{"id":5721,"date":"2024-05-05T23:36:22","date_gmt":"2024-05-05T21:36:22","guid":{"rendered":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/?p=5721"},"modified":"2024-05-06T09:58:16","modified_gmt":"2024-05-06T07:58:16","slug":"my-time-di-valeria-rinaldi-e-stefano-di-grigoli-septet-una-forza-tranquilla-che-scaturisce-dallenergia-cinetica-dello-swing","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/2024\/05\/05\/my-time-di-valeria-rinaldi-e-stefano-di-grigoli-septet-una-forza-tranquilla-che-scaturisce-dallenergia-cinetica-dello-swing\/","title":{"rendered":"\u00abMy Time\u00bb di Valeria Rinaldi e Stefano Di Grigoli Septet, una forza tranquilla che scaturisce dall&#8217;energia cinetica dello swing"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em><strong>\u00abIl mio tempo\u00ab, <\/strong><\/em><strong>spiega Valeria Rinali<\/strong><em><strong>, \u00abun tempo di cui torno a impossessarmi, forse per la prima volta, per farlo mio, come il momento per affrontare se stessi e pagare i propri debiti col passato, per entrare definitivamente nella vita\u00bb.<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em><strong>\/\/ di Francesco Cataldo Verrina \/\/<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">\u00abMy Time\u00bb \u00e8 un lavoro suggestivo, ricco di intensit\u00e0, dove la voce di Valeria Rinaldi si esprime al massimo delle potenzialit\u00e0 sostenuta da un settetto, in cui emerge la personalit\u00e0 del sassofonista Stefano Di Grigoli, cointestatario del progetto che nasce da una lunga ed intensa attivit\u00e0 live in teatro da parte della cantante-autrice. Pubblicato dalla Music Diffusion, l&#8217;album \u00e8 un vero e proprio concerto di musica racchiuso in un album. La formazione strumentale \u00e8 composta da sette elementi, Valeria Rinaldi voce, Giuseppe Panico tromba, Stefano Di Grigoli sax tenore, Walter Fantozzi trombone, Pietro Caroleo pianoforte, Flavio Bertipaglia contrabbasso e Gianmarco De Nisi batteria. Tutto il lavoro su disco \u00e8 pervaso da una forza tranquilla che scaturisce da un&#8217;energia cinetica positiva e multidirezionale, tanto che le varie tracce contenute nell&#8217;album riescono a trasmettere le medesime <em>good vibrations <\/em>diffuse su un palcoscenico. L&#8217;idioma italico \u00e8 perfettamente adattato come una pellicola aderente al vernacolo jazzistico, dove le parole diventano suoni e fonemi facendo ricorso allo scat, di cui fu maestra Ella Fitzgerald, punto di riferimento ed ispirazione ideale della Rinaldi. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>\u00abMy Time\u00bb si snoda su un tappeto sonoro steso ad arte<\/strong> per evidenziare le peculiarit\u00e0 della lead-vocalist: il batterista Gianmarco De Nisi, il contrabbassista Flavio Bertipaglia, il trombettista Giuseppe Panico ed il trombonista Walter Fantozzi, a cui il pianista Pietro Caroleo e il sassofonista Stefano Di Grigoli indicano la via da seguire, attraverso composizioni tensiaottive ed arrangiamenti a maglie larghe, capaci di favorire l&#8217;inserimento dei singoli strumentisti, mentre la forte personalit\u00e0 di Valeria affiora lentamente in superficie sulle ali di un canto coinvolgente e lirico, mescolato amabilmente al swing dell&#8217;ensemble, da cui si staglia maestosa la \u00abvoce\u00bb del sassofono, quasi in alternanza, mentre la cantante s&#8217;immerge nelle zampillanti progressioni armoniche del pianoforte con voce sempre brillante e adamantina, da cui traspare una voglia costante di sorprendere e di non ripetere mai lo stesso schema. Basta ascoltare l&#8217;iniziale \u00abTerranova\u00bb, attraversata da un piacevole <em>latin-tinge <\/em>a scaglie <em>funkified<\/em>, in cui alla voce risponde magnificamente, dapprima il sax sempre assertivo e, successivamente, il piano con un martellio saltellante e divertito, mentre \u00abNel profondo\u00bb si sviluppa sulla scorta di un mood soulful ed ammiccante, durante il quale l&#8217;ensemble distribuisce cromatismi a piene mani. La title-track, \u00abMy Time\u00bb, si sostanzia come un gioiellino di jazz cantato a tinte cool, ricamato dai fiati e sospinto dalla retroguardia ritmica con garbo e mestiere. \u00abJust in Time\u00bb, scritta Jule Styne, rinomato autore di musical, \u00e8 un arrembante swing dal sapore vagamente retr\u00f2, che porta al proscenio l&#8217;efficace vocalese della Rinaldi. \u00abAnother Day\u00bb, a firma Di Grigoli, possiede un afflato jazzistico in piena regola, con cui la cantante trova una perfetta compliance. Dice la Rinaldi: \u00ab<em>Gli arrangiamenti in chiave jazzistica, sono interamente curati da Stefano Di Grigoli, le composizioni sono per lo pi\u00f9 originali scritte da me e dallo stesso Di