{"id":15575,"date":"2026-06-28T09:30:00","date_gmt":"2026-06-28T07:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/?p=15575"},"modified":"2026-06-28T10:13:09","modified_gmt":"2026-06-28T08:13:09","slug":"luca-crispino-con-transitivo-equilibrio-fra-composizione-ed-estemporaneita-dodicilune-2026","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/2026\/06\/28\/luca-crispino-con-transitivo-equilibrio-fra-composizione-ed-estemporaneita-dodicilune-2026\/","title":{"rendered":"Luca Crispino con \u00abTransitivo\u00bb: equilibrio fra composizione ed estemporaneit\u00e0 (Dodicilune, 2026)"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em><strong>\u00abTransitivo\u00bb trova la propria ragion d&#8217;essere in quella fascia di contatto dove i linguaggi si contaminano, le forme rinunciano alla fissit\u00e0 e il suono diventa strumento di conoscenza. Una prospettiva che continua a occupare uno spazio raro nel panorama della creativit\u00e0 improvvisata contemporanea.<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em><strong>\/\/ di Francesco Cataldo Verrina \/\/<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Con \u00abTransitivo\u00bb, terza pubblicazione da leader per Dodicilune dopo \u00abDiffrazioni\u00bb e \u00abFamiglio\u00bb, Luca Crispino prosegue una linea poetica ormai riconoscibile, fondata sull&#8217;esplorazione delle aree marginali del linguaggio musicale contemporaneo. Il chitarrista padovano considera l&#8217;improvvisazione non come semplice spazio di libert\u00e0 esecutiva, quanto come principio ordinatore dell&#8217;intera materia sonora. Ogni episodio sonoro si mantiene in bilico tra scrittura e intuizione, tra progettazione formale e accadimento estemporaneo, secondo una concezione che attribuisce al suono la facolt\u00e0 di ridefinire continuamente il proprio assetto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>Composizione ed estemporaneit\u00e0 condividono in \u00abTransitivo\u00bb<\/strong> una medesima responsabilit\u00e0 estetica e sintattica. Nessuna delle due assume una funzione ancillare; entrambe concorrono alla definizione di un organismo sonoro la cui coerenza non deriva dalla reiterazione di modelli riconoscibili, quanto dalla qualit\u00e0 delle relazioni che si instaurano tra le diverse componenti del discorso musicale. Luca Crispino lavora sulla permeabilit\u00e0 delle strutture, lasciando che il materiale acquisisca direzione nel momento stesso della propria enunciazione e affidando alla circolazione delle idee il compito di generare ordine interno. L&#8217;organico contribuisce in maniera decisiva a questa concezione. I flauti, il didgeridoo e l&#8217;EWI di Stefano Benini non intervengono come fattori cromatici sovrapposti alla scrittura, ma modificano costantemente la prospettiva dell&#8217;ascolto, alterando la percezione delle distanze, delle profondit\u00e0 e delle gerarchie acustiche. Una simile mobilit\u00e0 investe anche il lavoro di Enrico Terragnoli, il cui basso acustico agisce frequentemente come elemento di connessione tra ambito armonico e costruzione timbrica, mentre i sintetizzatori ampliano il campo risonante delle composizioni senza mai ricorrere a funzioni descrittive.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>Il titolo dell&#8217;album rinvia alla nozione di passaggio, di mutamento continuo<\/strong>, di stato intermedio. L&#8217;intero lavoro sembra interrogare quella condizione liminare nella quale le forme non hanno ancora assunto una definizione definitiva oppure l&#8217;hanno gi\u00e0 abbandonata. Le composizioni abitano una regione sospesa tra memoria e invenzione, tra riconoscibilit\u00e0 e deviazione, evitando sistematicamente qualsiasi approdo rassicurante. La riflessione proposta da Crispino trova un corrispettivo anche sul piano simbolico. L&#8217;orizzonte evocato dall&#8217;autore perde la propria natura di confine e assume quella di superficie permeabile. Ci\u00f2 che normalmente separa diventa occasione di contatto; ci\u00f2 che appare distante entra nel campo dell&#8217;esperienza sensibile. Una simile concezione rimanda ad alcune pratiche delle arti contemporanee in cui il significato non deriva da una forma conclusa, quanto dalla relazione che si instaura tra l&#8217;opera e chi la osserva. Anche i titoli delle composizioni contribuiscono alla costruzione di questo immaginario. \u00abBasilisco\u00bb, \u00abCronofrattura\u00bb, \u00abDittico Inesplicabile\u00bb, \u00abVerdugo\u00bb, \u00abArgonauta\u00bb, \u00abPontecorvo\u00bb, \u00abAvamposto\u00bb e \u00abFerragut\u00bb delineano una geografia mentale popolata da figure archetipiche, alterazioni temporali e immagini di esplorazione. Ciascuna pagina musicale sembra nascere da un centro narrativo che progressivamente si espande, devia e muta direzione senza perdere coerenza interna.