{"id":11353,"date":"2025-07-01T08:06:00","date_gmt":"2025-07-01T06:06:00","guid":{"rendered":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/?p=11353"},"modified":"2025-06-30T00:13:22","modified_gmt":"2025-06-29T22:13:22","slug":"13-kuukautta-di-conny-bauer-e-kalle-kalima-un-calendario-sonoro-fuori-dal-tempo-tyxartn-records","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/2025\/07\/01\/13-kuukautta-di-conny-bauer-e-kalle-kalima-un-calendario-sonoro-fuori-dal-tempo-tyxartn-records\/","title":{"rendered":"\u00ab13 Kuukautta\u00bb di Conny Bauer e Kalle Kalima: un calendario sonoro fuori dal tempo (TYXartn Records)"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em><strong>In un\u2019epoca dominata dalla velocit\u00e0 e dalla saturazione sensoriale, Bauer e Kalima ci offrono un rifugio acustico, un cronoprogramma dilatato, un tredicesimo mese in cui abitare con l\u2019orecchio e con il pensiero.<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em><strong>\/\/ di Francesco Cataldo Verrina \/\/<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Nel panorama del jazz contemporaneo europeo, l\u2019incontro tra il chitarrista finlandese Kalle Kalima e il trombonista tedesco Conny Bauer rappresenta un evento di rara coerenza estetica e tensione sperimentale. Il loro album \u00ab13 Kuukautta\u00bb (in finlandese, \u00ab13 mesi\u00bb), registrato nel 2023 a Berlino e pubblicato dall&#8217;etichetta audiofila TYXartn Records, si propone come un progetto che sfida le convenzioni temporali e formali del linguaggio jazzistico, proponendo un\u2019alternativa radicale tanto alla struttura compositiva quanto alla percezione dell\u2019ascolto. Si potrebbe parlare di un incontro generazionale e transnazionale. Infatti la genesi del progetto affonda le radici in un\u2019occasione apparentemente fortuita, quando nel 2022 i due sodali presero parte ad una jam session in occasione del compleanno del trombonista Nils Wogram. Tuttavia, da quell\u2019incontro estemporaneo \u00e8 scaturita una collaborazione intensa, fondata su un&#8217;evidente affinit\u00e0 musicale ed intellettuale. Bauer, figura storica del jazz della Germania dell\u2019Est, attivo sin dagli anni Sessanta, e Kalima, esponente di spicco della scena improvvisativa nordeuropea, hanno saputo coniugare le rispettive esperienze in un dialogo paritario, privo di gerarchie, in cui la composizione si fonde con l\u2019improvvisazione in un <em>continuum<\/em> fluido e collettivo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>Uno degli elementi pi\u00f9 affascinanti dell\u2019album \u00e8 l\u2019adozione di un sistema <\/strong>musicale ideato da Bauer, basato su movimenti intervallari che si attivano in momenti temporali specifici. Questo approccio, che richiama certi esperimenti della musica seriale ma ne rifiuta la rigidit\u00e0 dogmatica, consente una libert\u00e0 strutturata, in cui l\u2019improvvisazione non \u00e8 mera estemporaneit\u00e0, bens\u00ec espressione di un ordine interno, quasi rituale. La musica che ne scaturisce \u00e8 \u00ab<em>strettamente collettiva<\/em>\u00bb, come affermano gli stessi autori, e mira a \u00ab<em>sfuggire alle categorie abituali<\/em>\u00bb: non \u00e8 jazz, non \u00e8 musica contemporanea, non \u00e8 ambient, ma un ibrido che si colloca in una zona liminale, sospesa, dove il tempo diventa materia sonora. Non a caso, il titolo stesso dell\u2019album, \u00ab13 Kuukautta\u00bb, allude ad un calendario immaginario, un tempo altro che si sottrae alla scansione convenzionale dei mesi. Ogni traccia porta il nome di un mese (in finlandese), culminando in un tredicesimo mese fittizio, \u00abJ\u00e4\u00e4kuu\u00bb (\u00abmese del ghiaccio\u00bb), che suggella l\u2019intento utopico del concept: creare un continuum spazio-temporale autonomo, in cui l\u2019ascoltatore \u00e8 invitato a sospendere le coordinate abituali della percezione. In questo senso, l\u2019album si sostanzia come un planning, un calendario sonoro che scandisce non il tempo cronologico, ma quello interiore, emotivo e percettivo. Dal punto di vista timbrico, l\u2019interazione tra la chitarra elettrica di Kalima e il trombone di Bauer \u00e8 di una raffinatezza sorprendente. Lungi dal rincorrere virtuosismi o effetti spettacolari, i due musicisti costruiscono paesaggi sonori rarefatti, spesso minimalisti, in cui ogni nota \u00e8 carica di intenzionalit\u00e0. Il silenzio gioca un ruolo fondamentale, cos\u00ec come le risonanze, le microvariazioni, le dissonanze sospese. L\u2019ascolto richiede attenzione, disponibilit\u00e0, apertura: \u00e8 un\u2019esperienza quasi meditativa, se non olistica, che invita a rallentare, a \u00abdisimparare\u00bb l\u2019ascolto convenzionale per abbracciare una nuova sensibilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>Attraverso un\u2019analisi delle singole tracce, si evidenzia la coerenza estetica<\/strong> e la tensione sperimentale che caratterizzano il progetto, ponendolo all\u2019intersezione tra improvvisazione radicale, composizione strutturata e poetica dell\u2019ascolto. \u00ab13 Kuukautta\u00bb si apre con \u00abTammikuu\u00bb, gennaio, che non \u00e8 un inizio trionfale, ma un risveglio lento, quasi esitante. Le prime note sembrano emergere da un paesaggio innevato, rarefatto, dove il trombone di Bauer si muove come un respiro profondo, a tratti asmatico, mentre la chitarra di Kalima tesse trame sottili, come rami spogli che scrivono nel silenzio. \u00c8 un\u2019introduzione che non impone, ma invita: un invito a entrare in una dimensione altro, dove ogni mese \u00e8 un microcosmo. Con \u00abHelmikuu\u00bb, febbraio, la durata si accorcia, ma l\u2019intensit\u00e0 cresce. Qui il dialogo si fa pi\u00f9 serrato, quasi nervoso, come se i due strumenti si rincorressero tra i ghiacci che iniziano a sciogliersi. La brevit\u00e0 del brano non \u00e8 mancanza, ma condensazione: ogni suono \u00e8 essenziale, ogni pausa \u00e8 carica di tensione. \u00abMaaliskuu\u00bb, marzo, introduce una nuova dinamica: il ritmo si fa pi\u00f9 articolato, le frasi si allungano, si avverte un senso di attesa, di germinazione. \u00c8 come se la musica stesse cercando una via d\u2019uscita dal torpore invernale, esplorando possibilit\u00e0 armoniche che si aprono e si richiudono come boccioli. Con \u00abHuhtikuu\u00bb, aprile, la luce cambia. Il timbro della chitarra si fa pi\u00f9 liquido e fluttuante, quasi impressionista, mentre il trombone si muove con leggerezza, come sospinto da un vento primaverile. \u00c8 un brano che respira, che lascia spazio all\u2019eco, alla risonanza e alla memoria. \u00abToukokuu\u00bb, maggio, \u00e8 forse il primo momento in cui la musica si concede una vera espansione pur sfiorando una sorta di caos armonico a numerazione controllata. Quelle che potremmo definire linee linee melodiche, o di senso, si distendono, si intrecciano con una saldatura che rifugge qualsiasi sentimentalismo. Si avverte un desiderio di contenuta libert\u00e0, come una fioritura interiore che tenta di emergere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>\u00abKes\u00e4kuu\u00bb, giugno, \u00e8 un gioco di ombre e luci,<\/strong> con passaggi quasi ostinati. C&#8217;\u00e8 un accenno di euforia ed una calma vigile, al contempo, come se i due musicisti stessero osservando l\u2019estate da una finestra socchiusa. La struttura \u00e8 pi\u00f9 libera, quasi aleatoria, eppure ogni gesto sonoro \u00e8 preciso, misurato. Con \u00abHein\u00e4kuu\u00bb, luglio, si entra in una dimensione pi\u00f9 rarefatta, il parenchima sonoro sembra attraversato da un ronzio da uno sciame di insetti, mentre il trombone sembra stridulare come le cicale. Il tempo sembra dilatarsi, le note si fanno pi\u00f9 distanti, come se la calura estiva avesse rallentato ogni movimento. \u00c8 un brano immersivo, che invita all\u2019ascolto complice e alla sospensione. \u00abElokuu\u00bb, agosto, introduce un senso di inquietudine. Le armonie si fanno pi\u00f9 scure, i contrasti pi\u00f9 marcati. \u00c8 come se la fine dell\u2019estate portasse con s\u00e9 un presagio, una tensione sotterranea che si insinua tra le pieghe di rudimentale e dissonante linea melodica. \u00abSyyskuu\u00bb, settembre, \u00e8 il brano pi\u00f9 lungo e forse il pi\u00f9 narrativo. Qui la musica racconta, evoca, costruisce un paesaggio sonoro