{"id":15127,"date":"2026-05-09T07:41:00","date_gmt":"2026-05-09T05:41:00","guid":{"rendered":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/?p=15127"},"modified":"2026-05-04T19:47:16","modified_gmt":"2026-05-04T17:47:16","slug":"le-umane-preghiere-di-pensiero-nomade-un-paesaggio-sonoro-tra-disciplina-e-immaginazione-filibusta-records-2026","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/2026\/05\/09\/le-umane-preghiere-di-pensiero-nomade-un-paesaggio-sonoro-tra-disciplina-e-immaginazione-filibusta-records-2026\/","title":{"rendered":"\u00abLe umane preghiere\u00bb di Pensiero Nomade: un paesaggio sonoro tra disciplina e immaginazione (Filibusta Records, 2026)"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em><strong>L\u2019ascolto rivela una scrittura musicalmente eloquente, incline di far dialogare tradizione e sperimentazione secondo un disegno che non rinuncia alla complessit\u00e0, e proprio in tale equilibrio risiede la sua forza pi\u00f9 duratura.<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em><strong>\/\/ di Irma Sanders \/\/<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">La traiettoria compositiva di Pensiero Nomade trova recente lavoro, \u00abLe umane preghiere\u00bb, una formulazione particolarmente coesa, in cui l\u2019istanza espressiva si salda a un impianto costruttivo di notevole finezza. Salvo Lazzara orienta il materiale sonoro sulla scorta di una sensibilit\u00e0 che coniuga disciplina e apertura, evitando derive ornamentali e privilegiando una scrittura che si regge su cellule tematiche mobili, sviluppate secondo una logica di organizzazione molecolare. Lazzara fa la parte del leone suonando un&#8217;infinit\u00e0 di strumenti, tra cui basso, tastiere, una chitarra a nove corde e l&#8217;harpOud. Insieme al lui: Giorgio Finetti violino, piano e keyboards, Davide Guidoni batteria e percussioni e Marc Papeghin tromba e corno francese. La pubblicazione, curata dalla Filibusta Records, s&#8217;inserisce in una continuit\u00e0 progettuale che non indulge nella reiterazione, piuttosto affina progressivamente il proprio codice espressivo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>L\u2019opera, suddivisa in dodici episodi sonori<\/strong> per una durata complessiva prossima ai quarantasette minuti, si muove entro un orizzonte linguistico che accoglie suggestioni provenienti dal jazz contemporaneo e da pratiche interculturali, senza mai cedere a una fusione superficiale. La materia acustica, trattata con rigore e accortezza, lascia emergere una fisionomia del suono nitida, nella quale ogni intervento strumentale partecipa a un equilibrio sintattico calibrato. \u00abA che serve il ricordo\u00bb, scelto quale primo estratto, non si limita a fungere da accesso all\u2019ascolto, ma condensa in forma essenziale i principi che governano l\u2019intero lavoro, facendo affiorare un uso consapevole delle dinamiche e una gestione del tempo musicale che si regge su sospensioni controllate e risoluzioni mai scontate. L\u2019andamento delle composizioni successive, da \u00abA passo lento\u00bb a \u00abCercando Quiete\u00bb e \u00abDanzare Ancora\u00bb, evidenzia una scrittura che predilige la continuit\u00e0 del respiro melodico, evitando cesure arbitrarie e sviluppando invece una trama sonora in cui i materiali si trasformano per progressione interna. \u00abIl mare in fondo alla strada\u00bb e \u00abInutile Attesa\u00bb suggeriscono, sulla base di una sensibilit\u00e0 quasi pittorica, una relazione con le arti visive, come se il suono assumesse la funzione di delineare superfici cromatiche in movimento, richiamando certe soluzioni timbriche della pittura tonale novecentesca. \u00abInvito al cuore ribelle\u00bb apporta una tensione pi\u00f9 marcata sul piano ritmico, senza che ci\u00f2 comprometta la coerenza formale complessiva, mentre \u00abKrly\u00bb e \u00abL\u2019altro canto\u00bb esplorano registri espressivi pi\u00f9 rarefatti, nei quali il silenzio partecipa attivamente alla costruzione del senso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>Una particolare attenzione merita \u00abLa processione delle nuvole\u00bb<\/strong>, componimento in cui la distribuzione delle voci sembra rispondere a un principio quasi polifonico, pur mantenendo un assetto aperto, non vincolato a schemi accademici. \u00abLa vigilia della festa\u00bb e la traccia eponima \u00abLe umane preghiere\u00bb conducono l\u2019ascolto verso una dimensione meditativa che non indulge in facili spiritualismi, ma  si fonda su una precisa gestione delle relazioni armoniche, dove l\u2019intervallo e la risonanza assumono un valore strutturante. Il riferimento implicito al pensiero di Gilles Deleuze e F\u00e9lix Guattari, inscritto gi\u00e0 nella denominazione del progetto, trova qui una traduzione musicale che privilegia la molteplicit\u00e0 e la variazione continua, evitando ogni irrigidimento categoriale. Tale orientamento si riflette anche nei lavori precedenti, quali \u00abUltime foglie\u00bb, \u00abUn cerchio perfetto\u00bb e \u00abCanti del disincanto\u00bb, pubblicazioni che, all\u2019interno del catalogo di Filibusta Records, delineano un percorso coerente e in costante evoluzione. \u00abLe umane preghiere\u00bb si caratterizza quale lavoro di particolare rilievo nel panorama della ricerca sonora contemporanea, in cui la perizia tecnica si coniuga a una tensione espressiva sorvegliata, e l\u2019invenzione si radica in una solida consapevolezza delle forme. L\u2019ascolto rivela una scrittura musicalmente eloquente, incline di far dialogare tradizione e sperimentazione secondo un disegno che non rinuncia alla complessit\u00e0, e proprio in tale equilibrio risiede la sua forza pi\u00f9 duratura.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/salvoLazzara1-1024x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-15129\" srcset=\"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/salvoLazzara1-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/salvoLazzara1-300x300.jpg 300w, https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/salvoLazzara1-150x150.jpg 150w, https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/salvoLazzara1-768x768.jpg 768w, https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/salvoLazzara1.jpg 1152w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Salvo Lazzara<\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019ascolto rivela una scrittura musicalmente eloquente, incline di far dialogare tradizione e sperimentazione secondo un&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":15128,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[2228,9,745,18,22,2,3,500,6,13],"tags":[70,81,218,49,194,40,2271,2272,270,55,82,71,1135],"class_list":["post-15127","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-contemporary-jazz","category-cultura","category-ethno-music","category-fusion","category-italian-jazz","category-jazz","category-musica","category-post-bop","category-recensione-dischi","category-world-music","tag-bebop","tag-blues","tag-free-jazz-2","tag-fusion","tag-hard-bop","tag-jazz","tag-le-umane-preghiere","tag-pensiero-nomade","tag-post-bop-2","tag-post-bop","tag-soul","tag-swing","tag-world-music-2"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/PensieroNomade_ante-e1777916649749.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15127","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15127"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15127\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":15130,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15127\/revisions\/15130"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media\/15128"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15127"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15127"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15127"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}