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>L&#8217;interazione tra i musicisti procede secondo una prassi che privilegia<\/strong> la trasfigurazione continua del materiale. Frammenti melodici, nuclei ritmici e cellule intervallari compaiono, mutano assetto, vengono assorbiti da altre strutture e riaffiorano sotto forme differenti, generando un&#8217;organizzazione molecolare nella quale ogni dettaglio conserva memoria delle proprie precedenti apparizioni. Tale procedimento conferisce alla musica una notevole compattezza sintattica pur in assenza di percorsi lineari o di punti di approdo chiaramente definiti. L&#8217;idea di confine evocata da Crispino acquista significato proprio all&#8217;interno di questo quadro. Non si tratta della consueta sovrapposizione di linguaggi n\u00e9 dell&#8217;accostamento di codici differenti. Come accennato, ci\u00f2 che emerge riguarda piuttosto una condizione di instabilit\u00e0 controllata, una regione dove le categorie tendono a perdere consistenza e lasciano spazio a rapporti pi\u00f9 fluidi tra gesto improvvisativo, impianto compositivo e costruzione timbrica. La continuit\u00e0 non nasce dall&#8217;omogeneit\u00e0 dei materiali, ma dalla capacit\u00e0 dell&#8217;intero sistema di mantenere coesione mentre modifica incessantemente il proprio assetto, al punto che l&#8217;indeterminatezza non coincide mai con l&#8217;arbitrariet\u00e0, cos\u00ec come il rigore costruttivo non produce irrigidimento. Ne deriva un lavoro che richiede disponibilit\u00e0 all&#8217;ascolto attivo e alla sospensione delle categorie abituali, trovando proprio nell&#8217;incertezza e nella continua ridefinizione dei confini il proprio nucleo poetico pi\u00f9 convincente. Luca Crispino firma un progetto che conferma la solidit\u00e0 del suo percorso artistico e la piena maturazione di una scrittura personale. \u00abTransitivo\u00bb trova la propria ragion d&#8217;essere in quella fascia di contatto dove i linguaggi si contaminano, le forme rinunciano alla fissit\u00e0 e il suono diventa strumento di conoscenza. Una prospettiva che continua a occupare uno spazio raro nel panorama della creativit\u00e0 improvvisata contemporanea.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"921\" src=\"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/CrispinoLucaBack-1024x921.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-15578\" srcset=\"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/CrispinoLucaBack-1024x921.jpg 1024w, https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/CrispinoLucaBack-300x270.jpg 300w, https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/CrispinoLucaBack-768x691.jpg 768w, https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/CrispinoLucaBack.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abTransitivo\u00bb trova la propria ragion d&#8217;essere in quella fascia di contatto dove i linguaggi si&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":15577,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2},"jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[2228,9,26,563,18,22,2,3,500,6],"tags":[70,81,110,218,49,194,40,1058,270,55,82,71,2408],"class_list":["post-15575","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-contemporary-jazz","category-cultura","category-editoriale","category-free-jazz","category-fusion","category-italian-jazz","category-jazz","category-musica","category-post-bop","category-recensione-dischi","tag-bebop","tag-blues","tag-dodicilune","tag-free-jazz-2","tag-fusion","tag-hard-bop","tag-jazz","tag-luca-crispino","tag-post-bop-2","tag-post-bop","tag-soul","tag-swing","tag-transitivo"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/CrispinoLucaAnter.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15575","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15575"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15575\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":15579,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15575\/revisions\/15579"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media\/15577"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15575"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15575"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15575"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}