{"id":435,"date":"2023-03-16T15:33:48","date_gmt":"2023-03-16T14:33:48","guid":{"rendered":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/?p=435"},"modified":"2023-05-19T15:34:10","modified_gmt":"2023-05-19T13:34:10","slug":"massimo-valentini-con-nudo-un-viaggio-in-prima-classe-senza-barriere-e-dogane-pedaggi-da-pagare-e-passaporti-da-esibire-abeat-records-2023","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/2023\/03\/16\/massimo-valentini-con-nudo-un-viaggio-in-prima-classe-senza-barriere-e-dogane-pedaggi-da-pagare-e-passaporti-da-esibire-abeat-records-2023\/","title":{"rendered":"MASSIMO VALENTINI CON \u00abNUDO\u00bb: UN VIAGGIO IN PRIMA CLASSE, SENZA BARRIERE E DOGANE, PEDAGGI DA PAGARE E PASSAPORTI DA ESIBIRE (ABEAT RECORDS, 2023)"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong><em>\/\/ di Francesco Cataldo Verrina \/\/<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">La musica di Massimo Valentini nasce da un incrocio di universi paralleli, dalla intreccio di mondi vicini e lontani, mondi possibili o immaginati, vagando per mari e monti e calpestando strade battute su terreni impervi che s\u2019inerpicano in una fitta giungla sonora fatta di progressive jazz, world music, blues, jazz, fusion, avanguardia e musica classica. Il sassofonista compositore, per\u00f2, non perde mai la bussola, il senso della misura o l\u2019equilibrio armonico: la sua sintesi sonora non stride, ma diventa un pozione maliarda e seducente man mano che il fruitore s\u2019immerge nelle pieghe dell\u2019album \u00abNudo\u00bb pubblicato dalla Abeat Records. Al primo impatto si percepisce una dimensione del tutto nuova rispetto a quello che potrebbe essre considerato un disco jazz, anche in senso contemporaneo: del jazz c\u2019\u00e8 solo il mood e di gusto per l\u2019improvvisazione. Il jazz diventa un piattaforma su cui vengono innestati moduli sonori, talvolta limitrofi, ma in altri frangenti assai lontani dalla tradizione afro-americana, sia pur confluenti. \u00c8 un rischi voluto e calcolato. Non a caso, Massimo Valentini viene apprezzato da molti artisti internazionali per la sua versatilit\u00e0, per la capacit\u00e0 di implementare una costrutto melodico-armonico ed un\u2019espressivit\u00e0 esecutiva tutta sua con influenze stilistiche che abbracciano differenti linguaggi e meta-linguaggi musicali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>Cominciando a scandagliare l\u2019album ci sono dei momenti<\/strong>&nbsp;in cui sembra di ascoltare un disco Jan Grabarek, altri in cui vengono alla mente perfino talune atmosfere dei King Crimsom, certe ballate celtiche, talune danze balcaniche, perfino le canzoni di Angelo Branduardi. Interessante quello che Valentini dice di s\u00e9 stesso e delle sue esperienze, ma soprattutto in merito a ci\u00f2 che l\u2019ha influenzato: \u00ab<em>I viaggi, le persone, il cibo, i concerti, tutto ha influenzato la mia musica; mi fermo per scrivere e poi riparto. Scrivo anche pensando al mio suono, quello viene dalla terra dove sono cresciuto, Urbania e tutto l\u2019appennino intorno ad essa, le colline coperte di grano in estate, il colore e l\u2019odore dei boschi in autunno, il profumo dei ciliegi e del sambuco in primavera, la neve (\u2026) Ho sempre amato cucinare, gi\u00e0 da bambino. Quando ho iniziato a viaggiare per l\u2019Italia, l\u2019Europa e oltreoceano per fare concerti, la prima cosa che facevo e che faccio tutt\u2019ora \u00e8 scoprire i piatti tipici del luogo e mangiarli. Di conseguenza, le collaborazioni pi\u00f9 belle tra musicisti, organizzatori e altre persone nel mondo, sono nate quasi sempre a tavola e prima di suonare<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>In realt\u00e0 Massimo Valentini, chiama la sua musica,&nbsp;<\/strong><em><strong>Jumble Music<\/strong><\/em>, ha viaggiato molto e vissuto in Brasile, Argentina, Ungheria, Romania assorbendo il folklore, le nuances e gli umori di quei paesi e ampliando il proprio spettro di percezione olfattiva, visiva, auditiva e compositiva.&nbsp;<em>Jumble&nbsp;<\/em>in inglese \u00e8 la scatoletta di latta, usata per alcuni prodotti alimentari, ma qui diventa sinonimo di \u00abcontenitore\u00bb, dove poter stipare influenze musicali molteplici. Nello specifico \u00abNudo\u00bb \u00e8 un album che tende a mettere in evidenza la sincerit\u00e0 dell\u2019artista, attraverso una creativit\u00e0 che nasce prevalentemente dall\u2019istinto, mondata da ogni sovrastruttura o di maschera convenzionale: \u00ab<em>Credo che mettere a nudo il proprio essere, i propri sentimenti<\/em>\u00bb \u2013 dice Valentini \u2013 \u00ab<em>o piacersi nudi \u00e8 fondamentale per capire chi siamo, per essere sinceri con noi stessi. Nudo, rappresenta per me un arrivo ma anche un punto di partenza, una possibilit\u00e0 di essere ci\u00f2 