{"id":14838,"date":"2026-04-10T20:06:16","date_gmt":"2026-04-10T18:06:16","guid":{"rendered":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/?p=14838"},"modified":"2026-04-10T20:06:25","modified_gmt":"2026-04-10T18:06:25","slug":"my-jazz-identity-di-perla-palmieri-una-voce-che-organizza-il-suono-identita-forma-e-consapevolezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/2026\/04\/10\/my-jazz-identity-di-perla-palmieri-una-voce-che-organizza-il-suono-identita-forma-e-consapevolezza\/","title":{"rendered":"\u00abMy Jazz Identity\u00bb di Perla Palmieri. Una voce che organizza il suono: identit\u00e0, forma e consapevolezza"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em><strong>Un disco in cui la consapevolezza tecnica e la sensibilit\u00e0 espressiva convergono in un equilibrio raro, sostenuto da una visione che privilegia la coerenza procedurale e la chiarezza del disegno musicale.<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em><strong>\/\/ di Francesco Cataldo Verrina \/\/<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">Disponibile in questi giorni per l\u2019etichetta Notami Jazz, \u00abMy Jazz Identity\u00bb di Perla Palmieri delinea un lavoro che manifesta fin dalle prime battute una consapevolezza non comune, tanto sul piano della scrittura quanto su quello della progettazione complessiva. La pubblicazione giunge a valle di un percorso formativo rigoroso e di un riconoscimento significativo quale il Premio Pathway To Jazz 2025, elemento che contribuisce a collocare l\u2019opera entro una traiettoria gi\u00e0 definita, orientata verso una ricerca che non indulge in soluzioni di maniera.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>L\u2019enunciato programmatico racchiuso nel titolo \u00abMy Jazz Identity\u00bb<\/strong> orienta immediatamente la lettura verso una dimensione autoriflessiva che non si limita alla dichiarazione d\u2019intenti, bens\u00ec si traduce in un impianto compositivo sorvegliato, frutto di una maturazione che affonda le proprie radici in una consuetudine d\u2019ascolto precoce e in un percorso formativo rigoroso. Perla Palmieri affida alla propria voce e alla scrittura un compito che travalica la semplice esposizione tematica, giungendo a delineare una fisionomia sonora coerente, nella quale l\u2019elemento ritmico assume funzione generativa piuttosto che ornamentale. L\u2019attenzione rivolta alla matrice africana, alle articolazioni dello swing e alle declinazioni afro-brasiliane non si traduce in una giustapposizione di stilemi, ma in una riflessione strutturata sul tempo musicale inteso come principio ordinatore. In tale prospettiva, la scansione ritmica non accompagna la linea melodica, piuttosto ne determina l\u2019andamento sintattico, suggerendo un\u2019organizzazione delle frasi che trova analogie con procedimenti propri della poesia metrica e, per estensione, con certe soluzioni adottate nella musica colta del secondo Novecento, laddove la pulsazione diviene materia plasmabile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>Il riferimento a figure quali Tania Maria, Chick Corea e Clifford Brown<\/strong> non si esaurisce in un omaggio dichiarativo, ma sancisce una linea di continuit\u00e0 che privilegia la mobilit\u00e0 armonica e la chiarezza dell\u2019articolazione tematica. In \u00ab500 Miles High\u00bb, ad esempio, la scrittura vocale si confronta con un impianto modale che richiede controllo dell\u2019intonazione e consapevolezza delle tensioni interne agli accordi, mentre \u00abDaahoud\u00bb impone una gestione del fraseggio che si avvicina alla retorica bebop, con accenti dislocati e una distribuzione delle sillabe che ricalca la logica strumentale. Le composizioni originali &#8211; \u00abMy Camellia\u00bb, \u00abMaiolica\u00bb, \u00ab\u00c8 per Te\u00bb e \u00abLa Terra Mia\u00bb &#8211; offrono un terreno privilegiato per osservare l&#8217;inclinazione dell\u2019autrice di organizzare il materiale sonoro secondo una logica narrativa interna, nella quale la melodia si dipana in relazione a una progressione armonica mai prevedibile. In \u00abMaiolica\u00bb, la successione degli accordi suggerisce una mobilit\u00e0 tonale che sfugge a una centratura univoca, generando un senso di instabilit\u00e0 controllata che richiama, per analogia, certe soluzioni pittoriche della ceramica rinascimentale, dove la decorazione non segue un asse simmetrico ma si distribuisce secondo equilibri dinamici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>Il contributo del line-up <\/strong>&#8211; Simone Bortolami, Giuseppe Dato, Alberto Zuanon e Max Verrillo &#8211; si distingue per una partecipazione che privilegia l\u2019ascolto reciproco e la distribuzione equilibrata delle funzioni. La chitarra non si limita a sostenere