{"id":6344,"date":"2024-06-28T02:23:02","date_gmt":"2024-06-28T00:23:02","guid":{"rendered":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/?p=6344"},"modified":"2025-09-18T10:47:10","modified_gmt":"2025-09-18T08:47:10","slug":"intervista-esclusiva-a-dado-moroni-il-pianista-presentera-il-28-luglio-a-la-spezia-il-suo-nuovo-progetto-kind-of-bill","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/2024\/06\/28\/intervista-esclusiva-a-dado-moroni-il-pianista-presentera-il-28-luglio-a-la-spezia-il-suo-nuovo-progetto-kind-of-bill\/","title":{"rendered":"Intervista esclusiva a Dado Moroni. Il 28 luglio il pianista presenter\u00e0 a La Spezia il suo nuovo progetto \u201cKind of Bill\u201d"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em><strong>\/\/ di Guido Michelone \/\/<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">Domenica 28 luglio per il 56\u00b0 Festival Internazionale del jazz della Spezia che inizia il mercoled\u00ec precedente con Goran Bregovic, Mike Stern, Randy Brecker, Irene Grandi e concludersi con Paolo Fresu, Uri Caine, Russell Crowe ha come evento centrale Kind of Bill ovvero l\u2019Omaggio a Bill Evans da parte dei due terzi della formazione originale: oltre la strepitosa ritmica di Eddie Gomez (contrabbasso) e Joe LaBarbera (batteria) a fare le veci del compianto pianista di Plainfield (1929-1980) c\u2019\u00e8 il genovese Dado Moroni, che ci parla di questa e mille altre esperienze solo per Doppio Jazz.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong><em>D Dado cosa presenterai di bello a La Spezia?<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">R \u00c8 un progetto dedicato all&#8217;eredit\u00e0 musicale che ha lasciato Bill Evans con i musicisti che hanno suonato con lui ed hanno contribuito allo sviluppo del suo linguaggio per tanti anni come Eddie Gomez e Joe La Barbera alla batteria. Non \u00e8 un tributo esattamente a Bill Evans ma un tributo all&#8217;eredit\u00e0 che lui ha lasciato. \u00c8 da puntualizzare il fatto che ha sicuramente creato un linguaggio importantissimo ed \u00e8 un\u2019artista di primissimo piano nella storia del jazz e non solo, per\u00f2 non l\u2019avrebbe fatto da solo, senza questi musicisti. Per cui \u00e8 un po&#8217; un tributo anche a loro. Tant\u2019\u00e8 vero che nei dischi dove Bill Evans non suona con i musicisti coi quali si esibisce abitualmente, suona in maniera leggermente diversa. Lui sceglieva i musicisti che gli permettessero di esprimersi al cento per cento, e di poter esprimere la sua creativit\u00e0 ed il suo linguaggio al cento per cento. Eddie Gomez e Joe La Barbera, ad esempio, sono due musicisti fondamentali nel contributo alla creazione di questo stile meraviglioso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em><strong>D Esibirsi in una mega rassegna e in un piccolo locale: ti sar\u00e0 capitato tantissime volte?<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">R Suonare in un festival e suonare in un club sono due cose diverse. Nel club c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 contatto col pubblico, ci si \u00e8 pi\u00f9 vicini. Si \u00e8 anche pagati molto meno. Il festival ha un suo prestigio perch\u00e9 comunque raccoglie molta pi\u00f9 gente, per\u00f2 c\u2019\u00e8 un certo distacco. Tu sei sul palco le persone sono un po&#8217; distanti. I festival hanno spesso cartelloni importanti, dove hai l\u2019occasione di esibirti prima o dopo personaggi che magari sono stati anche i tuoi idoli. C&#8217;\u00e8 un tipo di emozione diversa. Io a dir la verit\u00e0 cerco sempre di suonare eh allo stesso modo, mettendo tutto me stesso. Il mio modo di suonare resta sempre quello. Cerco sempre di portare la mia spontaneit\u00e0, quello credo che mi contraddistingua. Festival o Club, per me non fa differenza, diciamo che un festival ha un altro tipo di portata, nel club c&#8217;\u00e8 una condizione pi\u00f9 intima e forse puoi osare un po&#8217; di pi\u00f9. Dipende anche dal tipo di libert\u00e0 che riesci ad ottenere con te stesso e nella tua espressione. Sicuramente suonare al Festival della Spezia \u00e8 molto emozionante, ricordo quando da piccolino andavo al Picco con mio pap\u00e0 a vedere i concerti. Ancora adesso lo ricordo con grande affetto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em><strong>D Adesso, per\u00f2 dicci: chi \u00e8 veramente Dado Moroni?