{"id":320,"date":"2023-04-13T22:26:37","date_gmt":"2023-04-13T20:26:37","guid":{"rendered":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/?p=320"},"modified":"2023-06-22T00:45:21","modified_gmt":"2023-06-21T22:45:21","slug":"guido-michelone-intervista-il-compositore-riccardo-scivales","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/2023\/04\/13\/guido-michelone-intervista-il-compositore-riccardo-scivales\/","title":{"rendered":"GUIDO MICHELONE INTERVISTA IL COMPOSITORE RICCARDO SCIVALES"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong><em>\/\/ di Guido Michelone \/\/<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>D. Cos\u00ec, a bruciapelo, chi \u00e8 Riccardo Scivales?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em>R. Pianista\/tastierista Latin, Latin Jazz e Progressive Rock con le sue band Quanah Parker e Mi Ritmo, e musicologo che studia e trascrive gli stili pianistici jazz dalle origini al Bebop. Autore di una trentina di libri e metodi di piano jazz e Latin, pubblicati a partire dal 1990 soprattutto negli Stati Uniti. Compositore di numerosi brani pubblicati su libri e riviste specializzate americane, e suonati da vari musicisti ed ensemble. Trascrittore di registrazioni pianistiche Stride e jazz, con oltre un centinaio di queste trascrizioni pubblicate su libri e riviste. Autore di saggi sul pianismo di Gershwin, l\u2019improvvisazione nel Ragtime e la poliritmia nell\u2019improvvisazione pianistica afrocubana. Autore di articoli e monografie per riviste italiane e americane, come \u201cPiano Today\u201d, \u201cThe Piano Stylist &amp; Jazz Workshop\u201d, \u201cKeyboard Classics\u201d, \u201cJazz\u201d, \u201cBlu Jazz\u201d, ecc. Dal 2003 al 2012, Contributing Editor di \u201cPiano Today\u201d e \u201cSheet Music Magazine\u201d. Nel 1995-1996, autore di circa trecento programmi delle serie radiofoniche \u201cGalleria del jazz\u201d e \u201cArchivio del jazz\u201d di RAI-RadioTre. Nel 1999-2009, docente di Storia del Jazz presso l\u2019Universit\u00e0 di Venezia. \u201cCollaboratore all\u2019Orchestrazione\u201d della prima italiana del musical \u201cLady, Be Good!\u201d di Gershwin (PalaFenice, Venezia, 2000). Insegnante di Pianoforte Moderno in varie scuole di musica, e nel 2005-2007 docente di Composizione e Improvvisazione Ragtime nel Corso di Specializzazione in Letteratura Pianistica Afroamericana presso il Conservatorio di Castelfranco Veneto. Traduttore (non accreditato in copertina) dei primi 34 volumi italiani del famoso metodo pianistico Bastien e divulgatore in Italia dello stesso, come didatta e interprete dei seminari tenuti dagli autori nel 1992-2002. Self publisher con la sua casa editrice Scivales Music, che a partire dal 2020 ha pubblicato apprezzati titoli come \u201cThe Blues Piano\u201d (con Giannantonio Mutto), il top seller \u201cPlay\u2026 Latin Piano Like A Pro!\u201d e pi\u00f9 recentemente \u201cNimba\u201d, sul grande e indimenticato batterista Giampiero Prina. Sempre con la Scivales Music, ho anche ristampato i miei principali libri statunitensi, la cui distribuzione si era momentaneamente interrotta quando il loro editore originale Ekay Music aveva chiuso l\u2019attivit\u00e0 per andare in pensione. I loro titoli sono \u201cHarlem Stride Piano Solos\u201d, \u201cThe Soul Of Blues, Stride &amp; Swing Piano\u201d, \u201dThe Right Hand According To Tatum\u201d, \u201cJazz Piano: The Left Hand\u201d, \u201cLearn To Play Latin Piano\u201d e \u201cDick Wellstood: Jazz Piano Solos\u201d (quest\u2019ultimo uscito per la Kjos Music Company di San Diego), e ora sono tutti facilmente reperibili su Amazon.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em><strong>D. Mi racconta ora il primo ricordo che ha della musica?