{"id":7542,"date":"2024-10-11T18:34:58","date_gmt":"2024-10-11T16:34:58","guid":{"rendered":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/?p=7542"},"modified":"2024-10-11T18:54:23","modified_gmt":"2024-10-11T16:54:23","slug":"larte-del-curatore-intervista-alletnomusicologo-johannes-ruhl","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/2024\/10\/11\/larte-del-curatore-intervista-alletnomusicologo-johannes-ruhl\/","title":{"rendered":"L&#8217;arte del curatore. Intervista all&#8217;etnomusicologo Johannes R\u00fchl"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em><strong>\/\/ di Guido Michelone \/\/<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>Il tedesco Johannes R\u00fchl \u00e8 un riferimento essenziale per tutta la nuova musica che si fa in Svizzera (dove egli abita da circa un ventennio) e pi\u00f9 estesamente per l\u2019intera macroregione dell\u2019arco alpino che comprende via via Francia, Italia, Austria, Slovenia. Il pionieristico lavoro sul neo-folk e sull\u2019etno-folk \u2013 che di solito gli europei studiando, occupandosi di zone lontane dall\u2019Asia all\u2019Africa, dalle Americhe all\u2019Oceania, dimenticandosi spesso di quanto accade sotto casa) ha, proprio grazie a Johannes R\u00fchl, importanti positive ricadute sulle giovani sonorit\u00e0 \u2013 jazz compreso \u2013 della Confederazione Elvetica, come egli stesso ci spiega in questa preziosa intervista.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>D In tre parole chi \u00e8 Johannes R\u00fchl?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em>R Sociologo musicale, interessato alla storia, ai cambiamenti e ai rinnovamenti delle tradizioni musicali alpine, curatore di programmi musicali, direttore della residenza artistica \u2018casadirosa.ch\u2019 e autore di testi prevalentemente musicali.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>D Il tuo primo ricordo della musica da bambino?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em>R Quartetti d&#8217;archi classici che i miei genitori suonavano a casa con le porte dell\u2019appartamento aperte e canzoni che suonavo al flauto dolce con mio fratello, con accompagnamento sempre in terze.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>D Hai anche un primo ricordo del jazz in assoluto?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em>R I miei primi incontri con il jazz sono avvenuti molto tardi, perch\u00e9 a casa non c&#8217;era questa musica. A 14 anni, nel 1968, ho iniziato a interessarmi alla musica che era anche un po\u2019 contro i miei genitori. Si trattava all\u2019inizio dei Beatles e degli Stones. Il mio primo singolo fu \u201cJumping Jack Flash\u201d e il mio primo LP fu \u201cAbbey Road\u201d. In seguito ho sviluppato un gusto per i gruppi del festival di Woodstock e, poco dopo, per la musica di gruppi rock ambiziosi come i Mother&#8217;s of Invention, i King Crimson, i Colosseum, i Blood Sweat and Tears o i giovani Genesis, eccetera. Quando iniziai ad ascoltare il vero jazz, era gi\u00e0 cos\u00ec free che non riuscivo ad appassionarmi. In quegli anni sono andato a Monaco per fare il servizio civile. Era il periodo in cui Manfred Eicher inizi\u00f2 a organizzare concerti all&#8217;Amerikahaus con la sua nuova etichetta ECM. Ci andavo molto spesso e diventai un fan del jazz che apriva nuove porte. Era una musica verso la quale i free-jazzer erano naturalmente sospettosi.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>D Come definiresti la tua attivit\u00e0? Critico, studioso, musicologo, organizzatore o tutto insieme o altro ancora?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em>R Non sono un critico. Come curatore, non puoi essere un critico. Tutto il resto \u00e8 vero. Le mie attivit\u00e0 si muovono tra due poli. Il pubblico e i musicisti. Ho il massimo rispetto per entrambi. In altre parole, la musica che non ha un pubblico non mi interessa professionalmente. Non perch\u00e9 abbia bisogno di entrate, ma perch\u00e9 la musica deve avere una direzione che raggiunga orecchie diverse da quelle dei musicisti stessi. Ecco perch\u00e9 a volte ho problemi con la musica improvvisata. D&#8217;altra parte, gli artisti meritano un rispetto incondizionato. Diventare un artista professionista \u00e8 una scelta di vita. Anche se l&#8217;arte non \u00e8 sempre una performance di altissimo livello, bisogna rispettarla. Gli artisti si espongono a critiche massicce e di solito subiscono molti pi\u00f9 rifiuti che approvazioni. Soprattutto da parte di noi mediatori. E non credo che questo sia un bene. Si pu\u00f2 anche dare un rifiuto amichevole e onesto.