{"id":11198,"date":"2025-06-20T22:46:57","date_gmt":"2025-06-20T20:46:57","guid":{"rendered":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/?p=11198"},"modified":"2025-06-20T22:57:54","modified_gmt":"2025-06-20T20:57:54","slug":"linenarrabile-e-le-sue-formule-sonore-ossia-le-parole-non-basteranno-words-fall-short-di-joshua-redman-blue-note-records-2025","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/2025\/06\/20\/linenarrabile-e-le-sue-formule-sonore-ossia-le-parole-non-basteranno-words-fall-short-di-joshua-redman-blue-note-records-2025\/","title":{"rendered":"L\u2019inenarrabile e le sue formule sonore, ossia le parole non basteranno: \u00abWords Fall Short\u00bb di Joshua Redman (Blue Note Records, 2025)"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em><strong>\u00abWords Fall Short\u00bb s&#8217;impone quale opera dall\u2019assetto espressivo misurato ed, al contempo, audace, che travalica l\u2019ambito della mera collezione di composizioni per assumere i tratti di una meditazione musicale sulla finitezza del linguaggio e sull\u2019insufficienza delle forme convenzionali di rappresentazione.<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em><strong>\/\/ di Francesco Cataldo Verrina \/\/<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">\u00abWords Fall Short\u00bb, l\u2019ultimo lavoro discografico di Joshua Redman, sancisce non soltanto una prosecuzione organica rispetto al precedente ed acclamato \u00abWhere Are We\u00bb, ma anche una riflessione estetico-filosofica sulla natura ineffabile dell\u2019espressione artistica. Il titolo stesso, mutuato da un passaggio di <em>Where Reasons End<\/em> di Yiyun Li, non \u00e8 un\u2019ammissione di sconfitta, bens\u00ec una dichiarazione poetica: le parole, come le note, possono fallire nell\u2019obiettivo di nominare l\u2019indicibile, ma proprio nel loro fallimento risiede la carica umana pi\u00f9 profonda. L\u2019album si sostanzia come un corpus coeso di composizioni originali \u2013 molte delle quali scritte durante il periodo pandemico \u2013 che hanno trovato finalmente forma grazie all\u2019ispirazione generata da un nuovo ensemble. Redman, giunto al suo quarto decennio di carriera discografica, dimostra ancora una volta l&#8217;attitudine a selezionare e valorizzare giovani talenti. La sezione ritmica, composta da Philip Norris (contrabbasso), Nazir Ebo (batteria) e Paul Cornish (pianoforte), rappresenta non solo un aggiornamento anagrafico ma anche un rinnovamento linguistico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>Nel quadro contemporaneo del jazz d\u2019autore, \u00abWords Fall Short\u00bb<\/strong> s&#8217;impone quale opera dall\u2019assetto espressivo misurato ed, al contempo, audace, che travalica l\u2019ambito della mera collezione di composizioni per assumere i tratti di una meditazione musicale sulla finitezza del linguaggio e sull\u2019insufficienza delle forme convenzionali di rappresentazione. Joshua Redman, artista giunto alla piena maturit\u00e0 creativa, affida al suo quartetto rinnovato &#8211; composto da tre giovani strumentisti di spiccata intelligenza musicale &#8211; il compito di dare corpo ad un ciclo sonoro dalla cifra poetica discreta ma intensamente evocativa. Letteratura e jazz s&#8217;intersecano lungo tutto il percorso dell\u2019album. I titoli, spesso tratti da opere di McCarthy, Sebald, Vonnegut, segnalano un\u2019urgenza intertestuale: Redman costruisce ponti tra linguaggio verbale e sonoro, tra parola mancata e nota accennata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>I brani contenuti nell\u2019album, otto in tutto, <\/strong>si articolano con la coerenza timbrica e formale non dissimile ad una suite concettuale, alternando momenti di rarefazione contemplativa a passaggi di vigorosa dialettica improvvisativa. Il concept si apre con \u00abA Message To Unsend\u00bb, microcosmo lirico in cui il pianismo arpeggiato di Paul Cornish, sostenuto dalla pastosit\u00e0 del contrabbasso di Philip Norris e dalla levit\u00e0 ritmica di Nazir Ebo, tratteggia un paesaggio sonoro intriso di sospensione elegiaca. L\u2019intreccio tra elementi di sapore classico, accenni boleristici ed un fraseggio arioso e pastorale conferisce al pezzo una qualit\u00e0 quasi liturgica. Il titolo, quale evocazione del desiderio impossibile di ritrattare ci\u00f2 che \u00e8 gi\u00e0 stato, fissa sin da subito la tematica dominante: il rimpianto, la parola che inciampa, la comunicazione che si smarrisce. In \u00abSo It Goes\u00bb, emerge il dialogo serrato ed allo stesso tempo fraterno con il sax tenore di Melissa Aldana. Redman declina il concetto di alterit\u00e0 non come antagonismo, bens\u00ec come confluenza di sensibilit\u00e0 divergenti. Il titolo, tratto da \u00abSlaughterhouse-Five\u00bb di Vonnegut, condensa l\u2019essenza fatalista della comunicazione: una resa alla contingenza, alla morte, all\u2019assurdo. Come accennato, Redman e Aldana non si affrontano in un \u00abduello\u00bb ma intrecciano le voci in un dialogo acceso e poetico, espressione di una visione condivisa e non antagonista del mondo. Il brano rappresenta un elogio dell\u2019ascolto e dell\u2019interazione nel divenire incerto dell\u2019improvvisazione. L&#8217;eponimo, \u00abWords Fall Short\u00bb \u00e8 il fulcro poetico dell\u2019album, nato dalla lettura del romanzo <em>Where Reasons End<\/em> di Yiyun Li, si distingue per la scrittura elastica e l&#8217;eleganza formale, quale tesi estetica ed umana dell\u2019intero disco: il metro ternario su cui si adagia Redman, ancora una volta al soprano, accompagna l\u2019ascoltatore in una progressione melodica di delicata irrealt\u00e0, in cui ogni nota sembrerebbe suggerire la possibilit\u00e0 di toccare l\u2019inesprimibile. \u00abBorrowed