{"id":3533,"date":"2023-11-14T21:59:39","date_gmt":"2023-11-14T20:59:39","guid":{"rendered":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/?p=3533"},"modified":"2023-11-14T22:11:06","modified_gmt":"2023-11-14T21:11:06","slug":"federica-michisanti-quartet-con-afternoons-la-rappresentazione-plastica-del-sincretismo-tipico-del-jazz-contemporaneo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/2023\/11\/14\/federica-michisanti-quartet-con-afternoons-la-rappresentazione-plastica-del-sincretismo-tipico-del-jazz-contemporaneo\/","title":{"rendered":"Federica Michisanti Quartet con \u00abAfternoons\u00bb , la rappresentazione plastica del sincretismo tipico del jazz contemporaneo"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em><strong>\u00abAfternoons\u00bb \u00e8 un disco duale a base di jazz espanso, valido per una meditazione olistica, quasi totalizzante o ideale per lasciarsi trasportare dalle narrazioni tematiche di Federica Michisanti che configurano e trasfigurano continuamente un universo parallelo alimentato da una liricit\u00e0 aliena caduta sulla terra degli uomini.<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em><strong>\/\/ di Francesco Cataldo Verrina \/\/<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Federica Michisanti \u00e8 una musicista multitasking con una visione piuttosto dilatata dello scibile sonoro. Il suo modo di operare \u00e8 la rappresentazione plastica del sincretismo tipico del jazz contemporaneo che applica al vernacolo inedite regole d&#8217;ingaggio e strutture insiemistiche non comuni. La contrabbassista \u00e8 oggi un fenomeno riconosciuto dagli addetti ai lavori e dalla critica, quale vincitrice del Top Jazz 2020 con il suo progetto \u00abHorn Trio\u00bb,eletta come<em> miglior formazione italiana dell\u2019anno<\/em>, precedentemente Premio Siae 2019 e con un flottante piuttosto attivo in relazione ad un pubblico che ne apprezza originalit\u00e0 e talento. Il suo nuovo album \u00abAfternoons\u00bb, da qualche settimana sul mercato, \u00e8 il secondo lavoro pubblicato dalla Fondazione Musica per Roma, Auditorium Parco della Musica Records. Il titolo ha una perfetta aderenza con il contenuto, almeno a detta della titolare del progetto: \u00ab<em>Il titolo del disco evoca certi pomeriggi pervasi da quella luce speciale che, come una seconda alba, porta la promessa di avere ancora molte possibilit\u00e0 prima che la giornata si concluda; oltre che passati in compagnia della musica nella creazione della maggior parte di queste composizioni, eccezion fatta per &#8216;Nocturne&#8217; che, come si pu\u00f2 dedurre dal titolo, \u00e8 una creatura del buio<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>Le suggestioni personali evocate da Federica ottengono la piena compliance<\/strong> del fruitore medio, basta un fugace ascolto per comprendere come la contrabbassista sia riuscita ad incapsulare all&#8217;interno di sole sette tracce, tutte farina del suo sacco, un fitto percorso ideomatico e ideativo che riesce a far convivere sul filo di una tensione superficiale costante elementi molteplici provenienti dai due lobi cerebrali della musica. Nonostante l&#8217;impianto sonoro non possa beneficiare di uno strumento armonico, un pianoforte e una chitarra per intenderci, tecnica ed emozioni trovano un facile svolgimento su una piattaforma espressiva e strumentale tutt&#8217;altro che canonica, a cui l&#8217;elettronica, usata<em> com grano salis<\/em>, conferisce ambientazioni e cromatismi che travalicano il semplice apporto di un composito kit ritmico. Al contrabbasso della Michisanti sono stati affiancati tre accreditati strumentisti europei rinomati a livello continentale: il clarinettista Louis Sclavis, da tempo collaboratore della contrabbassista romana, Vincent Courtois al violoncello e Michele Rabbia batteria ed electronics. Le composizioni della Michisanti si estendono su un vasto territorio che ingloba elementi afrologici ed eurodotti, districandosi abilmente fra richiami classici e cameristici, nonch\u00e9 tentazioni legate al jazz d&#8217;avanguardia, dove l&#8217;atto improvvisativo si sostanzia attraverso una composizione ed un <em>by-play<\/em> quasi in tempo reale, dove l&#8217;impianto di base sembrerebbe solo