{"id":2222,"date":"2023-07-17T10:38:00","date_gmt":"2023-07-17T08:38:00","guid":{"rendered":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/?p=2222"},"modified":"2023-11-21T17:09:04","modified_gmt":"2023-11-21T16:09:04","slug":"john-coltrane-il-dramma-dellanticipatore-il-17-luglio-del-1967-moriva-una-delle-figure-piu-emblematiche-del-jazz-di-tutte-le-epoche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/2023\/07\/17\/john-coltrane-il-dramma-dellanticipatore-il-17-luglio-del-1967-moriva-una-delle-figure-piu-emblematiche-del-jazz-di-tutte-le-epoche\/","title":{"rendered":"John Coltrane, il dramma dell&#8217;anticipatore. Il 17 luglio del 1967 moriva una delle figure pi\u00f9 emblematiche del jazz di tutte le epoche"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong><em>\/\/ di Gina Ambrosi \/\/<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">John Coltrane \u00e8 stata una delle figure pi\u00f9 geniali, ma al contempo pi\u00f9 complesse ed enigmatiche della storia del jazz. Una volta Jimmy Cobb disse: \u00ab<em>Miles non sapeva darsi pace per la partenza di Coltrane dal gruppo, perch\u00e9 John non si poteva rimpiazzare: con lui era come avere un&#8217;orchestra di sassofoni<\/em>\u00bb. La sua lunga discografia, per l&#8217;ascoltatore meno esperto, potrebbe apparire come una sorta di corsa ad ostacoli dove, man mano che si procede nel tragitto, le difficolt\u00e0 aumentano. Per contro, tutto ci\u00f2 \u00e8 inversamente proporzionale al grado di maturit\u00e0 espressiva e compositiva del sassofonista. Per una facile comprensione, tale discografia va spacchettata e suddivisa in almeno cinque differenti periodi, che segnano altrettante tappe del \u00abTrane-pensiero\u00bb, fissando alcuni precisi punti di ancoraggio in quello che potrebbe essere, diversamente, un <em>mare magnum<\/em>, nel quale risulterebbe difficile districarsi o trovare un approdo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>Nella vita artistica di John Coltrane<\/strong> ci sono stati parecchi moti ascensionali, che non riguardano solo l\u2019ultima febbricitante parte della carriera in preda ai demoni creativi, momento in cui il talento del sassofonista divenne un vortice espressivo in grado di delineare percorsi assolutamente inediti e non facilmente catalogabili, che rimangono tali, poich\u00e9 troppo complessi per essere ridotti in vocaboli semplici per principianti o ad un volgare vernacolo jazz da work-shop per apprendisti stregoni. Per contro, non possono essere considerati funzionali al solo maneggio, alla promozione e alla diffusione dell\u2019opera <em>tout court.<\/em> Perfino alcuni blasonati critici, in certi momenti della carriera di Coltrane, hanno stentato a comprenderne le finalit\u00e0. L\u2019unica divinit\u00e0, a cui il sassofonista si sia immolato nel corso della propria esistenza, fu la \u00abmusik\u00e8\u00bb, l\u2019arte delle muse, che trasportava gli animi ben oltre i sensi, capace di incantare i devoti; insomma, sembrava che il sassofonista volesse dire velatamente alla musica: \u00ab<em>Non avr\u00f2 altra divinit\u00e0 all\u2019infuori di te!<\/em>\u00bb. Ci\u00f2 si presta molto ad un\u2019analisi scarnificata, concreta e realistica del personaggio Coltrane che, a parte altre muse ispiratrici come le droghe o una sorta di pseudo-misticismo giustificativo, era un animo sensibile, subiva la vita e fu condizionato dall\u2019andamento chiaramente difficile ed altalenante della carriera.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>Red Garland esprime parole assai eloquenti<\/strong>, che inquadrano alla perfezione la figura del sassofonista: \u00ab<em>S\u00ec, ricordo la registrazione di \u00abInvitation\u00bb, come, del resto, ricordo tutte le altre effettuate con Trane. Come non potrei? Neppure Miles Davis potrebbe dimenticare ogni istante in cui ha soffiato accanto a quel colosso. Stare accanto a Coltrane \u00e8 stato pi\u00f9 che un&#8217;esperienza impagabile. Lui iniziava a soffiare e ognuno di noi veniva immediatamente catturato nella sua rete. Non potevi pi\u00f9 uscirne fuori. Ma, in