{"id":12412,"date":"2025-09-22T07:58:00","date_gmt":"2025-09-22T05:58:00","guid":{"rendered":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/?p=12412"},"modified":"2025-09-21T01:40:47","modified_gmt":"2025-09-20T23:40:47","slug":"the-forest-and-the-zoo-larte-dellimprovvisazione-collettiva-nel-capolavoro-di-steve-lacy-base-records-1967","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/2025\/09\/22\/the-forest-and-the-zoo-larte-dellimprovvisazione-collettiva-nel-capolavoro-di-steve-lacy-base-records-1967\/","title":{"rendered":"\u00abThe Forest And The Zoo\u00bb: l&#8217;arte dell&#8217;improvvisazione collettiva nel capolavoro di Steve Lacy (Base Records, 1967)"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em><strong>Lungi dal perseguire la spiritualit\u00e0 liberatoria, cara a molto free jazz, l&#8217;unit\u00e0 di Lacy si mantiene leggera e fantasiosa, pur librandosi in voli pindarici. \u00abThe Forest And The Zoo\u00bb si erge quale imprescindibile pietra miliare nella discografia del sopranista, un lavoro che attesta la visione innovativa e la potenza dell\u2019improvvisazione collettiva.<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em><strong>\/\/ di Francesco Cataldo Verrina \/\/<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">\u00abThe Forest And The Zoo\u00bb di Steve Lacy &#8211; registrato l&#8217;8 ottobre del 1966, presso l&#8217;Istituto Di Tella, Centro de Experimentation Audio-Visual di Buenos Aires &#8211; sancisce un vertice all&#8217;interno della sua produzione discografica, compendio di una visione artistica e della potenza dell&#8217;improvvisazione collettiva. La riedizione, che ha emendato le originarie imperfezioni di <em>phasing<\/em>, restituisce all&#8217;ascolto la compiutezza di un lavoro articolato in due estese composizioni per quartetto, \u00abForest\u00bb e \u00abZoo\u00bb, ove si manifesta la maestria di Lacy al sassofono soprano, coadiuvato da un ensemble di inequivocabile valore. Il quartetto, un&#8217;autentica costellazione di talenti internazionali, annovera il trombettista italiano Enrico Rava e la formidabile sezione ritmica sudafricana composta dal contrabbassista Johnny Dyani e dal batterista Louis T. Moholo. Dyani e Moholo, gi\u00e0 affiatati collaboratori in The Blue Notes And Brotherhood Of Breath. I due africani attendono ad una profonda consonanza stilistica, integrando senza soluzione di continuit\u00e0 il dialogo improvvisativo con la <em>front line<\/em> costituita di Lacy e Rava. La registrazione dal vivo, effettuata in Argentina, accresce la suggestione, conferendo all&#8217;esperienza sonora un&#8217;aura di autenticit\u00e0 ed immediatezza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>\u00abThe Forest And The Zoo\u00bb contiene solo due lunghe escursioni,<\/strong> una per facciata (parliamo del vinile), le quali evidenziano l&#8217;abilit\u00e0 con cui il sassofonista soprano annoda elementi armonici, dinamiche di gruppo ed evocazioni artistiche, dando vita ad un&#8217;esperienza sonora totalizzante. \u00abForest\u00bb si apre con un tema melodico di immediata presa, preludio ad un&#8217;esplorazione armonica che si fa via via pi\u00f9 complessa. La progressione degli accordi, caratterizzata da una sapiente fusione di tonalit\u00e0 maggiori e minori, crea un contrasto che permette ai musicisti di esprimere un&#8217;ampia gamma di emozioni. Lacy fa ricorso a voicing estesi, giocando con none ed undicesime, che arricchiscono il paesaggio accordale, creando un ambiente sonoro ricco e stratificato. L&#8217;interplay tra Lacy ed Enrico Rava diventa fulcro del brano: la tromba di Enrico, lungi dall&#8217;essere mero accompagnamento, risponde e si avvita al sassofono di Steve generando a una conversazione vivace ed entusiasmante. La sezione ritmica, composta da Johnny Dyani e Louis T. Moholo, fornisce un sostegno elastico e ritmico, consentendo ai solisti di spaziare liberamente. La loro intesa, frutto di consolidate collaborazioni, si traduce in una fluidit\u00e0 esecutiva che trasforma il pezzo in una vera e proprio dialogo circolare. La narrazione di \u00abForest\u00bb riporta alla mente le immagini di una foresta vibrante e vivace, un luogo pulsante di vita e movimento, che potrebbe richiamare la prosa di autori come Henry David Thoreau, la cui scrittura esplora la connessione tra uomo e natura. In ambito cinematografico, il brano ricorda le ambientazioni de \u00abIl giardino segreto\u00bb, ove la natura diviene rifugio e luogo di scoperta personale. L&#8217;energia gioiosa del brano si presta perfettamente ad inscenare l&#8217;avvenenza e