{"id":10380,"date":"2025-05-12T20:42:39","date_gmt":"2025-05-12T18:42:39","guid":{"rendered":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/?p=10380"},"modified":"2025-05-17T23:36:14","modified_gmt":"2025-05-17T21:36:14","slug":"daniele-cavallanti-a-world-of-sound-con-a-wall-of-sound-unode-a-una-uneredita-musicale-che-sa-guardare-al-futuro-felmay-2025","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/2025\/05\/12\/daniele-cavallanti-a-world-of-sound-con-a-wall-of-sound-unode-a-una-uneredita-musicale-che-sa-guardare-al-futuro-felmay-2025\/","title":{"rendered":"Daniele Cavallanti A World Of Sound con \u00abA Wall Of Sound\u00bb, un&#8217;ode a una un\u2019eredit\u00e0 musicale che sa guardare al futuro (Felmay, 2025)"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em><strong>La chimica tra i membri del line-up si percepisce chiaramente, foriera di un sound ricco e avvolgente, che affonda le radici nella profondit\u00e0 della musica afro-americana degli anni &#8217;60, reinterpretata con una sensibilit\u00e0 contemporanea.<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><em><strong>\/\/ di Francesco Cataldo Verrina \/\/<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">Daniele Cavallanti si ripropone con la sua ultima incarnazione, A World Of Sound. La formazione, capitanata dal tenorista \u00e8 arricchita dalle soavi intersezioni di Francesco Chiapperini \u2013 flauto e clarinetto basso \u2013 capaci di sprigionare una magica fusione che evidenzia la potenza e la scioltezza del linguaggio jazzistico. Completati da Gianluca Alberti al contrabbasso e Tony Boselli alla batteria, i quattro musicisti hanno dato vita ad un album che rappresenta, senza dubbio, un viaggio sonoro unico, tra storia e immaginazione. \u00abA Wall of Sound\u00bb, pubblicato dalla Felmay Records, rappresenta il terzo capitolo della discografia del gruppo, dopo \u00abA World Of Sound Quartet\u00bb (2014) e \u00abShadows\u00bb (2019), nonch\u00e9 il continuum del percorso musicale intrapreso dal sassofonista e compositore milanese dal 2013. Daniele Cavallanti, attivo sulla scena dagli anni Settanta, porta con s\u00e9 una ricco background che si riflette nella sua scrittura e nelle interpretazioni del gruppo che lo sorregge. La sua carriera, costellata di collaborazioni con nomi illustri e fondazioni di ensemble di notevole spessore, aggiunge ulteriore valore a \u00abA Wall Of Sound\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>Il repertorio proposto riesce a trasmettere immediatezza e nostalgia,<\/strong> attingendo in massima parte al passato, con molti tributi ai giganti del jazz: da Wayne Shorter a Ornette Coleman, intercalati da alcune composizioni nuove di pacca. In questo affresco, ogni esecuzione di Cavallanti e soci tesse un ideale <em>fil rouge<\/em> che si snoda tra le visioni innovative di Shorter e la ricerca melodica di Carla Bley. Nel dettaglio, il repertorio comprende due brani originali di Cavallanti: \u00abS.O.S.\u00bb, dedicato a John Surman, Mike Osborne e Alan Skidmore; \u00abDowntown Braxtown\u00bb, che onora la figura di Anthony Braxton. Questi pezzi, impreziositi dalla straordinaria abilit\u00e0 improvvisativa del line-up, si affiancano a classici di Wayne Shorter e Ornette Coleman, come \u00abArmageddon\u00bb, \u00abCharcoal Blues\u00bb e \u00abStreet Woman\u00bb, oltre a un arrangiamento d&#8217;eccezione di una punta di diamante della discografia di Carla Bley, \u00abJesus Maria\u00bb. Le qualit\u00e0 strumentali dei membri del gruppo sono indiscutibili. L&#8217;integrit\u00e0 e la sincerit\u00e0 delle loro esecuzioni brillano come una luce in un panorama musicale dove spesso l&#8217;apparenza risulta prevalente sulla sostanza. Qui, non ci sono compromessi. La loro scelta di mantenere un&#8217;identit\u00e0 originale, in un settore di nicchia della scena jazzistica, dimostra un coraggio e una coerenza che travalicano le mode del momento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>La chimica tra i membri del line-up si percepisce chiaramente<\/strong>, foriera di un sound ricco e avvolgente, che affonda le radici nella profondit\u00e0 della musica afro-americana degli anni &#8217;60, reinterpretata con una sensibilit\u00e0 