{"id":5558,"date":"2024-04-26T18:56:16","date_gmt":"2024-04-26T16:56:16","guid":{"rendered":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/?p=5558"},"modified":"2024-04-26T18:56:16","modified_gmt":"2024-04-26T16:56:16","slug":"on-the-scene-di-giammarco-ferri-feat-dave-kikoski-elementi-rivelatori-di-un-talento-chitarristico-non-comune","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/2024\/04\/26\/on-the-scene-di-giammarco-ferri-feat-dave-kikoski-elementi-rivelatori-di-un-talento-chitarristico-non-comune\/","title":{"rendered":"\u00abOn The Scene\u00bb di Giammarco Ferri Feat. Dave Kikoski: elementi rivelatori di un talento chitarristico non comune"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong><em>\/\/ di Irma Sanders \/\/<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Basterebbero le parole di Dave Kikoski per dare una precisa indicazione, nonch\u00e9 la reale temperatura artistica di \u00abOn The Scene\u00bb, debutto discografico di Giammarco Ferri. Afferma Kikoski nelle note di copertina: \u00ab<em>Entrando in studio con Gianmarco e gli altri ragazzi, ho scoperto un chitarrista dotato di suono e di un feeling non comune per un giovane della sua et\u00e0, capace di garantire un flusso di idee a getto continuo che hanno reso piacevole il mio suonare al suo fianco. Prevedo grandi cose per lui in futuro e sono felice di essere stato coinvolto in questa registrazione insieme alla sua fantastica band<\/em><em>\u00bb<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>Pur essendo parte in causa, Dave Kikoski ha avuto modo di toccate con mano <\/strong>e <em>de visu<\/em> le notevoli abilit\u00e0 di Giammarco. In realt\u00e0 \u00abOn the Scene\u00bb, al netto di ogni congettura, \u00e8 un lavoro maturo e consapevole, rafforzato dalla sinergica collaborazione tra il giovane Ferri, chitarrista emergente nel panorama jazzistico italiano, e l&#8217;apprezzato pianista americano David Kikoski, capace di unire e tenere in equilibrio contemporaneit\u00e0 e tradizione, ma soprattutto in grado di far emergere il talento e le infinite possibilit\u00e0 espressive del suo anfitrione e compagno di viaggio. Scrive Francesco Cataldo Verrina nelle liner notes: \u00ab<em>Il libro dei sogni del jazz moderno e alcune figure eminenti della sua nomenclatura diventano per Gianmarco Ferri un indicatore di marcia ma, al contempo, un&#8217;induzione ad aprire nuovi varchi nei meandri della complessit\u00e0 armonica e verso la ricerca di un sound peculiare, trovando nel pianista David Kikoski, special guest dell&#8217;album, un amplificatore naturale dello spettro creativo. L&#8217;americano funge da dilatatore e da estrattore delle tante genialit\u00e0 &#8211; a volte in nuce &#8211; del chitarrista molisano. Kikoski usa un metodo quasi maieutico facendo venire alla luce un flusso ininterrotto di idee&#8230;<\/em>\u00bb Non va ovviamente tralasciato il notevole apporto di Stefano Battaglia al contrabbasso, Luca Santaniello alla batteria e la partecipazione speciale di Marcello Allulli al sassofono tenore, il quale offre un significativo contributo da consumato <em>balladeer<\/em> con un cameo in \u00abSo Close\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>\u00abOn The Scene\u00bb \u00e8 un equilibrato contenitore di elementi sonori<\/strong> e suggestioni che legano passato, presente e futuro del jazz mainstream, attraverso l&#8217;attenta selezione di quattro composizioni originali e tre standard rivisitati con originalit\u00e0 e perizia tecnica, evitando il ricalco o il plagio karaokeistico, per contro la via maestra \u00e8 quella di una ricollocazione delle tematiche post-bop in un contesto di attualit\u00e0. Tutto ci\u00f2 trova conferma ancora nelle parole dl Verrina, il quale parla di \u00ab<em>costrutto concettuale coerente basato su sette composizioni: quattro originali, che denotano un&#8217;ottima tempra autorale, e tre standard in linea con lo stesso mood, pur provenendo da un mondo apparentemente lontano. Ferri evidenzia volutamente la sua formazione bostoniana ed il vissuto americano ma dribblando abilmente il devozionismo parrocchiale. Specie a livello compositivo, pur guardando di tanto in tanto nello specchietto retrovisore, egli evita accuratamente ogni sudditanza nei confronti dei modelli di riferimento<\/em>\u00bb. Non di meno, la complicit\u00e0 e l&#8217;interplay tra i due strumenti di prima linea sono quelli delle \u00abgrandi occasioni\u00bb, dove il fascino immortale del jazz classico viene trasformato in una memorabile performance basata sulle dinamiche di una contemporaneit\u00e0 piena e consapevole, in cui il risoluto Ferri evita