit\u00e0 davvero molto belle e con un assolo travolgente di Anais Drago che ribadisce una volta di pi\u00f9 di essere una fuoriclasse di questo fantastico strumento; non da meno l\u2019assolo di Sala con il tenore, e la ritmica che spinge senza esitazioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>Si cambia completamente registro con \u201cZappa Changes\u201d<\/strong>, con una intro \u201ccircense\u201d e la chitarra questa volta designata ad un solo di notevole espressivit\u00e0, mentre tutto il resto della band accompagna con interventi sempre \u201cstile circense\u201d le varie parti del pezzo.SS31, atmosfere e ritmi da colonna sonora di film americani in apertura, dove gli strumenti \u201cscaldano i motori\u201d cos\u00ec come farebbero le auto pronte a \u201csgommare\u201d sulla statale; e quando il pezzo parte, \u00e8 un uragano rock, con un assolo della Drago che definire stratosferico \u00e8 assolutamente veritiero. E questo \u00e8 il pezzo che chiude il disco, lasciando nell\u2019ascoltatore la certezza di avere partecipato ad uno spettacolo \u201csenza rete\u201d, funambolico, privo di confini, dove la \u201cfantasia al potere\u201d \u00e8 il mantra che lo definisce meglio.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"784\" height=\"550\" src=\"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/anais-drago-the_jellyfish.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-822\" srcset=\"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/anais-drago-the_jellyfish.jpg 784w, https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/anais-drago-the_jellyfish-300x210.jpg 300w, https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/anais-drago-the_jellyfish-768x539.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 784px) 100vw, 784px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><strong><em>Anais Drago &amp; The Jellyfish<\/em><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cAnais Drago, un violino nel Jazz: fantasia al potere\u201d. \/\/ di Mauro Zappaterra \/\/ Quando&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":17,"featured_media":823,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[9,18,22,2,3,6],"tags":[],"class_list":["post-821","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","category-fusion","category-italian-jazz","category-jazz","category-musica","category-recensione-dischi"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Anais-Drago-TheJellyfish.jpeg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/821","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/17"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=821"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/821\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":824,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/821\/revisions\/824"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media\/823"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=821"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=821"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=821"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}