{"id":12594,"date":"2025-09-27T22:19:20","date_gmt":"2025-09-27T20:19:20","guid":{"rendered":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/?p=12594"},"modified":"2025-09-27T22:19:25","modified_gmt":"2025-09-27T20:19:25","slug":"bruno-biriaco-saxes-machine-con-nouami-50th-un-laboratorio-armonico-lungo-mezzo-secolo-alfamusic-2025","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/2025\/09\/27\/bruno-biriaco-saxes-machine-con-nouami-50th-un-laboratorio-armonico-lungo-mezzo-secolo-alfamusic-2025\/","title":{"rendered":"Bruno Biriaco Saxes Machine con \u00abNOUAMI 50th\u00bb: un laboratorio armonico lungo mezzo secolo (AlfaMusic, 2025)"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em><strong>I rapporti fra i musicisti, tanto quelli storici quanto quelli attuali, si fondano su un principio di ascolto reciproco e di rispetto per la forma, dove l\u2019individualit\u00e0 si afferma per integrazione. Il risultato \u00e8 un lavoro che non si limita a documentare, ma che continua ad interrogare, evocare e suggerire, alla stregua di un romanzo che non smette di parlare, anche dopo l\u2019ultima pagina.<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em><strong>\/\/ di Francesco Cataldo Verrina \/\/<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">La riedizione commemorativa di \u00abNOUAMI\u00bb, affidata all\u2019etichetta AlfaMusic, rappresenta un\u2019operazione editoriale di notevole rilevanza musicologica, non soltanto per il valore storico dell\u2019incisione originaria, ma per la capacit\u00e0 di restituire, con rinnovata freschezza, l\u2019impronta stilistica di una delle formazioni orchestrali pi\u00f9 emblematiche del jazz italiano. Il progetto, concepito nel gennaio del 1978 presso gli Studi Emmequattro di Roma, si avvale della direzione di Bruno Biriaco, figura di riferimento per la perizia direttoriale e la finezza timbrica, e fu pubblicato inizialmente dalla Edipan del Maestro Bruno Nicolai, la cui visione editoriale ha contribuito in modo decisivo alla diffusione di repertori colti e innovativi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>L\u2019organico dei Saxes Machine, costituito dalla sezione fiati<\/strong> dell\u2019Orchestra Radiofonica della RAI &#8211; Giuseppe Carrieri, Gianni Oddi, Salvatore Genovese, Carlo Metallo e Baldo Maestri &#8211; ed arricchito dalla presenza di Franco D\u2019Andrea al pianoforte e Giovanni Tommaso al contrabbasso, si distingue per la coesione esecutiva e la raffinatezza dell\u2019impasto sonoro. L\u2019interazione tra le voci strumentali, orchestrata con rigore e sensibilit\u00e0 genera una tessitura musicale che coniuga la densit\u00e0 armonica con l\u2019agilit\u00e0 ritmica, delineando un linguaggio che si colloca al crocevia fra tradizione orchestrale e sperimentazione jazzistica. La presente edizione, curata da Alessandro Guardia e Fabrizio Salvatore, si fonda sul master originale gentilmente concesso da Giulia Nicolai, attuale direttrice della Edipan, arricchendosi di due nuove tracce, \u00abHello\u00bb e \u00abSweet Cookies\u00bb, incise nel 2025 con l\u2019attuale formazione dei Saxes Machine. L\u2019ensemble contemporaneo, che annovera interpreti di consolidata esperienza quali Filiberto Palermini, Gianni Savelli, Massimiliano Filosi, Marco Guidolotti, Ettore Carucci e Massimo Moriconi, conferma la continuit\u00e0 progettuale e la vitalit\u00e0 espressiva del gruppo, mantenendo intatta la tensione verso una scrittura orchestrale elaborata ed una prassi improvvisativa consapevole. La genesi del collettivo, risalente all\u2019autunno del 1977, affonda le radici in un\u2019intuizione di Enrico Pieranunzi, condivisa con Baldo Maestri nei corridoi della sede RAI di via Asiago. Da quel momento, il sodalizio andato consolidandosi sulla scorta di decenni di attivit\u00e0 concertistica e discografica, coinvolgendo musicisti di altissimo profilo e contribuendo in maniera sostanziale alla definizione di un\u2019identit\u00e0 jazzistica nazionale. La longevit\u00e0 del gruppo, testimoniata da una presenza costante sui palcoscenici italiani ed europei, si traduce in una maturit\u00e0 interpretativa che trova piena espressione in questa riedizione, dove la memoria si annoda con l\u2019attualit\u00e0 in un equilibrio di estrema efficacia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>L&#8217;opener, \u00abNOUAMI\u00bb, firmato da Bruno Biriaco, si evidenzia <\/strong>come una dichiarazione d\u2019intenti, in cui la progressione armonica, implementata su una successione di accordi modali che si espandono con naturalezza, offre un terreno fertile per l\u2019interazione fra le voci strumentali. Il dialogo tra i fiati, partiturizzato con precisione quasi cameristica, si avvita al pianoforte di Franco D\u2019Andrea, il cui tocco, sempre misurato, introduce una dimensione lirica che richiama certi paesaggi interiori della letteratura proustiana. Il contrabbasso di Giovanni Tommaso, con la sua linea sobria e pulsante, funge da asse portante, mentre la batteria di Biriaco, mai invasiva, scandisce il tempo con una eleganza che ricorda la regia invisibile di un film di Alain Resnais. \u00abSwan\u00bb, pi\u00f9 esteso e meditativo, si apre su un impianto armonico che alterna tonalit\u00e0 maggiori e minori con una fluidit\u00e0 che richiama le modulazioni cromatiche di Claude Debussy. Il tema, esposto con delicatezza dalla sezione fiati, si sviluppa in una serie di variazioni che evocano la malinconia sospesa di certi racconti di \u010cechov, dove il non detto assume un&#8217;opulenza emotiva superiore alla parola. L\u2019interazione fra i sax tenori &#8211; Sal Genovese e Giuseppe Carrieri &#8211; esibisce una complementarit\u00e0 timbrica che non cerca il contrasto, ma la fusione. \u00abThe Flight Of Belphegor\u00bb, composizione di Enrico Pieranunzi, apporta un elemento perturbante, dove la struttura accordale, pi\u00f9 audace e frammentata, svaria fra sezioni che sembrano inseguirsi e sfuggirsi, come in un montaggio cinematografico alla Tarkovskij. Il pianoforte, protagonista assoluto, disegna traiettorie oblique, mentre i fiati si dispongono come voci interiori, talvolta in dissonanza, talvolta in consonanza, in un gioco di specchi che richiama la scrittura di Borges.