<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">R Chi sono io? Boh. Io sono un musicista spontaneo. Mi piace molto affondare le mie radici nella tradizione, tenendo conto di quello che sta succedendo nel momento e sperando che magari, qualche cosa che faccio possa restare nel futuro ed ispirare magari dei musicisti pi\u00f9 giovani. Gi\u00e0 vedo, lo dico senza presunzione, dei musicisti molto pi\u00f9 giovani di me che usano delle cose, utilizzano dei sistemi e dei linguaggi che sento appartenermi. Mi lusinga questo perch\u00e9 significa che hai lasciato un segno. comunque, sono molto spontaneo, cerco sempre di suonare quello che mi piace, quello che ho voglia di suonare. Prima fai di tutto per farti conoscere, quando raggiungi una certa et\u00e0 le cose cambiano. Mi piace sempre misurarmi con sfide nuove, per\u00f2 so quello che mi piace suonare, so quello che mi piace sentire e quando suono e cerco sempre di esprimere questa cosa. Sul mio epitaffio vorrei fosse inciso questo \u201cPersona onesta che ha sempre cercato di fare quello che si sentiva di fare nel rispetto delle altre persone e suonare la musica che aveva nel cuore\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong><em>D Come definiresti la tua musica?<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">R Wow che domanda! Non lo so onestamente, forse quello che ho detto prima. La mia musica \u00e8 molto ancorata al blues. Io sono nato col blues e non ho lascer\u00f2 mai. Magari \u00e8 un po&#8217; mascherato a volte, per\u00f2 la matrice afroamericana \u00e8 sempre presente nella mia musica. Quando ero piccolino sentivo quella roba che usciva dai dischi, che non sapevo cosa fosse ma mi provocava delle sensazioni diverse da altri tipi di musica. ho cercato di interiorizzare e conoscere la cultura che l&#8217;ha prodotta. Mi sono immerso nella cultura afroamericana andando in America.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong><em>D Ci sono nella tua abbondante discografia tre-quattro album di cui vai fiero<\/em>?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">R S\u00ec, ma non so se metterei li metterei in una biblioteca. Beh, chiaramente i primi che ho fatto, per una questione affettiva. Il primo quando avevo sedici anni, con Tullio De Piscopo e Julius Farmer, prodotto da Tito Fontana e il secondo, in cui avevo quasi diciotto anni, sempre con Tullio e Franco Ambrosetti. Questi a livello affettivo, poi ci sono tanti altri che comunque mi hanno lasciato un ricordo molto bello. Sono un paio di dischi che ho fatto in piano solo nel 2009. Uno si chiama \u201cSolo Dado\u201d, ne sono orgoglioso perch\u00e9 l&#8217;ho fatto tutto io praticamente. A parte vabb\u00e8 la produzione, per\u00f2 l&#8217;ho inciso io senza avere nessun tipo di limitazione, da solo in studio. Ho cominciato a registrare in maniera completamente spontanea, suonando per un paio d&#8217;ore. Sono molto contento di quello che \u00e8 venuto fuori. Anche la copertina l&#8217;ho disegnata io. Praticamente tutto un disco ideato sul momento da me. L\u2019altro disco \u00e8 \u201cThe Cube\u201d con Andrea Dulbecco, Tom Harrell e Stefano Bagnoli. \u00c8 un disco che mi sta molto a cuore perch\u00e9 ha celebrato un rapporto di amicizia ventennale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em><strong>D Che generi di musiche ascolti? E quale ami maggiormente?<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">R Mi piace tutta la musica. Sicuramente tutta la musica jazz quando \u00e8 suonata bene. Non esisterebbe Keith Jarrett se non ci fosse stato Teddy Wilson o Oscar Peterson. Non esisterebbe Bill Evans senza Sonny Clark ed altri. Secondo me una responsabilit\u00e0 \u00e8 quella dell&#8217;insegnamento. Molti ragazzi studiano appunto questi metodi che partono da Miles Davis e John Coltrane, che io adoro, per\u00f2 sono arrivati dopo tanti altri che avrebbero il merito di averli influenzati. Nessuno nasce dal nulla. Io cerco da parte mia di portare avanti questo discorso e di ascoltare la tradizione e usarla.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong><em>D Cosa vogliono imparare i miei allievi da te?<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">R Boh, alcuni non mi conoscono neanche a dire la verit\u00e0 e non ho la presunzione di essere conosciuto. Spesso si iscrivono al Conservatorio e non hanno interesse a sapere chi insegna, vogliono prendersi il diploma. Non sanno chi io sia ma non conoscono nemmeno James Williams o Tommy Flanagan. Conoscono, come dicevamo prima, molto i contemporanei. Io cerco appunto, come dicevo prima, di fargli apprezzare delle cose, fargli scoprire delle cose che magari quello che loro pensano abbia inventato Mehldau o Jarrett, era gi\u00e0 stato suonato durante gli anni quaranta, ripeto che parte tutto da l\u00e0 e cerco di insegnargli questo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong><em>D Secondo te, i ragazzi hanno possibilit\u00e0 di fare jazz oggi o domani?