{"id":16239,"date":"2026-09-25T00:45:27","date_gmt":"2026-09-24T22:45:27","guid":{"rendered":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/?p=16239"},"modified":"2026-09-25T00:47:30","modified_gmt":"2026-09-24T22:47:30","slug":"flux-flussi-di-musica-creativa-dal-18-ottobre-al-6-dicembre-al-parc-di-firenze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/2026\/09\/25\/flux-flussi-di-musica-creativa-dal-18-ottobre-al-6-dicembre-al-parc-di-firenze\/","title":{"rendered":"FLUX &#8211; Flussi di musica creativa, Dal 18 ottobre al 6 dicembre al PARC di Firenze"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em><strong>Marc Ribot, Artifacts Trio, Mary Halvorson, Aru\u00e1n Ortiz, le stelle del jazz internazionale incontrano il talento italiano; i protagonisti della musica mondiale in rare occasioni di ascolto e incontro, organizzati da Toscana Produzione Musica.<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em><strong>\/\/ a Cura della Redazione \/\/<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Al&nbsp;PARC &#8211; Performing Arts Research Centre di Firenze&nbsp;(Piazzale delle Cascine) dal&nbsp;18 ottobre al 6 dicembre&nbsp;si terr\u00e0 la&nbsp;5\/a edizione&nbsp;della rassegna \u201cFlux &#8211; flussi di musica creativa\u201d, dedicata alle esperienze pi\u00f9 vitali della musica creativa contemporanea, a cura di&nbsp;Toscana Produzione Musica, diretta da&nbsp;Maurizio Busia e Francesco Mariotti.&nbsp; Sei appuntamenti, molti&nbsp;in prima italiana,&nbsp;metteranno in relazione protagonisti della scena internazionale e italiana, artisti di diverse generazioni e progetti nei quali&nbsp;scrittura e improvvisazione, memoria e ricerca continuano a trasformarsi reciprocamente.&nbsp;\u201cIl programma guarda alle grandi esperienze dell\u2019avanguardia afroamericana e internazionale come a un patrimonio ancora capace di alimentare nuovi linguaggi, incontri inediti e pratiche musicali radicalmente contemporanee.&nbsp;Tra coscienza civile, ascolto del paesaggio, nuove scritture e improvvisazione collettiva, FLUX 2026 propone una musica consapevole della propria storia ma sempre pronta a cambiare direzione: un flusso aperto di esperienze, visioni e possibilit\u00e0 sonore\u201d, dicono gli organizzatori.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>L\u2019inaugurazione \u00e8 affidata a&nbsp;Roberto Ottaviano, sassofonista da 50 anni <\/strong>cardine del jazz italiano per linea stilistica e linguaggio, che incontra il chitarrista&nbsp;Rob Luft, giovane talento britannico (18\/10). Centrali nel programma,&nbsp;tre concerti rari: torna in prima data italiana a Flux il chitarrista statunitense &#8211; tra i pi\u00f9 apprezzati di sempre &#8211;&nbsp;Marc Ribot&nbsp;(collaboratore di Tom Waits, John Zorn, Elvis Costello e Caetano Veloso) con la bassista dalla grande forza istintiva&nbsp;Farida Amadou&nbsp;e il percussionista&nbsp;Ches Smith, compagno di Ribot nei Ceramic Dog (8\/11). A seguire il live di quello che \u00e8 considerato \u2018Il verbo di Chicago\u2019, ovvero \u201cArtifacts Trio\u201d, nato nel solco dell\u2019AACM (associazione che ha promosso la ricerca artistica e l\u2019emancipazione politica degli afroamericani dal 1965). Formato dalla flautista&nbsp;Nicole Mitchell, dalla violoncellista&nbsp;Tomeka Reid&nbsp;e dal batterista&nbsp;Mike Reed, \u00e8 capace di unire memoria dell\u2019avanguardia, groove e invenzione contemporanea. Nella serata anche il solo della contrabbassista&nbsp;Silvia Bolognesi&nbsp;(15\/11,&nbsp;prima italiana). Dopo il debutto nel 2025 al&nbsp;Jazz Gallery di New York, arriva&nbsp;nella unica data italiana del tour invernale&nbsp;Mary Halvorson, compositrice e chitarrista jazz d&#8217;avanguardia americana di Brooklyn, tra le pi\u00f9 riconoscibili e innovative. Maestra d&#8217;improvvisazione e icona della musica pi\u00f9 libera da schemi, ai confini tra avanguardia jazz e rock, guider\u00e0 il nuovo quartetto \u201cCanis Major\u201d, formato dal trombettista&nbsp;Dave Adewumi, il bassista&nbsp;Henry Fraser&nbsp;e il percussionista&nbsp;Tomas Fujiwara, con composizioni originali concepite per valorizzare profondit\u00e0, interplay e intensit\u00e0 della formazione (22\/11). E ancora:&nbsp;Aru\u00e1n Ortiz, pianista, violista e compositore di Santiago da Cuba, residente da anni a Brooklyn, porta a Firenze \u201cCr\u00e9ole Renaissance\u201d, solo pianistico ispirato alle connessioni culturali tra Caraibi, Africa, Europa e diaspora afroamericana. Echi caraibici e jazz contemporaneo,&nbsp;Ortiz \u00e8 una delle figure pi\u00f9 influenti del progressive jazz internazionale. Nella stessa serata, in programma \u201cBitter Crop\u201d di&nbsp;Marco Colonna, Gaia Schir\u00f2 e Fabrizio Spera, gospel, protesta e free jazz, che prende il nome dagli ultimi versi di Strange Fruit, la canzone resa immortale da Billie Holiday (1\/11).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>Il suggestivo dialogo tra&nbsp;jazz,&nbsp;canti degli uccelli&nbsp;e&nbsp;suoni del bosco<\/strong>&nbsp;sar\u00e0 protagonista di \u201cBirds\u201d del quintetto capitanato dal trombettista e compositoreTommaso Iacoviello, con Nazareno Caputo al vibrafono, Nicol\u00f2 Francesco Faraglia alla chitarra, Saverio Cacopardi alla batteria e Ferdinando Romano al contrabbasso. Gli strumenti raccolgono le tracce del bosco e le trasformano attraverso improvvisazione, song form e paesaggi sonori, in un invito a un&nbsp;rapporto non decorativo con il mondo naturale: ascoltare diventa una forma di conoscenza e di partecipazione.