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>\u00abMiss Laura\u00bb, la composizione pi\u00f9 estesa del disco<\/strong>, si dipana come una suite narrativa, in cui l\u2019introduzione, quasi solenne, lascia spazio ad episodi pi\u00f9 agili, dove la sezione ritmica, D\u2019Andrea, Tommaso e Biriaco, imbastisce un tessuto elastico su cui i fiati possono distendersi. Il baritono di Carlo Metallo, con il suo timbro profondo, introduce una nota grave che riecheggia le atmosfere noir di certi romanzi di James Ellroy, mentre l\u2019alto di Gianni Oddi si eleva con una cantabilit\u00e0 che richiama la voce del protagonista di una tragedia. \u00abI Can\u2019t Get Started\u00bb, standard di Vernon Duke, viene trattato con rispetto filologico ma senza cedimenti calligrafici. L\u2019arrangiamento conserva la struttura originaria, ma la rilettura dei Saxes Machine ne accentua le sfumature emotive, trasformando la ballata in una confessione intima. Il fraseggio dei sassofoni, qui pi\u00f9 rarefatto, si avvicina alla scrittura di Marguerite Duras, dove ogni parola, o nota, sembra pesata, trattenuta e sussurrata. \u00abGiant Steps\u00bb di John Coltrane rappresenta il vertice tecnico dell\u2019album. La progressione armonica, basata su cicli di terze maggiori, viene affrontata con una padronanza che non indulge nella dimostrazione virtuosistica. I sassofoni si spostano con agilit\u00e0 fra le modulazioni, mentre la sezione ritmica sostiene con fermezza. Il risultato \u00e8 una lettura che non cerca di emulare Coltrane, ma di interpretarlo in virt\u00f9 di una lente collettiva, come se il costrutto fosse una scena teatrale di Brecht, dove ogni attore contribuisce alla costruzione del senso. Le due tracce aggiuntive, \u00abHello\u00bb e \u00abSweet Cookies\u00bb, registrate nel 2025, attestano la vitalit\u00e0 della formazione attuale. In \u00abHello\u00bb, il pianoforte elettrico di Ettore Carucci trapunta una sonorit\u00e0 pi\u00f9 contemporanea, quasi cinematografica, che richiama le atmosfere di Thomas Newman. I sassofoni, guidati da Gianni Oddi, si dispongono in una polifonia mobile, dove ogni voce conserva la propria identit\u00e0 pur partecipando a un disegno comune. \u00abSweet Cookies\u00bb, pi\u00f9 giocosa e ritmica, si srotola su una progressione accordale semplice ma efficace, che consente ai solisti di perlustrare con libert\u00e0. Il basso elettrico di Massimo Moriconi, con il suo groove incisivo, conferisce al brano una dimensione urbana, quasi metropolitana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>A cinquant\u2019anni dal debutto, i Saxes Machine riaffermano<\/strong> la possibilit\u00e0 di coniugare la complessit\u00e0 della partitura con l\u2019urgenza espressiva del jazz, dimostrando che l\u2019elaborazione collettiva pu\u00f2 convivere con la spontaneit\u00e0 dell\u2019invenzione. \u00abNOUAMI 50th\u00bb non \u00e8 soltanto una riedizione, ma un racconto musicale che attraversa generazioni, stili e immaginari, mantenendo intatta la coerenza interna e la tensione espressiva. I rapporti fra i musicisti, tanto quelli storici quanto quelli attuali, si fondano su un principio di ascolto reciproco e di rispetto per la forma, dove l\u2019individualit\u00e0 si afferma per integrazione. Il risultato \u00e8 un lavoro che non si limita a documentare, ma che continua ad interrogare, evocare e suggerire, alla stregua di un romanzo che non smette di parlare, anche dopo l\u2019ultima pagina.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"891\" src=\"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Biriaco_saxes_Post-1024x891.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-12596\"\/><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I rapporti fra i musicisti, tanto quelli storici quanto quelli attuali, si fondano su un&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":12595,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[25,9,26,768,22,2,3,500,6,28],"tags":[1041,70,250,81,1384,218,49,194,40,1386,293,270,55,1385,82,71],"class_list":["post-12594","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-blues","category-cultura","category-editoriale","category-hard-bop","category-italian-jazz","category-jazz","category-musica","category-post-bop","category-recensione-dischi","category-swing","tag-alfamusic","tag-bebop","tag-big-band","tag-blues","tag-bruno-biriaco","tag-free-jazz-2","tag-fusion","tag-hard-bop","tag-jazz","tag-nouami-50th","tag-orchestra","tag-post-bop-2","tag-post-bop","tag-saxes-machine","tag-soul","tag-swing"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/BiriacoSaxesMachine_Ante-e1759004117556.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12594","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12594"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12594\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12597,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12594\/revisions\/12597"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media\/12595"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12594"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12594"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12594"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}