Eyes\u00bb, dall\u2019andamento pi\u00f9 malinconico, rievoca con levigata sobriet\u00e0 la difficolt\u00e0 di assumere lo sguardo dell\u2019altro senza perdersi. Siamo alle prese con una ballata sospesa, costruita su una batteria leggera e su fraseggi lirici dal tenore. Il tema \u00e8 quello dello sguardo riflesso, dell\u2019esperienza vissuta attraverso l\u2019altro, forse anche della perdita dell\u2019autonomia percettiva. Il senso di \u00abprestito\u00bb implica una tensione tra autenticit\u00e0 e mediazione, tra empatia e spossessamento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>Di analoga carica simbolica \u00e8 \u00abIcarus\u00bb, <\/strong>reso ancor pi\u00f9 incandescente dall\u2019intervento trombettistico di Skylar Tang: il moto ascensionale e frenetico della composizione, scandito da un ostinato pianistico in metro dispari, diventa la metafora musicale dell\u2019ambizione che sfida i limiti, sospesa tra slancio e disfatta. Il mito di Icaro viene reinterpretato in chiave ritmica e strutturale, incarnando l\u2019instabilit\u00e0 dell\u2019ascesa, mentre il dialogo tra sax e tromba rappresenta il desiderio febbrile di superamento e la vertigine del limite. La componente euforica della melodia contrasta con la consapevolezza del rischio implicito nel volo. \u00abOver The Jelly-Green Sea\u00bb richiama immagini di deriva, di memoria liquida e paesaggi disgregati, derivati da <em>Gli anelli di Saturno <\/em>di W.G. Sebald, autore noto per il suo stile evocativo e malinconico in un paesaggio surreale e marcescente, suggerendo cos\u00ec un viaggio nella memoria o nella dissoluzione della realt\u00e0. La musica, fluida e sospesa, richiama immagini oniriche e frammenti narrativi. \u00abShe Knows\u00bb, in cui Redman torna al sax soprano, \u00e8 un periplo emotivo che prende avvio da un lirismo posato per poi aprirsi gradualmente a derive avanguardistiche. Redman guida il convoglio attraverso territori inizialmente melodici e prudenti che poi si aprono progressivamente a sperimentazioni d\u2019avanguardia. Il titolo, enigmatico e assertivo, suggerisce un sapere che sfugge alla logica discorsiva e si manifesta nella corporeit\u00e0 del suono. L\u2019improvvisazione diventa strumento di tacita conoscenza. La conclusione \u00e8 affidata a \u00abEra\u2019s End\u00bb, versione cantata del brano d\u2019apertura con la voce soffusa e intensa di Gabrielle Cavassa. In tale contesto, la riflessione si fa definitiva: la musica, per quanto raffinata, non pu\u00f2 risarcire l\u2019assenza n\u00e9 riformulare il dolore, ma pu\u00f2 offrirne una risonanza nobile, una memoria vibrante. Laddove il pensiero si arresta, sembrano dire Redman e i suoi, il suono tenta una sopravvivenza simbolica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>Nel suo insieme \u00abWords Fall Short\u00bb diventa rivelatore di un discorso sonoro<\/strong> sulla fragilit\u00e0 come valore, sull\u2019imperfezione come destino e principio attivo della creazione artistica. Redman, con la sua consueta sobriet\u00e0 visionaria, tratteggia un\u2019episteme musicale in cui l\u2019enunciazione sembrerebbe andare a monte, ma il fallimento stesso &#8211; colto nella sua tensione auratica ed aurale al contempo- diviene oggetto di rara contemplazione. In conclusione, \u00abWords Fall Short\u00bb \u00e8 un lavoro di ostinata coerenza concettuale e sensibilit\u00e0 esecutiva. Non si tratta di un mero esercizio stilistico, bens\u00ec di un atto comunicativo profondo, che abbraccia la caducit\u00e0 dell\u2019arte e sublima la fragilit\u00e0 dell\u2019esperienza umana.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"623\" src=\"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/JoshuaRediman_CoverCut-1024x623.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-11200\" srcset=\"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/JoshuaRediman_CoverCut-1024x623.jpg 1024w, https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/JoshuaRediman_CoverCut-300x183.jpg 300w, https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/JoshuaRediman_CoverCut-768x468.jpg 768w, https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/JoshuaRediman_CoverCut.jpg 1140w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abWords Fall Short\u00bb s&#8217;impone quale opera dall\u2019assetto espressivo misurato ed, al contempo, audace, che travalica&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":11201,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[24,29,410,9,26,563,768,2,3,500,6,23],"tags":[70,959,81,218,49,194,40,430,55,82,958],"class_list":["post-11198","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-african-american","category-bebop","category-black-amercan-music","category-cultura","category-editoriale","category-free-jazz","category-hard-bop","category-jazz","category-musica","category-post-bop","category-recensione-dischi","category-ristampa-vinile","tag-bebop","tag-blue-bote-records","tag-blues","tag-free-jazz-2","tag-fusion","tag-hard-bop","tag-jazz","tag-joshua-redman","tag-post-bop","tag-soul","tag-words-fall-short"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Joshua_Redman_WFS_LP.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11198","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=11198"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11198\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":11206,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11198\/revisions\/11206"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media\/11201"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11198"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=11198"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=11198"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}