{"id":531,"date":"2023-03-07T20:00:00","date_gmt":"2023-03-07T19:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/?p=531"},"modified":"2023-05-19T20:00:31","modified_gmt":"2023-05-19T18:00:31","slug":"bellissim%c9%99-di-nicolo-ricci-con-il-quartetto-ambergris-ispirazione-classica-mood-jazz-zennez-records-2023","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/2023\/03\/07\/bellissim%c9%99-di-nicolo-ricci-con-il-quartetto-ambergris-ispirazione-classica-mood-jazz-zennez-records-2023\/","title":{"rendered":"\u00abBELLISSIM\u018f\u00bb DI NICOL\u00d2 RICCI CON IL QUARTETTO AMBERGRIS: ISPIRAZIONE CLASSICA, MOOD JAZZ! ( ZENNEZ RECORDS, 2023)"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong><em>\/\/ di Francesco Cataldo Verrina \/\/<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Abbiamo detto pi\u00f9 volte che il rapporto tra jazz e musica classica \u00e8 sempre stato accidentato e difficile. Il morganatico fra i due linguaggi si \u00e8 sempre celebrato di nascosto e seguendo artifici particolari, per non parlare di talune forzature. Finanche la \u00abterza via\u00bb, tanto agognata da Gunther Schuller ha finito per diventare una sorta di oggetto volante non identificato. Ci\u00f2 non significa che jazz e musica classica, sinfonica o cameristica non posano convivere, l\u2019importante \u00e8 avere la consapevolezza di non di aver inventato (o voler intentare) un nuovo linguaggio, insomma una \u00abterza corrente\u00bb. Alla prova dei fatti, l\u2019incantesimo non \u00e8 mai riuscito a chicchessia. Per contro si pu\u00f2 suonare jazz ispirandosi al repertorio della musica eurodotta, cos\u00ec come \u00e8 possibile trattare il jazz con orchestrazioni di tipo sinfonico, ricche sezioni di archi, tanto da farlo sembrare musica classica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>Il jazz \u00e8 una musica che \u00abbatte\u00bb, la classica \u00e8 musica che \u00abscivola\u00bb.<\/strong>&nbsp;Per capirci, tra la musica improvvisata di matrice africano-americana e la musica eurocolta, c\u2019\u00e8 stessa differenza che potrebbe esserci tra cinema \u00e8 letteratura. Un film tratto da un romanzo non \u00e8 la stessa cosa: non \u00e8 soprattutto letteratura. \u00c8 una questione di ritmo, di narrazione, di ambientazione di fruizione che si svolge su piani diversi. Cosi come un romanzo ispirato dal cinema \u00e8 un\u2019altra forma narrativa non un soggetto cinematografico. Al netto di ogni considerazione, il repertorio classico della musica pu\u00f2 essere un buon serbatoio per i jazzisti, rammentando sempre il vecchio assioma che nel jazz non \u00e8 importante ci\u00f2 che si suona, ma come lo si suona, mentre \u00abcolui\u00bb che suona pu\u00f2 diventare un valore aggiunto. \u00abBellissim\u01dd\u00bb, il secondo album di Ambergris, il quartetto di Nicol\u00f2 Ricci, pur essendo ispirato a Rossini, Debussy e Beethoven, \u00e8 un disco jazz a tutti gli effetti di legge. Come racconta lo stesso ricci: \u00ab<em>Il fil rouge dell\u2019album, la connessione tra le diverse tracce \u00e8 rappresentata dall\u2019influenza della musica classica. Sono stato fortemente ispirato da Mozart, Debussy e Beethoven, particolarmente dalla Sinfonia no. 7. La musica classica \u00e8 quella che ascolto di pi\u00f9, quella che mi tocca di pi\u00f9, con la sua pura combinazione di melodie e armonie<\/em>\u00bb. Suo padre, Paolo Ricci, \u00e8 un compositore classico e faceva parte dell\u2019Orchestra Nazionale della RAI, dove suonava il contrabbasso. \u00ab<em>Quando ero ancora un bambino spesso mi portava alle prove. Allora non capivo quanto speciale e unica fosse quell\u2019esperienza<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>\u00abBellissim\u01dd\u00bb, pubblicato dall\u2019etichetta olandese Zennez Records<\/strong>, \u00e8 stato registrato ai Wisseloord Studios, luogo di nascita di alcuni tra i migliori album delle ultime quattro decadi. Tra il 1980 e il 1990, questi studi sono stati casa di artisti del calibro dei Rolling Stones, di Elton John, dei Police e di Tina Turner. \u00ab<em>La sessione di registrazione \u00e8 stata molto emozionante<\/em>\u00bb, racconta Ricci, Gli Ambergris sono un sinergico quartetto costituito da Nicol\u00f2 Ricci sassofono tenore, Emanuele pellegrini pianoforte e synth, Alessandro Fongaro contrabbasso e Su Mi Hong batteria. Come sostiene lo stesso band leader l\u2019affiatamento \u00e8 il carburante del line-up: \u00ab<em>Non siamo solamente un gruppo ma anche amici intimi, ognuno con la propria forte personalit\u00e0, motivo per cui talvolta si discute animatamente, ma io lo vedo come una cosa positiva. Ognuno nel quartetto d\u00e0 tutto se stesso alla musica, cos\u00ec che il risultato \u00e8 molto speciale e onesto (\u2026) parliamo spesso delle nostre influenze musicali, condividiamo l\u2019un l\u2019altro la musica che ascoltiamo e poi discutiamo sulla composizione.