complesso, stratificato. Si avverte una malinconia sottile, ma anche una maturit\u00e0 espressiva che innesca suggestioni molteplici. \u00abLokakuu\u00bb, ottobre, \u00e8 un ritorno all\u2019essenzialit\u00e0. Le frasi si accorciano, il dialogo si fa pi\u00f9 distante, quasi sussurrato, un parlare in codice \u00c8 come se i due musicisti stessero erigendo una palizzata per difendersi da un pericolo imminente. \u00c8 un brano di transizione, di passaggio, fatto di foglie e di armonie che cadono senza far rumore. \u00abMarraskuu\u00bb, novembre, \u00e8 il cuore oscuro dell\u2019album. Le sonorit\u00e0 si fanno pi\u00f9 dense, pi\u00f9 gravi. Il trombone scava negli abissi emotivi, mentre la chitarra si muove come una lanterna nella nebbia. \u00c8 un momento di introspezione, di confronto con il vuoto. \u00abJoulukuu\u00bb, dicembre, non \u00e8 una conclusione, ma una sospensione. La musica si fa pi\u00f9 rarefatta, quasi immobile. \u00c8 un tempo di attesa, di raccoglimento, in cui ogni nota sembra interrogare il silenzio, in cui la temporalit\u00e0 convenzionale viene sospesa a favore di una dimensione sonora autonoma. Infine, \u00abJ\u00e4\u00e4kuu\u00bb, il tredicesimo mese, \u00e8 un\u2019invenzione, un\u2019utopia sonora. Qui Bauer e Kalima si liberano da ogni vincolo, esplorano territori nuovi, creano un tempo che non esiste, ma che si pu\u00f2 abitare con l\u2019ascolto. \u00c8 un epilogo, ma anche un inizio, un ritorno al possibile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>\u00ab13 Kuukautta\u00bb \u00e8 un lavoro che si colloca con piena legittimit\u00e0<\/strong> nel solco delle pi\u00f9 audaci sperimentazioni del jazz europeo, ma che al contempo oltrepassa i confini del free form. \u00c8 un album che non si limita a proporre nuova musica, ma che promulga un&#8217;inedita modalit\u00e0 di esistenza del suono, del tempo, della relazione tra i musicisti e tra questi e l\u2019ascoltatore. In un\u2019epoca dominata dalla velocit\u00e0 e dalla saturazione sensoriale, Bauer e Kalima ci offrono un rifugio acustico, un cronoprogramma dilatato, un tredicesimo mese in cui abitare con l\u2019orecchio e con il pensiero, un\u2019esperienza d\u2019ascolto che \u00e8 al contempo meditativa, concettuale e profondamente emotiva.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"917\" src=\"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Conny-Bauer-e-Kalle-Kalima-1024x917.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-11356\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><strong><em>Conny Bauer &amp; Kalle Kalima<\/em><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un\u2019epoca dominata dalla velocit\u00e0 e dalla saturazione sensoriale, Bauer e Kalima ci offrono un&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":11354,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[9,26,745,563,18,2,3,500,6,13],"tags":[1007,70,81,1005,367,238,218,194,40,1006,270,55,82,71,1004],"class_list":["post-11353","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","category-editoriale","category-ethno-music","category-free-jazz","category-fusion","category-jazz","category-musica","category-post-bop","category-recensione-dischi","category-world-music","tag-13-kuukautta","tag-bebop","tag-blues","tag-conny-bauer","tag-contemporary-jazz","tag-free-form","tag-free-jazz-2","tag-hard-bop","tag-jazz","tag-kalle-kalima","tag-post-bop-2","tag-post-bop","tag-soul","tag-swing","tag-tyxartn-records"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/13-Kuukautta_Ante-e1751235025627.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11353","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=11353"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11353\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":11358,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11353\/revisions\/11358"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media\/11354"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11353"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=11353"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=11353"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}