verit\u00e0, nessuno di noi ha mai tentato di uscirne: era ammaliato, stregato, plasmato, annientato dalla sua musica, dalle note che quel sassofono sfornava a getto continuo, senza tregua, senza remissione. Note incandescenti che avrebbero potuto anche ustionarti. E tutte con un preciso significato. Trane non ha mai fatto nulla in cui non credesse fortemente e che non sentisse intensamente. Era un uomo sincero, un passionale. Si \u00e8 distrutto suonando troppo. La creativit\u00e0, che aveva dentro e non gli dava tregua, lo ha fatto morire. Invitation? Che dire. C&#8217;\u00e8 tutto Trane in quel lunghissimo assolo. Tutta la sua arte, il suo cuore, la sua umanit\u00e0. Dopo Charlie Parker \u00e8 arrivato Trane. Poi, quando anche lui \u00e8 scomparso, \u00e8 rimasto il deserto. Arriver\u00e0 un altro messia? All&#8217;orizzonte non appare nessuno<\/em>\u00bb. Oggi, ex-post, possiamo affermare senza tema di smentita, che all&#8217;orizzonte nulla di simile sia pi\u00f9 apparso, se non tanti succedanei o replicanti spesso osannati dai critici, ma presto passati in cavalleria o riposti nel piccolo alveo della loro reale dimensione. Quando Coltrane avvicinava l&#8217;ancia alla bocca, tutt&#8217;attorno iniziava a svilupparsi un&#8217;aura di sospensione dal tempo e dallo spazio dei comuni mortali, mentre lui s&#8217;inabissava in un universo parallelo profondo ed oscuro, tentando di liberare la struttura armonica, denudandola sino all\u2019intima tensione, quasi alla ricerca di un punto di rottura con la banalit\u00e0 o l&#8217;arte del prevedibile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>La spasmodica ricerca di una visione<\/strong> che potesse indirizzarlo verso un approdo, attraverso quell\u2019infinita scomposizione di frasi e di schemi convenzionali, diventa il carburante di un <em>motu proprio<\/em>, cosi come una sorta di camera di decompressione creativa che il sassofonista aveva cocciutamente agognato, quale effetto catartico e rigenerante della sua arte in perenne divenire. A partire da un certo punto della carriera di Trane sembrerebbe che nella sua musica linguaggi e ritmi, fraseggi e strutture tradizionali venissero centrifugati per poi assumere forme inedite esposte in una nuova dimensione e con un vigore non comune. Un inarrestabile effluvio sonoro denso e magnetico, un sorgivo gorgo di espressivit\u00e0 affrancata dalle catene del conformismo, lontana dal classico kit di montaggio usato da quanti in quegli anni operavano nell&#8217;ambito dell&#8217;hard bop <em>straight-ahead.<\/em> Forse in Coltrane viveva quello che molti studiosi chiamano \u00abil dramma dell&#8217;anticipatore\u00bb, ossia un divorante desiderio di andare oltre i limiti; un complesso stato che ha portato nel corso della storia geni come Leonardo da Vinci ad anticipare, anche di centinaia di anni, innumerevoli scoperte ed invenzioni. Al netto dell&#8217;ardimentoso paragone, la similitudine ha la funzione di sottolineare il concetto di \u00abansia creativa\u00bb, non sempre facile da controllare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>Il biografo di Leonardo, Dmitrij Merezkovskij,<\/strong> lo defin\u00ec:<em> \u00abUno che si svegliava troppo presto mentre tutti gli altri attorno a lui dormivano ancora\u00bb. <\/em>La metafora \u00e8 assai calzante anche per Coltrane, il quale, come il Da Vinci, precorreva il futuro ma si scontrava inesorabilmente con i limitati mezzi tecnici e l&#8217;ottusit\u00e0 del presente. Forse il merito principale di Leonardo, cos\u00ec come quello di Trane, \u00e8 stato l&#8217;aver dimostrato che la ricerca della bellezza, dell&#8217;originalit\u00e0 e della verit\u00e0 non sono incompatibili. Tra arte e scienza, per Leonardo, non c\u2019era confine, cos\u00ec come la musica per il sassofonista non aveva confini inesplorabili. Se ogni giorno migliaia di persone si accalcano al Louvre per vedere e fotografare la Gioconda, fenomeno unico al mondo, una ragione ci sar\u00e0, cos\u00ec come ancora milioni di persone ascoltano \u00abA Love Supreme\u00bb. Tutto ci\u00f2 basta per definire