<\/em>\u00bb. L\u2019album \u00e8 il frutto di due mesi di lavoro in cui Nicol\u00f2 ha lavorato su tutte le composizioni, le quali sono state poi affinate in studio con l\u2019apporto sinergico degli altri musicisti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>Ricci ama raccontare cos\u00ec le sue creature<\/strong>: \u00ab<em>La prima traccia di \u00abBellissim\u0259\u00bb \u00e8 intitolata \u00abGioachino\u00bb, in omaggio al compositore italiano Gioachino Rossini. Mio padre avrebbe voluto chiamarmi Gioachino, ma alla fine mi ha chiamato come Niccol\u00f2 Paganini<\/em>\u00bb. Il secondo pezzo \u00e8 \u00abCanzone Crudele\u00bb \u2013 una canzone corale, spiega Ricci, \u00ab<em>con alcuni movimenti ispirati a Debussy<\/em>\u00bb. Segue \u00abMy Plants, They Are All Dead\u00bb. Ricci precisa: \u00ab<em>La melodia e le armonie sono ispirate a Ravel, ma la suoniamo come una canzone da discoteca. Mi piace molto. Ci sono due sintetizzatori in questa traccia, un Yamaha DX7 e un Deepmind 6<\/em>. La quarta traccia \u00e8 \u00abBag of Bags\u00bb. \u00ab<em>Ad un certo punto stavo disperatamente cercando l\u2019ispirazione. Un giorno ho ascoltato un brano di mio padre e c\u2019era questa breve frase che a me suonava tonale, nonostante il contesto fosse di assoluta atonalit\u00e0. Questo particolare ha catturato la mia attenzione e successivamente ha<\/em>&nbsp;<em>ispirato questa composizione. Il titolo proviene da una frase del mio coinquilino. Gli italiani, come me \u2013 a differenza degli Olandesi, per dire \u2013 hanno l\u2019abitudine di tenere sotto al lavandino una borsa di plastica con dentro altre borse di plastica, perch\u00e9 non si sa mai quando possono venire utili<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>\u00abDal Nostro Fuoco Nascono Le Stelle\u00bb, la quinta traccia dell\u2019album<\/strong>, \u00e8 un pezzo in 6\/8 basato sul Quartetto per archi K 465 n.19 in Do maggiore di Mozart, spesso chiamato anche Quartetto Dissonante. \u00ab<em>Quando avevo sedici anni, ho trascorso un po\u2019 di tempo in quel posto magico nel nord<\/em>&nbsp;<em>della Sardegna che \u00e8 la Valle della Luna, praticamente un covo di hippie. L\u2019idea era di stare un paio di&nbsp;<\/em>giorni ma alla fine sono rimasto un mese e ho vissuto in modo molto diverso dal solito. La&nbsp;<em>Valle aveva anche una sorta di Re, lo Zio Mario. Durante un rito tribale dedicato alla luna piena \u2013 un momento assolutamente magico \u2013 \u00e8 stato lui ad usare l\u2019espressione che ho scelto come titolo della canzone. Per me \u00e8 stata davvero un\u2019esperienza unica nella vita, l\u00ec ho capito cosa sia la libert\u00e0<\/em>\u00bb. L\u2019album si chiude con \u00abKomorebi\u00bb ha un titolo \u00e8 ispirato a una parola giapponese che sta ad indicare la luce del sole che passa tramite le foglie degli alberi. \u00ab<em>L\u2019ispirazione per questa canzone mi \u00e8 venuta ascoltando l\u2019Adagietto di Beethoven della Sinfonia no. 7, probabilmente uno dei pezzi musicali pi\u00f9 belli di sempre<\/em>\u00bb dice Ricci. \u00ab<em>Non riesco a immaginare come possa aver composto un pezzo cos\u00ec potente e perfetto: il tema, il contrappunto e l\u2019armonia sono meravigliose e inimitabili<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>\u00abBellissim\u01dd\u00bb di Nicol\u00f2 Ricci con il quartetto Ambergris<\/strong>&nbsp;\u00e8 un disco musicalmente di un certo spessore compositivo e di notevole livello esecutivo, con arrangiamenti ricercati e complessi che , per compenso, rilasciano melodie fruibili ed immediate ( senza tanti ghirigori, si chiama bravura). Al netto di ogni elucubrazione mentale del critico di turno, \u00abBellissim\u01dd\u00bb\u00e8 un concept strutturalmente jazz. La conferma si pu\u00f2 trovare nelle parole del titolare dell\u2019impresa. \u00ab<em>Penso che l\u2019ispirazione classica sia presente nelle composizioni, che poi noi suoniamo con attitudine jazz<\/em>\u00bb. Non c\u2019\u00e8 solo l\u2019attitudine ci sono anche il mood ed il groove del jazz, ma soprattutto un&nbsp;<em>modus agendi&nbsp;<\/em>contemporaneo e connesso alla realt\u00e0 del momento<em>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"684\" src=\"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Bellissima_Nicolo-richie-Ambergris-Band.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-532\" srcset=\"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Bellissima_Nicolo-richie-Ambergris-Band.jpg 1024w, https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Bellissima_Nicolo-richie-Ambergris-Band-300x200.jpg 300w, https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Bellissima_Nicolo-richie-Ambergris-Band-768x513.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><strong><em>Nicol\u00f2 Ricci Quartet<\/em><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\/\/ di Francesco Cataldo Verrina \/\/ Abbiamo detto pi\u00f9 volte che il rapporto tra jazz&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":533,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[9,22,2,3,6],"tags":[],"class_list":["post-531","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","category-italian-jazz","category-jazz","category-musica","category-recensione-dischi"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/BellissimaX.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/531","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=531"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/531\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":534,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/531\/revisions\/534"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media\/533"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=531"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=531"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=531"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}