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>D Ma tu come ti regole nelle scelte?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em>R Quando organizzo musica, per me \u00e8 molto importante offrire al pubblico qualcosa che non conosce. Trovo noioso scegliere sempre i soliti nomi noti. Il risultato \u00e8 che nessuno va a vedere i nomi sconosciuti. Il pubblico si sviluppa solo con il tempo e con esperienze positive nel nuovo e nello sconosciuto. Nel migliore dei casi, si crea una fiducia cieca. Questa \u00e8 \u2018l&#8217;arte del curatore\u2019.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>D Possiamo parlare di te come di uno dei protagonisti della musica in Svizzera?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em>R Sono arrivato in Svizzera dalla Germania nel 2008 perch\u00e9 mi \u00e8 stato affidato il programma del rinomato festival musicale \u201cAlpent\u00f6ne\u201d (Suoni delle Alpi) ad Altdorf, Cantone Uri. Era il periodo in cui una nuova musica popolare svizzera stava vivendo un&#8217;inaspettata rinascita. Allo stesso tempo, all\u2019accademia di Lucerna \u00e8 stato istituito il primo programma di studi di musica popolare, che da allora ha prodotto musicisti di grande talento. Allo stesso tempo, ho iniziato a fare ricerca sulla nuova musica popolare presso la stessa universit\u00e0. Oggi mi viene spesso chiesto di fare il curatore, di scrivere e di far parte di comitati e giurie. Dal 2024 sono presidente della giuria del \u2018Premio svizzero di musica\u2019, che assegna ogni anno premi per un totale di circa 500.000 euro in tutti i generi musicali. In qualit\u00e0 di fondatore e direttore della residenza per artisti \u2018casadirosa.ch\u2019, i musicisti vengono da me in Valle Onsernone, in Ticino. L\u00ec offro loro le migliori condizioni possibili per realizzare i loro progetti. La scena mi rispetta molto.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>D Ti occupi di molte musiche \u2013 jazz. folk, neue muzik, avant-garde \u2013 ma quale sonorit\u00e0 ti piace di pi\u00f9 e consideri pi\u00f9 vicina al tuo modo di pensare?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em>R Devo iniziare dicendo che sono fondamentalmente molto romantico. Allo stesso tempo, rifuggo dal cheap kitsch come il diavolo l&#8217;acqua santa. Come ho gi\u00e0 detto, penso sempre alla musica in termini di pubblico. Questo mi aiuta molto a mettere in prospettiva i miei gusti e a giudicare la musica in termini di rilevanza. In altre parole, non c&#8217;\u00e8 musica che non sia adatta a me, purch\u00e9 susciti il mio interesse, purch\u00e9 la riconosca come musica e allo stesso tempo mi apre qualcosa che forse non mi aspettavo. Se nel jazz non conosco il motivo di base, l&#8217;improvvisazione mi \u00e8 poco utile. Se la musica folk non ha questo sottofondo terroso, mi sembra liscia e noiosa. Se la musica contemporanea (classica) pu\u00f2 essere compresa solo da orecchie altamente specializzate, allora ha perso la sua legittimit\u00e0 come arte altamente sovvenzionata. Ma la musica \u00e8 molto pi\u00f9 che un semplice suono. Quando ero giovane, trasmetteva soprattutto un atteggiamento nei confronti di ci\u00f2 che accadeva intorno a noi. Faceva parte di un atteggiamento nei confronti della vita. Esigo questo atteggiamento da tutta l&#8217;arte. Deve graffiare qualcosa nel nostro essere pi\u00f9 profondo. La musica \u00e8 sempre la colonna sonora di qualcosa che avviene al di fuori della musica, anche se \u00e8 solo a livello sensuale. Non posso esprimerlo in altro modo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>D Per te oggi ha ancora un senso oggi la parola jazz?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em>R Penso che le denominazioni siano importanti finch\u00e9 c&#8217;\u00e8 un accordo sul loro significato. Con il jazz, sembra che questo non sia pi\u00f9 cos\u00ec chiaro. Lo stesso vale per la world music e il folk. Si pu\u00f2 anche considerare un segno positivo il fatto che i generi si siano aperti molto e che gli organizzatori abbiano ora la possibilit\u00e0 di sviluppare un proprio profilo programmatico. Il jazz contemporaneo come genere si trova naturalmente in difficolt\u00e0 di fronte a tanta apertura. Ma credo che il ruolo storico-musicale del jazz, con il suo vocabolario, sia ancora riconosciuto. \u00c8 un quadro di riferimento su cui si orientano anche molti giovani musicisti, che per\u00f2 ne traggono la propria musica. A volte \u00e8 diventato molto confuso per il pubblico. \u00c8 il prezzo che dobbiamo pagare per la diversit\u00e0.