<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em>R. L\u2019episodio strumentale subito dopo l\u2019Intro di \u201cHeart of the Sunrise\u201d dall\u2019album \u201cFragile\u201d degli Yes, cio\u00e8 la sezione in cui il basso elettrico solista del grande Chris Squire si integra perfettamente col raffinato drumming jazzistico di Bill Bruford e gli evocativi Mellotron Strings classicheggianti del tastierista Rick Wakeman, che sembrano \u201cvolare\u201d magicamente sopra al tutto. Una rivelazione per me, all\u2019epoca adolescente, e una creazione del tutto diversa da qualsiasi altra cosa avessi ascoltato prima. Un episodio di grande fascino e suggestione, che travalica senza alcuna forzatura ogni steccato stilistico, fondendo alla perfezione, e in modo originalissimo, elementi rock, jazz e classici.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>D.<\/strong>&nbsp;<strong>Quali sono i motivi che l\u2019hanno spinta a diventare un musicista?<\/strong>&nbsp;<em>R- Il brano che ho appena detto, e l\u2019entusiasmo provato nell\u2019ascoltare, sempre da adolescente, le grandi band Prog degli anni Settanta. Inoltre, l\u2019affascinante musica per arpa celtica e ovviamente la musica classica, in particolare Vivaldi, Bach, Scarlatti e Musorgskij. A tutto questo si aggiunsero presto il Ragtime di Scott Joplin ed Arthur Marshall, il jazz di Tatum, Garner, Oscar Peterson, Bill Evans, Dave Brubeck e Chick Corea, quindi lo Stride Piano.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>D. E in particolare un musicista che si \u00e8 dedicato allo studio del jazz e dei suoi stili pianistici?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em>R. Il motivo principale fu la mia \u201cscoperta\u201d di Fats Waller e James P. Johnson, quindi del variopinto universo dello Stride Piano, con i suoi tanti stili individuali, diversissimi tra loro. Pensiamo ad esempio alla grande originalit\u00e0 di Willie \u201cThe Lion\u201d Smith. Questa musica mi colp\u00ec molto perch\u00e9 la trovavo elettrizzante, con una meravigliosa complessit\u00e0 ritmica e delle soluzioni del tutto nuove rispetto al pianismo jazz che avevo ascoltato in precedenza e che adesso mi sembrava, per quanto sempre bellissimo, molto pi\u00f9 uniforme. I rari spartiti Stride esistenti all\u2019epoca erano troppo semplificati e non rispecchiavano le cose assolutamente fantastiche che sentivo suonate nei dischi. Iniziai cos\u00ec a trascrivere nota per nota i grandi capolavori registrati dai maestri Stride. Non fu cosa facile, perch\u00e8 tutte queste mie trascrizioni (almeno un centinaio) le feci con un registratore a cassette, con pitch regolabile: all\u2019epoca non esisteva la tecnologia odierna, che ti permette di rallentare anche di molto un brano senza alterarne la tonalit\u00e0 e \u201csporcarne\u201d il suono, e rende enormemente pi\u00f9 facile il tutto. Al tempo stesso, questo mio interesse per stili \u201cvecchi\u201d e un po\u2019 dimenticati come lo Stride e lo Swing si rivel\u00f2 anche la mia fortuna, perch\u00e9 origin\u00f2 i miei libri e metodi pianistici che, pubblicati negli USA a partire dal 1990 dalla Ekay Music e altri editori, ebbero grandissimo successo in quanto colmarono un settore editoriale allora molto lacunoso in tal senso. Le prime trascrizioni le feci per la mia tesi di laurea, poi per varie riviste specializzate e per i miei libri. Sembra che queste trascrizioni abbiano avuto un ruolo di rilievo nella \u201criscoperta\u201d dello Stride Piano: divulgate in Italia (dove lo Stride era praticamente sconosciuto) dal grande Marco Fumo, e insegnate da importanti didatti e scuole americane, vennero anche incise su CD da pianisti come Alan Feinberg, Meral Guneyman e Donna Coleman. Attualmente, sono suonate da pianisti un po\u2019 di tutto il mondo. Pare anche che il mio primo libro \u201cHarlem Stride Piano Solos\u201d, del 1990, abbia spinto due grandissimi pianisti Stride odierni, cio\u00e8 Stephanie Trick ed Ethan Uslan, ad abbandonare lo studio della musica classica per rivolgersi allo Stride Piano. Almeno questo \u00e8 quanto mi hanno detto loro stessi, e non so dirti quanto questa cosa mi ha onorato e reso felice. Nel libro c\u2019\u00e8 anche la mia trascrizione del formidabile \u201cCarolina Shout\u201d di James P. Johnson, autentica pietra miliare del pianismo afroamericano, e di altri 25 capolavori di straordinari \u201ctickler\u201d come Eubie Blake, Waller, \u201cThe Lion\u201d, ecc.