{"id":13406,"date":"2025-12-11T07:18:00","date_gmt":"2025-12-11T06:18:00","guid":{"rendered":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/?p=13406"},"modified":"2025-12-03T17:54:06","modified_gmt":"2025-12-03T16:54:06","slug":"dream-scenario-di-simona-severini-and-jacopo-ferrazza-cartografia-musicale-dellonirico-allo-stato-di-veglia-parco-della-musica-2025","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/2025\/12\/11\/dream-scenario-di-simona-severini-and-jacopo-ferrazza-cartografia-musicale-dellonirico-allo-stato-di-veglia-parco-della-musica-2025\/","title":{"rendered":"\u00abDream Scenario\u00bb di Simona Severini and Jacopo Ferrazza: cartografia musicale dell\u2019onirico allo stato di veglia (Parco della Musica, 2025)"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em><strong>\u00abDream Scenario\u00bb non \u00e8 soltanto un debutto discografico, ma un laboratorio di forme e di linguaggi, dove parola e suono si inseguono, creando un paesaggio musicale che riflette la permeabilit\u00e0 tra realt\u00e0 e possibilit\u00e0.<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em><strong>\/\/ di Francesco Cataldo Verrina \/\/<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">\u00abDream Scenario\u00bb rappresenta un piacevole esordio discografico nato dell\u2019incontro tra Simona Severini e Jacopo Ferrazza, duo formatosi nel 2022 e maturato attraverso concerti in Italia e all\u2019estero, fino alla residenza artistica al Centro di Produzione Adriatico ed alla registrazione presso la Casa del Jazz di Roma nel gennaio 2025. La loro collaborazione, fondata su differenze complementari, genera un equilibrio nuovo, dove voce e chitarra di Severini si fondono con il contrabbasso ed il Fender Rhodes di Ferrazza, delineando un orizzonte creativo che si staglia tra intimit\u00e0 e apertura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">Il titolo rimanda al film di Kristoffer Borgli, parabola surreale sull\u2019uomo che diventa presenza nei sogni altrui. L\u2019album assume questa suggestione come chiave interpretativa, ossia ci\u00f2 che viviamo nella veglia riaffiora nel sogno, e ci\u00f2 che il sogno lascia ritorna nella coscienza. La musica diventa cos\u00ec spazio simile ad un limbo, condizione perturbante e affascinante, resa attraverso linguaggi differenti ed un continuo alternarsi di tensione e distensione. La track-list comprende undici motivi: nove originali con musiche di Ferrazza e testi di Severini, in italiano ed inglese, accanto a tre riletture minimaliste, aprendo spazi al virtuosismo e all\u2019improvvisazione, mostrando la versatilit\u00e0 del duo. Il lavoro si configura come contenitore di ambientazioni e stili, ma anche come riflessione sui percorsi immaginari, sui limiti e sulla nostalgia. Ciascun suono sembra nascere da un ricordo e aprirsi verso un\u2019atmosfera stratificata, dolce ed inquietante, che indaga il confine tra controllo e abbandono. La produzione, curata da Parco della Musica Records e distribuita da Egea Music, conserva trasparenza e calore, restituendo la naturalezza dell\u2019emissione e la proporzione tra le parti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>L&#8217;opener, \u00abSole\u00bb, \u00e8 componimento in tempo medio<\/strong> dall&#8217;elevato gradiente radiofonico. Impostato su una progressione modulante, l&#8217;intreccio motivico alterna centri tonali contigui. La chitarra disegna un ostinato di accordi aperti, mentre il contrabbasso organizza pedali mobili che guidano la percezione del cambio di tonalit\u00e0 senza frizioni. La linea vocale procede per moto congiunto con salti misurati, valorizzando intervalli di terza e quarta giusta, sospendendo la cadenza perfetta in favore di chiusure plagali, pi\u00f9 morbide. L\u2019immagine del calore urbano viene resa mediante timbri asciutti e attacchi netti, con il Fender Rhodes che sfuma il perimetro armonico in brevi velature. \u00abClose\u00bb risulta costruita su cellule ritmiche