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>D E si pu\u00f2 parlare di &#8216;jazz svizzero&#8217;? Esiste per te qualcosa di definibile come &#8216;jazz europeo?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em>R \u00c8 noto che molti batteristi di talento provengono dalla Svizzera. Negli ultimi decenni, il jazz ha prodotto in Svizzera un gran numero di musicisti eccellenti. Ci\u00f2 \u00e8 indubbiamente dovuto alla formazione in accademie, conservatori, universit\u00e0 con il loro corpo docente internazionale. Dal punto di vista stilistico, tuttavia, non vedo un jazz specificamente svizzero. A parte il fatto che gli svizzeri hanno una certa eccentricit\u00e0 e amore per la sperimentazione, che alcuni di loro esprimono anche nella loro musica. Non ho una visione d&#8217;insieme del jazz europeo. Mi piace ascoltare il jazz della Scandinavia, cos\u00ec come la loro musica folk. Nella loro tradizione, hanno un ampio repertorio di toni e suoni che possono essere ulteriormente sviluppati. Sento meno questa apertura in altre parti d&#8217;Europa.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>D Tuttavia mi sembra che molte tue iniziative vadano in direzione di un confron to tra il jazz e altre musiche europee autoctone, giusto?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em>R S\u00ec, a Friburgo in Brisgovia ho fondato nel 2001 e organizzato per qualche anno il festival jazz \u201cLe Gipfel du Jazz\u201d. Nel sottotitolo lo abbiamo chiamato \u201cRadici europee del folklore nel jazz\u201d. Tra l&#8217;altro, musicisti come Michel Godard, Pino Minafra, Gianluigi Trovesi e l&#8217;etichetta EGEA erano partner importanti per me in quel momento. Fondammo una banda a Friburgo che apr\u00ec l\u2019idea di \u201cBanda e Jazz\u201d di Ruvo di Puglia al jazz tedesco, che poi ho ripetuto con tante bande in altri posti, sempre con noti interpreti del jazz europeo. In pi\u00f9 abbiamo ricevuto importanti impulsi dal giornalista radiofonico Achim Hebgen della SWR Radio di Baden Baden che era fortemente involto in questa musica. In fondo non si tratta pi\u00f9 di jazz nel suo significato originale.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>D Molti ormai gridano alla morte della musica impegnata e\/o sperimentale: ma esiste ancora la politica e\/o l&#8217;avanguardia nelle musiche odierne?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em>R Quello che mi manca degli attuali movimenti politici \u00e8 il suono della strada, la colonna sonora delle giovani generazioni e le sue aspirazioni. L&#8217;esplosione creativa degli anni Settanta non pu\u00f2 ovviamente essere ripetuta a piacimento.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>D Mi dici dunque che \u201cSi pu\u00f2 forse desiderare l&#8217;avanguardia, ma non la si pu\u00f2 organizzare\u201d?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em>R La musica contemporanea classica ha preteso di essere l&#8217;avanguardia istituzionalizzata per oltre 100 anni. L&#8217;intero business della musica contemporanea (musicisti, accademie, promotori e media) si muove dietro questa pretesa. Ci saranno sempre persone che sperimentano e non si lasciano guidare dal mainstream. In nessun altro luogo si pu\u00f2 creare qualcosa di nuovo con cos\u00ec poco sforzo come nella musica. Un tempo esisteva il mito della \u201cgarage band\u201d. Si trattava di gruppi musicali che avevano il tempo di svilupparsi in modo \u201cunderground\u201d, senza essere osservati dallo sfruttamento dei media. Oggi vedo una giovane generazione nel pop sperimentale e nella musica elettronica che ha il coraggio di sviluppare le proprie idee e di provare cose nuove. Il jazz, invece, soffre di un certo accademismo. Ci sono molti bravi musicisti, ma a causa dell&#8217;etichetta \u201cjazz\u201d c&#8217;\u00e8 anche una certa limitazione nelle possibilit\u00e0 di espressione. Altrimenti non sarebbe pi\u00f9 jazz.