{"id":2427,"date":"2023-08-16T15:21:30","date_gmt":"2023-08-16T13:21:30","guid":{"rendered":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/?p=2427"},"modified":"2023-08-16T15:23:00","modified_gmt":"2023-08-16T13:23:00","slug":"vinile-sul-divano-vasodilatazioni-poliritmiche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/2023\/08\/16\/vinile-sul-divano-vasodilatazioni-poliritmiche\/","title":{"rendered":"Vinile sul Divano: vasodilatazioni poliritmiche"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong><em>\/\/ di Gianluca Giorgi \/\/<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>London Brew (2lp 2023)<\/strong><br>Album tributo a Bitches Brew di Miles Davis che vede la partecipazione dei principali esponenti della scena jazz contemporanea come Nubya Garcia, Shabaka Hutchings, Tom Skinner, Benji B, Theon Cross, Dave Okumu ed altri. Un gruppo messo insieme dai produttori Martin Terefe e Bruce Lampcov originariamente per un concerto che avrebbe dovuto celebrare il cinquantesimo anniversario di Bitches Brew, poi cancellato a causa della pandemia. Il progetto era nato per un\u2019esibizione dal vivo al Barbican di Londra in onore del 50\u00b0 anniversario di \u201cBitches Brew\u201d di Miles Davis all\u2019inizio del 2020, esibizione inevitabilmente rinviata per la pandemia, si \u00e8 quindi evoluto in questo imponente doppio long-playing \u201cLondon Brew\u201d. Man mano che le sessioni si sviluppavano, \u00e8 diventato chiaro che sebbene Davis fosse l\u2019ispirazione iniziale, la citt\u00e0 stessa, la sua gente e la sua vibrante scena jazz, che ha assunto il proprio carattere singolare negli ultimi due decenni, \u00e8 stata ugualmente fonte di ispirazione.La miscela londinese di elettronica e jazz, sicuramente pi\u00f9 funky e ballabile, \u00e8 la risposta del 21\u00b0 secolo alla pionieristica fusione jazz che il mitico Miles ha fondato cinquant\u2019anni fa. Il risultato \u00e8 questo \u201cinfuso londinese\u201d, 90 minuti di totale libert\u00e0, che non scivolano mai nell\u2019improvvisazione rimanendo sempre rigorosi, ingegnosi, telepatici e coesi.\u201cLondon Brew\u201d fatta eccezione per alcune tracce, \u00e8 molto interessante, ma non evoca il livello di energia dell\u2019originale del \u2018divino\u2019, con il gruppo che, comunque, \u00e8 riuscito ad imprimere fortemente il proprio marchio. Non una pietra miliare come fu Bitches Brew ma, sicuramente un ottimo lavoro, considerato anche il periodo storico in cui esce.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>Wildflower (2017 ristampa ltd ed 2023)<\/strong><br>Ristampa di questo disco ormai di culto dell\u2019innovativo trio londinese Wildflower. Il gruppo comprende Leon Brichard (basso), Idris Rahman (sassofoni) membri fondatori dei Ill Considered e il batterista Tom Skinner del gruppo Sons of Kemet. La musica dei Wildflower ha i fondamenti del post-minimalismo, dell&#8217;hard bop e della libera improvvisazione, spirituale e potente. Il trio ci porta in un viaggio musicale intenso, meditativo e spirituale che incarna lo spirito della libert\u00e0, utilizzando melodie semplici e accattivanti come punto di partenza per poi creare ondate di emozioni con libere improvvisazioni. Grooves ipnotici tracciati dalle linee di basso di Brichard in cui il batterista Skinner gioca ad arte con i battiti, creando continui e inaspettati cambi di ritmo e con Rahman che svaria da un sottile interplay conversazionale ad una passione rabbiosa espressa ad alta voce. Ispirandosi ai pionieri del jazz spirituale come John e Alice Coltrane, Pharoah Sanders, Yusef Lateef e Sun Ra, le influenze compositive spaziano dalla musica Gnawa, al jazz modale, alla musica popolare bengalese, il tutto sotto il fattore unificante dell\u2019interazione tra i tre musicisti, non c\u2019\u00e8 un struttura rigida e le melodie sono lasciate libere di respirare. L&#8217;album \u00e8 una raccolta di registrazioni dal vivo e in studio che sono state registrate e mixate dalla band ed \u00e8 veramente un bel sentire.