{"id":5453,"date":"2024-04-21T18:29:00","date_gmt":"2024-04-21T16:29:00","guid":{"rendered":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/?p=5453"},"modified":"2024-04-21T20:36:20","modified_gmt":"2024-04-21T18:36:20","slug":"robert-glasper-trio-con-in-my-element-blue-note-2007","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/2024\/04\/21\/robert-glasper-trio-con-in-my-element-blue-note-2007\/","title":{"rendered":"Robert Glasper Trio con \u00abIn My Element\u00bb (Blue Note, 2007)"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em><strong>\/\/ di Marcello Marinelli \/\/<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">Il mattino ha l\u2019oro in bocca? Si, quando inizi la giornata con un disco comprato alla fiera del disco che, nonostante non l\u2019abbia mai sentito prima sulle piattaforme musicali, sai gi\u00e0 che ti piacer\u00e0. Reminiscenze di quando si acquistavano i dischi senza averli mai sentiti. Una volta non avevi la possibilit\u00e0 di ascoltarli prima dell\u2019acquisto, ora \u00e8 una scelta voluta, in ricordo dei vecchi tempi di quando si comprava a scatola chiusa. Trattasi di un lavoro del 2007 di Robert Glasper il pianista texano ma \u00abNuiorchese\u00bb di formazione \u00abIn My Element\u00bb. Il poliedrico artista non si muove solo in ambito jazzistico ma esplora anche mondi all\u2019interno della grande tradizione afroamericana, soul, hip hop, R\u2019n\u2019B\u2019. In questo caso il mondo \u00e8 quello del jazz al 100% ma ho timore che, qualcuno, tra i miei amici, critici e appassionati ortodossi, veda tracce di impurit\u00e0 in questi solchi. Io condivido appieno la poetica del Nostro Robert, condividendo con lui la stessa poliedricit\u00e0 e gli stessi interessi. Per quanto mi riguarda il jazz rimane all\u2019apice della mia piramide personale e poi via via, tutti i suoi derivati e i suoi parenti affini e consanguinei, in una girandola di suoni, universi e galassie parallele.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>La facciata A si apre con \u00abG &amp; B\u00bb ed entriamo subito nel mood del trio<\/strong>. Il pezzo \u00e8 veloce, odo be-bop moderno nell\u2019esposizione del tema, poi, subito dopo, una pausa romantica di piano solo e poi di nuovo il trio impazza nel suo incedere originale. Per quelli che non avessero udito be-bop moderno nell\u2019esposizione del tema, tranquilli, la mia \u00e8 solo un\u2019opinione. Lo ammetto, sono un eretico, ma per favore non mettetemi al rogo, almeno prima spalmatemi una crema protettiva 50 per le ustioni. I compagni d\u2019avventura del Nostro sono Vincente Archer al contrabbasso e Damion Reid alla batteria. Per avvalorare la mia tesi iniziale del be-bop, alla fine del pezzo mi sembra di aver colto una citazione di \u00abSalt Peanuts\u00bb di Dizzy Gillespie, ma potrei aver avuto una visione mistica. Il secondo brano s&#8217;intitola \u00abOf Dreams Come True\u00bb, un pezzo danzante, almeno come vedo io la danza e il trio sembra uscito da un parto trigemellare per quanto si integrano e si assecondano, ancora una volta sono riuscito a non scrivere interplay, che, per\u00f2 in realt\u00e0, \u00e8 sempre una sintesi dello stesso concetto espresso con altre parole. Alla fine del brano, prima dell\u2019esposizione del tema finale, c\u2019\u00e8 un breve assolo di Vicente Archer, che evidenzia la sua cavata possente. Il pezzo sembrerebbe finito, c\u2019\u00e8 silenzio, e la puntina sta per frusciare sulla parte demilitarizzata del disco, ma dopo qualche secondo di stasi, c\u2019\u00e8 una coda con un\u2019altra scansione ritmica, il vezzo dei frammenti postumi; un bel frammento postumo. Questi frammenti sparsi qua e l\u00e0 sono caratteristici delle nuove generazioni di musicisti a cavallo dei generi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>\u00abF.T.B.\u00bb apre la seconda facciata.