{"id":3962,"date":"2023-12-17T01:45:13","date_gmt":"2023-12-17T00:45:13","guid":{"rendered":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/?p=3962"},"modified":"2023-12-17T01:45:14","modified_gmt":"2023-12-17T00:45:14","slug":"fattori-sebastiani-con-gavagai-un-modus-operandi-che-travalica-la-regola-scritta-e-limprovvisazione-tematica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/2023\/12\/17\/fattori-sebastiani-con-gavagai-un-modus-operandi-che-travalica-la-regola-scritta-e-limprovvisazione-tematica\/","title":{"rendered":"Fattori \/ Sebastiani con \u00abGavagai\u00bb, un modus operandi che travalica la regola scritta e l&#8217;improvvisazione tematica"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em><strong>Un intelligente album free form, dematerializzato rispetto al modello di composizione tradizionale, in cui fisica sonora e fisicit\u00e0 espressiva si mescolano armonicamente e dove il prodotto finale \u00e8 superiore alla somma delle singole parti.<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em><strong>\/\/ di Francesco Cataldo Verrina \/\/<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">Analizzando il jazz nelle sue espressioni molteplici e sul terreno di una multidirezionalit\u00e0 interpretativa, si potrebbe ricorre a qualunque disciplina dello scibile umano. Nel caso di \u00abGavagai\u00bb, progetto bipolare nato dal morganatico artistico tra Michele Fattori e Marcello Sebastiani, ci viene in aiuto la fisica. Ovviamente, siamo sul piano inclinato di una pura suggestione che travalica ogni relazione di natura musicologica. Essendo le corde della chitarra e del basso di tipo percussivo-pressorio, si potrebbe far riferimento ad una legge fisica, al fine di comprendere il senso di un costrutto sonoro a schema libero, dove la pressione creativa venga esercitata in uguale misura in ogni punto. E qui potrebbe entrare in scena il cosiddetto \u00abPrincipio (o legge) di Pascal\u00bb, che parla di \u00ab<em>una variazione di pressione che <\/em><em>esercitata in un punto qualsiasi di un fluido viene trasmessa inalterata a ogni suo altro punto e in ogni sua direzione<\/em>\u00bb. Si pensi alle dita dei musicisti che esercitano sulle corde dello strumento una pressione ritmica, oppure a strappo, che determina la natura delle note singole o degli accordi, da cui scaturisce il flusso sonoro. Non si tralasci neppure un altro dettaglio fondamentale: in in duo jazz il rapporto non \u00e8 circolare, come potrebbe avvenire in altri format pi\u00f9 articolati. Per contro, tutto tende a confluire verso un centro gravitazionale da cui la pressione sonora &#8211; da intendersi come atto esecutivo &#8211; si dipana in ogni direzione, specie se si agisce sulla scorta di una liquidit\u00e0 creativa in stile libero. Il concept sonoro elaborato da Fattori e Sebastiani si attaglia perfettamente a tale dimensione, ossia sviluppandosi attraverso un by-play sistematico che determina un atto compositivo quasi in tempo reale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>L&#8217;album \u00abGavagai\u00bb, il cui titolo, dal significato oscuro<\/strong>, un enigma avvolto in un mistero, diventa il manifesto programmatico di un progetto che non intende dare punti di riferimento precisi nella sua implementazione ritmico-armonica. Esiste solo un centro propulsore dato dal legame nevralgico fra i due sodali che, step by step, emana una tensione ideativa che si proietta in tutti i punti dello spazio compositivo. Sia che si tratti di alcuni standard, completamente rimodulati ed interpolati dalle nuove dinamiche espressive, che di originali firmati da Fattori e Sebastiani. L&#8217;iniziale \u00abPithecanthropus Erectus\u00bb di Charles Mingus sembra riemergere dal suo brodo primordiale come una creatura aliena che assume progressivamente le sembianze di un ominide, il quale si regge sulle gambe. Pur ritrovando a tratti il senso dell&#8217;orientamento blues, specie nella parte conclusiva, l&#8217;impianto sonoro rispetto all&#8217;elaborato primigenio, privato della sua teatralit\u00e0 orchestrale, viene scarnificato e riportano al suo nucleo essenziale, su cui chitarra e basso innestano