Grigoli. Era il disco che aspettavo da tempo! Nuova linfa che nutre la fame di musica e che stimola al cambiamento. Un disco un po\u2019 autobiografico che racconta della consapevolezza raggiunta<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>Una formula jazzistica a presa rapida e di facile metabolizzazione<\/strong>, locupletata da un flusso canoro attrattivo e mai stancante, intriso di blues, ravvivato dallo scat e da qualche timida pennella di pop pronto cuoci, al fine di offrire al fruitore melodie accoglienti e leggiadre, frutto di un consumato rapporto con il pubblico: \u00ab<em>In sette anni ho imparato tantissimo dal palco e porto con me l\u2019esperienza della condivisione. Rendere partecipe l&#8217;uditorio, raccontare le storie che si celano dietro ad ogni voce, ad ogni artista o compositore del jazz<\/em>\u00bb. \u00abI Wanna Man\u00bb crea una vera atmosfera da grande <em>music hall <\/em>a colpi di swing, canto e ritmo sincopato. Con \u00abCrazy Man\u00bb scritta da Di Grigoli, le luci si abbassano e la voce della Rinaldi diventa ammaliante arricchendosi passo passo di pungenti contrafforti lirici che abbelliscono la melodia strumentale gi\u00e0 di per s\u00e9 alquanto perforante. \u00abThe Masquerade Is Over\u00bb di Herbert Magidson e Allie Wrubel, cantata in Italiano, riporta alla mente l&#8217;accoppiata Nancy Wilson e Cannonball Adderley, ma in maniera pi\u00f9 contemporanea e vicina al <em>new cool<\/em> inglese degli anni Ottanta. In chiusura, \u00abAir Mail Special\u00bb di Mundy Goodmann, un accorato inno allo swing ed al vocalese \u00abscattoso\u00bb modello Manhattan Transfer. \u00abMy Time\u00bb di Valeria Rinaldi e Stefano Di Grigoli Septet \u00e8 un kit sonoro facile da montare e da utilizzare. A suggello, le parole della protagonista che meglio di ogni perifrasi o iperbole linguistica riescono a spiegare il senso di questo progetto: \u00ab<em>My Time \u00e8 il momento giusto, \u00e8 l\u2019ora del risveglio, della rivalsa, del godere appieno delle occasioni che la vita ci regala<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Jazz-in-the-Theatre-Valeria-Rinaldi-Ph-credits-Fabio-Spagnoletto-\u00a9-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5723\" srcset=\"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Jazz-in-the-Theatre-Valeria-Rinaldi-Ph-credits-Fabio-Spagnoletto-\u00a9-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Jazz-in-the-Theatre-Valeria-Rinaldi-Ph-credits-Fabio-Spagnoletto-\u00a9-300x200.jpg 300w, https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Jazz-in-the-Theatre-Valeria-Rinaldi-Ph-credits-Fabio-Spagnoletto-\u00a9-768x512.jpg 768w, https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Jazz-in-the-Theatre-Valeria-Rinaldi-Ph-credits-Fabio-Spagnoletto-\u00a9.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><strong><em>Valeria Rinaldi \/ Ph-credits Fabio Spagnoletto-\u00a9<\/em><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/www.doppiojazz.it\/BandoSchedaAlberti.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"200\" src=\"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/BannerLong_PremioPerugia.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5063\" srcset=\"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/BannerLong_PremioPerugia.jpg 1000w, https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/BannerLong_PremioPerugia-300x60.jpg 300w, https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/BannerLong_PremioPerugia-768x154.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/a><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abIl mio tempo\u00ab, spiega Valeria Rinali, \u00abun tempo di cui torno a impossessarmi, forse per&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":5722,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[9,26,22,2,3,6,28],"tags":[],"class_list":["post-5721","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","category-editoriale","category-italian-jazz","category-jazz","category-musica","category-recensione-dischi","category-swing"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/CoverRinaldi-e1714944974722.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5721","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5721"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5721\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5737,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5721\/revisions\/5737"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5722"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5721"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5721"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5721"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}