che sono, una possibilit\u00e0 di liberarmi del superfluo e liberare e rivelare una parte di me<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>Nell\u2019album, il sassofonista di Urbania beneficia del supporto<\/strong>&nbsp;di Paolo Sorci alla chitarra elettrica e acustica, Andres Langer al pianoforte, Filippo Machiarelli al basso e Gianluca Nanni alla batteria. Ovviamnte le collaborazioni strumentali che hanno dato nerbo e struttura all\u2019album sono molteplici, come racconta lo stesso Valentini: \u00ab<em>All\u2019album hanno partecipato anche Marta Celli all\u2019arpa celtica e Marco Zanotti alle percussioni; nella prima traccia, anche un quartetto d\u2019archi formato da Ximena Jaime al violino, Michele Vagnini alla viola, Vladimir Zubitsky al violoncello e Jean Gambini al contrabbasso. C\u2019\u00e8 anche un bellissimo testo scritto assieme a Marcia Bacciardi (\u2026) Anni fa a Bologna, nel 2011, in una circostanza casuale, ebbi la fortuna di incontrare Lucio Dalla. Parlammo di musica, del desiderio di creare una band e lui mi disse: \u00abscegli i migliori e<\/em>&nbsp;<em>possibilmente diventate amici\u00bb. Cos\u00ec feci. Ho impiegato due anni per scegliere \u00abi migliori\u00bb, ora sono otto anni che suono con loro e siamo amici (\u2026) Oltre alle straordinarie capacit\u00e0 tecniche, ognuno di loro ha una forte personalit\u00e0 e sensibilit\u00e0 ed \u00e8 ci\u00f2 che esige la mia musica e il mio suono. Questa \u00e8 la miglior formazione che io abbia avuto fino ad ora<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>Al netto dei collaboratori, la carta vincente di Valentini sta proprio nel suo eclettismo,<\/strong>&nbsp;unitamente alla genetica predisposizione a manifestare una sensibilit\u00e0 poetica contemporanea, attraverso melodie immediatamente ricevibili, ricche di liricit\u00e0 e sostenute da una perfetta articolazione ritmica. \u00abNudo\u00bb, che verr\u00e0 presentato ai Grammy a giugno 2023, \u00e8 un perfetto melting pot sonoro impregnato di atmosfere folk nord-europee, come l\u2019iniziale, \u00abAutumn\u2019s Eyes\u00bb, dal sapore quasi medievale o \u00abTutta Colpa Della Neve\u00bb, che ricorda danza dagli umori mutevoli, spaziando tra Oriente ed Occidente. Brani come \u00abDi l\u00e0 o di qua\u00bb, \u00abNo Connection\u00bb e \u00abLa Prima Neve D\u2019Oriente\u00bb ondeggiano tra ambientazioni afro-arabe ed americane, arricchite dai toni e dai colori della tradizione operistica italiana, della canzone popolare mediterranea e dell\u2019Est Europa come \u00abEsperar\u00bb, \u00abI Break The Shape\u00bb e \u00abBulgarian Folk Song\u00bb. Da Nord a Sud dell\u2019universo sonoro passando per la&nbsp;<em>mineira<\/em>&nbsp;brasiliana, il tango argentino e la&nbsp;<em>chacarera<\/em>, tipica danza del Argentina settentrionale. \u00abNorth Direction\u00bb, non \u00e8 troppo dissimile ad una canzone prog degli anni Sessanta alla Jethro Tull. \u00abSesamo Sticks\u00bb \u00e8 un breve intermezzo pianistico che fa preludio \u00abBallata Per 7\u00bb che conclude l\u2019album in maniera travolgente. \u00abNudo\u00bb \u00e8 viaggio a ruota libera, senza barriere e dogane, senza pedaggi da pagare e passaporti da esibire, sicuramente un viaggio in prima classe.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Valentini.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-437\" srcset=\"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Valentini.jpg 1024w, https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Valentini-300x200.jpg 300w, https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Valentini-768x512.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><strong><em>Massimo Valentini<\/em><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\/\/ di Francesco Cataldo Verrina \/\/ La musica di Massimo Valentini nasce da un incrocio&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":436,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[9,22,2,3,6],"tags":[],"class_list":["post-435","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","category-italian-jazz","category-jazz","category-musica","category-recensione-dischi"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/250-Valentini-ok.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/435","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=435"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/435\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":438,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/435\/revisions\/438"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media\/436"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=435"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=435"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=435"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}