{"id":1183,"date":"2022-09-09T23:53:04","date_gmt":"2022-09-09T21:53:04","guid":{"rendered":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/?p=1183"},"modified":"2023-12-20T15:15:35","modified_gmt":"2023-12-20T14:15:35","slug":"john-coltrane-il-passo-del-gigante-un-libro-di-francesco-cataldo-verrina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/2022\/09\/09\/john-coltrane-il-passo-del-gigante-un-libro-di-francesco-cataldo-verrina\/","title":{"rendered":"\u00abJohn Coltrane, il passo del gigante\u00bb, il libro di Francesco Cataldo Verrina"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong><em>\/\/ di Irma Sanders \/\/<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">In \u00abJohn Coltrane, il Passo del Gigante\u00bb non c\u2019\u00e8 pretesa alcuna di riscrivere la storia, anche perch\u00e9, specie in ambito jazzistico, non esiste una storia definitiva, ma come sostiene Francesco Cataldo Verrina: \u00abS<em>olo una summa di cronache ambientali e personali, relative ai singoli personaggi, spesso assemblata per convenienza editoriale e basata sulle figure pi\u00f9 vistose in termini di fama e di notoriet\u00e0. Per intenderci, esistono tante piccole storie nella storia che sembra mutare costantemente. Autorevoli ed illustri studiosi apportano continuamente analisi e punti di vista differenti, perfino con finalit\u00e0 di tipo revisionistico. Questo non il solito esercizio di biopic letterario, ma \u00e8 la storia di Coltrane raccontata attraverso la sua discografia\u00bb<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>John Coltrane stravolse la storia del jazz rivoluzionando la regolarit\u00e0 armonica<\/strong>&nbsp;ed innervando la sua musica di afflati spirituali. \u00ab<em>Era un bambino<\/em>\u00bb \u2013 ricordava sua cugina \u2013 \u00ab<em>dispettoso e caustico, ma riflessivo<\/em>\u00bb. E cos\u00ec sarebbe rimasto, nel corso di una carriera breve ma compensata da una lunga discografia e da esibizioni memorabili: \u00abdispettoso\u00bb, visionario ed insofferente verso gli schemi e le etichette, sempre pronto a deviare il flusso delle convenzioni. \u00abColtrane: il Passo del Gigante\u00bb non \u00e8 la storia del sassofonista jazz pi\u00f9 importante di tutti i tempi, non \u00e8 un\u2019ennesima biografia, o solo una raccolta di curiosit\u00e0, dichiarazioni e aneddoti, non mancano neppure quelli, ma \u00e8 essenzialmente la storia della sua discografia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>La figura di Coltrane \u00e8 ricostruita attraverso i dischi&nbsp;<\/strong>ed il suo difficile ma proficuo rapporto con Miles Davis e Thelonious Monk: il sassofonista di Filadelfia \u00e8 stato determinante in molte sessioni dove compariva come semplice sideman. Ancora le parole dell\u2019autore arrivano conferma delle nostre impressioni: \u00ab<em>Si tenga conto che all\u2019interno dei singoli fenomeni e delle relazioni tra essi ed il fenomeno nella sua globalit\u00e0 esistono una serie di mutevoli varianti: cambiano i linguaggi, gli approcci ed i metodi narrativi, soprattutto si susseguono le generazioni di cultori ed appassionati di jazz, completamente avulsi da quella forma di scrittura paludata e stantia, schematica e basata sul pi\u00f9 becero biografismo a discapito dei contenuti discografici<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>In merito all\u2019ultima fese della sua carriera<\/strong>, Trane ha accumulato tutta una serie di detrattori, incapaci di comprenderne l\u2019evoluzione, poich\u00e8 ancorati a duna visione stantia del vernacolo jazz. Forse tute le analisi superficiali che si leggono sul sassofonista di Hamlet, trovano risposta in una lettera che lo stesso Coltrane scrisse a Don DeMichael in riferimento ad un libro che gli aveva prestato: \u00ab<em>Se posso, vorrei esprimere la sincera speranza che nel&nbsp;prossimo futuro, un\u2019indagine vigorosa possa aiutare a provocare un\u2019apertura delle orecchie ancora chiuse al jazz progressivo e spirituale, musica creata dall\u2019artista attraverso un pensiero indipendente. Quando questo sar\u00e0 compiuto, sono certo che i proprietari di tali orecchie riconosceranno facilmente le qualit\u00e0 molto vitali e assai piacevoli che esistono in questa musica. Sento anche che attraverso un tale sforzo onesto, i contributi dei futuri creatori saranno pi\u00f9 facilmente riconosciuti, apprezzati e goduti, in particolare dall\u2019ascoltatore che potrebbe altrimenti mancare il bersaglio a causa di inibizioni, mancanza di comprensione, limitate capacit\u00e0 associative o