sincopate che generano una pulsazione interiore, non ostentata. La struttura armonica alterna II\u2013V senza risoluzione immediata, creando una sensazione di trattenimento. La voce privilegia legati ampi e micro-ornamenti sul finale di frase; la chitarra risponde con voicing compatti, talvolta quartali, che ampliano la tinta senza appesantire. Il contrabbasso conduce con linee melodiche autonome, sostenendo un intreccio discreto di controcanti. \u00abBlack Crow\u00bb (Joni Mitchell) viene traslata in rilettura minimalista che rinuncia all\u2019impianto originario pi\u00f9 chitarristico in favore di una trama rarefatta. La tonalit\u00e0 resta sorvegliata, con modulazioni rapide che mantengono il profilo melodico in primo piano. Il canto si posa su dinamiche basse, sfruttando consonanti morbide ed emissione sorvegliata; il contrabbasso rimarca la verticalit\u00e0 degli snodi, anticipando o ritardando gli accenti per creare un senso di volo trattenuto. Il risultato mette in luce il testo senza rinunciare alla densit\u00e0 emotiva. \u00abSogno\u00bb di dipana come una narrativa dall&#8217;atmosfera luminosa ed inquieta. L\u2019armonia avanza per gradi di parentela, con deviazioni improvvise verso tonalit\u00e0 lontane mediante accordi ponte e ritorni misurati sul centro iniziale. La voce alterna registro pieno e falsetto, generando una prospettiva doppia; la chitarra acustica di Michele Caiati aggiunge arpeggi chiari che donano profondit\u00e0. Il contrabbasso disegna archi larghi, mentre il Rhodes interviene con sospensioni delicate. L\u2019insieme suggerisce presenze che appaiono e svaniscono, senza effetti narrativi didascalici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>In \u00abChoro\u00bb, la progressione armonica adotta modulazioni a sorpresa,<\/strong> tipiche del genere, ma conserva sobriet\u00e0 nel fraseggio. La voce si fa essenziale, lavorando su accenti e rubati; il contrabbasso mette a dimora progressioni virtuosistiche senza compiacimento, mostrando padronanza ritmica e controllo timbrico. La forma rispetta l\u2019alternanza tra tema e digressioni, con ritorno finale che chiude con garbo. \u00abSilence\u00bb \u00e8 una ninna nanna sottovoce, impostata su un\u2019armonia statica che predilige accordi sospesi con nona e undicesima aggiunta. La melodia privilegia moto congiunto e contorni delicati, in modo da non infrangere la quiete creata. La chitarra lavora su texture leggere, quasi puntillistiche; il contrabbasso si limita a sottolineare i passaggi chiave con note lunghe e attacchi vellutati. La scrittura mette in risalto il respiro della parola e la cura delle consonanze. \u00abCaravan\u00bb (Duke Ellington, Juan Tizol, Irving Mills) appare come la riduzione elegante di un classico, affrontata senza retorica esotizzante. La scelta di un tempo moderato consente di far emergere le frizioni interne dell\u2019armonia, con uso misurato di cromatismi e sostituzioni tritonali nei punto di snodo. La voce ricava un fraseggio asciutto, evitando l\u2019enfasi; il contrabbasso utilizza figurazioni ritmiche spezzate per suggerire un movimento, pur mantenendo la pulizia di attacco. L\u2019insieme rispetta la tradizione ed, al tempo stesso, offre uno sguardo contemporaneo. \u00abTime\u00bb vine dispensato com eun componimento sull\u2019idea di durata e di percezione. L\u2019impianto armonico lavora su progressioni circolari, con ritorni differiti che modificano l\u2019attesa. La procedura vocale tratta le parole come unit\u00e0 metriche variabili, talvolta anticipando la misura, talvolta ritardandola. La chitarra propone cluster controllati che sfiorano la dissonanza senza varcare la soglia dell\u2019asperit\u00e0, mentre il contrabbasso scandisce con precisione, costruendo una griglia che resta porosa. \u00abPrelude To A Kiss\u00bb (Duke Ellington, Irving Gordon, Irving Mills) emerge alla stregua di lettura sobria che mette al centro la cantabilit\u00e0. L\u2019armonia viene alleggerita di alcune