{"id":12748,"date":"2025-10-11T07:39:00","date_gmt":"2025-10-11T05:39:00","guid":{"rendered":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/?p=12748"},"modified":"2025-10-11T11:48:41","modified_gmt":"2025-10-11T09:48:41","slug":"my-foolish-heart-di-patty-lomuscio-geometria-sentimentale-tra-voce-sax-e-corde-alfamusic-2025","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/2025\/10\/11\/my-foolish-heart-di-patty-lomuscio-geometria-sentimentale-tra-voce-sax-e-corde-alfamusic-2025\/","title":{"rendered":"\u00abMy Foolish Heart\u00bb di Patty Lomuscio: geometria sentimentale tra voce, sax e corde (AlfaMusic, 2025)"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em><strong>Foolish Heart\u00bb si rivela come un organismo sonoro che pulsa per coesione, in cui Patty Lomuscio suona e interpreta in sequenza, e lo fa intrecciando, fondendo e modulando.<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em><strong>\/\/ di Francesco Cataldo Verrina \/\/<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Con l&#8217;intento di restituire alla voce e al contrabbasso una centralit\u00e0 espressiva non subordinata, \u00abMy Foolish Heart\u00bb, edito da AlfaMusic, emerge come un concept musicale nato da una necessit\u00e0 affettiva e timbrica. L\u2019album, quarto capitolo discografico della cantante e violoncellista Patty Lomuscio, si fonda su un\u2019intenzione dichiarata: \u00ab<em>racchiude il mio desiderio di realizzare un disco voce e contrabbasso, uno dei miei strumenti preferiti<\/em>\u00bb. Da questa premessa prende forma un progetto che non cerca l\u2019effetto, ma la risonanza interiore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>Sulla base del pensiero condiviso con Peter Washington <\/strong>&#8211; contrabbassista gi\u00e0 complice nel precedente \u00abStar Crossed Lovers\u00bb &#8211; si delinea una tavolozza sonora che trova nel sax di Vincent Herring la sua terza voce, non come ornamento ma quale estensione di un\u2019idea costruttiva. Il contributo di Herring non costituisce una semplice adesione stilistica, ma accoglienza di una visione: \u00ab<em>ha abbracciato la nostra idea musicale<\/em><em>\u00bb<\/em>, afferma Lomuscio, e da questo abbraccio nasce un trio che oltrepassa la canonica interpretazione formale. Nel repertorio selezionato, evitando il citazionismo, si avverte una tensione verso il classico inteso come radice, dove ogni brano \u00e8 scelto per variet\u00e0 formale, mentre l\u2019inserimento di uno choro espande la grammatica affettiva dell\u2019album. A questa struttura si aggiungono due episodi registrati ad Harlem, con Gianluca Renzi al contrabbasso: \u00ab<em>due chicche musicali<\/em>\u00bb, dice l\u2019artista, che non interrompono il flusso ma lo intensificano. Cos\u00ec, nel cuore di New York, citt\u00e0 che \u00abi<em>spira, che ti d\u00e0 grande carica<\/em><em>\u00bb<\/em>, si compie l\u2019atto creativo, ma \u00e8 nel cuore dell\u2019artista che si compie il senso: \u00ab<em>My Heart Is Full<\/em>\u00bb, dice Lomuscio, evocando l\u2019assonanza con un titolo pieno di gioia, di entusiasmo, di amore con la A maiuscola, ma soprattutto pieno di vita: \u00ab<em>Da pochissimo sono madre di una meravigliosa creatura: Teresa, a cui dedico questa mia creazione musicale<\/em><em>\u00bb<\/em>. Un disco che sancisce dunque una dichiarazione di vita vissuta, ossia non una raccolta di brani, ma una forma di dedizione. \u00abMy Foolish Heart\u00bb si rivela come un organismo sonoro che pulsa per coesione, in cui Patty Lomuscio suona ed interpreta in sequenza, e lo fa intrecciando, fondendo e modulando, al punto che, mentre canta, accarezza le linee del contrabbasso; suonando, lascia che la voce si pieghi al timbro profondo dello strumento; danzando, si muove nel tempo interno del costrutto sonoro, come se ogni nota fosse un gesto coreografico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>Avviandosi con \u00abFirst Song\u00bb, il trio varca una soglia<\/strong>. Washington pizzica con gravit\u00e0 e leggerezza, mentre costruisce un fondale su cui Lomuscio si muove cantando sulla spinta dei ricordi, mentre Herring, entrando con il sax, prolunga la narrazione come un\u2019eco che si fa presenza. L&#8217;intreccio motivico si appella ad atmosfere da cinema contemplativo, richiamando la sospensione emotiva, dove ogni sguardo \u00e8 gi\u00e0 racconto. Proseguendo con \u00abCan\u2019t We Be Friends\u00bb, la voce lascia presagire un&#8217;ironia trattenuta: Patty gioca con le sfumature del testo, mentre Washington, seguendo