{"id":10963,"date":"2025-06-11T18:28:14","date_gmt":"2025-06-11T16:28:14","guid":{"rendered":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/?p=10963"},"modified":"2025-06-11T18:28:19","modified_gmt":"2025-06-11T16:28:19","slug":"kirke-lincanto-di-circe-di-e-lee-la-reinvenzione-del-mito-in-forma-sonora-filibusta-records-2025","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/2025\/06\/11\/kirke-lincanto-di-circe-di-e-lee-la-reinvenzione-del-mito-in-forma-sonora-filibusta-records-2025\/","title":{"rendered":"\u00abKirk\u0113. L&#8217;incanto di Circe\u00bb di E-LEE: la reinvenzione del mito in forma sonora (Filibusta Records, 2025)"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em><strong>\u00abKirk\u0113\u00bb si sostanzia come un atto di restituzione, una riscrittura poetica e musicale del femminile sacro che chiama a raccolta una memoria ancestrale, ma non nostalgica. Un invito urgente e necessario a ripensare la potenza simbolica dei miti, affinch\u00e9 essi tornino a parlare, a guarire, a trasformare.<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><em><strong>\/\/ di Francesco Cataldo Verrina \/\/<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Nel panorama musicale contemporaneo, dove la sperimentazione spesso si confonde con la gratuit\u00e0 della rottura formale, il progetto \u00abKirk\u0113\u00bb di E-LEE (alias di Elisa Rossi) s&#8217;impone come un raro esempio di sincretismo tra ricerca filologica, vocazione antropologica e avanguardia musicale. Pubblicato dall\u2019etichetta Filibusta Records, l\u2019album rappresenta non solo un\u2019operazione culturale ardita, ma un\u2019autentica forma di (ri)mediazione del mito classico contestualizzato nella sensibilit\u00e0 del presente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>Il titolo stesso \u00abKirk\u0113\u00bb, restituito nella traslitterazione arcaica<\/strong>, annuncia l\u2019intento profondamente metalinguistico dell\u2019opera: non una semplice reinterpretazione, bens\u00ec un tentativo di risemantizzazione dell\u2019archetipo femminile di Circe, riconoscendole una pluralit\u00e0 di attributi e funzioni rimaste per secoli obnubilate da una narrazione patriarcale e riduttiva. \u00c8 in questo quadro che il disco si configura come un vero e proprio concept album interdisciplinare, frutto di una sinergia creativa che coinvolge artisti e studiosi provenienti da ambiti eterogenei: il pianista Gabriele Manzi, la ricercatrice antropologa Daniela Bordoni e il polistrumentista e sound engineer Nick Valente. Da un punto di vista sonoro, \u00abKirk\u0113\u00bb elude sistematicamente le categorie di genere. Pur affondando le radici nel jazz vocale e nella canzone d\u2019autore, l\u2019album si spinge verso territori di confine, dove l\u2019elettroacustica incontra la sperimentazione timbrica e la voce si fa strumento rituale, ora incantatrice, ora sciamanica. La scrittura musicale, cos\u00ec come gli arrangiamenti, sembrano inseguire un equilibrio instabile ma fertile fra struttura compositiva e slancio improvvisativo: una poetica dell\u2019ambiguit\u00e0 che trova la sua coerenza proprio nella fluidit\u00e0 del segno, nella porosit\u00e0 tra linguaggi, nel gesto interpretativo come atto conoscitivo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>Circe, figura tanto seduttiva quanto storicamente vilificata,<\/strong> si emancipa qui dalla mitologia canonica per diventare emblema di un\u2019umanit\u00e0 nuova, capace di abitare la complessit\u00e0: madre, guaritrice, sacerdotessa della metamorfosi. Non \u00e8 un caso che il <em>ph\u00e1rmakon<\/em>, simbolo ambivalente per eccellenza \u2013 insieme rimedio e veleno \u2013 divenga emblema concettuale dell\u2019opera, offerto non all\u2019eroe maschile ma assunto dalla stessa Circe in un gesto di reintegrazione identitaria. \u00c8 attraverso tale ribaltamento che E-LEE riconsegna al pubblico una figura mitologica \u00abriflessiva\u00bb: specchio dell\u2019inconscio collettivo e memoria delle antiche sapienze. Merita menzione anche la dimensione paratestuale dell\u2019album: il booklet allegato e gli approfondimenti disponibili online si configurano come strumenti ermeneutici preziosi, che completano l\u2019ascolto con una cornice teorica solidamente fondata. In ci\u00f2 \u00abKirk\u0113\u00bb si propone non solo come oggetto estetico, ma come esperienza iniziatica e pedagogica, in cui mito, musica e pensiero si fondono in una narrazione corale e transmediale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>\u00abLa trama della voce\u00bb, brano liminare dell\u2019opera,<\/strong> si configura come un atto di genesi sonora, in cui la voce non \u00e8 solo medium ma origine del senso. \u00abTrama\u00bb suggerisce tessitura e intreccio, un laboratorio fonico in cui vocalit\u00e0, fiato e parola si fondono in tessuto musicale. Una composizione minimale costruita su