l&#8217;imprevedibilit\u00e0 della vita naturale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>\u00abZoo\u00bb, a sua volta, si distingue per un&#8217;atmosfera<\/strong> pi\u00f9 contemplativa ed introspettiva. La progressione armonica si fa pi\u00f9 intricata, riflettendo un senso di dinamismo e di carotaggio interiore. Lacy utilizza un linguaggio armonico che si sposta tra diverse tonalit\u00e0, incorporando tensioni e risoluzioni che creano uno story telling poetico e coinvolgente. Le dissonanze vengono sfruttate per esprimere un senso di urgenza ed inquietudine, dando vita ad un paesaggio sonoro ricco di sfumature. Il dialogo tra Lacy ed Enrico Rava si fa pi\u00f9 fitto e serrato, con il sassofono che si avvinghia in modo primordiale alla tromba, creando un sodalizio che riflette quasi l&#8217;idea di un amplesso sonoro. Dyani e Moholo, dalla retroguardia, dispensano un supporto pulsante che mantiene viva l&#8217;energia del costrutto, mentre il loro apporto ritmico amplifica lo spettro percettivo del racconto. La loro capacit\u00e0 di interagire istantaneamente arricchisce il portato relazionale del line-up, che raggiunge il climax dell&#8217;improvvisazione collettiva. \u00abZoo\u00bb evoca un senso di perlustrazione progressiva e meraviglia, richiamando alla mente il romanzo \u00abIl giardino delle esperidi\u00bb di Mina Loy, dove la natura si fa metafora di libert\u00e0 e scoperta interiore. Cinematograficamente, il rimando va a \u00abLa vita degli altri\u00bb, ove le complessit\u00e0 delle relazioni umane e le tensioni emotive sono messe in scena in modo abissale e significativo. La musica di Lacy, in questo contesto, diviene un veicolo per indagare temi di connessione ed escavazione emotiva, nonch\u00e9 la seduttivit\u00e0 delle infinite sfaccettature dell&#8217;essere umano. \u00abForest\u00bb ed \u00abZoo\u00bb non sono semplici esperienze sonore, bens\u00ec viaggi immersivi ed intellettuali che invitano l&#8217;ascoltatore a riflettere. Nel complesso l&#8217;album offre un&#8217;occasione imprescindibile per apprezzare il sassofonista insieme ad uno dei suoi ensemble pi\u00f9 potenti all&#8217;apice della creativit\u00e0. Lungi dal perseguire la spiritualit\u00e0 liberatoria, cara a molto free jazz, l&#8217;unit\u00e0 di Lacy si mantiene leggera e fantasiosa, pur librandosi in voli pindarici. \u00abThe Forest And The Zoo\u00bb si erge quale imprescindibile pietra miliare nella discografia del sopranista, un lavoro che attesta la visione innovativa e la potenza dell\u2019improvvisazione collettiva.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/SteveLacy-1024x576.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-635\" srcset=\"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/SteveLacy-1024x576.webp 1024w, https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/SteveLacy-300x169.webp 300w, https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/SteveLacy-768x432.webp 768w, https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/SteveLacy.webp 1100w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><strong><em>Steve Lacy<\/em><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lungi dal perseguire la spiritualit\u00e0 liberatoria, cara a molto free jazz, l&#8217;unit\u00e0 di Lacy si&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":12413,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[29,9,26,563,2,3,500,6,23,8],"tags":[1337,70,81,218,49,194,40,270,55,82,71,1335],"class_list":["post-12412","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-bebop","category-cultura","category-editoriale","category-free-jazz","category-jazz","category-musica","category-post-bop","category-recensione-dischi","category-ristampa-vinile","category-storia-del-jazz","tag-1337","tag-bebop","tag-blues","tag-free-jazz-2","tag-fusion","tag-hard-bop","tag-jazz","tag-post-bop-2","tag-post-bop","tag-soul","tag-swing","tag-the-forest-and-the-zoo"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Sonylacy33.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12412","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12412"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12412\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12446,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12412\/revisions\/12446"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media\/12413"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12412"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12412"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12412"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}