e anticipando, genera una danza timbrica dialogante. Dal canto suo, Herring interviene con frasi brevi e sinuose, quasi a voler rispondere con un sorriso obliquo. Il trio, muovendosi come in un film costruisce una conversazione che non ha bisogno di sovrastrutture. In \u00abYou\u2019ve Changed\u00bb, la voce si fa confessione, non per cercare empatia ma per affermare una trasformazione, con una malinconia che non cede al patetico, dove Lomuscio lascia che il contrabbasso respiri con lei, mentre Herring, entrando con delicatezza, sembra trattenere ogni nota come se fosse un ricordo. Il costrutto attraversa il tempo, richiamando la fotografia emotiva, dove ogni gesto \u00e8 gi\u00e0 perdita. \u00abChoro pro Z\u00e9\u00bb fa ricorso ad una lingua altra, la quale espande il racconto sonoro ed emotivo. Attraverso l&#8217;uso del portoghese, la cantante pugliese non tradisce il jazz, ma lo reinventa. Washington segue il ritmo interno del choro, tramuta il contrabbasso in percussione, mentre Herring, evocando flauti immaginari, si staglia come vento tra le corde. Il trio, respira insieme, pennellando un paesaggio sonoro che riporta in auge una piacevole dolcezza malinconica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>Con \u00abLove Theme From Spartacus\u00bb<\/strong>, la melodia viene meditata. Patty canta con voce che si piega alla gravit\u00e0 del tema come in una fase di pura contemplazione, mentre Washington, sostenendo con profondit\u00e0, scolpisce il tempo, ed Herring, intervenendo con timbro vellutato, dilata lo spazio. Il trio, dispiegandosi come in un poema visivo, evoca la tensione lirica di una sequenza filmica dove il paesaggio definisce gi\u00e0 di per s\u00e9 stato d\u2019animo. \u00abI\u2019ll Close My Eyes\u00bb \u00e8 tutt&#8217;altro che una chiusura, ma sancisce l&#8217;ingresso in un sogno, in cui Patty lascia che il contrabbasso la guidi come complice. Herring suona illuminando le ombre, mentre oltrepassa la soglia tra veglia e sonno. \u00abTight\u00bb e \u00abStars\u00bb, registrati ad Harlem con Gianluca Renzi, non interrompono ma intensificano. Con energia trattenuta, Lomuscio si lascia ispirare dal mood urbano, mentre Renzi, con precisione e calore, converte il contrabbasso in voce. In \u00abStars\u00bb, il flusso vocale diventa cosmico, non per elevarsi ma per dissolversi in un&#8217;aura emozionale. Il tema, pulsando come una costellazione, richiama la poesia visiva, dove ogni nota diventa una particella di luce. Infine, la title-track, \u00abMy Foolish Heart\u00bb consacra l&#8217;intero percorso. Cantando con il cuore fra le mani, come gi\u00e0 accennato &#8211; \u00ab<em>My Heart Is full<\/em>\u00bb &#8211; Lomuscio dedica il disco a Teresa, figlia e musa. Cos\u00ec, il trio, diventa esecutore e custode di un&#8217;idea, trasducendo ogni tassello del mosaico in un gesto d\u2019amore.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"921\" src=\"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/pattyLomuscio_post-1024x921.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-12750\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Foolish Heart\u00bb si rivela come un organismo sonoro che pulsa per coesione, in cui Patty&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":12749,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[9,26,22,2,3,500,6,13],"tags":[913,70,81,218,49,194,40,1434,1433,270,55,82,71],"class_list":["post-12748","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","category-editoriale","category-italian-jazz","category-jazz","category-musica","category-post-bop","category-recensione-dischi","category-world-music","tag-alfa-music","tag-bebop","tag-blues","tag-free-jazz-2","tag-fusion","tag-hard-bop","tag-jazz","tag-my-foolish-heart","tag-patty-lomuscio","tag-post-bop-2","tag-post-bop","tag-soul","tag-swing"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/pattyLomuscio_ante-e1759937517585.jpeg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12748","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12748"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12748\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12797,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12748\/revisions\/12797"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media\/12749"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12748"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12748"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12748"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}