loop, stratificazioni e improvvisazioni vocali, come in un rito di apertura in cui Circe, ancora disincarnata, inizia a manifestarsi. \u00abIn Sacra Silvia\u00bb ha un titolo che riecheggia la \u00abselva sacra\u00bb tanto cara alla tradizione epico-iniziatica, da Dante a Virgilio. Qui Circe si inoltra in un paesaggio arcaico e vegetale, simbolo dell\u2019inconscio e della conoscenza prelinguistica. Sul piano musicale, l&#8217;impianto \u00e8 evocativo ed ipnotico, segnato da un groove cadenzato, con suoni rarefatti e armonie modali. L\u2019atmosfera \u00e8 contemplativa, al limite del mistico: un invito a perdersi per rinascere. \u00abPh\u00e0rmakon\u00bb, fulcro concettuale dell\u2019intero album, porta il termine greco al centro della narrazione: <em>ph\u00e1rmakon<\/em>, veleno e medicina, dualit\u00e0 e trasformazione. L\u2019identit\u00e0 sonora \u00e8 pi\u00f9 che mai ambivalente: contrasto tra armonie dissonanti e risoluzioni melodiche; tra elettronica sotterranea e tessiture che emergono lentamente. Una drammaturgia evolutiva ed una progressiva trasformazione musicale che riproduce il processo iniziatico di Circe e che fa sua la metamorfosi. \u00abAd Occhi Chiusi\u00bb, un brano introspettivo e meditativo, dove l\u2019atto del chiudere gli occhi pu\u00f2 essere interpretato come ritiro interiore, ascolto profondo, soglia verso il sogno e la visione. Musicalmente poggia su dinamiche rarefatte, tempi dilatati ed armonie sospese, quasi una nenia cantata dal sapore ancestrale, una culla armonizzata, in cui la coscienza si affida all\u2019istinto<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>\u00abBlack Is The Color (Of My True Love&#8217;s Hair)\u00bb<\/strong>, unico standard del disco, un&#8217;antica ballata popolare americana (resa celebre da Nina Simone e da altre grandi interpreti) che funge da intermezzo evocativo e intertestuale. Inserita in \u00abKirk\u0113\u00bb, assume nuove valenze: l\u2019amore evocato riconduce a Ulisse o ad una sua proiezione. L&#8217;impianto sonoro progressivo e la voce penetrante ed assertiva di Elisa Rossi sviluppano una trama fortemente seduttiva. Il costrutto sonoro offre molto spazio alla sezione ritmica: Gabriele Manzi pianoforte, Flavio Bertipaglia contrabbasso e Marco Malagola batteria. \u00abL\u2019incanto di un sogno\u00bb rielabora in chiave onirica l\u2019intero viaggio. Qui <em>l\u2019incanto<\/em> \u00e8 al contempo esito e dissolvenza: Circe si ridesta umana ed insieme mitica, portatrice di una nuova consapevolezza. Una scrittura musicale espansa e sognante, quasi pop, arricchita dalla chitarra di Manuel Mauti e dal drive di di Nicola Valente, con echi riverberati, armonie sospese e una vocalit\u00e0 eterea che chiude l\u2019album come una benedizione. Il sogno non finisce: resta la vibrazione, l&#8217;eco e la riappropriazione di un potere femminile ancestrale. In conclusione, l\u2019operazione artistica condotta da E-LEE con \u00abKirk\u0113\u00bb si sostanzia come un atto di restituzione, una riscrittura poetica e musicale del femminile sacro che chiama a raccolta una memoria atavica, ma non nostalgica. Un invito urgente e necessario a ripensare la potenza simbolica dei miti, affinch\u00e9 essi tornino a parlare, a guarire, a trasformare.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/elisarossifoto1--1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-10965\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><strong><em>Elisa Rossi<\/em><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abKirk\u0113\u00bb si sostanzia come un atto di restituzione, una riscrittura poetica e musicale del femminile&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":10964,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[9,26,843,745,18,22,2,3,6,13],"tags":[875,873,844,49,624,270,201],"class_list":["post-10963","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","category-editoriale","category-elettro-beat","category-ethno-music","category-fusion","category-italian-jazz","category-jazz","category-musica","category-recensione-dischi","category-world-music","tag-circe","tag-comtemporary-jazz","tag-elettro-beat","tag-fusion","tag-new-jazz","tag-post-bop-2","tag-world-music"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/E-LEE-Kirke-cover-e1749658994104.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10963","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10963"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10963\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10966,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10963\/revisions\/10966"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media\/10964"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10963"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10963"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10963"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}