altri motivi<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>La lunga discografia del sassofonista, per l\u2019ascoltatore meno esperto<\/strong>, potrebbe apparire come una sorta di corsa ad ostacoli dove, man mano che si procede nel tragitto, le difficolt\u00e0 aumentano. Per contro, tutto ci\u00f2 \u00e8 inversamente proporzionale al grado di maturit\u00e0 espressiva e compositiva del sassofonista. Per una facile comprensione, tale discografia va spacchettata e suddivisa in almeno cinque differenti periodi, che segnano altrettante tappe del \u00abTrane-pensiero\u00bb, fissando alcuni precisi punti di ancoraggio in quello che potrebbe essere, diversamente, un mare magnum, nel quale risulterebbe difficile districarsi o trovare un approdo. Per intenderci come sostiene il Verrina, l\u2019intento basilare \u00e8 quello di parlare di musica e non di pettegolezzi: \u00ab<em>Con tutto il rispetto per quanti trovano interessante sapere che Coltrane fosse alto un metro e settantatr\u00e9 e che fosse del segno della Bilancia, o che da bambino venne escluso dal coro della chiesa perch\u00e9 considerato non propriamente intonato<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>Quanto affermato trova conforto nelle circostanziate<\/strong>&nbsp;parole di Roberto Ottaviano, sassofonista e compositore, il quale scrive: \u00ab<em>Imperversa ancora oggi il \u00abdibattito\u00bb sul Coltrane post \u00abA Love Supreme\u00bb. \u00c8 un dibattito che riguarda le scelte musicali, estetiche, filosofiche del musicista di Hamlet (mai combinazione fu pi\u00f9 profetica). Tanto \u00e8 stato scritto e filtrato naturalmente, non solo dalle personali conoscenze, ma anche da quelle che sono le valutazioni sulla base di aspettative che ognuno di noi ha pi\u00f9 o meno legittimamente in relazione alle tappe ed alla ricerca individuale di ogni artista e che magari lo vorrebbe legato ad un singolo appagante (per noi) album, e\/o momento stilistico ed espressivo. Da Ben Ratcliff a John Litweiler, da Bill Cole a Lewis Porter, tonnellate di saggi e analisi sono state scritte sull\u2019uomo, sul musicista e, come giusto che sia, siamo ancora oggi ad indagare, vista la mole cos\u00ec pregnante di lavoro prodotto in pochissimi anni (forse mai nessuno ha rivoluzionato pi\u00f9 volte il suo linguaggio ed il linguaggio di un piccolo gruppo nel Jazz come ha fatto lui nel giro di un lustro o poco pi\u00f9). Io ho una mia personale opinione quasi totalmente ricavata dallo studio e dall\u2019interpretazione delle sue partiture, e mi rendo conto non sia materiale condivisibile pi\u00f9 di tanto con chi ama il Jazz e la musica di Trane, perch\u00e8 ovviamente utilizza un diverso piano di ascolto<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"897\" src=\"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Coltrane_Libro1-e1685829127307-1024x897.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1184\" srcset=\"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Coltrane_Libro1-e1685829127307-1024x897.jpg 1024w, https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Coltrane_Libro1-e1685829127307-300x263.jpg 300w, https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Coltrane_Libro1-e1685829127307-768x673.jpg 768w, https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Coltrane_Libro1-e1685829127307.jpg 1100w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\/\/ di Irma Sanders \/\/ In \u00abJohn Coltrane, il Passo del Gigante\u00bb non c\u2019\u00e8 pretesa&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":1185,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[24,9,26,2,3,7],"tags":[],"class_list":["post-1183","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-african-american","category-cultura","category-editoriale","category-jazz","category-musica","category-recensione-libri"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/Cover_Coltrane.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1183","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/8"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1183"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1183\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3994,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1183\/revisions\/3994"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1185"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1183"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1183"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1183"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}