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>D. Ma cos\u2019\u00e8 per lei il jazz?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em>R. Una delle pi\u00f9 belle musiche al mondo, anche se non necessariamente l\u2019unica o la pi\u00f9 importante dei nostri tempi, perch\u00e9 credo che ogni genere musicale abbia le sue meravigliose peculiarit\u00e0, non necessariamente presenti negli altri generi.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>D. Quali sono le idee o i sentimenti che associ alla musica jazz?<\/strong>&nbsp;<em>R. Adoro i suoi vari strumenti, ma devo dirti che identifico il jazz soprattutto col pianoforte. E trovo che gli stili che vanno da Morton ad Erroll Garner abbiano una verve, un ritmo e una giocosa complessit\u00e0 che li rendono assolutamente fantastici, e irresistibili. Idem per quanto riguarda i grandi pianisti Latin e Latin Jazz.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>D. E tra i dischi che ha ascoltato, quali sono i tre che porterebbe sull\u2019isola deserta?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em>R. Domanda difficilissima! Mi \u00e8 impossibile rispondere solo con tre dischi, anche perch\u00e9, come dicevo prima, la mia formazione e i miei ascolti comprendono varie musiche oltre al jazz. Ad ogni modo, provo a dirti alcuni dischi che sono stati per me fondamentali. Come brani singoli, senz\u2019altro \u201cMule-Walk Stomp\u201d di James P. Johnson e l\u2019inarrivabile versione-capolavoro di \u201cLimehouse Blues\u201d di Cliff Jackson. Cos\u00ec come sono inarrivabili le varie versioni di \u201cCaribe\u201d di Michel Camilo, il capolavoro unico e sommo che secondo me rappresenta la musica Latin come nessun altro. Cambiando completamente genere, la straordinaria danza bulgara \u201cSmeceno Horo\u201d, con i suoi favolosi tempi \u201cdispari\u201d, nell\u2019interpretazione degli irlandesi Planxty di Andy Irvine. E ancora \u201cLa Fiesta\u201d e \u201cSe\u00f1or Mouse\u201d di Chick Corea, specialmente le versioni live col vibrafonista Gary Burton. Se intendi un album, qualsiasi buona raccolta dei maestri Stride, e gli indispensabili \u201cPiano Reflections\u201d di Ellington e \u201cConcert By The Sea\u201d di Erroll Garner. Nella musica Latin e Latin Jazz, \u201cLleg\u00f2 La India\u201d di Eddie Palmieri, \u201cEl des-conquistador\u201d di Santos Chillemi e la favolosa colonna sonora di \u201dThe Mambo Kings\u201d, che include anche l\u2019irrinunciabile \u201cMambo Caliente\u201d di Arturo Sandoval. Nel Progressive Rock, il brano \u201cAwaken\u201d degli Yes e l\u2019album \u201cThe Myths and Legends of King Arthur\u2026\u201d di Rick Wakeman, miniere d\u2019oro di idee e sonorit\u00e0 tastieristiche che continuano ad affascinarmi dopo tanti anni. E ancora \u201cTarkus\u201d degli EmersonLake&amp;Palmer, il pi\u00f9 magistrale esempio di musica basata su armonie e melodie quartali. Per la musica classica, immensi i \u201cQuadri di un\u2019esposizione\u201d di Musorgskij, rigorosamente nella loro versione pianistica originale (unica eccezione, almeno per me, vari \u201cquadri\u201d cos\u00ec come vennero rielaborati dagli EmersonLake&amp;Palmer).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>D. Quali sono stati i suoi maestri nella musica, nella cultura, nella vita?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em>R. Nella vita, devo ancora capirlo. Nella cultura, mio padre, e il professore\/musicista Angelo Zaniol. Nella musica, il mio primo maestro Giuseppe Marotta, che oltre a darmi la necessaria preparazione musicale e pianistica, mi ha saputo aprire alle musiche pi\u00f9 disparate. Nella musicologia, Marcello Piras. Importantissimo anche il mio amico scozzese Dennis Proctor, quando ci avvicendavamo come pianisti in un caff\u00e8 di Piazza San Marco a Venezia. Un musicista naturalissimo e meraviglioso, dal quale ho imparato molto. Cos\u00ec come il mio grande editore \u201cstorico\u201d Ed Shanaphy e i favolosi editor delle sue riviste, Becca Pulliam e Stuart Isacoff. Con queste persone ho un particolare debito di gratitudine, per aver creduto subito in me e nella mia musica, per averla divulgata, e per quanto mi hanno insegnato in campo editoriale.