contemporanea. Insieme a Cavalcanti, il contrabbassista Gianluca Alberti, accreditato musicista nella scena milanese, apporta la sua dirompente energia, vibrante e tensioattiva, mentre Toni Boselli, rinomato per la sua versatilit\u00e0, offre una base ritmica solida e dinamica. Un particolare riconoscimento va al polistrumentismo di Chiapperini. La sua versatilit\u00e0, basata sull&#8217;essenza eterea del flauto e sui passaggi incisivi al clarinetto basso e al sax alto, arricchiscono l&#8217;interplay, rendendo il dialogo tra i fiati un&#8217;esperienza cinetica e coinvolgente. In conclusione, \u00abA Wall Of Sound\u00bb non va interpretato come un semplice sguardo al passato, ma piuttosto una celebrazione di un\u2019eredit\u00e0 musicale che, pur mantenendo viva la tradizione, sa reinventarsi senza compromessi. Il disco \u00e8 un&#8217;ode alla coerenza, un invito a esplorare le sfumature del jazz non come semplice intrattenimento, ma quale  profondo e sentito atto d\u2019amore per la musica dei \u00abpadri fondatori\u00bb, al netto degli input lanciati da un mercato sempre pi\u00f9 appiattito e manieristico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>A World Of Sound non \u00e8 solo il nome di un gruppo<\/strong>, ma un credo e una fede che attraversano gli accadimenti musicali di ieri, oggi e domani, un incontro al vertice che non solo celebra il jazz e le sue radici, ma invita l&#8217;ascoltatore a riflettere, a scoprire e a lasciarsi trasportare da un suono che \u00e8 al contempo sedimentato nella storia e fluido nel guardare al futuro. Il risultato \u00e8 un lavoro immersivo che celebra il jazz e le sue radici afrologiche, riportandone in auge l&#8217;humus e le dinamiche espositive. \u00abA Wall Of Sound\u00bb \u00e8 senza dubbio una tappa fondamentale nella discografia di Daniele Cavallanti, ma soprattutto un&#8217;esperienza sonora consigliata agli amanti del jazz non propriamente mainstream e convenzionale.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"839\" height=\"472\" src=\"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Daniele-Cavallanti-A-World-of-Sound-Quartet.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-10382\" srcset=\"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Daniele-Cavallanti-A-World-of-Sound-Quartet.jpg 839w, https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Daniele-Cavallanti-A-World-of-Sound-Quartet-300x169.jpg 300w, https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Daniele-Cavallanti-A-World-of-Sound-Quartet-768x432.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 839px) 100vw, 839px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><strong><em>Daniele Cavallanti-A World Of Sound<\/em><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La chimica tra i membri del line-up si percepisce chiaramente, foriera di un sound ricco&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":10381,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[29,9,26,563,22,2,3,500,6],"tags":[674,673,113,672,671,218,40,55,71],"class_list":["post-10380","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-bebop","category-cultura","category-editoriale","category-free-jazz","category-italian-jazz","category-jazz","category-musica","category-post-bop","category-recensione-dischi","tag-a-wall-of-sound","tag-a-world-of-sound","tag-avanguardia","tag-daniele-cavalcante","tag-felmay-records","tag-free-jazz-2","tag-jazz","tag-post-bop","tag-swing"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/DanieleCavalcanti_ante-e1747075105593.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10380","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10380"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10380\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10514,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10380\/revisions\/10514"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media\/10381"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10380"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10380"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/doppiojazz.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10380"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}