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>D Cosa distingue appunto l&#8217;approccio alla musica di americani e afroamericani da noi europei?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em>R Non posso dare una risposta qualificata a questa domanda senza invocare luoghi comuni come la supremazia del blues, che in Europa non conoscevamo prima del jazz. Una differenza che potrei citare \u00e8 che in Germania, Austria e Svizzera in particolare, la concezione borghese della musica \u00e8 fortemente caratterizzata dalla musica classica europea di tutte le epoche. In America, il jazz ha sempre avuto un&#8217;accettazione completamente diversa. A volte forse manca solo un nome indipendente per affermare uno stile e rendere cos\u00ec possibile uno sviluppo sostenibile. In ogni caso, \u201cjazz europeo\u201d non \u00e8 un termine adatto a questa musica.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>D Ma la musica, secondo te, deve parlare, attraverso i suoni, di temi sociali, politici, ambientali, filosofici?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em>R La musica non \u00e8 mai nel vuoto. Non c&#8217;\u00e8 musica che non sia in qualche modo collegata a pensieri o sentimenti non musicali. Altrimenti i gusti non sarebbero cos\u00ec fondamentalmente diversi, soprattutto nella musica. Non deve sempre trattarsi di politica. Purtroppo, questa connotazione \u00e8 troppo spesso corrotta. Esiste solo in apparenza, \u00e8 commercializzata da chi la fa o la \u201cproduce\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>D Come vivi tu la musica in Svizzera anche in rapporto alle tue esperienze sul territorio?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em>R La Svizzera \u00e8 un paese piccolo. Si ha una visione d&#8217;insieme relativamente veloce, ci si conosce e si seguono gli sviluppi da vicino ai protagonisti. Anche qui non \u00e8 un paradiso. Ma ci sono molte buone iniziative, festival e luoghi in cui le cose stanno accadendo. Lo scambio tra le regioni linguistiche potrebbe essere un po&#8217; pi\u00f9 intenso, cos\u00ec come quello con i Paesi vicini, compresa la scena italiana o almeno le regioni di confine del Nord Italia.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>D Cosa pensi tu dell&#8217;attuale situazione &#8211; governo Meloni &#8211; in cui versa la cultura italiana (di cui la musica ovviamente fa parte da anni?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em>R In Svizzera non notiamo nulla di tutto questo. Tutto ci\u00f2 che sentiamo dire dall&#8217;estero \u00e8 che in Italia \u00e8 molto pi\u00f9 difficile per gli artisti creativi sopravvivere. In Svizzera o in parte anche in Germania ed Austria la vita dei musicisti professionali mi sembra meno complicata.<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"682\" src=\"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/tedesco1-1024x682.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-7550\" srcset=\"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/tedesco1-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/tedesco1-300x200.jpg 300w, https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/tedesco1-768x512.jpg 768w, https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/tedesco1.jpg 1100w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\/\/ di Guido Michelone \/\/ Il tedesco Johannes R\u00fchl \u00e8 un riferimento essenziale per tutta&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":7551,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[10,9,11,2,3,13],"tags":[],"class_list":["post-7542","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-costume-e-societa","category-cultura","category-interviste","category-jazz","category-musica","category-world-music"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/tedesco2.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7542","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7542"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7542\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7552,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7542\/revisions\/7552"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7551"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7542"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7542"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7542"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}