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>D. E i&nbsp;<\/strong><strong>pianisti che<\/strong><strong>&nbsp;l\u2019hanno positivamente influenzata?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em>R. I grandi pianisti e tastieristi Prog, come Tony Banks, Keith Emerson, Rick Van Der Linden, e Vittorio e Gianni Nocenzi del Banco. In ambito jazzistico ed afroamericano, Scott Joplin, Jelly Roll Morton, James P. Johnson, Fats Waller, \u201cThe Lion\u201d, Cliff Jackson, Ellington, Herman Chittison, Monk, Dick Wellstood, Garner, Peterson, Corea, ecc. Sul versante Latin e Latin Jazz, giganti come Noro Morales, Michel Camilo, Charlie ed Eddie Palmieri, Santos Chillemi, Alex Wilson, ecc. E continua a sorprendermi il fatto che, nonostante la tantissima musica che ho ascoltato in tutti questi anni, l\u2019influenza pi\u00f9 forte rimane sempre quella di Rick Wakeman, che oltre ad essere un pianista\/tastierista assolutamente magico e uno straordinario maestro del colore timbrico, \u00e8 un musicista molto pi\u00f9 versatile e completo di quanto comunemente si crede, e di quanto credono anche i suoi estimatori che si fermano al suo primo album solista \u201cThe Six Wives\u2026\u201d e alla sua produzione con gli Yes. Ho moltissimi suoi dischi, ma grazie a YouTube ho scoperto recentemente tanti altri suoi materiali, specialmente live, che non conoscevo, e che mi hanno svelato ulteriori aspetti della sua arte, ad esempio un sorprendente talento di improvvisatore. Ed \u00e8 stato molto emozionante, per me, incontrarlo di persona dopo due suoi concerti italiani, in particolare quello al Teatro Olimpico di Vicenza, e consegnarli degli articoli e trascrizioni\/arrangiamenti che avevo scritto su di lui per due riviste americane.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>D. Il momento pi\u00f9 bello della sua carriera di musicista?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em>R. Difficile sceglierne uno in particolare, perch\u00e9 nonostante le mille difficolt\u00e0 sono stato fortunato ad avere avuto varie occasioni di poter esprimere al meglio la mia musica sia suonata che stampata. Come pianista\/tastierista con la mia band Quanah Parker, direi i quattro Festival Rock Progressive da noi organizzati a San Don\u00e0 di Piave e documentati ad esempio dai brani che puoi vedere digitando \u201cQuanah keysspecial\u201d su YouTube. Sempre con i Quanah, l\u2019apertura a un concerto dei grandi Area di Patrizio Fariselli sul bellissimo palco del Castello di San Giusto a Trieste. Vari concerti con la mia Latin band Mi Ritmo, nelle sue formazioni dal trio vibrafono\/pianoforte\/batteria a quelle allargate con la cantante jazz Elena Camerin: ricordo in particolare il minitour lombardo \u201cMusica dalle Due Americhe\u201d, che vedeva incredibilmente in cartellone noi Mi Ritmo (per la musica latinoamericana) insieme al grandissimo Giorgio Gaslini per il jazz. Come compositore, la straordinaria interpretazione del mio brano \u201cGuajira\u201d da parte del duo Giannantonio Mutto-Leonardo Sapere (pianoforte e violoncello) al Ridotto del Teatro Comunale di Ferrara: il suo video \u00e8 su YouTube, e ne sono particolarmente orgoglioso. Sempre come compositore, il vedere tanti miei brani e arrangiamenti incredibilmente stampati su riviste come \u201dKeyboard Classics\u201d e \u201cPiano Today\u201d accanto ai brani dei pi\u00f9 grandi musicisti di sempre. Come autore di libri pianistici, le splendide recensioni di musicisti e giornalisti altamente qualificati, e i tanti messaggi di generoso e disinteressato apprezzamento che continuo a ricevere dai loro acquirenti, e che mi commuovono. Come pianista, un concerto del 2022 con tanti grandi jazzisti al Teatro Lirico \u201cGaber\u201d di Milano, dove sono stato invitato come solista ospite da Enrico Intra, col quale avevo gi\u00e0 dato il nostro concerto pianistico \u201cNon solo jazz\u201d, e che mi ha anche chiamato a co-firmare con lui i libri \u201cL\u2019improvvisazione \u00e8 improvvisata?