una serie di divagazioni a schema libero. \u00abBlue In Green\u00bb di Miles Davis (da Kind Of Blue), originariamente una ballata chiaroscurale, quasi ambient e dalle connotazioni fortemente liriche, tra le mani di Fattori e Sebastiani diventa un racconto sospeso ed onirico di tipo newaging, tendente a dileguarsi in mare magnum di suggestioni extrasensoriali. Per tutta risposta, arriva un ottimo componimento, il primo in ordine di apparizione firmato dai due sodali, \u00abTriptych Suite\u00bb, frammentato in tre atti: \u00abOther Blue Seas\u00bb, \u00abYellow Ants\u00bb e \u00abDance Of The Red Hermit Crabs. I titoli: \u00abAltri mari blu\u00bb \u00abFormiche gialle\u00bb e \u00abLa danza dei granchi rossi\u00bb sono la rappresentazione scenica del tessuto connettivo e del metodo esecutivo che lega l&#8217;idea di un commento sonoro documentaristico di tipo naturalistico sviluppato mentre le immagini scorrono simultaneamente su uno schermo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>\u00abBig Blues\u00bb di Jim Hall <\/strong>stabilisce un terzo ed ultimo contatto con al storia del jazz, ma senza attardarsi troppo a sbirciare nello specchietto retrovisore. In questo caso, le strutture armoniche sono meno dilatate, pensanti e virtuosistiche, ma pi\u00f9 dinamiche e pressanti, con il flusso dinamico che si espande in pi\u00f9 direzioni, talvolta asimmetriche e meno irregimentate nel vincolo della partitura. \u00abIshtar\u00bb \u00e8 un costrutto dalle linee di basso arabescate che introducono un&#8217;aura di mistero, mentre la chitarra, ammiccante e flessuosa, guarda ad Oriente tra Mediterraneo e Mesopotamia. \u00abLydia\u00bb mostra le sembianze di una ballata sofferente, mentre la chitarra intesse una piacevole melodia dal gusto antico, in cui passione e sentimenti fanno cornice al lamento del basso arcuato. \u00abL&#8217;Invitation\u00bb au Voyage\u00bb \u00e8 un allegretto che fa pensare ad una danza ancestrale, dove le perifrasi strumentali e i cambi di mood rimandano alle tappe di un itinerario che si snoda attraverso paesaggio esotici perfettamente descritti dal voluto contrasto fra i due strumenti a corda. In conclusione la title-track, \u00abGavagai\u00bb che suggella un&#8217;idea di progressione libera multistrato e di evidente un frattura con il componimento formale di struttura a canzone, esercitando sulle corde una pressione ideativa multidirezionale con improvvise evoluzioni a briglie sciolte. \u00abGavagai\u00bb di fattori e Sebastiani, registrato al Bess Studio di Pescara e pubblicato da Notami Jazz, \u00e8 un intelligente album free form, dematerializzato rispetto al modello di composizione tradizionale, in cui fisica sonora e fisicit\u00e0 espressiva si mescolano armonicamente e dove il prodotto finale \u00e8 superiore alla somma delle singole parti.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/GAVAGAI-Back-Cover-1024x1024.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-3964\"\/><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un intelligente album free form, dematerializzato rispetto al modello di composizione tradizionale, in cui fisica&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":3963,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[9,26,22,2,3,6,13],"tags":[],"class_list":["post-3962","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","category-editoriale","category-italian-jazz","category-jazz","category-musica","category-recensione-dischi","category-world-music"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Fattori_Sebastiani-e1702773796216.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3962","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3962"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3962\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3965,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3962\/revisions\/3965"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3963"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3962"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3962"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3962"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}