il suo creatore un genio. Ciononostante l&#8217;ormone creativo sprigionato dalle ghiandole sonore di Coltrane aveva una contiguit\u00e0 ed una fisiologica compatibilit\u00e0 con tutto ci\u00f2 che il mondo jazz aveva elaborato sino a quel momento, anche se dopo di lui quel microcosmo, perfetto in apparenza, non sarebbe stato pi\u00f9 lo stesso. Con il fluire degli anni i precetti, le invenzioni ed i dettami di Coltrane sono diventati un ottimo terreno di coltura ed un paradigma ispirativo per intere generazioni di aspiranti jazzisti provenienti da ogni dove. In tanti hanno cercato di far tesoro degli insegnamenti e delle intuizioni del \u00abmaestro\u00bb al fine di oltrepassare il perimetro dell\u2019omologazione, sicuramente pi\u00f9 di quanto una certa critica, poco lungimirante, potesse prevedere. Il messaggio di Coltrane \u00e8 diventato quasi ecumenico, per quanto l&#8217;analisi logica del Trane-pensiero non fosse del tutto facile da decifrare. Un pensiero ed un <em>modus operandi<\/em> che dividono spesso cultori e studiosi, tra \u00abApocalittici e Integrati\u00bb. Del resto, come sosteneva proprio Umberto Eco: \u00ab<em>Un pensiero non \u00e8 un vero pensiero se non \u00e8 divisorio, quanto meno manca di forza penetrante<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>L&#8217;opera coltraniana \u00e8 stata pi\u00f9 volte analizzata e studiata<\/strong> sotto molti profili: compositivo, esecutivo, umano, ambientale. Specie sull&#8217;ultima fase della carriera del sassofonista sono stati sprecati e si sprecano ancora una serie di luoghi comuni: le posizioni in merito diventano nette ed antitetiche, per cui si parla di capolavori assoluti o di inevitabile e incomprensibile deriva verso il caos, tralasciando le sfumature intermedie che potrebbero agevolare la comprensione. Se sue parole sono alquanto chiarificatrici: \u00ab<em>Non c&#8217;\u00e8 mai fine. Ci sono sempre dei suoni nuovi da immaginare, nuovi sentimenti da sperimentare. Poi c&#8217;\u00e8 la necessit\u00e0 di purificare maggiormente questi sentimenti, questi suoni, per arrivare ad immaginare allo stato puro ci\u00f2 che abbiamo scoperto, in modo da riuscire a vedere con maggior chiarezza ci\u00f2 che siamo. Solo cos\u00ec riusciremo a dare a chi ascolta l&#8217;essenza del nostro meglio<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"746\" src=\"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Cover_Coltrane_new-1024x746.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2223\" srcset=\"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Cover_Coltrane_new-1024x746.jpg 1024w, https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Cover_Coltrane_new-300x218.jpg 300w, https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Cover_Coltrane_new-768x559.jpg 768w, https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Cover_Coltrane_new.jpg 1100w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\/\/ di Gina Ambrosi \/\/ John Coltrane \u00e8 stata una delle figure pi\u00f9 geniali, ma&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":2224,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[24,29,25,9,26,2,3,7,8],"tags":[],"class_list":["post-2222","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-african-american","category-bebop","category-blues","category-cultura","category-editoriale","category-jazz","category-musica","category-recensione-libri","category-storia-del-jazz"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/Coltranex.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2222","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2222"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2222\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3600,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2222\/revisions\/3600"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2224"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2222"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2222"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2222"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}