<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">R S\u00ec e no. Son venuti a mancare soprattutto dopo il periodo del Covid, molti posti dove magari i giovani si potevano incontrare e suonare, gi\u00e0 ce n&#8217;erano pochi. Secondo me la loro chance \u00e8 quella di andare fuori nel Nord Europa a partire dall&#8217;Olanda e poi proseguire verso la Scandinavia per un periodo, anche se \u00e8 cambiata anche l\u00ec. Per noi era pi\u00f9 facile perch\u00e9 c&#8217;erano tanti locali dove si poteva incontrare musicisti. Noi Liguri ad esempio andavamo al capolinea. Forse ci sono delle dei centri a Bologna, Roma o Torino dove pu\u00f2 succedere ancora qualcosa. Ci vuole costanza e pazienza. Dovrebbero cambiare le cose in questo paese dove anche per una persona che ha la passione e qualche possibilit\u00e0, aprire un locale che possa fungere un po&#8217; da palestra per i ragazzi comporta delle spese incredibili e lo stato sicuramente non aiuta. Negli altri paesi come Belgio, Olanda, ci sono degli altri tipi di condizioni che permettono e favoriscono la creazione di posti di questo tipo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong><em>D Da docente, pensi che esista un filo rosso che unisce tutto la storia del jazz dal primigenio ragtime alle ultimissime avavnguardie?<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">R La musica jazz ha determinate caratteristiche che sono armonia, ritmo, melodia e un certo tipo di colori che provengono dalla musica africana. Oggi non sento molto spesso quelle sonorit\u00e0, quando vado a sentire i concerti sento pi\u00f9 della roba con radici popolari europee. Bella musica per carit\u00e0, non stiamo facendo un discorso di questo. La musica buona \u00e8 buona qualsiasi essa sia. Per\u00f2 il jazz ha delle caratteristiche che lo rendono tale. E per me senza queste caratteristiche non si pu\u00f2 usare questa parola. Per me non esiste jazz italiano o francese o tedesco, il jazz \u00e8 il jazz. Ci i sono degli italiani che lo sanno suonare molto bene s\u00ec che ci siano dei francesi, dei tedeschi, dei portoghesi, degli spagnoli eccetera. Esiste quella cosa che ha determinate caratteristiche\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em><strong>D Cosa distingue l&#8217;approccio degli afroamericani da noi europei?<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">R Penso che sia la chiesa. Il fatto di aver frequentato la chiesa ha un\u2019influenza fondamentale. Se ascoltiamo Cedar Walton ad esempio o Herbie Hancock, senti proprio chiaramente l&#8217;influenza della chiesa. Adesso le cose sono un po&#8217; cambiate, molti giovani non vanno pi\u00f9 in chiesa; infatti, nella musica si sente questa cosa. Una volta c&#8217;era una differenza pi\u00f9 netta nel linguaggio ed approccio fra un jazzista nero americano e un musicista bianco, non era una cosa negativa. Potevi definire i musicisti automaticamente, da quelli che provenivano da un background pi\u00f9 anglosassone o ebraico. Era una cosa bellissima. Oggi i musicisti suonano tutti allo stesso modo pi\u00f9 o meno. Perch\u00e9 nessuno va pi\u00f9 in chiesa. Dal punto di vista del ritmo forse c&#8217;\u00e8 ancora qualcosa di diverso, perch\u00e9 comunque il ritmo fa parte della cultura americana. Non solo nel jazz ma anche nel rock o nel funk. Io credo anche che la musica debba essere completamente apolitica nel senso che non esiste il fatto che un musicista che ha un una certa fede politica non suoni in certi posti.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"563\" src=\"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Kind-Of-Bill_Moroni-1024x563.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-6345\" srcset=\"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Kind-Of-Bill_Moroni-1024x563.png 1024w, https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Kind-Of-Bill_Moroni-300x165.png 300w, https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Kind-Of-Bill_Moroni-768x422.png 768w, https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Kind-Of-Bill_Moroni.png 1400w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><strong><em>Joe La Barbera, \/ Dado Moroni \/ Eddie Gomez<\/em><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\/\/ di Guido Michelone \/\/ Domenica 28 luglio per il 56\u00b0 Festival Internazionale del jazz&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":6346,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[25,4,10,9,11,2,3,6,1],"tags":[70,81,1330,218,49,194,40,270,55,82],"class_list":["post-6344","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-blues","category-concerti","category-costume-e-societa","category-cultura","category-interviste","category-jazz","category-musica","category-recensione-dischi","category-spettacoli","tag-bebop","tag-blues","tag-dado-moroni","tag-free-jazz-2","tag-fusion","tag-hard-bop","tag-jazz","tag-post-bop-2","tag-post-bop","tag-soul"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Moroni1-e1719534091744.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6344","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6344"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6344\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6348,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6344\/revisions\/6348"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6346"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6344"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6344"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6344"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}