{"id":11013,"date":"2025-06-12T23:06:26","date_gmt":"2025-06-12T21:06:26","guid":{"rendered":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/?p=11013"},"modified":"2025-06-12T23:06:30","modified_gmt":"2025-06-12T21:06:30","slug":"intervista-rossana-buono-mi-sono-occupata-di-critica-nellambito-del-jazz-dalla-seconda-meta-degli-anni-settanta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/2025\/06\/12\/intervista-rossana-buono-mi-sono-occupata-di-critica-nellambito-del-jazz-dalla-seconda-meta-degli-anni-settanta\/","title":{"rendered":"Intervista Rossana Buono: \u00abMi sono occupata di critica nell\u2019ambito del jazz dalla seconda met\u00e0 degli anni Settanta&#8230;\u00bb"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em><strong>\/\/ di Guido Michelone \/\/<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">Di notte, dal maggio all&#8217;ottobre 1985 va in onda su RaiStereoUno la \u2018Coppa del Jazz 1985\u2019 concorso radiofonico organizzato dalla Rai per jazz band italiane, forse per rinverdire i fasti di un analogo trofeo realizzato un quarto di secolo prima, nel lontano 1960. La competizione, riservata a gruppi composti da un minimo di due a un massimo di undici elementi, trova circa settecento musicisti aderenti, raggruppati in centocinquantaquattro formazioni, ridotte a trentadue dalla commissione di esperti. La avviene mediante una prima fase di sedici recital, radiotrasmessi in diretta con esibizione di due band alla volta, a cui viene chiesto di improvvisare su brani del proprio repertorio e su uno standard assegnato a sorpresa due ore prima.. I gruppi ricevono i voti della giuria onde formare una graduatoria di merito, senza eliminazioni dirette. La fase successiva, di otto concerti, prevede che i primi sedici classificati si misurino ulteriormente tra loro, dimezzandosi via via di numero sino al confronto finale. I membri della Giuria sono in ordine Giorgio Balducci, Giuseppe Ballaris, Salvatore Biamonte, Bruno Biriaco, Rossana Buono, Pino Candini, Giampiero Cane, Gino Castaldo, Livio Cerri, Maurizio Favot, Franco Fayenz, Francesco Forti, Gerlando Gatto, Giorgio Martinelli, Marco Molendini, Roberto Nicolosi, Marcello Piras, Raffaele Roselli, Fabrizio Venturini. Sono in tutto diciannove tra i maggiori critici in assoluto all\u2019epoca, ma dei quali ben diciotto sono uomini e dunque c\u2019\u00e8 una sola donna. Si tratta appunto di Rossana Buono, che ho l\u2019occasione di conoscere in quell\u2019estate a un concerto, quando lei \u00e8 gi\u00e0 famosa e io muovo i primi passi. Poi, a fine maggio del 2025, una sua telefonata per comunicarmi la sua felicit\u00e0 per la menzione di Lorenza Cattadori: una chiacchierata di un\u2019ora come \u2018vecchi amici\u2019. I casi della vita. Per la cronaca la Coppa del Jazz 1985 \u00e8 viene del Quintetto di Mario Rusca, con Flavio Boltro, Gabriele Comeglio, Lucio Terzano e Gianni Cazzola. L\u2019intervista segue ovviamente la nostra telefonata, quarant\u2019anni dopo\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em><strong>D La giovane bravissima Lorenza Cattadori in un&#8217;intervista dice: &#8220;La mia musa ispiratrice \u00e8 Rossana Buono, unica giornalista donna in un nucleo maschile all\u2019interno della Musica Jazz di Arrigo Polillo: una forte passione in comune stempera le asperit\u00e0, questo \u00e8 certo&#8221;. Come commenti?<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">R Essere ricordati a distanza di tempo con parole lusinghiere fa sempre piacere. In questo caso ancor di pi\u00f9 trattandosi di una giornalista che finora non ho mai incontrato di persona.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em><strong>D Era davvero difficile per una donna, all&#8217;epoca, fare il critico jazz?<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">R Mi sono occupata di critica nell\u2019ambito del jazz dalla seconda met\u00e0 degli anni Settanta fino alla fine degli anni Ottanta, con una attivit\u00e0 di collaborazioni con pi\u00f9 testate giornalistiche e radiofoniche, ma soprattutto con \u00abMusica Jazz\u00bb grazie all\u2019invito di Arrigo Polillo e poi di Pino Candini. Come \u00e8 successo per le musiciste di jazz nel secolo scorso, in prevalenza cantanti e pianiste, di essere in minoranza, nella stessa misura il rapporto tra giornalisti e giornaliste nel settore della critica specialistica \u00e8 sempre stato sproporzionato. A differenza di altri stati europei e americani che hanno contato alcune firme prestigiose \u201cal femminile\u201d io sono stata negli anni passati addirittura l\u2019unica donna a scrivere di jazz frequentando concerti, festival e viaggiando molto per seguire concerti importanti a New York, Londra, Parigi, Berlino e Istanbul. Non ho avuto particolari difficolt\u00e0 perch\u00e9 contava la professionalit\u00e0 e non mi hanno mai fatto sentire come \u201cun caso raro\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em><strong>D Facciamo qualche passo indietro: in tre parole (sostantivi o aggettivi) chi \u00e8 Rossana Buono?