&nbsp;A seguire&nbsp;\u201cDialogue\u201d, quartetto guidato dal trombettista&nbsp;Jacopo Fagioli, vincitore del Top Jazz 2025 come Miglior Nuovo Talento italiano, con Davide Strangio alla chitarra, Amedeo Verniani al contrabbasso e Mattia Galeotti alla batteria. Qui il dialogo diventa metafora della relazione tra la vita interiore dell\u2019individuo e la societ\u00e0, su temi quali potere, dominio, crisi climatica, spiritualit\u00e0, identit\u00e0 e l\u2019eredit\u00e0 culturale (25\/10). Chiusura con il&nbsp;chitarrista e compositore filippino-americano&nbsp;Karl Evangelista&nbsp;che incontra tre protagonisti della libera improvvisazione britannica \u2013 il pianista&nbsp;Alexander Hawkins,il contrabbassista&nbsp;John Edwardse il batterista&nbsp;Mark Sanders&nbsp;\u2013 in un nuovo quartetto che unisce free jazz esplosivo e scrittura d\u2019avanguardia. Evangelista e Hawkins hanno condiviso importanti esperienze con Louis Moholo; il progetto ne raccoglie la lezione senza assumere la forma dell\u2019omaggio, trasformando energia, apertura e dimensione internazionale in una musica nuova. Nella stessa serata il solo del chitarrista&nbsp;Gabrio Baldacci&nbsp;(6\/12).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>Tutti i concerti si svolgeranno alle ore 19:00<\/strong><br><strong><br>Il 2026 \u00e8 il secondo anno del secondo triennio ministeriale di&nbsp;Toscana Produzione Music<\/strong>a,&nbsp;un progetto che parla contemporaneo,&nbsp;che lavora fin dal principio a partire da linee progettuali riconoscibili e identitarie,&nbsp;con l\u2019attenzione a sviluppare tematiche culturali che possano essere dei riferimenti e contesti di senso per immaginare le proprie produzioni&nbsp;sul panorama regionale, nazionale e internazionale. Un percorso condiviso che crea nuove opportunit\u00e0 per il mondo creativo,&nbsp;promuovendo un futuro accessibile, inclusivo e capace di connettere pubblici, artisti, enti e istituzioni.&nbsp;TPM si basa su un assunto semplice: \u201c<em>Le idee hanno bisogno di punti di riferimento, condivisione e tempo per maturare ed essere accompagnate nella crescita<\/em>\u201d. Pensato fin dalla sua fondazione come un centro di creazione musicale diffuso, qui vengono sviluppati progetti tesi a rispondere a necessit\u00e0 molteplici, attraverso un lavoro costante di progettazione, confronto, creazione, ma anche come cardini di un sistema che lavora&nbsp;su una vasta rete di spazi, territori e relazioni.&nbsp;La visione artistica di&nbsp;Toscana&nbsp;Produzione&nbsp;Musica&nbsp;\u00e8 aperta verso&nbsp;generi musicali eterogenei&nbsp;e si sviluppa attraverso diversi linguaggi&nbsp;promuovendo il dialogo, la sperimentazione di nuove tecnologie, le esperienze diverse e l\u2019incontro tra identit\u00e0, culture, visioni, tradizioni,&nbsp;in un costante rapporto tra eccellenza e forma che si unisce all\u2019urgenza e alla profondit\u00e0 delle idee e dei valori contenuti nei progetti.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"682\" src=\"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Flux_Ottaviano-Luft-1024x682.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-16241\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><strong><em>Roberto Ottaviano \/ Rob Luft<\/em><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Marc Ribot, Artifacts Trio, Mary Halvorson, Aru\u00e1n Ortiz, le stelle del jazz internazionale incontrano il&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":16240,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[25,412,4,2228,9,745,18,22,2,409,3,500,17,1],"tags":[70,81,2609,2608,218,49,194,40,270,55,82,71],"class_list":["post-16239","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-blues","category-bossa-samba","category-concerti","category-contemporary-jazz","category-cultura","category-ethno-music","category-fusion","category-italian-jazz","category-jazz","category-latin-music","category-musica","category-post-bop","category-rock","category-spettacoli","tag-bebop","tag-blues","tag-firenze","tag-flux","tag-free-jazz-2","tag-fusion","tag-hard-bop","tag-jazz","tag-post-bop-2","tag-post-bop","tag-soul","tag-swing"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/Flux_Amadou-Ribot-Smith_Giancarlo-Torresani-e1790289779637.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16239","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16239"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16239\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16244,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16239\/revisions\/16244"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media\/16240"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16239"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16239"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16239"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}