\u201d e \u201cJazz Piano Repertoire\u201d. Pi\u00f9 recentemente, la serie di otto conferenze su Antonio Canova in cui ho suonato dei brevi pezzi classici e anche alcuni miei brani, nei quali la relatrice ha generosamente visto rispecchiata l\u2019idea di Bellezza di alcuni disegni canoviani.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em><strong>Quali sono i musicisti con cui ama collaborare?&nbsp;<\/strong>Quelli che oltre ad essere bravi e inventivi, ti trasmettono gioia ed empatia, e in tal modo stimolano la tua stessa creativit\u00e0!<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em><strong>Come vedi la situazione del jazz in Italia?&nbsp;<\/strong>Considerate le tante difficolt\u00e0 che incontrano le musiche cosiddette \u201cnon commerciali\u201d, direi complessivamente buona. Sembrano finalmente caduti vari pregiudizi e chiusure che ostacolavano questa musica in passato. Aggiungo che secondo me la riproposizione creativa degli stili jazzistici dagli inizi a tutta la Swing Era forse avvicinerebbe ancora di pi\u00f9 la gente e il cosiddetto \u201cascoltatore comune\u201d a questa musica. Ricordo ad esempio lo straordinario entusiasmo per i brani suonati da Marco Fumo e Luca Filastro nell\u2019evento \u201cAll that jazz \u2013 verso e oltre il ragtime\u201d, organizzato dal grande Rudy Fantin, che ho introdotto e presentato qualche anno fa a Udine.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>D.<\/strong>&nbsp;<strong>E pi\u00f9 in generale della cultura in Italia?<\/strong>&nbsp;<em>R. Com\u2019\u00e8 noto, in passato l\u2019Italia ha dato tantissimo al mondo in termini culturali e artistici. Mi sembra per\u00f2 che in questi anni venga raramente dato il giusto valore alla cultura, che secondo me \u00e8 importante e ti permette di comprendere e apprezzare meglio le cose.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>D. Cosa sta progettando a livello musicale per l\u2019immediato futuro?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em>R. Sta per uscire \u201cEasing Into Stride\u201d, il nuovo libro che ho scritto insieme al mio amico editore Ed Shanaphy, che oltre ad essere stato uno dei pi\u00f9 grandi editori jazz statunitensi, \u00e8 stato pianista di una delle orchestre postume di Glenn Miller e direttore del \u201cdirect marketing\u201d della CBS. E\u2019 una raccolta di 16 arrangiamenti pianistici Stride di livello intermedio, otto miei e otto suoi, con Prefazione della grande Stephanie Trick, e con dei testimonial d\u2019eccezione. In questi giorni sto completando il terzo album in studio dei miei Quanah Parker. Si intitola \u201cNel Castello delle Fate\u201d ed \u00e8 un concept album sul Potere Guaritore della Musica, filtrato dalla bellezza femminile e veicolato dalle mani di una donna. Ho iniziato il mio nuovo libro&amp;metodo di piano Latin: il terzo, dopo l\u2019apprezzatissimo \u201cLearn To Play Latin Piano\u201d e il sorprendente top seller \u201cPlay\u2026 Latin Piano Like A Pro!\u201d. Vorrei tanto completare la traduzione inglese del primo libro Scivales Music, \u201cStorie di Vecchi Pianisti Jazz\u2026 e di come funzionava la loro musica\u201d, del 2020. E sto per pubblicare i libri di due grandi maestri che mi onorano da tempo della loro amicizia e stima. Il primo \u00e8 una raccolta di brani didattici per violino e pianoforte scritti da Giannantonio Mutto. L\u2019altro \u00e8 una raccolta di arrangiamenti di jazz classico elaborati per vari combo dal clarinettista Roberto Beggio, padre del grande batterista Mauro Beggio. E ho nel cassetto tante altre cose. A presto, e grazie per l\u2019intervista!<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\/\/ di Guido Michelone \/\/ D. Cos\u00ec, a bruciapelo, chi \u00e8 Riccardo Scivales? R. 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