<\/strong> Bellissimo tema, amo questo sound, direi tanto per tentare una definizione, soul jazz moderno. C\u2019\u00e8 tanto lirismo in queste note minimaliste e i compagni sanno come farsi ben volere dal leader, prima delle note finali Damion Reid si diverte a scandire il tempo da solo e dopo una frase sussurrata il brano finisce in maniera diversa da come era iniziato, ma con la stessa ispirazione. \u00abY\u2019Outta Praise Him\u00bb (intro) \u00e8 un pezzo di solo piano, da pelle d\u2019oca, almeno per la mia pelle d\u2019oca ustionata dal rogo precedente. Con \u00abY\u2019Outta Praise Him\u00bb torna il trio e ritmo prende quota. Apprezzo in maniera particolare Vicente Archer e quel suo drumming particolare, originale di accompagnare e di farsi accompagnare. Anche qui il pezzo sembra finito, ma la coda porta di nuovo \u2018in auge\u2019 il batterista che si diverte a fare il solo accompagnato dal piano e dal basso, decisamente un bel finale. \u00abY\u2019Outta Praise Him\u00bb significa \u2018Non lo loderai pi\u00f9\u2019 ma io, contrariamente al significato del brano, ti lodo caro Robert. Ora tolgo il disco perch\u00e9 \u00e8 veramente finito e metto il secondo disco.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>I pezzi del primo disco sono tutti a firma del leader<\/strong>, la side \u2018C\u2019 \u00e8 una facciata di cover. Il primo pezzo \u2018Beatrice\u2019 \u00e8 di Sam Rivers. Dopo l\u2019esposizione del tema la fa da padrone il contrabbasso con un solo iniziale poi il trio, nati da un parto trigemellare per affinit\u00e0 artistica, marcia compatto e unito fino alla vittoria, con la coda del brano diversa come al solito. Ora, forse vi starete chiedendo, \u00abma di quale vittoria va cianciando questo ciarlatano\u00bb. A parte che non sono un ciarlatano, mi ero concesso una licenza poetica, era una \u2018vittoria\u2019, del senso estetico, del mio senso estetico. Il seconda traccia, un insieme di due brani, \u00abMaiden Voyage\/Everything In Its Right Place\u00bb, il primo di Herbie Hancock e il secondo dei Radiohead, uniti nella lotta per diventare un brano unico. Non \u00e8 forse una lotta, secondo voi, unire in un solo brano, Hancok e i Radiohead? Sintesi sublime di mondi diversi. Fine del brano con i soliti siparietti musicali catapultati da Marte. Il lato \u2018C\u2019 finisce con \u00abJ Dillalude\u00bb di James Yancey in arte \u2018J Dilla\u2019 un rapper, DJ e produttore morto nel 2006. Un tributo all\u2019artista con frammenti di beat estrapolati dal suo repertorio senza rime, \u2018instrumental beat\u2019. Non c\u2019\u00e8 che dire, \u00abPositive Vibes\u00bb. Il lato \u2018D\u2019 inizia con \u00abSilly Rabbit\u00bb. \u2018Lo stupido coniglio\u2019 inizia in maniera nervosa, vagamente free, il pezzo pi\u00f9 cattivo e, forse, il pi\u00f9 legato strettamente alla tradizione; badate bene, ho scritto forse. Come al solito il pezzo finisce in maniera completamente diversa con una vocina di bambina e col batterista che impazza e con la vocina che, ogni tanto, fa capolino. \u00abOne For Grew\u00bb si snoda sul consueto binario danzante del trio, sempre secondo la mia personale concezione del \u2018danzante\u2019. Il disco finisce con \u00abTribute\u00bb, una ballad che inizia alla vecchia maniera con tanto di spazzole usate dal batterista che scivolano sulle pelli dei tamburi e poi si trasforma in un tributo vocale del reverendo Joe Ratliff in onore di Kim Yvette Glasper, la madre di Robert Glasper, alla cui memoria il disco \u00e8 dedicato. Decisamente una bella mattinata di aprile del 2024 in compagnia della musica del Robert Glasper trio.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"995\" src=\"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Robert_Glasper.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5455\" srcset=\"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Robert_Glasper.jpg 800w, https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Robert_Glasper-241x300.jpg 241w, https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/Robert_Glasper-768x955.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><strong><em>Robert Glasper<\/em><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\/\/ di Marcello Marinelli \/\/ Il mattino ha l\u2019oro in bocca? 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