<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">R Come professione sono una storica dell\u2019arte, docente universitaria. Come passione amo il jazz e la danza contemporanea. Come persona sono abbastanza ironica, ottimista e curiosa del mondo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em><strong>D I tuoi primi ricordi della musica da bambina?<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">R Da bambina ubbidiente sono stata prelevata dai miei genitori dopo cinque anni di frequentazione dei corsi pomeridiani di danza classica, che tanto amavo, e senza essere consultata sono stata obbligata a frequentare lezioni private di pianoforte con relativi esami. Provengo da una famiglia \u201cmusicale\u201d dai genitori agli zii, finanche alle cugine. Tutti sanno suonare il pianoforte. Ho interrotto gli studi musicali quasi alle soglie del diploma finale nei primi anni di frequentazione della Facolt\u00e0 di Lettere e Filosofia che era piuttosto impegnativa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em><strong>D E la tua prima memoria del jazz in assoluto?<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">R \u201c<em>Naima\u201d <\/em>eseguita da John Contrane ascoltata pi\u00f9 volte al giradischi di casa mia e \u201c<em>Blue Monk<\/em>\u201d eseguita dal vivo da Giorgio Gaslini in una lezione-concerto che segn\u00f2 l\u2019inizio del mio percorso d\u2019interesse vero e proprio per il jazz.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em><strong>D Forse la prima donna a occuparsi in Italia di jazz: ma come definiresti quella tua attivit\u00e0? Critico, studiosa, organizzatrice o tutto insieme o altro ancora?<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">R Sono stata in Italia la prima firma \u201cal femminile\u201d sulle riviste specializzate di jazz, ma non l\u2019ho mai vissuto come un \u201cprimato\u201d poich\u00e9 mi sentivo facente parte di un gruppo che si occupava di una musica che in quegli anni, grazie al festival di Umbria Jazz, si stava diffondendo in Italia al di fuori di un ambito ristretto di amatori e dal circuito dei club. Avendo organizzato dibattiti, convegni e nel 1982 un festival di jazz dal curioso titolo \u201cJazz, o cara!\u201d, in effetti non mi sono limitata solamente a scrivere. Dunque concordo con te con le qualifiche: critico, studiosa e organizzatrice, tutto insieme.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em><strong>D Per te ha ancora un senso oggi la parola jazz?<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">R Il jazz \u00e8 un genere musicale, uno stile con pi\u00f9 varianti che connota un certo tipo di musica basata su precipue caratteristiche. I riferimenti storici e lo sviluppo dei stili negli anni dal XX secolo a oggi lo rendono in costante attualit\u00e0. Dire \u201cjazz\u201d significa dire queste cose e altre. Il jazz si pu\u00f2 \u201ccontaminare\u201d con altre musiche ma non vedo la necessit\u00e0 di dover cambiare nome. Sarebbe come annullare tutto quello che \u00e8 stato e pu\u00f2 continuare a essere. E poi tra l\u2019altro, cambiarlo con quale altro termine?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong><em>D E, allora come oggi, si pu\u00f2 parlare di &#8216;jazz italiano&#8217;? Esiste per te qualcosa di definibile come &#8216;jazz italiano&#8217;?<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">R Il jazz italiano \u00e8 una meravigliosa realt\u00e0 sia come stile riconoscibile e sia come storia personale di valorosi musicisti italiani che sono e sono stati famosi al di fuori dei confini nazionali. Pensiamo ad esempio da Enrico Rava che si era trasferito a New York e in Argentina. A Patrizia Scascitelli residente a New York dai primi anni Ottanta con la sua attivit\u00e0 di didattica e di pianista nei club americani e recentemente rientrata a Roma. E fondamentale \u00e8 stata l\u2019intensa attivit\u00e0 concertistica di Giorgio Gaslini con le sue varie formazioni di jazzisti italiani in tourn\u00e9e all\u2019estero che ha diffuso nel mondo questo particolare contributo culturale alla strada maestra del jazz che si pu\u00f2 denominare \u201citaliano\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em><strong>D Molti ormai gridano alla morte della musica impegnata e\/o sperimentale, cos\u00ec come alla fine di una critica che non aveva paura di stroncare? Oggi con i social \u00e8 cambiato tutto?<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">R Si, \u00e8 cambiato tutto. Molti anni fa nella pagina dedicata agli \u201cspettacoli\u201d dei quotidiani si recensivano i concerti che si tenevano nelle citt\u00e0 italiane durante l\u2019anno. Lo facevano i cosiddetti \u201ccritici jazz\u201d che non superavano come numero una ventina e si conoscevano tra di loro poich\u00e9 frequentavano i festival importanti come Umbria Jazz e quelli organizzati a Bergamo, a Bologna, a Torino e cos\u00ec via. Oggi la carta stampata non riporta pi\u00f9 queste notizie. Gli annunci dei concerti importanti, ma non pi\u00f9 la critica, sono affidati ai telegiornali e ai giornali radio solamente in caso di grandi avvenimenti. \u00c8 l\u2019epoca dell\u2019on-line e gli attuali addetti ai lavori hanno cambiato gli strumenti e i format. Ma la musica prosegue il suo cammino variando i supporti e le esperienze compositive.