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/1-2-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2430\"\/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/2-2-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2428\"\/><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>Rob Mazurek\/Exploding Star Orchestra, Lightning Dreamers (LP, Silver lightning) (2023)<\/strong><br>Lightning Dreamers \u00e8 il nuovo lavoro del compositore, trombettista, astrattista interdisciplinare della musica moderna Rob Mazurek, che ha scritto la musica per una versione ridotta della sua Exploding Star Orchestra, da tempo in attivit\u00e0. Seguito dell&#8217;acclamata pubblicazione del 2020 Dimensional Stardust di Mazurek-ESO, l&#8217;album vede la partecipazione, tra gli altri, del chitarrista Jeff Parker, del cantante Damon Locks, del batterista Gerald Cleaver e dei pianisti Angelica Sanchez e Craig Taborn. \u00c8 stato registrato per lo pi\u00f9 nei remoti studi Sonic Ranch nel Texas occidentale, non lontano dall&#8217;attuale casa di Mazurek a Marfa, nei giorni precedenti il debutto della musica al festival Trans Pecos nel settembre 2021. Il missaggio e la post-produzione sono stati curati da Dave Vettraino presso gli studi IARC di Chicago nel 2022. La registrazione \u00e8 un incantesimo sciamanico, con il flauto di Nicole Mitchell che vaga, i due batteristi che si intrecciano ed i tastieristi che si alternano, un&#8217;orda di suoni in cui si fonde avanguardia, elettronica e una nota di funk-rock psichedelico. Nel lato B Mazurek ha allargato l\u2019orchestra con un espediente e cio\u00e8, ha intrecciato riprese dalle sessioni di Sonic Ranch con materiale dal vivo proveniente da un&#8217;esibizione ampliata dell&#8217;ESO registrata nel febbraio 2022 ai Sons d&#8217;Hiver di Parigi, in Francia, creando un viaggio \u201cimmersivo\u201d che abbraccia i due brani della facciata. Mazurek ha avuto un impatto travolgente sulla musica creativa negli ultimi trent\u2019anni, da quando \u00e8 emerso dalla scena musicale di Chicago intorno agli anni \u201990, partecipando a svariati progetti (The Sea and Cake, Stereolab, ensemble come Isotope 217\u00b0 e Chicago Underground in una fusione di fine anni \u201990 di jazz e indie rock). La manipolazione dell\u2019elettronica e dell\u2019acustica sono una fisima per il compositore che ha contribuito a introdurre il jazz nel nuovo millennio, per un viaggio sonoro che cerca sempre nuovi orizzonti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>Collocutor, Instead (2014 ristampa ltd ed 2018)<\/strong><br>Instead \u00e8 il debutto del superlativo ensemble Collocutor fondato e guidato dalla sassofonista, flautista e compositrice Tamar Osborn. Disco ormai di culto che ha avuto diverse ristampe, questa \u00e8 del 2018 pressoch\u00e9 identica alla rara prima tiratura ma con artwork non pi\u00f9 serigrafato. Un disco che porta una ventata di aria fresca sul panorama del jazz del nuovo secolo (il disco \u00e8 uscito nel 2014), elaborando influenze jazz dell&#8217;epoca d&#8217;oro, grooves ritmici dai forti richiami africani, arrangiamenti capaci di abbinare le improvvisazioni jazzate dei sassofoni con grooves ritmici in cui si fondono radici africane e circolarit\u00e0 moderna. Nel disco confluiscono le influenze del jazz spirituale e modale degli anni &#8217;60 con quelle dello afro-beat e della musica classica indiana, il tutto elaborato in un contesto moderno che fonde le suggestioni di quelle musiche cos\u00ec innovative in Occidente negli anni &#8217;60 e &#8217;70, con un sound fresco e contemporaneo. Afro-beat e Jazz contemporaneo\u2026 stupendo!<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/3-2-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2431\"\/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/4-2-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2429\"\/><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\/\/ di Gianluca Giorgi \/\/ London Brew (2lp 2023)Album tributo a Bitches Brew di Miles&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":1811,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[24,9,18,2,3,6,23,13],"tags":[],"class_list":["post-2427","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-african-american","category-cultura","category-fusion","category-jazz","category-musica","category-recensione-dischi","category-ristampa-vinile","category-world-music"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/vinileDivano-4-e1687699267357.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2427","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2427"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2427\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2433,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2427\/revisions\/2433"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1811"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2427"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2427"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2427"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}