accennato e rimandare a vissuti precedenti, senza mai cadere nel citazionismo calligrafo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>Due composizioni \u00abNocturne\u00bb e \u00abSpot\u00bb, concatenate insieme<\/strong> rappresentano emblematicamente l&#8217;idea dell&#8217;itero concept, accomunate da una improvvisazione <em>sine die,<\/em> dove la parte finale del primo frammento, pi\u00f9 sospeso ed onirico, sembra cercare una forma di redenzione pi\u00f9 jazzistica nel secondo, locupletato da un impianto ritmico frenetico e tagliente, migrando da un&#8217;atmosfera brunita e crepuscolare verso un habitat aperto e alimentato ad energia solare. Tutto il lavoro del line-up si colloca all&#8217;interno di un quadro intrigante avvolto in una cornice cornice ritmica che consente alle melodie di adagiarsi e rotolare piacevolmente a seconda del mood compositivo: \u00abFloating\u00bb, ad esempio, che fluttua attraverso repentini cambi d&#8217;umore e il sostegno di un groove tarantolato, nella cui bolgia sonora ricca di pathos si staglia la voce del clarinetto. Per metafora, il contrabbasso della Michisanti pi\u00f9 che la bacchetta di un direttore d&#8217;orchestra assume le sembianze di una bacchetta magica che indirizza e magnifica il torrente sonoro in modo deciso e autorevole: il suo assolo in \u00abSufi Loft\u00bb scava in profondit\u00e0 con un timbro che sembra risuonare oltre la barriera del suono. I due sodali francesi, Sclavis e Courtois, si divincolano attraverso libere circonvoluzioni, che talvolta seguono un&#8217;idea di trasversalit\u00e0 aerea e non afferrabile sfociando in improvvisazioni libere, come nel minerario e cuniculare opener \u00abTwo\u00bb, altre sembrano confluire al nucleo centrale del costrutto concettuale coerente, ne riempiono e ne colorano i contorni obbedendo agli assunti basilari del progetto. A volte le improvvisazioni sembrano poco recintate e perimetrabili come in \u00abNot\u00bb dove la contrabbassista \u00e8 sostenuta da Michele Rabbia attraverso una ridda di suoni umorali prodotti dalla con la batteria, dall&#8217;elettronica o con altri ammennicoli, fino a raggiungere il climax in situazione apparentemente pi\u00f9 geometriche come \u00abBe4 PM\u00bb. \u00abAfternoons\u00bb \u00e8 un disco duale a base di jazz espanso, valido per una meditazione olistica, quasi totalizzante o ideale per lasciarsi trasportare dalle narrazioni tematiche di Federica Michisanti che configurano e trasfigurano continuamente un universo parallelo alimentato da una liricit\u00e0 aliena caduta sulla terra degli uomini.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"696\" height=\"580\" src=\"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/federica-michisanti.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3530\" srcset=\"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/federica-michisanti.jpg 696w, https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/federica-michisanti-300x250.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><strong><em>Federica Michisanti Quartet<\/em><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abAfternoons\u00bb \u00e8 un disco duale a base di jazz espanso, valido per una meditazione olistica,&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":3529,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[9,26,18,22,2,3,13],"tags":[],"class_list":["post-3533","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","category-editoriale","category-fusion","category-italian-jazz","category-jazz","category-musica","category-world-music"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/Afternoons_Machisanti-e1699994877390.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3533","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3533"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3533\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3537,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3533\/revisions\/3537"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3529"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3533"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3533"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3533"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}