{"id":1962,"date":"2023-06-29T15:10:25","date_gmt":"2023-06-29T13:10:25","guid":{"rendered":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/?p=1962"},"modified":"2023-06-29T15:10:26","modified_gmt":"2023-06-29T13:10:26","slug":"mose-andrich-con-dionisiaco-la-sottile-arte-dei-contrasti-umani-e-divini-dodicilune-2023","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/2023\/06\/29\/mose-andrich-con-dionisiaco-la-sottile-arte-dei-contrasti-umani-e-divini-dodicilune-2023\/","title":{"rendered":"Mos\u00e8 Andrich con \u00abDionisiaco\u00bb: la sottile arte dei contrasti, umani e divini (Dodicilune 2023)"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong><em>\/\/ di Francesco Cataldo Verrina \/\/<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Per il piano solo vale sempre il nostro vecchio assioma: ci vogliono buone idee e mani capaci di stendere una tela confortevole ed avvolgente per l&#8217;uditorio, altrimenti si rischia l&#8217;effetto pennichella post-prandiale, ossia quella sonnolenza che affiora lentamente dopo aver consumato un pasto sostanzioso. Volendo ringraziare gli Dei, per rimanere in tema, \u00abDionisiaco\u00bb di Mos\u00e8 Andrich \u00e8 una pietanza creativamente ed esecutivamente sostanziosa, tanto da evitare l&#8217;effetto soporifero. Originario di Belluno, Mos\u00e8 Andrich \u00e8 un pianista con studi regolari ed un background classico, ampliato ed arricchito da aprofondimenti e frequentazioni importanti in ambito jazzistico. Senza voler circoscrivere eccessivamente il suo costrutto sono, diciamo che si potrebbe parlare di un jazz cameristico sul modello Modern Jazz Quartet (solo per dare un&#8217;idea), ma collocato in una dimensione contemporanea multipolarizzata, dove l&#8217;artista riceve impulsi e suggestioni da ogni latitudine. \u00abDionisiaco\u00bb \u00e8 concept multistrato impiantato sui contrasti e sulle antitesi, che finiscono per trovare un punto di confluenza, quale estrema ratio. Sostiene Mos\u00e8 Andrich nelle note di copertina: \u00ab<em>L\u2019 Apollineo, il Dionisiaco: i due volti della creazione artistica. Il primo, fronte ampia, tratti nobili, grandiosamente quieti, comparte e norma, pondera e bilancia, ammette o esclude, ligio al dettato dell\u2019aurea misura. Il secondo \u2013 vulcanico, ebbro di passioni, la febbre della follia nello sguardo \u2013 genera, estrae, connette non secondo logica ma per sensazione, abbatte e innalza; mai pago di s\u00e9, pace non trova: vuole e disvuole, sempre premendo avanti, incurante dei limiti, sotto il pungolo di un desiderio inesausto. L\u2019Apollineo \u00e8 stabilit\u00e0, il Dionisiaco divenire. L\u2019antitesi \u00e8 figlia di Friedrich Nietzsche, che vide nei due spiriti divini gli impulsi essenziali sottesi alla cultura e all\u2019arte greca, di cui la tragedia fu la massima espressione\u00bb<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>\u00abParados\u00bb trova subito il gancio melodico per irretire il fruitore<\/strong> e imprigionarlo in una trama di note spaziate e zampillanti al contempo. \u00abApollineo\u00bb appare come una figura mitologica che si staglia in effluvio tematico ricco di cambi di mood e giocato su tutti registri possibili ed immaginabili dello strumento: a volte pi\u00f9 piano, altre volte pi\u00f9 forte. \u00abDionisiaco\u00bb \u00e8 un vero baccanale sonoro, che si dimena in un&#8217;orgia di suoni, i quali s&#8217;infittiscono attraverso un crescendo di trame arcuate, tra discese ardite e risalite, mentre il dio Flufluns sorride con aria gaudente ed inebriata. Commedia e tragedia umana al contempo, come si evince dalle motivazioni ideali riportate del pianista che ama rivestire le sue composizioni con una pellicola di aulicit\u00e0 e cultura classica. \u00abExodos\u00bb \u00e8 un breve interludio dai toni bruniti, sospeso a mezz&#8217;aria, una parentesi tra un dubbio e una certezza, che fa da appetizer al vero \u00abIntermezzo\u00bb, anch&#8217;esso di breve durata e preparatorio alla lunga, frammentata, caleidoscopica, visionaria odissea di \u00abFractals\u00bb, che ingloba influssi sonori provenienti da un passato remoto e da un imminente futuro, i quali si trasformano in un benefico infuso corroborante per la tempra di un pianista che naviga spedito su un oceano di note, le quali s&#8217;increspano come flutti di mare o come dice l&#8217;autore: \u00ab<em>una sorta di perpetuum mobile, un flusso quasi ininterrotto di note vuole riprodurre quel fenomeno caleidoscopico di omotetia interna presente anche in natura: il ripetersi su scale diverse delle stesse forme, i frattali, appunto<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>\u00abMenuet\u00bb appare al proscenio mostrando un corredo<\/strong> melodico-armonico antropofago, capace di divorare qualsiasi uditorio al banchetto degli Dei, trasportandolo in un gorgo di piacevoli sensazioni. Sul finale si scende un po&#8217; a livello del mare, \u00abEverymen\u00bb \u00e8 un componimento che possiede un&#8217;indole pi\u00f9 terrena e meno olimpica e dionisiaca; infatti il brano \u00e8 ispirato all\u2019omonimo romanzo di Philip Roth, che narra l\u2019incontro di un uomo con la propria condizione di mortale. Ma in fondo sono solo suggestioni o riflessi condizionati indotti da un pianoforte parla con gli Dei e che suona come un&#8217;orchestra, colmando spazi e pensieri, ricco nella forma e nella sostanza. \u00abDionisaico\u00bb di Mos\u00e8 Andrich \u00e8 un lavoro elegante intimo e raccolto, ma con un apertura alare ed un getto artistico che raggiunge uno score compositivo e filosofico di tutto rispetto. In fondo come sostiene il pianista bellunese, tutto l&#8217;album \u00ab<em>\u00e8 una riflessione sul processo creativo e sulle sue due anime complementari, la razionale e l\u2019irrazionale. Quest\u2019ultima, sicuramente, la pi\u00f9 affascinante; forse, la pi\u00f9 determinante, perch\u00e9 la follia rende affamati, spinge verso l\u2019ignoto, guarda nell\u2019abisso e vi si getta senza voltarsi indietro<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"920\" src=\"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Dionisiaco2-1024x920.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-1964\"\/><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\/\/ di Francesco Cataldo Verrina \/\/ Per il piano solo vale sempre il nostro vecchio&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":1963,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2},"jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[9,26,22,2,3,6],"tags":[],"class_list":["post-1962","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","category-editoriale","category-italian-jazz","category-jazz","category-musica","category-recensione-dischi"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Dinisiaco_Ante-e1688044117536.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1962","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1962"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1962\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1965,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1962\/revisions\/1965"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1963"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1962"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1962"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1962"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}