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em><strong>D Cambia la tua vita a un certo punto grazie a un matrimonio jazz: ce lo vuoi raccontare?<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">R Scherzosamente tu parli di \u201cmatrimonio jazz\u201d alludendo al mio cambio di rotta nelle preferenze degli stili musicali. Quando ti ho raccontato del mio incontro con Giorgio Gaslini in una lezione-concerto a Bari in un circolo privato, fu allora che compresi che potevano essere infrante le rigide regole che governavano lo studio dell\u2019Armonia che allora stavo studiando come materia per sostenere l\u2019esame in conservatorio. Quindi da Chopin e Scarlatti virai a Duke Ellington, Lennie Tristano, Charlie Parker, Gerry Mulligan. Una vera e propria folgorazione. Quindi io preferisco definirlo un nuovo approdo musicale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em><strong>D Hai mai studiato le possibili relazioni tra jazz e arte contemporanea?<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">R La mia professione \u00e8 sempre stata, dopo la laurea, quella di storica dell\u2019arte in una progressiva carriera di docente universitaria. L\u2019attivit\u00e0 di cosiddetto \u201ccritico jazz\u201d \u00e8 stata per me complementare e si \u00e8 conclusa alla fine degli anni Ottanta quando il trasferimento dall\u2019ateneo della mia citt\u00e0 natale a Roma, presso l\u2019Universit\u00e0 di \u201cTor Vergata\u201d, mi ha imposto un ritmo pi\u00f9 frenetico ed esclusivo. Quindi ora sono diventata semplicemente ascoltatrice di jazz e frequentatrice di concerti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em><strong>D A parte il sottoscritto, che si \u00e8 occupato dei rapporti tra jazz e cinema, jazz e cartoon, jazz e letteratura, esistono in Italia pochissimi studi interdisciplinari: come te lo spieghi?<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">R Non ho mai approfondito le relazioni tra jazz e altri ambiti disciplinari poich\u00e9 l\u2019arte contemporanea ha gi\u00e0 in s\u00e9 sul piano sinestetico tante aperture a latere e interrelazioni. Mi \u00e8 rimasta in mente quello che Giulio Carlo Argan ha scritto sul quarto volume del suo famoso manuale <em>Storia dell\u2019Arte<\/em> su cui molti di noi hanno studiato al liceo, mettendo in paragone Action Painting di Jackson Pollock e il Free Jazz. Opinabile o meno suscita qualche curiosit\u00e0 a proposito. Ho preferito leggere i saggi di chi come te si \u00e8 ben impegnato in questo senso. Siete in pochi a istituire questi cosiddetti paralleli e analisi comparative poich\u00e9 ci vuole molta preparazione culturale e grande apertura mentale per affrontare questi temi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em><strong>D Come vivi tu ora in Italia anche le tue esperienze professionali? O meglio l&#8217;arte moderna \u00e8 bistrattata come il jazz dalle istituzioni?<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">R L\u2019Arte Contemporanea in Italia gode da molto tempo di un grande interesse da parte del pubblico e delle istituzioni se pensiamo al gran numero di mostre e del successo delle Biennali e recentemente all\u2019ingresso in televisione di trasmissioni dedicate all\u2019arte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em><strong>D Cosa pensi infine dell&#8217;attuale situazione &#8211; governo Meloni &#8211; in cui versa la cultura italiana (di cui il jazz ovviamente fa parte da anni)?<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">R L\u2019attuale corso della politica non offre risorse da questo punto di vista. Ci vorrebbe un cambiamento rapido e massiccio e una nuova strategia di costruzione culturale per orientare le nuove generazioni, sotto questo profilo, a saper valorizzare la cultura come base essenziale di uno stile di vita.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\/\/ di Guido Michelone \/\/ Di notte, dal maggio all&#8217;ottobre 1985 va in onda su&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":11014,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[21,29,10,9,777,22,2,3,675,13],"tags":[],"class_list":["post-11013","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-arte-poesia","category-bebop","category-costume-e-societa","category-cultura","category-interview","category-italian-jazz","category-jazz","category-musica","category-novelle-racconti","category-world-music"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Scascitelli-negli-U.S.A.png.webp","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11013","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=11013"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11013\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":11015,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11013\/revisions\/11015"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media\/11014"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11013"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=11013"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=11013"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}