l\u2019armonia, ma interviene con figurazioni che dialogano con la linea vocale; il pianoforte articola voicing che evitano la saturazione dello spettro sonoro; il contrabbasso stabilisce un fondamento elastico, mentre la batteria modula la dinamica con accortezza, evitando qualsiasi rigidit\u00e0 metronomica. Particolare rilievo assume la presenza di Max Ionata, il cui intervento introduce una dimensione dialogica che arricchisce la tessitura complessiva. Il sax tenore, con la sua emissione controllata e la chiarezza del fraseggio, non sovrasta la voce, bens\u00ec ne amplia l\u2019orizzonte espressivo, instaurando un rapporto che richiama la tradizione del call and response, rielaborata in chiave contemporanea. L\u2019inclusione di \u00abPure Imagination\u00bb, firmata da Leslie Bricusse e Anthony Newley, introduce una componente cinematica che si integra con naturalezza nel contesto generale, grazie a un arrangiamento che ne valorizza la dimensione lirica senza indulgere in soluzioni ridondanti. Analogamente, \u00abChoro pro Z\u00e9\u00bb di Guinga consente un\u2019apertura verso la tradizione brasiliana, filtrata mediante una sensibilit\u00e0 che evita qualsiasi esotismo superficiale. La scrittura dei testi merita una considerazione autonoma, poich\u00e9 non si limita a fungere da supporto semantico, bens\u00ec contribuisce alla definizione dell\u2019andamento musicale. Le parole si dispongono secondo accenti che rispettano la prosodia italiana, evitando forzature e mantenendo una coerenza tra significato e articolazione fonica. Tale attenzione richiama pratiche proprie della liederistica, dove il rapporto tra testo e musica assume valore strutturale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>Nel complesso, \u00abMy Jazz Identity\u00bb si presenta come un disco<\/strong> in cui la consapevolezza tecnica e la sensibilit\u00e0 espressiva convergono in un equilibrio raro, sostenuto da una visione che privilegia la coerenza procedurale e la chiarezza del disegno musicale. Non si tratta di un semplice esordio, bens\u00ec dell\u2019affermazione di una voce che, pur consapevole delle proprie radici, punta lo sguardo verso una progettualit\u00e0 futura, nella quale la ricerca continua a rappresentare il motore principale.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"754\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/PERLA-PALMIERI-PHOTO-2-754x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-14842\" srcset=\"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/PERLA-PALMIERI-PHOTO-2-754x1024.jpg 754w, https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/PERLA-PALMIERI-PHOTO-2-221x300.jpg 221w, https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/PERLA-PALMIERI-PHOTO-2-768x1043.jpg 768w, https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/PERLA-PALMIERI-PHOTO-2-1131x1536.jpg 1131w, https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/PERLA-PALMIERI-PHOTO-2-1024x1390.jpg 1024w, https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/PERLA-PALMIERI-PHOTO-2.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 754px) 100vw, 754px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><strong><em>Perla Palmieri<\/em><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un disco in cui la consapevolezza tecnica e la sensibilit\u00e0 espressiva convergono in un equilibrio&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":14841,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[9,26,22,2,409,3,924,500,6,28,13],"tags":[70,81,218,49,194,40,877,2185,2186,270,55,82,71],"class_list":["post-14838","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","category-editoriale","category-italian-jazz","category-jazz","category-latin-music","category-musica","category-musica-dautore","category-post-bop","category-recensione-dischi","category-swing","category-world-music","tag-bebop","tag-blues","tag-free-jazz-2","tag-fusion","tag-hard-bop","tag-jazz","tag-jazz-cantato","tag-my-jazz-identity","tag-perla-palmieri","tag-post-bop-2","tag-post-bop","tag-soul","tag-swing"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/MY-JAZZ-IDENTITY-ALBUM-COPERTINA.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14838","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14838"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14838\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14844,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14838\/revisions\/14844"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media\/14841"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14838"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14838"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=14838"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}