accuratamente di rimanere intrappolano nelle spire di un pi\u00f9 comodo ed agevole passato da appunti scolastici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>L&#8217;album si apre con \u00abKiko\u2019s Delight\u00bb<\/strong> che si distingue subito per l\u2019organicit\u00e0 della tema melodico tracciato su carta millimetrata e all&#8217;unisono dal pianoforte e dalla chitarra. \u00abNew Hope\u00bb \u00e8 un altro costrutto originale, imperniato su un groove che istiga inizialmente ad un&#8217;ironica e disinibita spensieratezza, ben amalgamato con un increspato blues che, dopo il cambio di passo, determina un repentino cambio di mood. \u00abMirage\u00bb porta a corredo le stimmate di un pervicace blues dalle tinte moderne, suburbane ed intrise di funkiness; un habitat ideale per le improvvisazioni grazie soprattutto all&#8217;ottima propulsione ritmica della retroguardia. \u00abSo Close\u00bb vede la partecipazione &#8211; come gi\u00e0 anticipato &#8211; del sassofonista Marcello Allulli che, dopo la magistrale introduzione di Kikoski, cala il costrutto in una dimensione da brivido sviluppando un&#8217;atmosfera brunita e ricca di lirismo. \u00abUnit 7\u00bb \u00e8 altro comprovato standard firmato dal bassista Sam Jones, in cui Ferri esprime il suo personale tributo a Wes Montgomery, facendo suoi certi stilemi espressivi e talune forme costruttive del celebre chitarrista, attraverso un <em>bounce <\/em>ritmico zampillante e pro-attivo, in cui, per la legge delle alternanze, si solidificano e si saldano gli assoli del rampante leader, di Dave Kikoski e di Battaglia. \u00abThey Say It\u2019s Wonderful\u00bb, classico evergreen a firma Irving Berlin, viene risvegliato dal sacello di un antico torpore, liberato dalla polvere e rivisitato con una tecnica d&#8217;ingaggio pi\u00f9 adatta ai tempi, pur nel rispetto del primigenio pentagramma. \u00abThe Song Is You\u00bb \u00e8 una altro standard jazzistico che, proposto in duo, pianoforte e chitarra, evidenzia proprio sull&#8217;ultimo miglio, l&#8217;affinit\u00e0 esecutiva e elettiva tra il pianoforte di Dave Kikoski, con la sua erudita complessit\u00e0 melodico-armonica, e della chitarra dell&#8217;intraprendente Giammarco Ferri, foriero di una spontanea ed innata versatilit\u00e0 ritmico-improvvisativa. Le parole di Francesco Cataldo Verrina, sempre dalle note di copertina, diventano un suggello potente per un&#8217;efficace per la comprensione del concept: \u00ab<em>On The Scene di Gianmarco Ferri \u00e8 un progetto di respiro internazionale che, senza attardarsi a sbirciare nel buco della serratura del passato, ritrova l&#8217;essenza idiomatica e genetico-molecolare di un millennium-bop capace di camminare a testa alta anche nella impervia e accidentata palude del jazz contemporaneo<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"538\" src=\"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/GiammarcoFerri-1024x538.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5560\" srcset=\"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/GiammarcoFerri-1024x538.jpg 1024w, https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/GiammarcoFerri-300x158.jpg 300w, https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/GiammarcoFerri-768x403.jpg 768w, https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/GiammarcoFerri.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><strong><em>Giammarco Ferri<\/em><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\/\/ di Irma Sanders \/\/ Basterebbero le parole di Dave Kikoski per dare una precisa&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":5559,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[29,9,22,2,3,6,28],"tags":[],"class_list":["post-5558","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-bebop","category-cultura","category-italian-jazz","category-jazz","category-musica","category-recensione-dischi","category-swing"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Ferri_ante-e1714150513253.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5558","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/8"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5558"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5558\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5561,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5558\/revisions\/5561"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5559"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5558"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5558"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5558"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}