{"id":223,"date":"2023-01-25T12:12:42","date_gmt":"2023-01-25T11:12:42","guid":{"rendered":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/?p=223"},"modified":"2024-05-07T12:53:41","modified_gmt":"2024-05-07T10:53:41","slug":"intimacy-il-ritorno-di-chet-baker-su-doppio-vinile-red-records-2022","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/2023\/01\/25\/intimacy-il-ritorno-di-chet-baker-su-doppio-vinile-red-records-2022\/","title":{"rendered":"\u00abIntimacy\u00bb, il ritorno di Chet Baker su doppio vinile. Red Records, 2022"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong><em>\/\/ di Francesco Cataldo Verrina \/\/<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em><strong>Chet Baker \u2013 Intimacy (Nuova Stampa in VInile 180 gr.-Red Records)<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">La Red Records, tornata a produrre, gioca subito una carta importante. Dal qualche mese \u00e8 disponibile sul mercato un inedito di Chet Baker, che non mancher\u00e0 di alimentare il dibattito a livello planetario. L\u2019opera, inzialmente in CD, \u00e8 ora spalmata su un doppio LP con copertina getfoilder di pregio e booklet interno con le note informative, raggiunge senza difficolt\u00e0 il segmento di mercato pi\u00f9 alto del vinile, quello praticato dagli audiofili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>L\u2019album \u00e8 ricavato da un concerto registrato il 1\u00b0 dicembre<\/strong>&nbsp;del 1987 al Teatro Nuovo di Catania. Sono in tanti coloro che hanno memoria di questo evento. Il teatro era gremito, ma Chet, a detta dei presenti, si mostrava indifferente alle lusinghe del pubblico; seduto al centro del palco con gli occhi chiusi e la testa ricurva, sembrava calato in una dimensione fluttuante, trascinato dal flusso dei propri pensieri e di una musica che scavava nelle pieghe pi\u00f9 recondite dell\u2019animo umano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>Tutto ci\u00f2 si riflette nell\u2019atmosfera delicata e brunita del disco<\/strong>, in massima parte fatta di note sofferte che fuoriescono come brevi ma intense scintille intrise di liricit\u00e0, per poi rituffarsi nei chiaroscuri di un pathos quasi fisico e premonitore: solo qualche mese dopo Chet Baker verr\u00e0 trovato morto. Il titolo scelto, \u00abIntimacy\u00bb, ossia \u00abIntimit\u00e0\u00bb \u00e8 quanto mai riassuntivo della percezione che l\u2019album fornisce sin dal primo ascolto, soprattutto l\u2019insolita scelta strumentale, ossia la mancanza di un kit percussivo, crea un mood sospeso, rilassante e crepuscolare. Dopo la presentazione del musicisti, l\u2019opener, \u00abD.S. Dilemma\u00bb di Jim Heath \u00e8 quasi evocativo. Inizialmente basso e pianoforte cercano di mantenere il sistema accordale su un territorio swing, ma la tromba di Chet sembra cercare gli angiporti e gli anfratti pi\u00f9 in ombra di una metropoli durante un film noir. Presto anche i due sodali riescono a trovare la stessa dimensione. L\u2019assenza della batteria offre loro un ampio spazio di manovra. Finalmente anche Chet, incoraggiato dallo splendido pianoforte di Nicola Stilo, si muove cercando qualche spiraglio di luce, mentre la tromba diventa pi\u00f9 narrativa e meno errabonda.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>A questo punto, il trombettista entra in modalit\u00e0 sing-a-song<\/strong>&nbsp;con \u00abThe Touch Of Your Lips\u00bb, la sua voce risulta pi\u00f9 calda ed avvolgente del solito, mentre il piano di Nicola Stilo ed il basso di Rocky Knauer gli costruiscono un muro di cinta quasi protettivo, soprattutto il pianista copre lunghi spazi nella parte intermedia del brano che si espande per oltre dieci minuti. A questo punto Chet imbraccia la tromba e rilegge tutto il tema in versione strumentale. Dopo l\u2019inserto del bassista, nel finale si ritorna al canto. La reiterazione del motivo sembrerebbe quasi un bis anticipato. In \u00abBut Not For Me\u00bb Chet predilige ancora la formula cantata, tentando un lungo scat swingante sostenuto alla perfezione da Knauer e ripreso dal pianoforte che diventa propedeutico ad un lungo interplay con il basso fino all\u2019epilogo cantato. \u00abYou Can\u2019t Go Home Again\u00bb \u00e8 una ballata sotterranea che ritrova Baker nella sua dimensione pi\u00f9 intima e fragile: le note del piano si materializzano come piccole lacrime versate con pudore, mentre la tromba diventa struggente e malinconica. \u00abArboway\u00bb scritta da Rique Pantoja \u00e8 un mid-range magnificato dal pianoforte di Nicola Stilo che diventa descrittivo come un viaggio on the road: straordinaria la sua capacit\u00e0 di suddividere il tema in vari capitoli scanditi dai cambi di tempo. Baker sembra defilato, quasi a voler concedere al sodale lo spazio che merita; al suo arrivo, ad oltre met\u00e0 del percorso, ripete lo schema melodico-armonico suggerito dal pianista.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>Con \u00abZingaro\u00bb di Jobim si approda ad un differente mood.<\/strong>&nbsp;Stilo imbraccia la chitarra e Baker si diletta al piano: l\u2019effetto \u00absaudade-Brazil\u00bb \u00e8 perfetto, perfino nell\u2019antica terra di Trinacria. \u00abMargarine\u00bb, di Hal Galper, rivendica un\u2019anima bop ed \u00e8 forse il brano che alza di pi\u00f9 la temperatura complessiva della performance, con Nicola Stilo che passa al flauto creando un\u2019aura vagamente afro-esotica e lussureggiante, sostenuto dal basso di Rocky Knauer pronto a spianare il terreno ad un seducente finale bakeriano che ne certifica la linea editoriale. In chiusura, l\u2019atmosfera dell\u2019album si tinge ancora di poetici versi sonori con una languida e perforante versione di \u00abIn A Sentimental Mood\u00bb di Duke Ellington. Molti meriti vanno certamente alla nuova Red Records diretta da Marco Pennisi per aver riportato in auge un piccolo tesoro scomparso, ma anche a chi ha saputo custodirlo per quasi trentacinque anni. \u00abIntimacy\u00bb, disponibile su doppio vinile, come tutti i ritrovamenti degli ultimi anni relativi ai pi\u00f9 grandi jazzisti, quali John Coltrane, Miles Davis, Thelonious Monk, etc, anche per Chet Baker si potrebbe usare il concetto manzoniano di \u00abprovvida sventura\u00bb. Del resto, molti artisti hanno avuto vite difficili e morti premature. Il fatto che il loro nome, grazie a ritrovamenti di tale portata, continui ad essere vivo ed attuale, rappresenta una sorta di riscatto sul tempo e sulla sorte.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Intimacy.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-225\" srcset=\"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Intimacy.jpg 1024w, https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Intimacy-300x225.jpg 300w, https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/Intimacy-768x576.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\/\/ di Francesco Cataldo Verrina \/\/ Chet Baker \u2013 Intimacy (Nuova Stampa in VInile 180&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":224,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[9,22,2,3,6,23,8],"tags":[],"class_list":["post-223","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","category-italian-jazz","category-jazz","category-musica","category-recensione-dischi","category-ristampa-vinile","category-storia-del-jazz"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/ChetBaker_Intimacy.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/223","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=223"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/223\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5749,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/223\/revisions\/5749"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media\/224"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=223"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=223"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=223"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}