sostituzioni, lasciando respirare la linea melodica. La voce pratica un vibrato contenuto ed una dinamica modulata, mentre il contrabbasso sostiene con poche note ben collocate, privilegiando la qualit\u00e0 dell\u2019intonazione e la bellezza del suono. L\u2019esito conserva raffinatezza e misura, senza ricercare effetto. \u00abHuelva\u00bb rappresenta una pagina dai colori caldi, con allusioni iberiche mai didascaliche. L\u2019armonia alterna cadenze miste e scarti modali, mentre il Fender Rhodes aggiunge granulosit\u00e0 luminosa. La chitarra articola figurazioni leggere, non solo di accompagnamento, mentre la voce sfrutta consonanti e sillabe per creare una prosodia scorrevole. Il contrabbasso evidenzia la linea con tocchi rapidi, mantenendo stabilit\u00e0 e flessibilit\u00e0. \u00abA Song For You\u00bb delinea una chiusura intima. La struttura armonica resta lineare, ma l\u2019interpretazione gioca sulle sfumature, tra accenti spostati, legati lunghi e respiri ampi. Il canto si fa confidenziale, la chitarra dosa il volume, il contrabbasso ricama con discrezione. Nel suo complesso l&#8217;ordito motivico lascia una sensazione di prossimit\u00e0, senza sentimentalismi, ma con una lucidit\u00e0 che rispetta il testo e la melodia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>Per tutto lo svolgimento di \u00abDream Scenario\u00bb<\/strong>, il duo alterna complessit\u00e0 e limpidezza con naturalezza, evitando la ridondanza. Le scelte armoniche sostengono la narrazione, la scrittura vocale conserva chiarezza e il contrabbasso funge da corpo elastico che regge ed espande. Ogni episodio possiede un profilo distinto e non ripete formule. \u00abDream Scenario\u00bb non \u00e8 soltanto un debutto discografico, ma un laboratorio di forme e di linguaggi, dove parola e suono si inseguono, creando un paesaggio musicale che riflette la permeabilit\u00e0 tra realt\u00e0 e possibilit\u00e0. Severini e Ferrazza dimostrano come la complementarit\u00e0 di due percorsi differenti possa generare un terreno comune, fertile e immaginativo, capace di trasformare il sogno in materia sonora e la memoria in canto.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Severini_Ferrazza-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13407\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><strong><em>Ferrazza &amp; Severini<\/em><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abDream Scenario\u00bb non \u00e8 soltanto un debutto discografico, ma un laboratorio di forme e di&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":13408,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[412,850,9,745,22,2,409,3,924,6,13],"tags":[70,81,1731,218,49,194,40,1730,270,55,1732,82,71],"class_list":["post-13406","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-bossa-samba","category-cool-jazz","category-cultura","category-ethno-music","category-italian-jazz","category-jazz","category-latin-music","category-musica","category-musica-dautore","category-recensione-dischi","category-world-music","tag-bebop","tag-blues","tag-dream-scenario","tag-free-jazz-2","tag-fusion","tag-hard-bop","tag-jazz","tag-parco-della-musica","tag-post-bop-2","tag-post-bop","tag-simona-severini-and-jacopo-ferrazza","tag-soul","tag-swing"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Dream_Scenario_Simona_Severini_Jacopo_Ferrazza_ante-e1764780559314.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13406","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13406"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13406\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13409,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13406\/revisions\/13409"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media\/13408"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13406"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13406"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13406"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}